GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Oggi è il 25 Novembre, la giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

A me dà fastidio. A me dà fastidio il fatto che ogni giorno sia la giornata mondiale di qualcosa. Perché quando poi ci sono argomenti importanti, come questo, non risaltano più, in mezzo a 'ste giornate mondiali.

Mi dà fastidio che possa esistere un giorno specifico dedicato alla violenza contro le donne. Si fa di tutto per eliminare le distinzioni di genere e poi ci si casca anche su queste tematiche così importanti. Qualcuno di voi sa anche gli uomini sono vittime di violenza da parte delle donne? Sicuramente la percentuale non sarà così alta come per le femmine, ma ci sono e nessuno ne parla.

Per par condicio allora dovevano chiamarla GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA su ogni essere vivente, donna, uomo, bambino o animale che sia.

La cultura cambia, almeno da noi, cambia lentamente ma inesorabilmente. Noi genitori di ultima generazione proclamiamo davanti ai nostri figli che una donna è libera di diventare tutto quello che vuole così come lo è un uomo. Mostriamo con il buon esempio che mamma e papà (o meglio che entrambi i genitori) possono lavorare e seguire la casa. Mamma lavora, papà anche. Mamma cucina, papà pure. Papà stira, mamma idem (no, lo ammetto, nel mio caso solo papà).

Madre e padre (ma leggete pure genitore 1 e genitore 2) possono occuparsi altrettanto bene delle stesse cose, seppur con approcci differenti, proprio in virtù del fatto che siamo persone diverse. Il rapporto che posso avere io con i miei figli è sicuramente diverso da quello che ha CF quando è con loro, ma va altrettanto bene.

Alla domanda: "La mamma è diversa dal papà?" la Ninfa una volta ha detto: "Sì, perché la mamma è una femmina e il papà un maschio." Approfondendo la questione, questa è stata l'unica differenza rilevata. CF può e di fatto fa (seppur magari con risultati discutibili) le stesse cose della mamma.

Quindi il messaggio che abbiamo trasmesso ai nostri figli è che il papà è un mammo? Non credo proprio. Abbiamo solo messo davanti ai loro occhi il fatto che entrambi i genitori si occupano dei loro bambini, della casa, della famiglia e del lavoro.

Stiamo dando a Ringhio e a Ninfa la miglior dimostrazione possibile che bambini e bambine sono uguali: possono giocare tutti e due con le bambole, con la cucina, con le macchinine, con le lego. Allo stesso modo hanno entrambi dei piccoli compiti da svolgere: apparecchiare, sparecchiare, riordinare, spolverare. Aiutano con la spesa e cucinano volentieri.

Vengono sgridati allo stesso modo: se Ringhio picchia la Ninfa o un altro bambino, sia maschio o femmina, viene mandato in castigo. Non ho mai detto a Ringhio "le femmine non si toccano nemmeno con un fiore", ma ho sempre detto: "Non si deve picchiare e basta!" ad entrambi i miei figli. "Avete mai visto il papà che picchia la mamma o la mamma che picchia il papà?"

Cambiare il mondo significa cambiare la mentalità della prossima generazione. Vuol dire impegnarsi a fondo per spiegare ai bambini che anche i maschi possono piangere se sono tristi o emozionati, che anche le bambine possono giocare a calcio o a rugby se ne hanno voglia, che la forza fisica nella vita non è tutto ed essere forte non dà il diritto di essere prepotenti. La forza vera di una persona non risiede nei muscoli, ma viene da dentro. Le femmine per conformazione fisica sono più deboli fisicamente rispetto ai maschi ma questo non dà loro il diritto di maltrattarle.

Con costanza dobbiamo lavorare per scardinare quelle gabbie mentali che, ahimè, ci tengono ancora prigionieri, che vedono il maschio libero di fare quello che vuole dopo le ore lavorative e la femmina regina della casa anche se lavora, il maschio "che non deve chiedere mai", la femmina "con un fisico da urlo" ma che deve mimetizzare la propria intelligenza.

Usciamo da questi stereotipi, spieghiamo ai nostri bambini che nessuno è inferiore ad un altro e che nessuno ha il diritto di farci sentire inferiori. La violenza non è solo quella fisica, ma è anche quella psicologica.

Solo educando i nostri bambini al rispetto verso se stessi e verso ogni essere vivente potremo attuare un vero cambiamento. Non stanchiamoci mai di dire loro che la violenza è una cosa sbagliata, da qualunque parte provenga. Le percosse non sono dei forti, sono dei deboli, dei perdenti, di coloro che non hanno altro modo per fronteggiare la situazione.

Rendiamo consapevoli i bambini che la cattiveria purtroppo esiste, ma che non siamo costretti a subirla. Fin da piccoli, spieghiamo loro che in caso capitasse di essere oggetto di bullismo ne devono parlare subito. In questo modo non avremo giovani donne o uomini convinti che il partner dimostri il proprio amore a suon di pugni e schiaffoni come se fosse la cosa più naturale del mondo, perché è sempre stato così dalla notte dei tempi.

Rendiamo i nostri bambini liberi di essere ciò che vogliono essere, liberi di amare chiunque vogliono amare, ma soprattutto liberi di capire che la cosa più importante è l'amore verso se stessi.

 Ama il prossimo tuo come te stesso.

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