“LA RETE DI PROTEZIONE” #venerdìdellibro

Il fine settimana è in arrivo e quindi ecco qui cosa vi consiglio questa volta se volete dedicarvi alla lettura.

"La rete di protezione", l'ultimo romanzo di Andrea Camilleri.

Ma quanti modi di protezioni esistivano! C'era 'na gana diffusa di protiggirisi da ogni cosa: da quello che s'accanosci, da quello che non s'accanosci, da quello che potrebbi essiri e che non è ditto che sarà, da quelli che venno dal mari, da quelli che hanno un Dio diverso, da quelli che hanno macari lo stesso Dio ma lo pregano differenti. E comunque sempre meglio quartiarisi."

L'ennesima indagine dell'amatissimo (almeno da me) commissario Montalbano a Vigata, in Sicilia.

Mentre fervono le riprese di una troupe svedese per un nuovo film che ha coinvolto l'intera popolazione di Vigata, il commissario si annoia: sembra che perfino i piccoli delinquenti si siano convertiti al mondo del cinema.

Proprio per questo accetta di aiutare tale Ernesto Sabatello che, riordinando le cose di famiglia, si imbatte nelle vecchie registrazioni fatte dal padre. Ogni 27 marzo, dal 1958 al 1963,  il genitore riprendeva per alcuni minuti un muro.

Montalbano, un pò per gioco un pò per noia, decide di indagare nei fatti del passato. Perché riprendere un muro crepato una volta l'anno?

Pian piano il mistero si infittisce, tra suicidi e omertà. Ma la verità alla fine riesce ad emergere.

Contemporaneamente, a Vigata la classe 3B della scuola secondaria viene presa d'assalto da due personaggi misteriosi che indossano una strana maschera. Per pura casualità quel giorno è presente in aula Mimì Augello, il secondo di Montalbano, che si accollerà assieme al commissario il compito di far luce sulla vicenda.

Si tratta di terrorismo? Cosa si cela dietro il misterioso messaggio lasciato dai due loschi figuri?

L'ultima indagine di Montalbano è avvincente, narrata con un ritmo veloce e a tratti si tinge di critica sociale.

Tante le tematiche trattate: il bullismo, sia reale che virtuale, i rapporti familiari (fratello-fratello, padre-figlio), l'amicizia e, quello che li ingloba tutti, la protezione.

Un noir che si legge tutto d'un fiato, soprattutto se amate la Sicilia e Montalbano.

Una chicca: questo è il primo romanzo dettato da Camilleri e non scritto di suo pugno. Non sono un'esperta, ma per me dettare è più difficile che scrivere, a livello mentale.

Voi cosa ne pensate? Conoscete Camilleri e lo apprezzate come me?

(Questo post partecipa al venerdidellibro, iniziativa proposta da Paola di Homemademamma, che io adoro quasi quanto Camilleri!)

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