HO RITROVATO ME STESSA GRAZIE AL CAPSULE-WARDROBE

Sono una persona che da sempre è in lotta con l'immagine esteriore di sé.

E chi non lo è, direte voi?

Diciamo che, nel corso della vita, sono riuscita a sopravvivere agli anni dell'adolescenza senza buttarmi da un ponte, sono scesa a compromessi con me stessa e con gli altri e sono giunta alla conclusione che non si può piacere a tutti.

L'importante è piacere a se stessi. E volersi bene.

E se per la sfera interiore sono abbastanza soddisfatta, nel senso che ho focalizzato le cose che di me non vanno bene e ci sto lavorando, per quella esteriore è un altro paio di maniche.

Lavorare sull'involucro richiede davvero un sacco di energie.

Invidio e ammiro tutte quelle persone che riescono ad essere ordinate, eleganti e magari anche alla moda ogni santo giorno.

Non so proprio come ci riescano, dove trovino il tempo e le energie.

Sicuramente tante sono state favorite da Madre Natura, che quando ha distribuito grazia e bellezza ha omesso di mandarmi un invito.

Però so che dietro c'è anche tanto impegno, che magari a loro non pesa perché sono più portate e dotate di me.

Se è vero che a volte mi faccio trasportare dalla corrente, ci sono periodi in cui mi sento più combattiva e più propensa al cambiamento.

Ovviamente la primavera è uno di quelli.

Posseduta dallo fuoco sacro del decluttering, quest'anno ho deciso di affrontare la mia nemesi: il guardaroba.

Ma questa volta ho proceduto in un altro modo.

Ho perso la pazienza con me stessa: basta temporeggiare, basta accumulare vestiti e oggetti!

Via il blazer della laurea in cui non riesco più a infilare nemmeno un braccio, via la giacca di pelle lilla di quando avevo sedici anni, via il tubino nero in cui rientrerò forse quando sarò una vecchia ottantenne rinsecchita!

Via, via, via! Ho voglia di respirare, di non sentirmi soffocare da abiti e accessori che non so neppure di avere, o meglio che so di avere ma che non posso più usare, spesso perché non si abbinano tra loro.

Alla fine indosso sempre quelle dieci cose con cui mi sento più a mio agio, alcune delle quali mi valorizzano perfino!

Ho perso la pazienza con me stessa, perché ho smesso di guardarmi dentro, di capire chi sono e cosa mi piace.

Mi sono fatta soggiogare dalla moda del momento, dall'imitazione delle amiche che stimo.

Mi sono smarrita come capita alle adolescenti.

L'immagine della me fuori non corrisponde all'immagine della me dentro.

E' una forzatura che alla lunga stanca, perché il conflitto prima o poi comincia a farsi sentire.

E quindi la ricerca di me stessa passa anche da qui.

Se è vero che un libro non si giudica dalla copertina, è altrettanto vero che anche l'occhio vuole la sua parte.

Per assurdo, è stata la Ninfa a farmi ragionare su questo, lei e la sua mania di provare e riprovare vestiti e abbinamenti, lei che si guarda allo specchio, lei che è sempre precisina e attenta ai dettagli.

Mi sono affidata all'onnisciente voce del web e ho avuto la conferma di una teoria che ho sempre sostenuto: meglio pochi ma buoni.

I capi d'abbigliamento sono come gli amici: non serve averne a vagonate, ne bastano pochi e di buona qualità.

Rinfrancata, ho approfondito la ricerca e ho trovato la soluzione a questo annoso dilemma.

Per come sono io, l'ideale è un capsule wardrobe, ovverosia un guardaroba formato da un certo numero di vestiti che si possono però abbinare tra di loro senza il minimo sforzo.

Folgorata sulla via di Damasco, ho avuto la visione di me stessa che sceglie un outfit (il giro su Internet ha dato i suoi frutti anche sulla terminologia) agevolmente e senza sbattimenti.

La prima cosa da fare è individuare il proprio stile personale, partendo da quello che già si ha.

In parole povere: svuota completamente l'armadio e tieni solo quelle cose che ti stanno e che ti fanno sentire bene.

Quello è il punto di partenza. Poi focalizza l'attenzione sulla forma del tuo corpo (e qui, ragazze, ho scoperto delle cose che voi umani...).

Quando ne venite a capo, dovete scegliere una paletta di colori: solitamente si scelgono colori neutri (bianco, nero, blu...) a cui si abbina un colore a contrasto, declinato in varie nuance.

I colori devono armonizzarsi con la carnagione, gli occhi e i capelli.

Una volta che avete deciso, si parte!

Quanti e quali devono essere i capi e gli accessori (scarpe comprese)  di un capsule wardrobe?

Chi l'ha ideato, propone un bel 37 (o'monaco) per stagione ma è puramente indicativo.

Il concetto basilare è che i pezzi in generale dovrebbero essere capi intramontabili che non passano mai di moda.

Il bello del capsule wardrobe è che il proprio stile emerge giocando molto sui dettagli, sulla ricercatezza, sulla qualità dei materiali.

Di solito, i capi consigliati sono: un vestito da giorno, uno da sera (solitamente un tubino nero), tre t-shirt, una maglietta più elegante, una camicetta bianca, un blazer, un trench, una gonna, un paio di pantaloni sportivi, un paio di jeans, un paio di pantaloni eleganti, un paio di scarpe da ginnastica, un paio di ballerine e un paio di scarpe col tacco.

Bisogna poi adattarlo a noi: per esempio, io non utilizzo le ballerine perché mi sembra di essere un papero, quindi sceglierò altro.

Alla fine, dopo aver scremato e integrato, ho trovato il mio guardaroba ideale per questa stagione: bianco, nero e blu, con rosso, arancio e giallo che mi fanno sentire grintosa. Per quanto riguarda il numero, bhè, non li ho contati, ma sicuramente sono più di 37 ma meno di 47.

Ma per ora è già un bel risultato. Adesso vestirsi la mattina è diventato meno impegnativo (che poi io li preparo comunque la sera prima).

Soprattutto mi sento più "io", più in linea con la me interiore. Ho fatto un altro passo sulla strada del "conosci te stesso".

Devo ancora affrontare la questione delle scarpe ( io adoro le scarpe!) e qui la vedo davvero dura.

Vedrò nei prossimi mesi se veramente questa è la soluzione ideale per me.

Sapete quale dicono sia un altro vantaggio del capsule-wardrobe?

Che, limitando il numero dei capi, si smette di comperare cose a casaccio, rischiando (come nel mio caso) di trovarsi poi con armadi colmi e non sapere mai cosa mettersi.

E voi, che rapporto avete con il vostro guardaroba e con lo shopping? Siete per la qualità o per la quantità?

Ma soprattutto, quello che indossate rispecchia l'immagine di voi che volete comunicare agli altri?

 

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