BAMBINI E UCCELLI MIGRATORI- #grandecocomero #aedidigitali

I bambini sono come gli uccellini: ad ogni momento aprono la bocca"

Mi ero dimenticata di questo proverbio fino a poche settimane fa, quando ho avuto l'occasione di vedere la bimba di pochi mesi di una mia amica.

La piccola apriva la sua boccuccia rosea, la punta della lingua guizzava tra le gengive ancora spoglie con un ritmo incalzante.

La notte scorsa, poi, mi sono ritrovata a pensare che esistono altre similitudini tra uccelli e bambini.

I bambini, infatti, con l'arrivo dell'autunno, migrano, proprio come fanno i volatili.

E dove se ne volano, vi starete chiedendo?

Forse  se ne vanno a svernare in qualche luogo caldo, in attesa che ritorni la primavera?

Magari fanno una capatina all'Isola Che Non C'é, seconda stella a sinistra e poi via...O era a destra?

Mannaggia, spero che abbiano più senso dell'orientamento di me.

Le migrazioni dei bambini sono molto più facili, anche se non prive di ostacoli.

Ogni bambino lo sa. Ogni bambino conosce la via che lo conduce alla sua mamma.

Ed è così che, in piena notte, sulla base di un istinto primordiale, i bambini sfidano l'incertezza del buio.

A piccoli passi, guardinghi, si fanno strada senza alcun lume per le stanze della casa.

Attraversano lunghi corridoi, schivano sedie, comodini, spigoli dei letti, si infilano con grazia felina tra le fessure delle porte socchiuse, evitano muri e giocattoli sparsi sul pavimento e giungono incolumi a destinazione.

Con un balzo lesto  atterrano sul letto, fianco a fianco alla mamma dormiente.

S'infilano sotto le lenzuola e pigolano per ottenere un abbraccio o un bacio.

Infine, con un sospiro voluttuoso, chiudono gli occhi e si riaddormentano, tranquilli e beati.

Loro.

Voi invece mentalmente tirate giù dal cielo giusto tutti i santi che conoscete, e non son pochi, visto il vostro passato (breve) da catechista.

Poi tentate di far rotolare il corpo inerme di vostro figlio - che nel frattempo avrà assunto il peso specifico del piombo- verso la schiena paterna.

Ma non appena il pupo avverte la vicinanza del padre, con uno scatto si gira e torna alla posizione di partenza.

Vale a dire che la sua manina coprirà esattamente la vostra bocca e almeno il mignolino sarà conficcato in una delle vostre narici, il gomito vi premerà lo sterno ed entrambi i piedi, ghiacciati per il contatto con le piastrelle del pavimento, si saranno non si sa come infilati sotto la maglia del vostro pigiama, provocandovi brividi diffusi.

A questo punto tenterete di spostarvi, assumendo quella che i soccorritori chiamano "posizione di sicurezza", vale a dire vi metterete sul fianco.

Così vi verrete a trovare sul bordo del letto. Vostro figlio vi si accozzerà ancor di più, abbracciandovi dietro la schiena come fanno i koala.

Ogni movimento vi sarà precluso, pena il risveglio prematuro dell'infante.

E starete lì, immobili, cercando di non battere i denti perché il lenzuolo se lo sarà tenuto tutto il bimbo.

Ma sarete felici, oh sì, davvero felici, mentre ascolterete il suo respiro e la vostra felicità diventerà tutt'uno con i rivoli di sudore che scenderanno nella zona del vostro corpo a contatto con quello del vostro bimbo.

Pelle a pelle, i respiri sincronizzati, vi godrete ogni istante, mentre un insano torpore si impadronirà dapprima della vostra mano, poi risalirà lungo il braccio ed infine si propagherà ad ogni singola parte del vostro corpo.

E quello sarà l'unica cosa addormentata che avrete.

Accoglierete con mistico tripudio la sveglia delle 5.00 che trillerà come la tromba dell'angelo, vedrete le schiere dei santi fare la ola davanti ai vostri occhi pesti, mentre il vostro amato si alzerà bofonchiando qualcosa su come ha passato male la notte.

Voi vorreste lanciargli il libro che tenete sul comodino - la Bibbia, putacaso- ma non potete raggiungerlo perché il braccio non risponde più ai vostri comandi.

Vi limitate a mandargli un sommesso "May day, may day!"  in codice Morse- tre punti, tre linee, tre punti-, battendo l'indice sulla cornice di legno del letto.

Seppur a rallentatore, seguendo la bradiposofia, il vostro partner compirà il sommo gesto d'amore che stavate aspettando.

No, non mi riferisco al bacio che può risvegliare Biancaneve o la Bella Addormentata, ma allo spostamento fisico di vostro figlio che finirà nella metà (sì, ho detto proprio metà!) del letto che fino a pochi istanti prima aveva occupato il vostro eroe.

Quindi, con un enorme atto di forza, raccogliendo le poche energie rimaste, riuscirete a rimettervi supine nella vostra metà.

Intanto che un fastidioso formicolio ridesterà i vostri arti atrofizzati, godendo del tepore dato dalla riconquista di un lembo di lenzuolo, chiuderete finalmente gli occhi, pregustando la vostra meritata ora di sonno profondo.

Ed è a quel punto che vostra figlia, seguendo il primordiale istinto migratorio che accomuna bambini ed uccelli, piomberà nel lettone, accanto a voi, anzi tra voi e vostro figlio, dando inizio allo schema fin qui illustrato.

Ma, care mamme, godetevi ogni prezioso istante del co-sleeping, perché quando i vostri bambini saranno grandi lo rimpiangerete amaramente.

Vi saliranno le lacrime agli occhi, guardando la vostra progenie ormai sedicenne uscire di casa, mentre penserete con gioia maligna: "E domani è domenica, alle cinque attacco subito l'aspirapolvere!"

E attenderete con ansia quel momento magico e mistico, esattamente come Linus, che ogni anno non smette di aspettare l'arrivo del Grande Cocomero.

(Con questo articolo partecipo al tema della settimana degli #Aedidigitali, il #GrandeCocomero)

4 pensieri su “BAMBINI E UCCELLI MIGRATORI- #grandecocomero #aedidigitali

  1. Martina

    Cara Priscilla,

    questo post è semplicemente delizioso. Così pieno di ironia e dolcezza!
    Il mio bimbo di 2 anni e mezzo non viene ancora alla nostra ricerca, in compenso, dato che da alcuni giorni ha raffreddore con annessa tosse e starnuti anche nel sonno, migro io da lui cercando di stargli vicina ed aiutarlo a riposare meglio che può... decisamente meno romantico dell'uccellino che cerca il tuo calore per avere un po' di coccole!

    Buona giornata!

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    1. Priscilla

      Cara Martina, anche voi nel tunnel di tosse e raffreddore...
      Sono sicura che il tuo bimbo apprezza davvero tanto la tua vicinanza, stare vicino alla mamma quando si sta poco bene è la cosa più bella per ogni bambino.
      Mi auguro che guarisca presto. Nel frattempo un bacione e grazie della tua visita!

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