BLOG

Oggi parlavo con un'amica.

Scherzosamente, mi ha fatto notare che il tempo passa anche per me.

Niente discorsi sull'orologio biologico, care mie.

Piuttosto discorsi sui primi segni dell'invecchiamento.

Insomma, da cosa capite che non siamo più delle ragazzine?

Ecco la mia lista (spuntate le voci che vi rappresentano).

  • IL CAPELLO BIANCO: che va beh, vuol dire tutto e niente. I primi capelli bianchi possono comparire anche a vent'anni. E per fortuna esistono mille modi per mimetizzarli: tinte più o meno permanenti, bagni di colore, shatush...

  • IL PELO BIANCO: ecco, questo è già più preoccupante. Recentemente mi è capitato di beccare una sopracciglia bianca. Quanto passerà prima che mi trovi una lanugine candida anche lì in basso? Ok, si va di ceretta. E' d'obbligo la totale!
  • LE RUGHE: siate oneste ragazze: quante di voi si osservano la mattina allo specchio e si "tirano" con le mani? Quante mappano con attenzione certosina le proprie minuscole rughe, dalle zampe di gallina ai solchi più profondi sulla fronte? Basta nascondersi dietro le parole "d'espressione": le rughe sono d'espressione perché esprimono chiaramente che stiamo invecchiando
  • I CEDIMENTI STRUTTURALI: facciamocene una ragione, amiche mie, la forza di gravità influenza anche la struttura muscolare. Ad un certo punto le tette vanno giù in picchiata libera. Si può meditare se usarle a mò di sciarpa in inverno. Oppure si può ricorrere ai pur sempre favolosi reggiseni push-up. Lo stesso discorso vale anche per le chiappe. Da poco ho scoperto che hanno inventato pure le mutande push-up da uomo ( vi preeego, ditemi che non è vero!!!). E se ciò non bastasse, c'è sempre la possibilità di andare a vivere sulla Luna, dove la gravità è inferiore si può eliminare alla radice il problema del cedimento strutturale
Ma secondo voi uno così ha bisogno di un push-up?

 

  • GLI OCCHIALI: se prima erano relegati a qualche momento della giornata, come leggere il giornale o usare il PC, da ora in avanti gli occhiali diventeranno i nostri migliori amici. Le più sagge li tengono addirittura attaccati al collo, con quelle graziose catenelle che fanno tanto nonnina d'altri tempi. Vi accorgerete che la vista non è più la stessa quando avrete passato mezz'ora a salutare con la mano un cartello stradale, scambiandolo da lontano  per il vostro allampanato cugino di secondo grado.
  • LA FUGA DELLA...PIPI': più si invecchia più si avverte in maniera impellente il bisogno di fare la pipì. Bevi un bicchiere di acqua? Zac! Devi correre in bagno. Sei in riunione con il tuo capo? Zac! Devi volare in bagno. Sei al supermercato? Zac! Devi andare subito al bagno. Ti viene perfino il dubbio di essere incinta. Di nuovo. Ma passa subito. Poi ti soffermi davanti allo scaffale degli assorbenti e furtivamente metti nel carrello quello per le donne incontinenti. E' fatta. Indietro non si torna. Da ora in poi quando andrai in giro la tua prima preoccupazione sarà accertarti della presenza di un wc. O di un cespuglio. Sempre che tu riesca ancora ad accovacciarti!
  • LA RIGIDITA': invecchiando il nostro corpo diventa meno flessibile. Alcune azioni che abitualmente fino allo scorso anno facevamo senza il minimo sforzo, da oggi in poi sono solo un lontano ricordo. Capisci che non sei più Zlata quando a letto la tua posizione preferita diventa quella del missionario.
Zlata, la super contorsionista

 

  • BLACK-OUT DELLA MEMORIA: ti alzi la mattina, in ritardo per andare al lavoro, e passi due ore a cercare le chiavi della macchina.  Non ti ricordi più dove hai messo l'ultimo libro che hai comprato.Ti dimentichi di dare da mangiare al gatto. Ti scordi di andare a prendere i tuoi figli davanti a scuola e li recuperi quando hanno vent'anni e hanno già conseguito il diploma.
  • COMINCI A PARLARE COME TUA NONNA: "Ai miei tempi le ragazze non andavano vestite con la minigonna inguinale. In inverno si mettevano le calze e in estate nessuno usava gli stivali. Coi buchi, poi!"
  • LA CODA: ma ti sentirai definitivamente vecchia decrepita quando in coda alla posta lo sbarbatello di turno ti dirà cortesemente: "Signora, si sieda pure al mio posto!". Lo fulminerai con lo sguardo, salvo poi sederti con un sospiro di rassegnazione. Stare in piedi comincia proprio a pesare...

 
Facebook Comments

Ci sono uomini che amano il calcio, altri le moto, altri ancora i videogiochi.

E poi ci sono loro, gli uomini veri, quelli che non chiedono mai le indicazioni stradali, quelli che se c'è qualche cosa che non funziona in casa ti dicono: "Amore, lascia fare a me!".

E tu tremi, perché dietro a quelle cinque parole si nasconde un pericolo mortale.

L'uomo con la fissa del fai da te è quello che, non appena ode il cigolio di un antello dell'armadietto della cucina, si arma di cacciavite e in un nanosecondo ha già svitato lo svitabile.

Lo vedete girare per casa con sguardo critico, soffermandosi ad osservare gli angoli tra parete e mobili, tendere l'orecchio per captare ogni scricchiolio sospetto.

Dal taschino della camicia farà capolino la matita rossa rettangolare da carpentiere, assieme ad una bolla, a un cacciavite e all'inseparabile metro.

Donne, rabbrividite, perché quando il vostro uomo è in modalità "fai da te" niente e nessuno lo potrà fermare.

E vi troverete in situazioni surreali. Tipo questa.

"Mamma, l'acqua nel lavandino non scende" urla la Ninfa.

Mi precipito in bagno e tento di imbavagliarla con la salvietta del bidet.

Troppo tardi. CF si materializza accanto a noi.

Osserva per un attimo l'acqua che stagna nel lavabo e poi esclama:

"Amore, ci penso io!"

"No, caro, non ce n'è bisogno, è una cosa da niente, non è urgente!"

Intanto penso a recuperare il numero dell'idraulico e a come chiamarlo furtivamente per prendere un appuntamento lampo all'insaputa della mia dolce metà.

Nel frattempo CF è già partito in quarta.

Faccio appena in tempo a spostare le cose da sotto il mobiletto del bagno e a inserire una bacinella.

Con gesto esperto, svita il sifone e comincia a mugugnare.

A nulla servono i miei tentativi di persuasione. Oramai CF è nel tunnel dell'aspirante idraulico.

Lo prego di sbrigarsi perché tra poco arriveranno le mie amiche per un caffè.

"Tranquilla, è tutto sotto controllo!"

Un'ora dopo CF è ancora steso sul pavimento. Attorno a lui giacciono attrezzi di ogni tipologia e dimensione.

"Amore, tutto bene?" chiedo titubante.

"Certo, ancora un pò e ci sono" esclama con tono rassicurante.

Alzo gli occhi al cielo e nascondo bibite e bicchieri, eliminando ogni possibile causa che possa spingere le mie amiche a fare una capatina in bagno.

Quando arrivano tento di essere disinvolta, cordiale e di compagnia. Ma con l'orecchio sempre teso ai rumori che provengono dal bagno.

Beviamo un caffè, chiacchieriamo del più e del meno. Ed io spero sempre che a nessuno scappi la plin plin.

Il discorso vira sull'arredamento e sui vari complementi della cucina.

Per tirarmela un pò, invito tutte in cucina per mostrare loro i nuovi quadretti vintage che ho appeso.

Mentre siamo lì a discutere sui colori e sull'illuminazione, sentiamo un'inquietante gorgoglio.

Un attimo dopo un geyser di melma puzzolente schizza dal lavandino della cucina.

"Yuppie...E vai!" urla esaltato CF, mentre il blob nauseabondo cola dai pensili bianchi della cucina.

"Il lavello funziona!" CF con l'adrenalina a mille si affaccia sulla soglia.

Il suo sguardo passa da me, alle mie amiche, al muro imbrattato.

"Amore, lascia fare a me!"

E corre a cercare un pennello, mentre io singhiozzo sulla spalla dell'amica più vicina.

 

 

Facebook Comments

2

Qualche giorno fa la Ninfa ha compiuto gli anni.

Sono una mamma socievole, che ama passare il proprio tempo con gli amici, che organizza pranzi e cene e che partecipa agli eventi organizzati dagli altri.

Ma sono anche una mamma che lavora.

Il che significa che di solito arrivo al fine settimana stanca.

Per farla breve, dopo consultazione con l'altro genitore, avevamo deciso che per quest'anno la Ninfa avrebbe festeggiato i suoi quattro anni alla scuola materna.

Festeggiamenti in grande a partire dal prossimo anno.

Ultimamente il tema dei compleanni è molto sentito dai genitori.

Da quel che ho provato personalmente da invitata alle feste dei bambini, ho appurato quanto segue:

  1. la festa di compleanno va annunciata almeno un mese prima tramite invito ufficiale a cui dovrà essere data ufficiale risposta (sia mai che un quatrenne abbia qualche impegno precedente);
  2. si deve scegliere un tema che sarà il filo conduttore della festa, per le bambine va molto Frozen o le Winx, per i maschietti non sono informata;
  3. scelto il tema, si procede con la distribuzione degli inviti (attenzione: non è un vero party se ci sono meno di 20 bambini);
  4. la festa non viene più organizzata in casa (e dove li metto io 20 bambini urlanti in un appartamento di  settanta metri quadrati?), quindi si affitta una stanza solitamente in oratorio;
  5. la location viene poi agghindata con ogni cosa inerente al tema scelto, dallo striscione di auguri, alla torta di compleanno,alla carta igienica del bagno;
  6. la torta di compleanno, secondo la moda corrente, deve essere di almeno due piani, fatta in pasta di zucchero e decorata con il protagonista scelto (ergo, se non siete mastri pasticceri dovete farvela preparare);
  7. il buffet deve servire a sfamare i piccoli invitati e le loro famiglie che, per l'occasione, non mangiano da due giorni;
  8. alla fine della festa, ad ogni invitato viene consegnato un sacchettino di dolci come segno di ringraziamento per essere intervenuto all'evento mondano;
  9. voi, dopo aver passato almeno due ore in compagnia dei genitori dei piccoli invitati, dovete occuparvi della pulizia del locale;
  10. arrivate a sera sfatti, con le orecchie che vi fumano a forza di sentire urlare bambini e adulti, le guance che vi fanno male per i sorrisi forzati elargiti ai genitori vari e gli occhi che vi lacrimano per la stanchezza.

Ergo, come detto sopra, festeggiamenti rimandati al prossimo anno.

Ma le cose non vanno mai come uno se le aspetta.

Alla scuola materna che frequenta la Ninfa i compleanni si festeggiano una volta al mese. Tutti i bambini nati quel mese vengono festeggiati in un'unica soluzione nel tal giorno prefissato dalla nutrizionista che prepara i menù mensili.

A lei spetta il grande compito di stabilire in quale data una fetta di torta rigorosamente industriale scompiglierà meno l'equilibrio alimentare dei bambini.

Questo mese si sono dimenticati di inserire la Ninfa tra i festeggiati.

Per cui per lei niente festa, niente coroncina da principessa, niente canzoncina, niente di niente.

Ovviamente non l'ha presa bene.

Siccome poi le maestre non sono riuscite a farla inserire nei festeggiati di febbraio ( devo ancora capire bene come mai), a restarci male non è stata solo lei.

Va da sè che, cuore di mamma, si doveva trovare un modo per risolvere la situazione.

Allora abbiamo deciso di festeggiare come una volta, ossia domenica pomeriggio festina di compleanno casalinga.

Oltre a noi, erano presenti i nonni e il cuginetto di sette anni, la madrina e il padrino con i loro gemelli che frequentano la scuola primaria e una coppia di amici con due bambine più o meno dell'età della Ninfa e soprattutto con cui lei gioca volentieri.

Ho preparato un piccolo buffet che comprendeva pizzette, salatini, cake pops e la mitica torta di compleanno.

Piccolo buffet dolce e salato! La cosa chè è piaciuta molto ai bambini più grandi è stata il bruco!

 

La Ninfa ha espresso solo due richieste: che la torta fosse di Frozen e di poter indossare il vestito che portava alla vigilia di Natale.

Io amo cucinare, ma i dolci sono il mio tallone d'Achille. Ma quale mamma non farebbe di tutto per accontentare sua figlia?

Quindi mi sono messa d'impegno e ho preparato una torta di compleanno esteticamente gradevole ma soprattutto buonissima (infatti non ne è avanzata nemmeno una fetta!).

Ecco la mia torta DIY a tema Frozen! Magari non perfetta, ma davvero buonissima!

 

La mia bambina ha avuto la sua festicciola, si è vestita da principessa, ha spento le candeline al coro di "Tanti auguri", ha scartato i regali e ha ringraziato tutti gli invitati per aver festeggiato con lei.

La Ninfa alle nove è crollata nel suo lettino, dopo aver giocato come una pazza e aver ballato con tutti.

Prima di chiudere gli occhi, mi ha abbracciato e mi ha detto: "Grazie mamma, è stata una festa meravigliosa, la giornata più bella di sempre!"

Mi si sono riempiti gli occhi di lacrime, il mio cuore scoppiava d'amore e d'orgoglio.

E' bastato tanto poco a renderla felice!

 

Facebook Comments

Quando si diventa mamme il tempo che dedichiamo a prenderci cura di noi stesse viene rosicchiato da mille altri impegni.

Spesso ci troviamo in situazioni tali per cui ficcarsi sotto il getto dell'acqua per dieci secondi netti viene definito "doccia".

A volte già solo trascorrere qualche minuto sole in bagno, con una porta chiusa che ci divide dal mondo esterno (e dai nostri figli, soprattutto), diventa il paradiso.

Sfogliando una delle tante riviste che di solito reperite nei bar o dalla parrucchiera, mi sono imbattutta nell'ennesimo articolo sulla cura della pelle. "Skin care perfetta in dieci minuti".

Dunque la domanda mi è sorta spontanea: ma quanto tempo dedica normalmente alla cura di sè una mamma?

Secondo i suggerimenti di questi tabloid, ecco come dovrebbe essere una buona  routine giornaliera.

Al mattino, la donna che si prende cura di sè mette fuori le sue lunghe gambe flessuose dal letto, si stira voluttuosamente e pratica il saluto al sole. Poi si dirige nella stanza da bagno.

La mamma si fionda fuori dal letto all'ennesimo trillo della sveglia, che ha posizionato strategicamente in corridoio per essere certa di alzarsi per spegnerla.

Dopodiché si dirige sbadigliando verso il bagno e nel tragitto si flette per raccogliere, nell'ordine: una macchinina, la spazzola della bambola e un pezzo delle lego su cui ha inavvertitamente appoggiato un piede.

In bagno, la donna che si prende cura di sé si fa un peeling o uno scrub con i sali del Mar Morto, mentre sulla sua chioma riposa una maschera all'olio di rosa mosqueta.

La mamma si infila velocemente sotto il getto dell'acqua fredda, lavandosi corpo e capelli con il primo doccia shampoo che le capita in mano, che se le va bene è quello dei bambini.

La donna delle riviste patinate  si tampona delicatamente il corpo e si massaggia sul corpo una crema super idratante al burro di karitè, mentre su seno e glutei applica una generosa dose di crema elasticizzante.

La mamma salta la crema corpo, che si stanno svegliando i bambini.

La donna degli articoli di bellezza a questo punto si dedica alla cura del viso: rifinisce con cura le sopracciglia, idrata la pelle con una crema adatta alla sua età, applica quella per il contorno occhi e si trucca con cura da red carpet.

La mamma si cosparge il viso con un abbondante strato di crema super idratante antirughe dodici effetti in uno e in due minuti applica: fondotinta super coprente, sperando di mimetizzare anche i baffetti che stanno spuntando, correttore per mimetizzare le occhiaie, ombretto, eye-liner e mascara.

La donna super fica intanto si dedica alla chioma rigorosamente leonina: la pettina con una spazzola in legno, si mette una noce di crema lisciante e si fa una piega da salone di bellezza.

La mamma afferra la spazzola e in quattro colpi è pronta. I capelli si asciugheranno intanto che prepara la colazione.

La sera, il rituale continua.

La donna che si prende cura di sé entra nel suo bagno, fiocamente illuminate da candele di varie misure che neanche una sala del commiato durante la veglia funebre della bisnonna. Si strucca con un'acqua micellare e si tampona con un tonico rigenerante. Poi si immerge nella vasca che è già stata preparata per lei (da chi non ci è dato sapere) per un bagno rilassante con olio essenziale di Ylang Ylang.

La mamma a fine giornata tenta di barricarsi in bagno, alza la radio a tutto volume per mascherare le urla belluine dei suoi figli che urlano al cielo il proprio dolore per essere stati chiusi fuori.

Entra direttamente nella vasca da bagno in precedenza preparata da lei stessa medesima in persona, con l'acqua già quasi fredda e il bagno schiuma dei bambini. Si strucca direttamente lì.

La donna sofisticata che ci mostrano le immagini delle riviste femminili, emerge dalla vasca con una grazia tale che al suo confronto sarebbe impallidita pure la Venere di Botticelli. Sul suo corpo, praticamente perfetto, senza cellulite, rotolini e soprattutto senza peli applica la nuova crema corpo di Narciso Rodriguez. Si spalma sul viso un siero notte specifico e si ravviva la folta chioma con le dita. Poi indossa un reggiseno in pizzo e le coulotte coordinate (probabilmente di là la sta aspettando quello che le ha preparato la vasca da bagno).

La mamma reale si asciuga con l'accappatoio di spugna del marito e applica la stessa crema super idratante tutto in uno del mattino sul viso. Decide che non può più posticipare di un altro mese l'appuntamento per la ceretta mentre indossa le mutande contenitive sotto il pigiama di pile. Prende in seria considerazione l'idea di dormire direttamente sul tappeto del bagno, perché non sa con certezza se riuscirà ad arrivare a letto, dove probabilmente suo marito si sarà già addormentato.

 

Facebook Comments

Oggi voglio condividere con voi la recensione del romanzo di Jonas Jonasson, "L'assassino, il prete, il portiere".

 

Per chi non lo conoscesse, Jonas è un autore svedese che è diventato famoso nella nostra penisola con la pubblicazione del volume "Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve" da cui poi è stato tratto anche un film.

Non ho mail letto i romanzi precedenti.

Questo l'ho scaricato ancora a Novembre.

La lettura della prima parte non è stata proprio entusiasmante.

Forse perché leggere verso mezzanotte, dopo una lunga contrattazione con i bambini su quale favola raccontare, quale canzone cantare, sul letto di chi sedersi per fermarsi a fare compagnia e via dicendo farebbe calare la palpebra a tutti.

Fatto sta che poi, a un certo punto, credo verso pagina trenta o giù di lì, inspiegabilmente sono stata catturata e in pochi giorni ho terminato il tomo.

Perché sto parlando di questo romanzo? Perché è sicuramente tra i libri da leggere.

La trama è semplice e arguta allo stesso tempo: tre personaggi che più malassortiti non si può (una donna prete protestante che non crede in Dio, un giovane portiere di uno sfigato hotel di quarta categoria e un assassino che ha appena finito di scontare la sua pena) si incontrano per caso.

Complice la disperazione e la necessità di sopravvivenza, decidono di mettersi in società. Sfruttando ognuno i propri talenti, creano un business rivolto a tutti coloro che hanno dei conti in sospeso con qualcuno. Dietro laute ricompense, l'assassino si impegna a picchiare su commissione.

Gli affari vanno a gonfie vele, fino a quando, dopo una sconclusionata chiacchierata con il prete, l'assassino decide di intraprendere la retta via e di non picchiare più.

I suoi due soci si ritrovano così appiedati e con alcuni incarichi pagati che rimarranno però non onorati.

Per non rischiare di incorrere nelle ire della loro poco raccomandabile clientela, il portiere e il prete (che nel frattempo si sono innamorati) decidono di scappare con il malloppo compresa la parte del loro socio, scaricando quindi l'assassino dalle vene filantrope.

Da qui in poi la parola d'ordine del romanzo è: adattarsi alla situazione e reinventarsi.

Dopo mille peripezie, mille situazioni improbabili e tragicomiche che a volte rasentano il surreale, la storia si conclude con un bel lieto fine.

"L'assassino, il prete, il portiere" è un libro fuori dagli schemi, politicamente scorretto, dai risvolti imprevedibili.

La dubbia moralità dei protagonisti unita alla vicenda quasi surreale cattura il lettore in un sali-scendi di emozioni e lo porta verso un finale per niente scontato.

Io vi consiglio di leggerlo perché la trama è leggera, vi strappa sicuramente almeno una sana risata.

E' un romanzo particolare, sia per la scelta dei protagonisti sia per la vicenda davvero immorale che viene narrata.

Per lo meno, io non avevo ancora letto niente di simile.

Provare per credere.

Poi aspetto le vostre opinioni.

 

Facebook Comments

Ti guardo dormire, la guancia appoggiata la cuscino, il respiro lento e profondo.

Ti guardo sognare, le palpebre che si muovono velocemente, le labbra piegate in un sorriso misterioso.

Seguo con le dita i tratti del tuo volto, delicatamente, per non svegliarti.

Vorrei stringerti tra le braccia e coccolarti.

Vorrei che il tempo si fermasse così e ti cristallizzasse in questo preciso istante. Per tenerti bimba ancora per un pò. O forse per sempre.

Ma il tempo è tiranno, i giorni passano in fretta e tu, bimba mia, tra qualche ora ti sveglierai diversa.

Vorrei donarti la forza per affrontare ogni avversità, la furbizia per cavartela in ogni situazione, l'allegria per assaporare ogni giorno della tua vita, la bontà e l'empatia per circondarti di amici, la spensieratezza per guardare il mondo e stupirti per le piccole e grandi cose che ti può offrire.

Vorrei poterti assicurare che nella tua vita non avrai dolori, non farai scelte sbagliate, non incontrerai persone sbagliate che ti faranno soffrire.

Vorrei poterti chiudere in una bolla d'amore per tenerti al sicuro, lontana dalle insidie e dagli inganni degli uomini.

Ma sono solo una mamma e questo purtroppo non è in mio potere.

Intanto continua pura a dormire, immersa nel tuo mondo onirico popolato da creature magiche.

La mamma veglia su di te.

La mamma veglierà sempre su di te, ti sarà sempre vicino nella misura in cui tu lo vorrai.

Questo è il mio regalo più grande, il mio impegno ad esserci sempre.

Quando ti sbuccerai un ginocchio cadendo dalla bicicletta.

Quando imparerai a scrivere e a leggere.

Quando sarai di ritorno dal tuo primo viaggio da sola.

Qualunque siano le sfide che il futuro ti riserverà, sarò lì con te, ad asciugare le tue lacrime, a ridere con te, a rimproverarti, a spronarti.

Perché immenso è l'amore che provo per te. E in questa immensità io ti perderò per poi ritrovarti.

Auguri, bimba mia.

Semplicemente,

la tua mamma.

Facebook Comments