MAMMA LAVORATRICE, MAMMA CASALINGA O SEMPLICEMENTE MAMMA?

Recenti ricerche sfatano il falso mito che i figli della donne che lavorano siano meno felici di quelli delle donne che non lavorano.

Se la cosa più importante per una mamma è la felicità e la serenità dei propri figli, perché esiste ancora la lotta senza esclusione di colpi tra mamme che lavorano e mamme che non lavorano?

Se sei una donna che lavora, e magari full-time, nel migliore dei casi vieni guardata con sospetto e con un certo snobismo.

Le altre mamme parlano di quale marca di crema per il culetto dei bambini è la migliore. Provi a dire la tua e le senti mormorare: "Ma cosa vuole saperne lei, che avrà cambiato suo figlio una o due volte tra una riunione e l'altra!"

Da qui a scivolare nel classico: "E' comoda fare i figli e parcheggiarli altrove!" il passo è breve.

Questo mi turba sempre. Le mamme lavoratrici non hanno fatto figli per farli allevare da altri (oddio, le eccezioni ci sono sempre, ma sono appunto eccezioni).

Ogni mamma ha un suo motivo che l'ha spinta a passare da donna-senza-figli a donna-con-figli ed è personalissimo.

Scegliere di affidare la propria prole ad altri, siano nonni o baby sitter, è sempre una decisione difficile.

Oltre ai mille sensi di colpa che una mamma lavoratrice deve affrontare, c'è la costante preoccupazione legata al comportamento degli educatori."Li tratteranno bene?", "Mangeranno-dormiranno-si divertiranno abbastanza?".

Condiamo il tutto con un filo di gelosia, perché intanto che noi stiamo lavorando i nostri bambini stanno passando parte della loro vita con qualcun altro.

"Ma chi te l'ha fatto fare!" ci sentiamo spesso dire. Mah, non so. Visto che non sono ricca di famiglia, non ho sposato un miliardario, non ho vinto la lotteria la prima risposta che mi viene spontanea è: "Il mutuo!".

Per dire:  care mamme casalinghe, a volte non si va a lavorare per scelta ma perché si è obbligate.

Come a volte non si è casalinghe per scelta.

In ogni caso, se anche decidessi nel pieno possesso delle mie facoltà mentali di andare a lavorare, cosa ci sarebbe di male?

Sto investendo su me stessa, faccio una cosa che mi piace e la faccio bene. Sono felice, appagata, realizzata e questo inevitabilmente si ripercuote su chi mi sta attorno, in primis sui miei figli.

"Così non ti godi i bambini. C'è sempre tempo per lavorare quando i figli sono grandi. I primi anni sono importanti".

 Certo, ma già trovare un impiego è difficile ora, figuriamoci tra dieci anni! E poi dove sta scritto che un'età è più importante di un'altra?

 Un adolescente ha meno bisogno di una madre rispetto a un neonato? Sicuramente sì se vediamo la cosa solo in termini materiali.

Chi è genitore sa che il tempo dedicato al lavoro è sottratto al tempo che potremmo dedicare ai nostri pargoli.

Chi vuole fare il papà o la mamma è consapevole che dare tempo di qualità è meglio che passare interminabili ore accanto ai bambini senza stare realmente con loro. E' l'eterna lotta tra quantità e qualità.

Se sei una mamma che lavori, trascuri i tuoi figli. Scherziamo?!

Le lavoratrici sono maghe dell'incastro: riescono a destreggiarsi tra impegni lavorativi e riunioni scolastiche con naturalezza (chi più, chi meno), sanno sempre quali impegni hanno i propri bambini così come si ricordano il loro peso alla nascita e il loro peso dopo il calo ponderale.

Fanno sempre in modo che ai figli non manchi niente e sono sempre lì ad ascoltarli in caso di bisogno, esattamente come fai tu, mamma casalinga, tra una lavatrice e l'altra.

In ogni caso, è dura a morire l'opinione che le mamme che lavorano siano arriviste, pensino solo alla carriera e siano fondamentalmente egoiste.

Così come è dura per le mamme casalinghe essere considerate delle mantenute, delle donne pigre che amano divertirsi mentre il marito si spacca la schiena per portare a casa lo stipendio.

Ecco, io la vedo così: smettiamo noi per prime di azzannarci l'un l'altra, di attaccarci al collo stupide etichette per categorizzarci a qualunque costo.

Quello che siamo è frutto di eventi più o meno fortuiti e di personalissime scelte. L'importante è che siamo soddisfatte e felici per allevare figli soddisfatti e felici.

Cara amica casalinga, i miei bambini non mi sembrano turbati o affetti da strane manie (almeno non per ora) che mi facciano ragionevolmente supporre che diventeranno serial killer o terroristi nonostante io lavori otto ore al giorno (come la maggior parte dei padri, tra l'altro. Ma per loro questi discorsi non valgono, vero?!). E i tuoi?

2 pensieri su “MAMMA LAVORATRICE, MAMMA CASALINGA O SEMPLICEMENTE MAMMA?

  1. Martina

    Priscilla for President!!!
    Sono mamma di un piccolo di 2 anni che ha iniziato il nido part time quando aveva 5 mesi e full time quando ne aveva 12.
    Penso come te che non esista il modello di madre perfetta (casalinga o lavoratrice) e che in entrambi i casi sia la qualità del tempo che si trascorre insieme la priorità su cui bisognerebbe concentrarsi.
    Ho sentito con le mie orecchie una mamma casalinga dirmi che lei " non ha fatto un figlio per farlo crescere da altri" (giustissimo), poi ho visto con i miei occhi, durante un weekend passato in casa della stessa, la TV accesa dalle 6.30 alle 10.00 di sera, davanti alla quale spediva suo figlio non appena cercava di dire Bef. Ecco, con tutto il rispetto, se questo vuol dire essere mamma casalinga...(e non lo penso, sono sicura che non tutte gestiscono così i figli), sono contenta di andare a lavorare e di permettere a mio figlio di stare in un ambiente circondato da altri bimbi a giocare, correre e imparare a condividere i giochi e gli spazi.
    Non sono esente da sensi di colpa e da momenti in cui mi chiedo perchè faccio tutto questo ma... Una mamma realizzata e contenta di sè sarà sicuramente una mamma migliore.
    Un abbraccio

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