“LA GIOSTRA DEI CRICETI” #venerdì del libro

"La giostra dei criceti" di Antonio Manzini è un romanzo giallo.

Lui, Manzini, è uno dei miei autori preferiti, creatore del mitico Rocco Schiavone.

L'ho preso pensando quindi di andare a colpo sicuro.

Erroraccio, davvero. Nel senso che il libro è stato scritto prima degli altri romanzi che hanno per protagonista il vicequestore romano.

Per cui, no Rocco no party? Per fortuna no!

"La giostra dei criceti", benché diverso dalle successive opere di Manzini, ha un suo perché.

Le vicende si svolgono tra Tor Tre Teste e l'Agro Pontino. Da un lato vediamo 4 furfanti di lega medio-bassa mentre rapinano una banca, solo per essere rapinati a loro volta da altri lestofanti travestiti da poliziotti.

Uno dei quattro viene sequestrato da loro e brutalmente picchiato per sapere dove si trovano i soldi della rapina.

Il bottino in realtà è stato trafugato da uno dei quattro che ha tradito gli altri complici con l'aiuto di altri uomini.

Dall'altro lato c'è invece la Roma bene, quella dei politici e della classe dirigenziale, impegnata a trovare un modo alternativo per fronteggiare il grossissimo buco economico della madre patria.

Nel mezzo c'è Diego, povero impiegato dell'INPS senza nè arte nè parte.

E proprio lui è il collante delle due vicende parallele. Il ragazzo ritrova per caso parte della refurtiva della rapina in banca nascosta a casa di una vecchia amica della nonna.

Allo stesso tempo viene scelto dal direttore dell'INPS per un compito delicatissimo e remunerativo: selezionare un target di pensionati che verranno eliminati fisicamente da soldati addestrati dai corpi speciali. Questo è il piano grottesco partorito da alcuni politici per risanare le finanze italiane.

Diego, con la nuova amante Elisabetta, tenta di trarre il massimo vantaggio dalla situazione in cui suo malgrado si viene a trovare.

Arriva addirittura a tradire il fratello René, che ha tradito un amico, pur di fare il colpo grosso.

Questa sostanzialmente è la filosofia di vita di ogni personaggio del libro: cercare di avvantaggiarsi a discapito degli altri, senza guardare in faccia nessuno.

Il finale mi ha lasciato l'amaro in bocca, ma è in linea con il resto della trama.

"La giostra dei criceti" è tanta roba.

Sicuramente thriller, ma anche romanzo politico. Ha una grande importanza infatti il tema sociale dei giovani che devono sopportare la pesante eredità dei vecchi, molti dei quali si stanno godendo baby pensioni o finte pensioni di invalidità.

Allo stesso tempo c'è il tema politico, dove la "casta" dirigenziale si attacca alla poltrona con la dentiera pur di non perdere i suoi privilegi.

E il tema della disoccupazione, delle classi sociali meno abbienti che devono campare con pensioni o sussidi miseri e insufficienti.

Niente sentimentalismi, niente perbenismo, niente compassione. Uomo mangia uomo e campa solo chi è furbo.

Un romanzo ironico, cinico, con atmosfere pulp e splatter da stomaco forte, ma che ti cattura fin dalle prime pagine.

"La giostra dei criceti" dove ogni persona corre inutilmente su una ruota immaginaria, senza mai fine è assolutamente da provare.

Questo è il mio contributo al #venerdì del libro, tema proposto da Homemademamma.

 

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