MARTINA CHI? OVVERO LA SORELLA IMMAGINARIA

Martina, chi è?

Domanda lecita per chi capita in casa nostra in questo periodo  e si trova ad assistere a scene di questo genere.

SCENA UNO:

"Mamma, perché mi hai dato solo due caramelle?"

"Una per te e una per Ringhio"

"Ma come, ti sei dimenticata la Martina?"

"Scusa cara, eccotene un'altra"

SCENA DUE: 

"A tavola, è pronto!"

"Papà, e dove mangia la Martina?"

SCENA TRE:

"Ringhio, tirati su! Non vedi che stai schiacciando la Martina?"

La nostra famiglia si è allargata. Da qualche giorno è arrivata Martina, la sorella della Ninfa e Ringhio.

No, non è frutto di una relazione precedente di CF con un'altra donna. E neanche di una relazione parallela alla nostra.

E no, non è neppure figlia mia, credo che mi ricorderei di avere avuto un terzo parto. Si sa, non son quisquilie che si dimenticano così, dall'oggi al domani.

Martina è la sorella immaginaria della Ninfa, che a volte assume le sembianze di una bambola.

Anche se è invisibile agli occhi dei più.

Martina, o meglio, "la Martina" è oramai di fatto una di noi.

L'altra volta la Ninfa mi ha chiesto: "Mamma, quanti figli hai?"

"Due, te e Ringhio"

"No, mamma, tre. C'è anche la Martina."

La Martina è chiacchierona, fa delle battute divertenti, almeno a quel che dice la Ninfa.

Le due giocano sempre insieme.

Ogni tanto Ringhio vuol partecipare, salvo poi essere messo da parte quando si dimentica di trattare la Martina come una bambina in carne e ossa.

Ma la Martina è anche tremenda.

"Tesoro, perché la tua giacca è sul pavimento e non sull'attaccapanni?"

"Non sono stata io, è la Martina che l'ha buttata a terra."

"Amore, perché Ringhio piange?"

"Perché la Martina gli ha dato un pizzicotto"

Credetemi, se avere due figli è già un bell'impegno, averne tre (anche se una immaginaria) lo diventa ancor di più.

E se all'inizio può essere simpatico e anche divertente, a lungo andare stanca.

"Perché la Martina non dorme nel suo letto ma dorme con voi?"

"Ma no, la Martina sta dormendo nel suo letto, non vedi?"

"Mamma, non dirmi le bugie! Vedi un altro letto in questa camera?"

Si creano situazioni surreali, ingarbugliate, ingestibili.

Non sono preparata a fronteggiare una sorella immaginaria.

Nemmeno un amico immaginario.

Io non ho mai avuto amici immaginari.

Immaginavo di avere degli amici, ci giocavo, ma poi basta. Ad una certa ora tutti a casa loro.

La Martina invece è onnipresente. Non riusciamo neanche a dimenticarla accidentalmente nel parcheggio del supermercato.

Parlando di questo con persone che ne sanno più di me, ho scoperto che secondo gli psicologi più del 60% dei bambini crea una relazione solida con un compagno immaginario che vive solo nella loro fantasia.

L'amico immaginario può essere umano ma anche essere un animale, un cartone animato, un supereroe con poteri speciali o un personaggio famoso.

Per cui la Ninfa entra di diritto in quel 60% di bambini dai due agli otto anni che si inventano un compagno di gioco.

Niente problemi strani, niente paranoie del tipo "Oddio chissà che trauma sta attraversando. Sono una madre demmerda sicuramente è colpa mia!"

Keep calm e respira, amica mia!

Pensa, molti studi hanno dimostrato che non sono i bambini più timidi o solitari ad avere un amico "fantasma", ma sono -udite udite!- bambini spigliati con grandi capacità di socializzazione e di negoziazione,  capaci di ascoltare,  ragionare e discutere di ciò che sta più a cuore. E' segno di una straordinaria capacità creativa.

Avere un compagno immaginario arricchisce la vita del bambino, lo aiuta a crescere e a conoscersi. In questo modo lo mette in grado di capire meglio gli altri, sviluppa l'empatia e le relazioni sociali.

Ci sono molti motivi per cui si inventa un compagno di fantasia. A volte l'amico immaginario ha capacità o super poteri che il bimbo vorrebbe avere, a volte è immune alle paure stesse del bambino, come la paura del buio. Altre volte è un compagno fedele a cui si confidano i segreti più intimi.

Qualunque sia il motivo, sappiate che non c'è nulla di cui preoccuparsi.

State al gioco se il bambino lo chiede, senza forzare la situazione.

Nel mio caso: ok a mettere un coperto in più a tavola visto che la Ninfa l'ha chiesto, ma non si deve coinvolgere la Martina in situazioni abituali di nostra iniziativa.

E sapete qual'è la cosa buffa?

Che io mi sono preoccupata, magari anche un filino colpevolizzata, salvo poi scoprire che i bambini sanno di giocare, anche se per loro il gioco è un affare serio.

E quando l'amico immaginario non servirà più, svanirà da sé magicamente, come magicamente era apparso.

Dunque, se la Ninfa è autorizzata ad avere una sorella immaginaria, posso avere anche io un compagno immaginario?

Possibilmente bello, sensibile, galante, servizievole, intelligente, divertente, passionale, socievole, allegro, avventuroso, premuroso.....

 

 

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