IL CARATTERE DEI BAMBINI

Il carattere di ogni bambino, come quello di qualsiasi altro individuo, è un tratto distintivo e peculiare.

Non esistono bambini uguali per carattere, nemmeno i fratelli gemelli.

L'uomo però tende ad aver bisogno di categorizzare, suddividere ed etichettare tutto quello che gli sta attorno, per comodità o per un effimero senso di controllo sulla realtà.

Tale sorte non ha risparmiato nemmeno i neonati.

La suddivisione più famosa al momento è quella indicata nel libro "Il linguaggio segreto dei neonati" di Tracy Hogg, ripreso poi nel volume seguente "Il linguaggio segreto dei bambini".

Lascio a voi le considerazioni sugli scritti di questa donna.

Al momento invece il mio interrogativo è un altro: ma come fanno certi bambini (sì, i miei in primis) ad avere un carattere demmerda  che più demmerda non si può?!

Vi confesso che mi prudono non poco le mani quando i miei angelici pargoli si trasformano in diavoli scatenati e mi sento dire dalla mamma del mio compagno:

"Ma chissà da chi avrà preso, CF da piccolo era così buono! Poi, frequentando certe compagnie..."

Segue sospiro rassegnato e sguardo di traverso alla sottoscritta.

Del resto a CF succederà lo stesso a parti invertite.

Quindi se mamma e papà a detta dei rispettivi genitori erano così adorabili, quel caratteraccio da dove arriva?

E poi, il carattere si eredita davvero?

Ho voluto approfondire l'argomento e ho scoperto che la psicologia distingue tra:

  • TEMPERAMENTO  ossia tutti quegli aspetti innati trasmessi geneticamente non mediati dalla cultura. Alcune caratteristiche sono presenti già quando i neonati sono nel grembo materno: ci sono quelli che scalciano e sono in moto continuo e quelli che se ne stanno tranquilli a galleggiare. Quando nascono, ci sono bambini che piangono sempre e bambini placidi che non emettono un suono. (Secondo voi, i miei due che tipo di neonati erano?!)
  • CARATTERE è quell'insieme di caratteristiche che dipendono fortemente dall'ambiente e dalla cultura in cui il bambino vive, nonché dalle figure di riferimento che lo circondano.
  • PERSONALITA' è l'immagine che diamo e che abbiamo di noi stessi, la maschera con cui ci presentiamo, legata a quanto avviene nel profondo di noi stessi. E' il risultato della combinazione tra temperamento e carattere.

La prima cosa che ho detto riguardo alla Ninfa dopo due giorni di vita fuori dalla pancia era che è lunatica. Se si alza col piede sbagliato la giornata sarà pesante per tutti. E a quattro anni di distanza è ancora così.

Di Ringhio invece non ricordo bene. Ero troppo intenta a guardarlo e annusarlo e a chiedermi se mi sarei innamorata di lui prima o poi, visto che il tanto conclamato "amore a prima vista" questa volta non aveva funzionato.

Superfluo dire che anche il piccolo si sta rivelando un osso duro. Se dovessi identificarlo con un aggettivo sarebbe testardo. Se si fissa che deve fare una cosa non c'è verso di distoglierlo.

Sabato scorso siamo andati a fare la spesa. Sono riuscita a metterlo nel carrello ma dopo circa una mezz'ora non ci voleva più stare.

Ha cominciato a piangere (fin qui niente di strano, è un bambino). Sapete per quanto ha continuato? Due ore di orologio!

In quel lasso di tempo ho provato a: toglierlo dal carrello e tenerlo in braccio, farlo tenere a CF, provare a farlo camminare, tentare di rabbonirlo con dolciumi vari, minacciarlo e supplicarlo. Niente da fare!

La cosa più umiliante, a parte le innumerevoli occhiatacce della gente, è stato l'intervento della guardia giurata. Mi si è avvicinata, mi ha domandato se c'era qualche problema e mi ha chiesto un documento che provasse che il bambino era il mio.

Ha fatto il suo lavoro, l'ha fatto bene, per carità, ma riuscite a immaginare cosa si prova?! (No, probabilmente siete tutte genitrici di bambini angelici e tranquilli!)

Abbiamo cresciuto la Ninfa e Ringhio con le stesse regole, senza essere dei generali dal pugno di ferro ma neppure dei mollaccioni che si fanno mettere i piedi in testa.Eppure è innegabile che i miei figli agli stessi stimoli rispondano in modo diverso.

Ringhio dopo un pò trova la folla opprimente e insopportabile e manifesta il suo disagio piangendo disperato, mentre la Ninfa alla sua età stava bene in mezzo alla gente.

Mi ricordo addirittura che un'estate eravamo sul lago di Garda a casa dei nonni. La Ninfa avrà avuto sette otto mesi. Il pomeriggio ha cominciato a piangere e dopo un lasso di tempo esageratamente lungo io e CF l'abbiamo caricata in macchina e portata sul lungo lago, pieno di turisti. Dopo circa dieci minuti di bagno nella folla si è addormentata pacifica.

E succede lo stesso anche adesso. Quando è stanca, lei prende sonno in mezzo al rumore, anche se sto passando l'aspirapolvere.

Per questo non abbiamo mai avuto problemi ad andare in giro con lei e, spesso e volentieri, ci dimentichiamo invece che Ringhio è fatto di un'altra pasta.

Per cui sì, ammettiamo pure che il temperamento si erediti, ma sapete che si può ereditare qualcosa da qualcuno fino a sette generazioni prima? 

Il che significa che il bambino ha gli occhi azzurri come la nonna, il mento volitivo dello zio e il carattere demmerda della bisnonna. Tutti paterni, ovviamente!

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