CANTO DELLA PIANURA- #venerdìdellibro

Settimana impegnativa, questa che sta concludendosi.

La vita quotidiana mi ha letteralmente ingoiato e tritato, sempre di corsa tra impegni di (dubbia) importanza, tra telefonate smozzicate e visite inaspettate.

Nonostante questo, sono riuscita (quasi) a concludere la lettura di un romanzo che ritengo interessante da proporvi per il venerdì del libro .

Si tratta del primo volume scritto dall'autore americano Kent Haruf  e che fa parte di quella che viene definita la "Trilogia della Pianura".

"Canto della pianura" è il primo volume della trilogia ad essere stato scritto, ma in Italia è stato tradotto dopo, quindi risulta essere il secondo per ordine di pubblicazione.

Ma se lo leggete per primo, secondo o terzo questo in realtà poco importa,  perché, come sottolinea lo stesso Haruf, la sua è una trilogia sconnessa, nel senso che ogni romanzo può essere letto anche a sé.

"Canto della pianura" riecheggia già nel titolo una certa liricità.

Il romanziere ambienta le vicende nell'immaginaria cittadina di Holt, dove si intrecciano le vicende di vari personaggi.

Troviamo il professor Tom, padre di due bambini, la cui moglie trascorre le giornate chiusa al buio nella sua stanza.

Incontriamo Victoria, sedicenne che rimane incinta e viene buttata fuori di casa dalla madre.

La povera riceverà aiuto dalla sua insegnante, la sig.ra Jones, che le presenterà una coppia di burberi fratelli, i McPheron.

Da quel momento le vite di Victoria e dei due mandriani si intrecceranno, almeno fino al romanzo successivo.

Lo scrittore ci racconta la vita comune dei sui personaggi, tra sogni, realtà, dolori e gioie che ogni essere umano potrebbe provare.

La parte focale della narrazione gira attorno al rapporto tra la ragazza e i due vecchi fratelli, abituati a trascorrere le giornate in perfetta solitudine.

Victoria e i due fratelli impareranno giorno per giorno a conoscersi, nonostante le differenze di età e di genere, a rispettarsi e ad affezionarsi.

Nel racconto non si trovano colpi di scena o vicende epiche. Quello che ci viene presentata è proprio la vita ordinaria di uomini e donne comuni.

La forza di Haruf, quindi, non risiede in cosa racconta, ma in come lo racconta.

Grazie all'abilità della sua penna, riesce a rendere straordinario l'ordinario.

Le semplici vite di persone comuni vengono narrate con una maestria, una liricità e un pathos tali da diventare portatori di valori universali.

L'autore in questo modo mette in luce quanto di buono e positivo c'è negli esseri umani, tanto che spesso "Canto della pianura" viene definito anche canto della speranza.

L'empatia creata dal romanziere statunitense attraverso un uso sapiente delle parole, attraverso l'utilizzo di differenti stili e registri narrativi e attraverso la contaminazione dei generi, rende il "Canto della Pianura" indimenticabile.

Ora proseguirò con gli altri volumi. Vediamo se sono o meno all'altezza del primo.

Anzi, speriamo...

Questo libro è per chi ama spostarsi solo con il pensiero, meglio se in poltrona e sotto una coperta a scacchi rossi e blu, per chi riesce a sentirsi a casa anche solo con una finestra aperta sul cielo, per chi cerca su google maps i luoghi dei libri, meglio se immaginari, e per chi ha deciso di affidarsi al tempo, nella convinzione che lo spazio possa sempre tradirlo.

 

2 pensieri su “CANTO DELLA PIANURA- #venerdìdellibro

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