IL FORNELLO FA L’UOMO BELLO. MA ANCHE NO.

Da quando sono venuti alla ribalta show dedicati alla cucina molti uomini hanno scoperto che cucinare può essere interessante.

Se prima dell’avvento di Masterchef gli uomini cucinavano solo davanti ad un barbecue, sulla scia di Cracco e Borghese ora sono sempre di più quelli che passano il tempo davanti  ai fornelli.

Non sempre i risultati però sono da cucina stellata…

Recenti sondaggi hanno dimostrato che le donne italiane reputano più sexy gli uomini che cucinano

I vostri partner che rapporto hanno con la cucina?

Parlando con le amiche, ho scoperto che siamo tutte più o meno “affette” da uomini che si improvvisano cuochi.

Ecco qui una lista dei sintomi che ti aiuteranno a capire se anche il maschio alfa della tua famiglia soffre di “sindrome da cuoco compulsivo”

  • Critica puntualmente tutte le pietanze che gli metti davanti, dall’uovo sodo al risotto alla milanese. Se una volta il suo giudizio era racchiuso nella temutissima frase “Quello di mia mamma è più buono” ora è diventato più articolato. Si passa dal banale “manca un po’ di sale” al più complesso “questo piatto è completamente sbilanciato, la nota acida non viene fuori e manca totalmente di croccantezza”
  • Si alza la domenica mattina e declama: “Oggi cucino io”. Niente può farlo desistere, neanche il fatto che aspettate ospiti per l’ora di pranzo. Questo serve solo a galvanizzarlo.
  • Con indosso il grembiule che hai ricevuto in regalo dalla suocera premurosa e non hai mai indossato, si chiude in cucina alle 8.00 di mattina e vi impone di rimanerne fuori, qualunque cosa accada.
  • Salvo poi chiamarvi ogni tre per due per chiedervi la qualunque. “Amore, dov’è l’apriscatole?” , “Tesoro, l’olio?”, “Ma come si accende il forno?”
  • All’ora di pranzo riemerge per ordinarvi di apparecchiare “col servizio buono”
  • Vi accomodate, fate sedere gli ospiti che avete whtsappato prima scusandovi in anticipo e che si sono fermati sicuramente da qualche parte a mettere qualcosa nello stomaco e attendete.
  • Quando l’ultimo rintocco delle campane ancora aleggia nell’aria, lo chef arriva in tavola con il suo capolavoro culinario. Pomposamente, quasi come se stesse presentando al regno il nuovo erede al trono, annuncia: “Quello che andremo ad assaggiare oggi è una ricetta tradizionale rivisitata in chiave moderna e che ho chiamato pasta-a-modo-mio”. Si guarda attorno aspettandosi degli applausi che chiaramente non arrivano.
  • Comincia a chiederti di passargli i piatti e, in modo puntiglioso, ti spiega come deve essere eseguito l’impiattamento. Ovviamente tu annuisci e distribuisci la pasta come hai sempre fatto, causando sospiri di sconforto, da genio frustrato e incompreso.
  • Si siede, chiude gli occhi e assaggia.
  • Con falsa modestia, afferma: “Delizioso, ma probabilmente, come noterete anche voi che avete un palato allenato, avrei dovuto mettere un pizzico in più di alligator pepper. Di solito mi viene meglio” Il malato tenta di metter le mani avanti, con il classico atteggiamento della captatio benevolentiae, comportandosi da vero paraculo.
  • La platea guarda sconsolata l’ammasso informe che giace nel piatto, chiedendosi se in effetti quel pizzico in più avrebbe reso magari commestibile qualunque cosa sia quello che stanno mangiando. Qui ovviamente dovete gratificare l’ego del cuoco, lodandolo tra un boccone e l’altro.
  • Finito il pasto che si componeva di un’unica portata (nonostante il vostro uomo sia stato chiuso in cucina per quattro ore), lo chef in erba si svaccherà distrutto sul divano. Perché il peggior sintomo di questa bruttissima malattia è la seria convinzione che rassettare la cucina non sia di competenza del cuoco. Alle vostre proteste, la risposta comune sarà: “Ma hai mai visto Cracco che lava i piatti o pulisce i fornelli?”.

Voi, di fronte allo spettacolo raccapricciante che vi accoglie in cucina, con piani di lavoro ricoperti da sostanze viscide e appiccicose e pezzi di materiale organico che costellano il pavimento manco ci avesse fatto un lavoretto Dexter, vi chiedete: “Ma com’è possibile che per cucinare degli spaghetti scotti con il sugo all’amatriciana già pronto uno debba usare un’intera batteria di pentole?”

Sospirando, vi appresterete a passare un paio di ore della vostra domenica pomeriggio a bonificare la stanza, immaginando Cracco che, con indosso solo il grembiule della suocera, cucinerà per voi mille prelibatezze. E senza sporcare nulla.

 

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