CHILDREN WASHING- COME TI LAVO I BAMBINI

Nell'arco delle giornata ( o della settimana o del mese, vedete un po' voi) prima o poi arriva il momento del bagnetto.

Chiamarlo in questo modo quando i tuoi figli non sono più neonati fa sorridere, ma tant'è, il concetto non cambia.

Il "children washing" come lo chiamiamo in gergo CF ed io è una pratica che si impara e perfeziona nel tempo.

Per prima cosa, il nome.

"Children washing" ad una prima occhiata può apparire desueto, ma ha una fondata base scientifica.

Le sue radici infatti si trovano nella paura, anzi nel terrore, di Ringhio per la doccia.

E' sufficiente infatti proferire ad alta voce la frase "Caro, è ora del bagnetto" oppure "Tesoro, fai fare la doccia ai bambini" per vedere il povero Ringhio impallidire e cominciare a defilarsi.

Una volta stanato, si esibirà in una serie di acuti terribili corredati da copiosi lacrimoni.

Insomma, il solito repertorio ben noto alla maggior parte dei genitori.

Per garantirci un minimo di vantaggio, quindi, abbiamo dovuto creare un termine in codice.

"Children washing" inoltre rappresenta l'essenza stessa di quello che facciamo.

Noi non laviamo i bambini, ladies and gentlemen, noi abbiamo creato la catena di lavaggio perfetta.

Vediamo più nel dettaglio in cosa consiste.

Fase uno: preparazione.

Disporre accappatoi, teli, asciugamani e tappeti al di fuori della vasca da bagno o della doccia (come nel nostro caso).

Preparare anche l'asciugacapelli.

Sul piano doccia stendere un tappetino gommoso di quelli antiscivolo e posizionare nei quattro punti cardinali un paio di giochi di gomma ( noi non usiamo della banali paperelle, noi utilizziamo miniature di dinosauri acquatici).

Cominciate a fare scorrere l'acqua e assicurarvi che non sia bollente.

A questo punto, uno dei genitori si posiziona all'esterno della doccia, il più svestito possibile per evitare di ritrovarsi infradiciato.

Questa prima fase vede di solito la mamma in deshabille con una spugna verde in mano (sì, mio figlio vuole quella verde, non un altra).

Fase due: insaponamento

A questo punto il secondo genitore (da noi il papà) correrà in bagno e vi consegnerà un piangente ed arrabbiatissimo bambino completamente nudo.

Con pazienza, la mamma tenterà di convincere il pupo ad entrare nella doccia, con qualsiasi mezzo, lecito od illecito.

A me ultimamente basta far vedere i dinosauri a Ringhio ed invitarlo ad andarli a prendere.

"Gioia della mamma, tira fuori i dinosauri dalla doccia che si stanno bagnando tutti!"

Pur di salvarli da quest'orribile fine, Ringhio lascerà da parte i suoi timori ed entrerà.

Ed è qui che dovete sfoggiare tutta la vostra perizia.

Non appena il bimbo si china per raccogliere i suoi amati giocattoli, voi prontamente armati di spugna e doccia-schiuma cominciate ad insaponarlo:  testa, schiena, fianco destro, pancia e fianco sinistro.

A questo punto avviene il passaggio del testimone: velocemente vi farete da parte per lasciare spazio al genitore numero due (nel nostro caso, sempre quel tapino di CF).

Fase tre: risciacquo

Il genitore di turno comincia a sciacquare il pupo.

Questa è la fase più rognosa (ecco perché c'è il passaggio di consegne): con tutti i giochi in mano, ricoperto di schiuma, il bambino non ha più alcun scopo per rimanere all'interno della doccia e tenterà inevitabilmente di uscire.

CF usa trucchi subdoli, del tipo: "Guarda, il tuo pterodattilo" e Ringhio alza la testa sotto il getto dell'acqua.

Oppure: "Guarda, ti è caduto un dinosauro!"

Tutto fa brodo pur di tenere il bimbo confinato all'interno dei muri di cristallo il più possibile sotto l'acqua scrosciante.

Nel frattempo, l'altro genitore si occuperà del secondo figlio.

Mentre il primo si sta togliendo la schiuma di dosso, l'altro viene spogliato.

Fase quattro: asciugatura e vestizione

Altro passaggio di testimone (perché il mio pupo vuole solo la mamma): Ringhio esce dalla doccia e viene infilato nell'accappatoio dalle amorevoli mani della madre, che si incarica anche di asciugare singolarmente ogni rettile.

Ma non è finita: quando Ringhio è asciutto bisogna convincerlo a togliersi l'accappatoio e a rivestirsi. Il pupo sui generis adora gli accappatoi e soprattutto i loro cappucci.

Qui entra in gioco l'astuzia dei genitori e la loro lungimiranza: abbiate cura di comperare capi di abbigliamento in tema giurassico per tempo. In questo modo a noi basta mostrate a Ringhio una bella canottiera con un dinosauro e il gioco è fatto!

Infilategli i vestiti e, mentre si contempla allo specchio, fonategli la zazzera.

Nel frattempo, il secondo figlio (nel mio caso la Ninfa) sarà già sotto la doccia, armata di spugna rigorosamente fuxial ( non è un errore ortografico, quella della Ninfa non è di un comune fuxia, bensì di una sfumatura cromatica particolare che le dà quel tocco in più, caratterizzato dalla consonante finale).

Essendo la pupa autonoma e indipendente, non ha bisogno di qualcuno che la insaponi o le lavi la testa.

Ma poiché lei è femmina dentro e fuori, ha bisogno di qualcuno che le centellini il doccia-schiuma, lo shampoo e qualsiasi altra cosa finalizzata alla cura della persona.

Lasciate la Ninfa da sola in doccia con un flacone formato famiglia di doccia-schiuma e dopo una decina di minuti avrete, nell'ordine: una bambina perfettamente pulita, una doccia assolutamente linda e un flacone completamente vuoto.

Se vi va bene, dopo un quarto d'ora vostra figlia sarà pronta per uscire. Lei ovviamente non vorrà e allora voi tirerete fuori l'arma segreta: la vostra crema corpo, promettendole di fargliela mettere da sola.

In un attimo la bambina sarà già infilata nell'accappatoio e asciutta, pronta per utilizzare quel fluido miracoloso.

Intanto che uno dei genitori (vi lascio indovinare quale) si occuperà di prosciugare le pozze d'acqua sul pavimento, l'altro asciugherà i capelli della figlioletta che passerà poi un'ora buona a spazzolarsi davanti allo specchio.

All'occorrenza - e questo non è il nostro caso- proseguite fino ad esaurimento figli.

Dopodiché, se avrete energie residue, vi consiglio di farvi un bel bagno. O magari una bella doccia rilassante.

 

2 pensieri su “CHILDREN WASHING- COME TI LAVO I BAMBINI

  1. Maddalena

    A metà ero già in lacrime dal ridere! Anche noi abbiamo serie difficoltà, ma per ora la piccola per fortuna ama la vasca e i due ribelli sono i grandi, con cui ormai adottiamo misure politiche di discussione a tavolino.
    "Dopodiché, se avrete energie residue, vi consiglio di farvi un bel bagno. O magari una bella doccia rilassante": vuoi dirmi che dopo tutto questo processo hai ancora voglia di doccia?

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    1. Priscilla

      Naaaa, di solito quando finiamo in un modo o in un altro ci siamo già lavati! L'unica cosa di cui ho voglia è svenire direttamente sul tappetino del bagno 😉

      Rispondi

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