ALICE BASSO E LA TRILOGIA DELLA SCRITTRICE SENZA NOME #venerdìdellibro

Dopo la pioggia scrosciante di ieri, stamattina mi sono svegliata con un bel cielo sereno e...un bel raffreddore!

Nonostante mi senta super-intasata (ma stasera metterò in atto rimedi segreti), non vi lascio senza i consigli di lettura della settimana.

Per cui oggi parliamo della scrittrice milanese (ma che risiede in provincia di Torino) Alice Basso e della sua trilogia che ha per protagonista Vani Sarca.

Alice Basso esordisce nel 2015 con il romanzo "L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome" a cui fanno seguito "Scrivere è un mestiere pericoloso" pubblicato nel 2016 e il recente "Non ditelo allo scrittore".

Protagonista della saga è Silvana Sarca, conosciuta col nome di Vani, professione gosthwriter.

Particolarmente abile nel capire le persone e mettersi nella pelle degli altri, acuta osservatrice e fine deduttrice, Vani ha una personalità eclettica.

Misantropa, asociale, disinteressata quasi al genere umano, con un look molto aggressivo portato in voga dal personaggio di Lisbeth Salander della saga "Milleniunm", Vani di primo acchito potrebbe perfino risultare antipatica.

In realtà serve davvero poco a riabilitarla agli occhi dello scrittore, perché di fondo Vani ha un gran cuore.

Nel primo libro la gosthwriter si trova suo malgrado coinvolta in un caso misterioso: la sparizione di una scrittrice per cui sta scrivendo un libro.

Grazie ai suoi colpi di genio e al suo formidabile intuito, la ragazza aiuterà l'aitante e burbero commissario Romeo Berganza a risolvere il caso.

La stima e l'amicizia che lega il commissario a Vani farà sì che Berganza la "arruoli" tra le sue fila in veste di consulente.

Tra colpi di scena, personaggi disparati ma molto credibili, love stories e intrighi, Vani ci conduce all'interno dell'animo umano dominato da pulsioni primarie e desideri inespressi.

Una serie coinvolgente, a tratti dissacrante: inevitabilmente ci si affeziona a Vani così come alla piccola Morgana o alla ottuagenaria Irma.

Lo stile è semplice, quasi colloquiale e la penna di Alice Basso si contraddistingue per il suo sarcasmo graffiante.

Personaggi e luoghi sono ben descritti attraverso gli occhi di Vani, senza pedanteria o inutili lungaggini.

Le trame sono coinvolgenti, mai scontate, le soluzioni si basano su indizi diffusi durante il percorso a cui Vani arriva per deduzione, come un novello Sherlock Holmes.

Anche se la gosthwriter ricorda la protagonista della trilogia "Millenium", scordatevi di trovare dettagli splatter o scene raccapriccianti.

Qui tutto è impostato come in un giallo alla Agatha Christie , in modo elegante.

La storia d'amore di sottofondo farà struggere la parte romantica che c'è in voi ( perché in fondo in fondo tutti ne abbiamo una).

Forse è proprio la parte amorosa quella che risulta più scontata, ma va bene così, Alice Basso non scrive romanzi d'amore, scrive thriller.

Adesso non vi resta altro da fare che leggerli e farmi sapere che cosa ne pensate!

Come sempre, un doveroso ringraziamento a Paola di Homemademamma per aver inventato il venerdì del libro.

 

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6 pensieri su “ALICE BASSO E LA TRILOGIA DELLA SCRITTRICE SENZA NOME #venerdìdellibro

  1. Silvia

    Ti devo ringraziare x' sti titoli mi hanno sempre fatto voglia ma credevo fossero scemate. Non sapevo della trilogia e da come ne parli sembrano dignitosi. Mi sa che me li leggo pure io

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    1. Priscilla

      Ciao Silvia, prova, anche io non pensavo fossero così belli, al massimo se non ti piace puoi sempre lasciar perdere.
      Poi fammi sapere cosa ne pensi tu.
      Buona lettura!

      Rispondi

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