LA COLAZIONE DEI CAMPIONI: COME PREPARARE UNA COLAZIONE SANA PER I BAMBINI

La colazione, oramai si sa, è il pasto più importante della giornata.

Secondo le indicazioni dei nutrizionisti dovrebbe coprire il 20% del fabbisogno energetico giornaliero.

La colazione è il mio momento sacro, nel senso che rinuncerei volentieri a pranzo e cena, ma non toccatemi la colazione!

Se organizzare un menù settimanale per tutta la famiglia è incompatibile con il nostro stile di vita, mi sono detta però che con la colazione potevo anche riuscirci.

Per cui ho studiato sette tipi di colazione da proporre ai miei bambini (Cf è escluso, lui fa colazione solo la domenica...).

Entusiasta, appendo in cucina il mio menù settimanale, vergato a mano, con i sette modelli della colazione dei campioni.

Ho cominciato lunedì e, siccome il primo giorno della settimana è già tragico, ho deciso di introdurre solo un piccolo cambiamento.

Latte e cereali, quelli con la frutta dentro, anziché fette biscottate con marmellata, con aggiunta di abbondante caffè per la mamma (che, come dice mia figlia, finché non bevo il caffè non sono umana).

La Ninfa e Ringhio hanno fatto lavoro di squadra: lei ha mangiato tutti i pezzettini di frutta, lui ha mangiato tutti i cereali.

Tempo perso impiegato: quasi quaranta minuti.

Livello di isterismo della mamma: duecento su una scala da  una a cento.

Martedì quindi gioco d'anticipo e programmo la sveglia un'ora prima.

Metto sul tavolo yogurt greco con frutta fresca e frutta secca accompagnati da una bella cucchiaiata di miele.

I bimbi, che già sanno di cosa si tratta, mangiano volentieri.

Ringhio fa il bis e poi finisce quello che la Ninfa ha avanzato.

Soddisfatta, mi do una pacca sulla spalla.

Mercoledì, cioè stamattina, decido che sono pronti per il pezzo da novanta: la colazione salata.

Sul tavolo accuratamente preparato la sera prima per risparmiare tempo (sono una mamma organizzata, io!) si trovano piccoli e morbidi panini da imbottire con ricotta e prosciutto crudo, accompagnati da mandorle e spremuta d'arancia.

La Ninfa mi guarda stranita. Lentamente afferra un panino e comincia a dissezionarlo: lo apre, toglie il prosciutto che allunga fulminea al gatto il quale, come potete immaginare, gradisce, e non poco.

Poi la pupa lecca via tutta la ricotta con una certa soddisfazione ed infine passa le due metà del pane umidicce e insalivate al fratello, che in un paio di morsi le fa sparire nel suo stomaco senza fondo.

Inutile dire che Ringhio invece mangia tutto, voracemente e a tempi di record.

In viso mi si stampa un ghigno soddisfatto, mi sento la mamma migliore del mondo.

And the winner is...

La tragedia però non tarda ad arrivare.

Ringhio osserva la tavola e cerca con lo sguardo la sua tazza di latte.

"Che cosa stai dicendo, mamma?! Mica posso cominciare la giornata senza la mia tazza di latte intero microfiltrato leggermente intiepidito con aggiunta di una punta di miele. Lo sai che poi non carburo!"

Questo in sintesi quello che mi ha comunicato con uno sguardo assassino.

Io ho nicchiato mentre sparecchiavo.

Ma Ringhio è un cane da polpaccio, metaforicamente parlando: se si fissa su qualcosa non lo distogli, inutile, proprio come quei piccoli bastardi che quando azzannano non mollano più.

Ha cominciato a ronzarmi attorno.

"Mamma, non fingere di non vedermi. Voglio il mio latte".

Io ho seguitato a far finta di niente e mi sono diretta in bagno.

Lui si è accucciato sul tappetino, mentre con una mano mi infilavo la scarpa e con l'altra tentavo di non accecarmi con lo scovolino del mascara.

Il dialogo muto prosegue, spostandosi in sala, mentre faccio i codini alla Ninfa.

"Insomma, questo latte arriva o non arriva?"

Io impassibile comincio a infilarmi la giacca e poi la infilo ai pupi.

E lì parte la sirena: lacrimoni grossi come le gocce di pioggia ad agosto, quelle dure e pesanti dei temporali estivi, singhiozzi e ansimi degni di una prefica, urla strazianti da bambino agonizzante.

Ma io non cedo, che se mollo ora son perduta.

La coerenza, si sa, per un genitore è tutto.

La Ninfa mi segue in silenzio, rassegnata, mentre carico un disperato Ringhio in macchina.

"Latte, latte, latte" Una delle poche parole che sa.

"Latte, latte, latte" ripete quello, tra i singhiozzi strozzati.

Arriviamo alla materna e Ringhio non si è ancora placato.

Con la sua voce trillante, garrula, la Ninfa elargisce spiegazioni non richieste alla maestra.

"Sta piangendo perché la mamma non gli ha dato il latte per colazione, poverino!"

La maestra, dal canto suo, mi guarda come solo le maestre sanno guardare.

Io mi faccio piccola piccola e con aria colpevole tento di snocciolare una spiegazione.

"Sa, la colazione di oggi non lo comprendeva, il latte. Il menù..E' mercoledì, lei capisce..."

Mi impantano miseramente. Opto per la soluzione più ovvia.

"Scappo che è tardi!" E infilo la porta con quel briciolo di  dignità che mi è rimasta.

Poco fa la nonna mi ha informata che Ringhio ha pianto un sacco.

Le maestre non sapevano come consolarlo, non ha smesso neppure quando la sua insegnante preferita l'ha preso in braccio.

Finché la bidella  l'operatrice scolastica non gli ha allungato un cracker.

"Dica alla mamma che la colazione è importante, soprattutto per i bambini. Non si può portare qui un bambino senza avergli dato qualcosa da mangiare, almeno un goccio di latte".

Ecco, appunto.

Colpita e affondata: bollata come la mamma degenere che affama i figli.

Domani col cavolo che mi alzo prima per preparare le crepes dolci!

Da domani pane e acqua, ehm, facciamo latte che è meglio!

 

 

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4 pensieri su “LA COLAZIONE DEI CAMPIONI: COME PREPARARE UNA COLAZIONE SANA PER I BAMBINI

  1. Daria

    Purtroppo ho notato che i bambini tendono ad essere molto "statici" e ripetitivi nei cibi, soprattutto a colazione... personalmente tendo a proporre una novità alla volta e magari a pranzo o a cena, quando ho più tempo e non c'è la corsa al tempo per portarli a scuola. Quindi salvo rari casi, hanno la loro tazza di bevanda di riso, chi con cereali, chi con pezzetti di cioccolato fondente extra, chi con frutta secca. Mangiano un frutto (quello cambia quasi sempre e glielo faccio scegliere) e a volte un paio di biscotti secchi o di mandorle intere o di noci. Qualche volta qualcuno ruba un po' del mio mix di frutta (il miam'o fruit). Per il mio benessere psico-fisico più in là di così non vado! 😉

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    1. Priscilla

      Grazie Daria! Sì, i bambini tendono ad essere attaccati con i denti alla loro routine, anche in fatto di abitutdini alimantari, soprattutto da quando vanno alla materna che sono diventati molto più schizzinosi, invece del contrario.
      Forse proporre una colazione diversa ogni giorno per loro è davvero troppo. Il sabato e la domenica già seguiamo schemi differenti dal resto della settimana, perché c'è più tempo e siamo tutti più rilassati. Magari tra qualche mese ci riprovo, in maniera più soft...
      Pensa che anche noi soprattutto quando loro erano piccini bevevano molto le bevande di riso, soia e mandorle, ma poi hanno smesso, anche se invece lo yogurt alla soya lo mangiano comunque volentieri...

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  2. L'angolo di me stessa

    Io un giorno sono arrivata dalla maestra e le ho detto che il Vitellino non aveva la merenda perché aveva deciso dal pranzo del giorno prima di non mangiare, perché aveva deciso che una cosa che mangiava sempre non la voleva. Quindi era rimasto a secco. Punto.
    La maestra ha remato con me, gli ha detto che non si fa e blablabla, ma poi ho scoperto che in classe se qualcuno non ha la merenda sono soliti fare una piccola "colletta alimentare" dando un pezzettino ciascuno della propria merenda al povero malcapitato. Mannaggia.
    Io sono molto rigida sul mangiare, ma se c'è un pasto dove do anche caramelle e cioccolato, nonché cerco di dar loro ciò che amano, è proprio la colazione forse perché è il pasto che più amo o forse perché quando ero un'atleta la colazione era l'unico momento in cui potevo concedermi qualcosa di dolce.

    Un consiglio: i cambiamenti sono sempre un po' duri. Se sei sicura di quello che fai devi renderli partecipi, non cambiare le carte in tavola senza che sappiano nulla. Diglielo già la sera prima quello che avranno per esempio o fatti aiutare nel preparare la tavola della colazione la sera prima.
    E se le maestre non sono d'accordo non è un problema loro!

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    1. Priscilla

      Grazie per aver condiviso la tua storia.
      Seguirò il tuo consiglio e spiegherò ai bambini perché è bello variare le cose che mangiamo.
      La tavola della colazione da preparare con loro la sera prima è un rito che facciamo già, ma evito di mettere le cose da mangiare già la sera perché poi il pupo regolarmente verso le nove (cioè dopo essersi lavato i denti) decide che vuole fare lo spuntino.
      Quindi lontano dagli occhi lontano...dallo stomaco!

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