BENVENUTO OTTOBRE

Se il mio rapporto con il mese di Settembre è come quello tra fratelli, in bilico tra amore e odio, Ottobre invece mi ispira un gran simpatia.

Ottobre si contende con Aprile il podio del mio mese preferito.

Di questo mese amo tutto.

Il cielo è ancora buio, le mattine di ottobre, ma non di un buio cupo ed opaco, bensì di una sfumatura stemperata, quasi brillante.

La luce dorata del sole bussa timidamente, entra in punta di piedi nella camera da letto, quasi non volesse disturbare il nostro sonno.

Fuori l'aria frizzantina del mattino lascia pian piano il posto a una mitezza che induce a rallentare, ad osservare, ad essere introspettivi.

Il paesaggio uniforme sboccia improvvisamente in una seconda primavera.

Perfino le città più grige riprendono colore: basta un'aiuola dipinta di arancio bruciato, bronzo, ruggine e oro per mettere allegria.

Ottobre è il mese della passeggiate in montagna con i bambini, crepitante del rumore di foglie calpestate.

La natura ci regala vedute mozzafiato, paesaggi di una bellezza struggente.

Le giornate si accorciano in modo impercettibile e torna la voglia di stare a casa, accucciati sul divano in compagnia di una buona tisana, la luce soffusa di una candela solitaria.

Ottobre raramente cambia d'umore e quando lo fa, lo fa con grazia. La pioggia scende per breve tempo, non è la pioggia tamburellante del temporale estivo né quella persistente dei piovaschi novembrini.

Finalmente si respira un assaggio d'inverno, rispuntano cappotti e stivali. Salutiamo infine i vestiti estivi, indossati a settembre sotto capi più pesanti.

Compensiamo l'arrivo dei primi freddi portando in tavola zuppe e vellutate, con protagonista indiscussa la zucca.

Ci divertiamo a cucinare torte e biscottini fragranti, godendo del tepore del forno.

Ottobre ci dona castagne e funghi, il vino comincia a riposare nelle botti e nell'aria si intrecciano i primi fili di fumo.

Perfino i bambini percepiscono che la vita attorno a loro sta cambiando in modo più palese di quanto accade in primavera.

E si divertono a raccogliere foglie che collezionano come fossero francobolli preziosi.

La sera guardano il cielo scuro, scrutano e osservano tra le nubi sfilacciate, puntano gli occhi su una stella lontana e chiedono a bruciapelo: "Mamma, quando arriva Babbo Natale?"

 

 

 

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