IL BAMBINO CHE NACQUE DALL’UOVO DI PASQUA #sorpresa # aedidigitali

Ridiamo sempre quando la pupa dice che suo fratello è nato dall'uovo di Pasqua. La sua affermazione non è campata in aria, ma legata ad un fatto realmente accaduto.

Quando il test di gravidanza ci conferma che aspettiamo un bambino, nella maggior parte dei casi siamo talmente entusiaste che vorremmo gridarlo al mondo intero. Siamo perfino sicure che l’incontenibile gioia per la  bella notizia ci si possa leggere letteralmente in viso.

Per scaramanzia si consiglia di mantenere il top-secret almeno per i primi tre mesi. Ma al padre del bimbo e magari ai familiari più stretti è meglio dirlo, anche per avere un aiuto o un appoggio sia materiale che psicologico.

Notizie di siffatta portata vanno ovviamente comunicate con un certo tatto. Non è che vi alzate la mattina e, tra un sorso di caffè e un morso alla brioche buttate lì con nonchalance un: “Buongiorno amore, oggi è una bella giornata. Ho un mucchio di cose da fare, non so a che ora rientrerò. Ah, a proposito: sono incinta”

Ci vuole un certo stile. In fondo è un momento magico, a volte irripetibile, per cui le cose vanno preparate con cura.

Sulla scia dell’entusiasmo, senza poterci confidare con le amiche, ci spremiamo le meningi e cerchiamo consigli in rete.

Ci sono passata anche io.

La prima volta, quando aspettavo la Ninfa, ho organizzato un gioco da fare ai nonni finito il pranzo della domenica.

Su un cartellone ho preparato un cruciverba. Le risposte alle domande componevano la frase: “Complimenti! State per diventare nonni”. Avrei voluto filmare la scena di nascosto, perché solo per trovare la soluzione i nonni si sono scervellati una buona mezz’ora, mentre il papà  friggeva per l’impazienza.

Questo era il primo figlio e, si sa, con il secondo le cose cambiano.

Tuttavia non volevo cominciare a fare differenze ancora prima che nascesse. Ho pensato: “Massì, per essere una mamma iniqua ho tutto il tempo dopo”.

Ci voleva quindi qualcosa di carino anche per lui.

Naturalmente ho scartato subito l’idea del gioco e ho cestinato immediatamente il consiglio di CF che, lapidario, mi aveva detto: “Diglielo e basta. Tanto il colpo viene comunque. Soprattutto ai miei”. Perché CF è figlio unico di un figlio unico di un figlio unico. Insomma, avere un solo erede è per la  sua famiglia una sorta di tradizione.

Cercavo qualcosa quindi che avesse una parvenza di normalità e si inserisse bene nel contesto quotidiano, in modo tale da garantire l’effetto sorpresa.

Ci ho pensato un po’ su, ho spremuto le meningi e dopo qualche giorno…Eureka!

La domenica di Pasqua abbiamo organizzato un bel pranzo in famiglia, a cui partecipavano anche mio fratello e il mio nipotino.

Finito di mangiare, come da tradizione, abbiamo aperto il classico uovo di cioccolato.

Per non destare sospetti e fare cose insolite, per l’occasione avevo “truccato” un uovo della Kinder: aperta la confezione, con una certa perizia (e una gran botta di culo perché la mia manualità è assai scarsa) ero riuscita a dividere l’uovo a metà e a scambiare la sorpresa. L’avevo poi richiuso saldandolo con cioccolata sciolta a bagnomaria.

Operazione degna di un genio del crimine.

Il mio ignaro nipotino aveva spaccato con un bel pugno il povero uovo.

La sua espressione delusa nel vedere la sorpresa mi rimarrà sempre impressa nella mente: un bel paciocchino di quando ero piccola assieme ad un bigliettino su cui campeggiava la scritta “ Sorpresa: a Natale arriverà un nuovo nipotino! Tanti auguri e buona Pasqua”.

Grida, pianti, abbracci, pacche sulle spalle: la più bella Pasqua della nostra famiglia.

Anche per il mio nipotino, a cui ho poi dato la vera sorpresa dell’uovo.

2 pensieri su “IL BAMBINO CHE NACQUE DALL’UOVO DI PASQUA #sorpresa # aedidigitali

  1. Martina

    ciao cara,
    volevo farti i complimenti per entrambi questi aneddoti.
    Trovo che siano state entrambe idee carinissime, dolci e divertenti.
    Veramente BRAVA!!!

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