DECLTUTTERING E ALTRE ORDINARIE FOLLIE

Si sente sempre più spesso parlare di decluttering.

L'altra volta la zia ottantenne della mia vicina se n'è uscita con la frase che doveva assolutamente far fare il decluttering alla sua badante moldava. La vicina annuiva con partecipazione. Salvo poi chiedere chiarimenti alla sottoscritta.

"Signora R., vuol dire riordinare e buttare via tutto quello che non serve più".

Semplicemente, si riciclano le cose. Ma detto in inglese, come sempre, suona meglio, più moderno e chic. E pensare che sono cose che si fanno dall'alba dei tempi...

Come sapete, noi abitiamo in una piccola casetta. In quattro si fa in fretta ad accumulare cose che non servono.

O meglio, ci si ritrova spesso, volenti o nolenti, a dover far fronte ad oggetti più o meno desiderati che occupano spazio nei nostri cassetti, nei nostri armadi o nelle nostre stanze.

Io (e per imposizione anche CF) sono abbastanza ordinata. Se vogliamo vivere bene in uno spazio ristretto, dobbiamo per forza cercare di essere ordinati e di sapere quello che abbiamo e dove lo abbiamo.

A volte però le cose ci sfuggono di mano.

Capita quando per stanchezza o pigrizia accumuliamo le cose e ce ne dimentichiamo.

Per esempio, quando la nonna di turno ci porta a sorpresa il copriletto tutto merletti e pizzi ricamato amano dalla prozia Rosa mancata nel 1946.

Allora ringraziamo e infiliamo la biancheria nel primo armadio che troviamo, con la nota mentale del " ci penso più tardi ora scappo che se no faccio tardi al lavoro". Ovviamente ce ne ricordiamo mesi dopo.

O quando io e CF andiamo a fare la spesa lo stesso giorno e compriamo più o meno gli stessi articoli. Finisce che abbiamo doppioni di alcune cose e niente di altre.

Arriva quindi il giorno in cui mi sento psicologicamente costretta a riportare l'ordine nel caos. E' quasi come se una forza più grande si impossessasse di me.

Solitamente approfitto del week-end e in concomitanza faccio il cambio armadi dei bambini.

Compagno Fedele, avvertendo che la tempesta è in arrivo, si defila come suo solito. I bimbi invece rimangono con me e insieme scateniamo l'apocalisse.

Tolgo dagli armadi tutti i vestiti e tutte le loro cose. Poi preparo tre begli scatoloni con scritto: "DONARE", "TENERE" e "BUTTARE".

Comincio a fare la cernita. I bambini si divertono un sacco, anche se mi sembra di essere Penelope: io metto e loro tolgono, in un susseguirsi infinito di calze, pantaloni, magliette e gonne.

A volte partecipano anche i gatti: si acquattano furtivi nelle scatole e scattano non appena qualcuno ci infila una mano.

A fine giornata sembra che in casa sia passato un ciclone: vestiti e scarpe ovunque, la Ninfa che indossa mise improvvisate perché a lei piace vestirsi da signora e Ringhio che si nasconde negli armadi.

Io ovviamente sull'orlo di una crisi di nervi. Poi magicamente loro si addormentano stremati nel primo posto che capita ed io finisco di sistemare.

Le cose da tenere vengono date a mia mamma che ha spazio a sufficienza e vengono ricontrollate la stagione successiva.

Quelle in buono stato da donare vengono suddivise ulteriormente: le cose della Ninfa le regaliamo a una nostra amica che ha una bimba piccola che le può usare e quelle di Ringhio ad un'altra mamma con un bimbo che ne farà buon uso.

Anche io ricevo vestiti e altre cose da mamme mie amiche, così ogni singolo capo d'abbigliamento viene sfruttato a lungo prima di essere definitivamente cestinato.

Le cose da buttare invece vengono ricontrollate per vedere cosa si può recuperare: bottoni, cerniere, cinture o stringhe che si possono usare per fare lavoretti con i bambini (le nonne, non io!). Quel che rimane viene messo nei cassoni gialli o verdi dell'Humanitas.

Anche per i giochi e i libri il procedimento è lo stesso: ciò che è in buono stato viene dato ad altri bambini più piccoli o donato a spazi gioco, ludoteche e ospedali pediatrici.

I libri finiscono a rimpolpare gli scaffali delle biblioteche e quelli che vengono rifiutati vengono messi nella carta per essere riciclati.

Per quel che riguarda invece soprammobili e souvenir, si dona tutto alle associazioni parrocchiali che si occupano delle pesche durante le sagre di paese. L'anno scorso i bambini hanno ripescato una piccola tartaruga che è quindi tornata sulla sua mensola...

A me piace molto questo modo di riordinare la casa. Se fatto regolarmente (e senza bambini tra le..scatole!) si ottimizza lo spazio in maniera veloce.

La base è avere una buona organizzazione a monte: cominciare da una stanza e passare poi all'altra e suddividere il lavoro in categorie: vestiti, giochi, libri, cose della casa ....

Inoltre mi sento meno in colpa a sbarazzarmi delle cose che non uso più o che semplicemente non mi piacciono perché so che altri potranno invece apprezzarle.

E voi fate decluttering? Come vi organizzate?

 

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