FIOCCA, FIOCCA! LA BELLEZZA DELLA NEVE

Puntualmente con la ripresa del lavoro è arrivata anche la neve. Così, tanto per rompere le palle ai poveri automobilisti come me. Non poteva nevicare durante le ferie natalizie, vero? Il bianco Natale per me non avrebbe fatto schifo a nessuno.

Ma tant'è, al tempo non si comanda. Così eccoci qui: fiocca da stamattina. Non sono quei bei fiocchi di neve grandi che si vedono nei film, ma piccoli fiocchi incazzati che cadono senza sosta e sporcano strade e tetti.

Non è che non mi piaccia la neve in generale. Non mi piace quando devo andare al lavoro e muovermi in auto. In questi casi neve è sinonimo di code, di possibili incidenti e di disagi.

Ma sono contenta per i bambini. A quali innocenti creature non piace la neve? Ma ai miei, naturalmente!

No, non guardatemi esterrefatti o sconcertati: la Ninfa e Ringhio non apprezzano i candidi e morbidi fiocchi.

Questa è una scoperta recente, che risale al giorno della Befana: il 6 gennaio abbiamo fatto una piccola gita in montagna apposta per far vedere ai pupi la neve, anche se era quella finta.

Pensavamo di far loro una gradita sorpresa e invece...

Come capita la maggior parte delle volte, i bambini non reagiscono agli eventi come noi ci aspetteremmo.

In questo specifico caso, la Ninfa e Ringhio si sono trovati molto spaesati.

Ma che è 'sta roba?

 

Innanzi tutto devo precisare che stavolta la colpa è nostra. Non eravamo debitamente attrezzati: niente scarponcini appositi nè guanti impermeabili. Da faciloni come siamo talvolta, ci siamo detti: "Inutile comperare tute, stivali e guanti. Tanto, per la neve che ci sarà..."

Per cui, anche se ben coperti con strati e strati di vestiti, a livello di impermeabilità non c'eravamo proprio.

Quando i poverelli hanno cominciato a giocare con la poca neve che c'era si sono ritrovati con guanti e mani zuppi (i piedi per fortuna no). Di conseguenza la Ninfa ha cominciato a lamentarsi e Ringhio a piangere proprio. Appena ce ne siamo resi conto, noi genitori degenerati, siamo corsi a procurarci dei guanti appositi e, dato che c'eravamo, anche degli stivaletti belli caldi.

Ma oramai era fatta. La prima impressione soprattutto nei bambini è quella che conta: così i miei pargoli hanno deciso che la neve è brutta perché è fredda e bagnata. Non è bastato un paio di guanti nuovi a salvare la giornata.

E non hanno cambiato idea neppure quando CF ha noleggiato un bob per farli giocare. Hanno fatto un giro di prova, sempre molto guardinghi. Poi Ringhio è tornato di corsa in braccio a me mentre la Ninfa ha resistito ancora per due discese.

Io e CF ci siamo rimasti male, ma proprio male. Nel nostro immaginario la neve è legata a ricordi felici, a pupazzi costruiti nei cortili e a battaglie di palle di neve.

Probabilmente i nostri genitori non erano degenerati come noi. O forse i nostri ricordi sono legati ad esperienze fatte quando eravamo più grandi, anche perché dalle foto che abbiamo non eravamo di certo equipaggiati come sciatori provetti (anche perché la zona in cui abitiamo non è da considerarsi prettamente montana).

Intendiamoci, non è stata un'esperienza negativa. Alla domanda della nonna se si era o meno divertita, la Ninfa ha risposto: "Un pò sì e un pò no. Mi è piaciuto giocare con gli altri bimbi, salire sulla cabinovia, mangiare la cioccolata e mi piacciono gli stivaletti nuovi che mi hanno comperato la mamma e il papà. Non mi è piaciuta la neve perché è fredda e bagnata".

Vabbè, quel che è fatto è fatto. Dagli errori si impara.

Nella fattispecie ho imparato che è sempre meglio avere l'abbigliamento giusto per affrontare anche un solo giorno sulla neve (vera o finta che sia).

Ho imparato che i bambini ci stupiscono sempre, soprattutto per la loro capacità di vedere il bicchiere mezzo pieno.

Per cui, se neve deve essere che neve sia. I fiocchi bianchi e freddi ci danno la possibilità di  rivivere con un approccio più "a prova di bambino" una nuova esperienza con i nostri figli.

E voi come affrontate le nuove situazioni con i vostri bambini?

 

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