FRATELLI IN BILICO TRA GELOSIA E COMPLICITA’

La Ninfa ha quattro anni e mezzo e Ringhio due anni e mezzo. Per essere precisi, hanno ventitré mesi di differenza.

Il che è una fregatura.

E' una fregatura perché quando i bambini sono in questa fascia d'età capire le loro esigenze risulta difficile.

Ringhio vorrebbe fare le cose che fa sua sorella, ma a volte non può perché è ancora troppo piccolo.

La Ninfa a volte regredisce (come pare sia normale) e si mette al livello del fratellino.

Questa situazione di passaggio mi sta creando davvero un sacco di difficoltà.

A volte infatti tendo a trattare il pupo troppo da grande e la bimba troppo da piccola, anche quando apparentemente la situazione non lo richiede.

Istintivamente tendo sempre a "pareggiarli", dimenticandomi purtroppo che hanno esigenze differenti.

E non si tratta solo di bisogni, ma anche risposte alle varie situazioni che si trovano a fronteggiare.

In queste ultime settimane pare che la Ninfa sia diventata una bomba ad orologeria.

La guardo giocare e mi sembra quasi di sentirla ticchettare: tic-tac, tic-tac, tic-tac....

Quando meno te lo aspetti lei scoppia. Mi ricorda tanto "Dragonball", il cartone animato in voga tanti anni fa (Dio, se mi sento vecchia quando faccio questi ragionamenti!).

Mi sembra quasi di vederla, tutta quell'energia distruttiva riversata sul fratellino (che tanto santo e indifeso non è, solo per chiarezza!).

Un'onda d'urto travolgente, incontenibile. Proprio questo mi spaventa: il fatto che  lei stessa sembra incapace di fermarsi 

Prima la reazione ad un dispetto del fratello o un dispetto sul fratello erano sporadici e commisurati; ora invece sembra un treno che ha deragliato.

La cosa che mi preoccupa di più è che a volte ha dei gesti di "cattiveria" gratuita, va apposta a infastidire il pupo che magari si sta facendo i cavoli propri.

Ovviamente poi Ringhio, come ogni secondogenito che si rispetti, la emula in tutto e per tutto.

La situazione sta degenerando e io mi sento impotente.

Come gestisco questa catastrofe?

Quando decido di intervenire se non ho seguito la scena per par condicio sgrido tutti e due.

Se invece sono presente, mi tocca per forza il ruolo di giudice.

Anche se ho assistito alla vicenda, mi faccio sempre spiegare la faccenda (il che ha un'utilità ridotta, visto che Ringhio non sa ancora parlare).

La Ninfa, complice anche il lavoro sulle emozioni svolto alla materna, è invece molto brava a spiegarmi quello che prova.

Ma sapere che lei si sente arrabbiata e triste (come ci si sente durante un litigio), non mi aiuta più di tanto, anzi.

Finisce che mi avvilisco e mi inacidisco come uno yogurt al limone scaduto, perché da adulta non sempre riesco a mettermi bene nei panni di mia figlia.

Non riesco più a capire perché giocare con una tazzina blu sia più bello che usarne una gialla o perché quello che ha in mano l'altro sia sempre e necessariamente meglio di quello che abbiamo noi (sì, ok, questo suona un po' come l'erba del vicino è sempre più verde).

Ho tentato di spiegare alla mia bimba che non deve stuzzicare Ringhio in continuazione e poi lamentarsi se lui si arrabbia; ho perso il fiato a forza di ripetere  che picchiare non serve, se lui la infastidisce deve chiamare la mamma o il papà.

Ma se di primo acchito la sua risposta è sempre "sì, va bene" detto anche in modo partecipe, il suo agire comunica l'opposto.

So che la Ninfa, come tutti gli altri bambini, sta lottando e sperimentando la gelosia nella sua fase più acuta.

Ma io da mamma mi sento di avere le mani legate, nel senso che se c'è anche Ringhio non posso dedicarmi completamente alla pupa come lei mi chiede di fare altrimenti scatenerei la gelosia del fratello ( e Ringhio è già per sua natura più possessivo di lei!).

La strategia del tempo speciale funziona, anche se ho fatto la stronzata di includere Ringhio nel progetto piscina, ma di questo parlerò in un altro post.

Funziona nel senso che per qualche giorno tutto sembra andare a gonfie vele, con la Ninfa innamorata di Ringhio che, come detto sopra, ricambia di buon grado.

Durante queste parentesi si coccolano, giocano assieme, si aiutano, si coalizzano contro i "grandi" per ottenere quello che vogliono, dalla caramella al permesso di vedere ancora un attimo il cartone animato del momento.

Quando pensano di non essere visti, la Ninfa fa un po' la mammina o la maestrina: lo aiuta con i vestiti, lo accompagna in bagno, gli racconta le favole.

A volte li sentiamo sghignazzare e bisbigliare e vorrei sapere di cosa parlano.

Ma tengo a bada la curiosità, perché la complicità tra fratelli è roba loro, come è giusto che sia.

La sera, quando li lasciamo in cameretta, furtivamente il piccolo si intrufola nel letto della Ninfa, avvinghiato a lei come l'edera a un tronco.

Ed è bello trovarli così, la mattina, ancora sospesi tra sonno e veglia.

Questo "bipolarismo" mi scombussola non poco. Spero che sia una fase passeggera e che, con il passare del tempo, la situazione diventi più stabile (in meglio, ovviamente).

Dal canto mio, tenterò di non fare favoritismi tenendo però sempre a mente che i miei bambini hanno bisogni differenti, farò in modo di essere più zen e meno interventista.

E li ricoprirò di affetto e attenzioni illimitati, cercando di mettermi di più al loro livello, tornando a "sentire" certi aspetti della realtà come se fossi bambina anch'io.

E voi, bismamme o trismamme o plurimamme, come gestite la gelosia tra i vostri figli? Mi date delle dritte?

 

 

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6 pensieri su “FRATELLI IN BILICO TRA GELOSIA E COMPLICITA’

  1. Martina

    Buongiorno cara,

    io non sono ancora mamma bis ma spero di diventarlo presto e l'argomento che hai scelto di toccare oggi mi interessa molto.
    Io credo, stando a quello che ho letto, che sei già sulla strada giusta.
    Il fatto che ci siano giorni, o momenti in cui i tuoi due bambini sono complici e si cercano significa che stai già facendo un ottimo lavoro.
    Purtroppo però per un passo che si fa in avanti, a volte capita di farne due indietro perchè sono ancora molto piccoli e certe cose anche se gliele spieghi, non possono essere recepite fino in fondo...
    Io credo che per stemperare la gelosia della tua primogenita rispetto a Ringhio ci vorrà tempo, purtroppo non è un'emozione che basta trovare il tasto magico ON/OFF e schiacci e tutto sparisce...
    Come per tutte le fasi, anche questa richiederà tanta pazienza e tanta dedizione e solo la natura caratteriale dei tuoi figli farà che le cose andranno meglio (perchè sono sicura che sarà così) in un tempo + o meno lungo.
    Credo che l'unica cosa da fare sia stringere i denti e fare come hai scritto tu: coprirli di affetto ed attenzioni illimitati e aspettare che entrambi trovino il loro nuovo equilibrio e il loro personalissimo ruolo all'interno della vostra famiglia!
    Un abbraccio

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    1. Priscilla

      Cara Martina, bella l'idea dell'interruttore, magari assieme anche al famoso libretto delle istruzioni. A volte quando torno la sera e loro cominciano con le loro infinite liti e tutto il resto non so davvero che pesci pigliare. Il padre alterna momenti zen in cui mi rassicura dicendomi che sono bambini ed è normale e a volte invece si imbufalisce peggio di me. Insomma, proprio un bel quadretto da famiglia Mulino Bianco1

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  2. L'angolo di me stessa

    Bè non so se tu hai avuto fratelli o sorelle, ma quello che descrivi è semplicemente normale rapporto fraterno, funziona così: amore/odio.
    Io ho imparato a non guardare, non ascoltare, non parlare come le tre scimmiette. Se mi stanco di sentire stuzzicarsi i due grandi caccio un urlo, se continuano li mando in un'altra stanza dicendo che non ho voglia di sentirli litigare, che ritornino quando hanno finito.
    Con il piccolo è più complicato perché è piccolo, ma anche il più fetente. Cerco il più possibile di non fargliele passare solo perché è il più piccolo.
    Comunque devo dire che alzano le mani davvero poco, ma in quanto a lingua sono insopportabili!!!

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    1. Priscilla

      Grazie del suggerimento, devo dire che a volte ho provato ad allontanarli ma ho sempre paura che il litigio si faccia troppo forte e che la cosa diventi davvero un lago di sangue. Ringhio solitamente non stuzzica la sorella ma se lei lo provoca allora non esita a menarla e credimi anche se piccolo ha la mano pesante. Inutile dire che poi la Ninfa rende pan per focaccia. Per fortuna le mani le alzano solo tra di loro, non so da chi abbiano imparato, a volte credo sia istintivo, anche se alla materna episodi di questo genere sono all'ordine del giorno. Vedremo in futuro, ma mi sento scoraggiata veramente.

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      1. L'angolo di me stessa

        Non ti scoraggiare, con il tempo migliora, non nel senso che non litigheranno più, ma con il tempo potrai fare a meno di intervenire e sapranno cavarsela tra di loro. Devo dire che quando ho smesso di intervenire loro hanno pure smesso di darsi troppo fastidio.
        Per l'alzata di mani io dico sempre: vi piacerebbe che sia io ad alzare le mani con voi? No, bene e allora non fatelo voi con gli altri.

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        1. Priscilla

          Grazie, mi rinfranca molto! Io sono una persona che preferisce sempre la mediazione al litigio, in ogni ambito. Certo, non posso pretendere che i pupi a quest'età lo capiscano ma le basi dell'insegnamento vanno comunque date.

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