“IMPERATRICE”, DALLA CINA CON FURORE

Per il venerdì del libro questa volta vi porto nientepopodimeno che in Cina.

Per la precisione, nella Cina del VII secolo.

immagine di una tipica festa cinese del VII sec. www.cinaoggi.it

Il romanzo “Imperatrice” dell’autrice Shan Sa lascia trasparire già dal titolo quale sarà l’argomento della narrazione.

In realtà “Imperatrice” è molto di più: è la storia di una donna che, praticamente da sola, riesce a diventare da orfana di un mandarino (no, non il frutto, i mandarini erano i funzionari cinesi che si occupavano di varie cose a livello economico e burocratico) la prima donna a sedersi sul trono dell’impero cinese.

Nella prima parte del libro troviamo Luce, la protagonista, alle prese con l’apprendimento dell’arte della concubina.

Si parla proprio di arte, perché essere concubine non vuol dire solo fare le amanti, ma è molto di più.

Significa essere educate alla poesia, alla pittura, al canto, al portamento e anche all’arte amatoria.

Luce si destreggia tra i rigidi insegnamenti e la vita di corte, tra la difficoltà degli studi e le difficoltà a livello interpersonale con le altre allieve.

Finito l’apprendistato, la ragazza intraprende il suo cammino verso il potere. Con astuzia e perseveranza, giocando in maniera non sempre leale, riesce a conquistare i favori dell’imperatore.

Va da sé che questa situazione attira le antipatie delle altre concubine.

Pian piano Luce riesce a far innamorare l’imperatore che arriva, andando contro i consigli dei suoi cortigiani e delle famiglie nobili, a sposarla.

Alla morte dell’imperatore, Luce è la prima donna della storia cinese a diventare imperatrice.

E qui la situazione si ribalta: per la prima volta e in modo del tutto casuale l’imperatrice si innamora. Di un uomo. Ovviamente sbagliato.

L’amore è cieco, è irrazionale ed imprevedibile. Luce si innamora di un uomo di umili origini.

Questo scandalo sarà terreno fertile per la vita di corte. Grazie a notizie false e ambigue, la situazione porterà alla morte dell’innamorato e alla destituzione della protagonista.

Questa è in sintesi la trama.

Su una storia dall’apparenza semplice l’autrice monta un castello basato sulla sete di potere, sugli intrighi di corte, sulle alleanze labili e fittizie.

Non si tralascia neppure la realtà storica, tra battaglie, sommosse, omicidi e stragi.

E’ un romanzo storico e di formazione che offre uno spaccato dettagliato sul netto contrasto tra la ricchissima vita di corte e la povertà del popolo.

Il punto a suo favore è dato senza dubbio dal personaggio di Luce, che ci viene descritta come una ragazza che fa suo il motto “volere e potere”.

Razionale, calcolatrice, quasi spietata. Luce non esita a servirsi di trucchi e inganni per saziare la sua sete di potere.

Trasforma gli eventi in opportunità e non esita a coglierli al volo.

Ogni tanto si coglie qualche barlume di umanità, di incertezza. Ma sono sfumature che non vengono mai approfondite, quasi che per l’autrice fosse prioritario dare di Luce l’immagine di una ragazza forte e self-made.

Quindi ho fatto fatica a raffigurarmi una Luce in preda all’amore, sentimento irrazionale per eccellenza. Mi sembra che le cose siano state un po’ forzate, non in linea con il personaggio che ci è stato descritto fino ad ora.

Altra nota dolente del romanzo sono le descrizioni. Lunghe, esagerate e soprattutto non sempre funzionali alla narrazione in sé. Ma, come è indicato nei diritti del lettore, se risultano troppo noiose si possono sempre saltare.

Quindi consiglierei  questo libro? Tutto sommato sì, ma non aspettatevi che sia una lettura leggera.

 

2 pensieri su ““IMPERATRICE”, DALLA CINA CON FURORE

  1. maris

    Forse un pò troppo pesante da affrontare come lettura in questo momento, ma non si sa mai in futuro...mi segno comunque il titolo.
    Sai una cosa curiosa? Anche la protagonista del romanzo di cui ho parlato io in qusto venerdì del libro si chiama Luce 🙂 ma è italiana e contempoaranea a noi.

    Buon fine settimana!

    Rispondi

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