LE DIECI FAVOLE PIU’ ASSURDE DI TUTTI I TEMPI

A mille ce n'è nel mio cuore di favole da narrar..."

Favole della buona notte le chiamavano...

Ora che sono mamma e le racconto a mia volta ai bambini mi rendo conto che sono davvero inquietanti, ma soprattutto assurde.

Mi fanno più paura ora di quando ero piccola.

Non per i personaggi terrificanti che le popolano, ma per i messaggi che comunicano e che, per fortuna, non sono più al passo coi tempi.

Prendetelo come un dato di fatto: più una cosa è spaventosa, più i bambini ne sono in qualche modo affascinati.

E' una di quelle leggi non scritte dell'infanzia, come quella che più una cosa fa bene e meno i bambini vorranno mangiarla.

Non c'è una spiegazione logica o un qualche fattore razionale.

E' così, punto e basta.

Ma perfino loro sanno sotto sotto che orchi, streghe e giganti sono solo il frutto della fantasia.

Un bambino può avere paura chessò di un carillon ma non di un orco cannibale.

Invece non credo che siano in grado da soli di interpretare quello che le favole dicono.

Ecco qui un breve elenco delle fiabe più assurde e anacronistiche dei nostri tempi.

LA PICCOLA FIAMMIFERAIA: partorita dalla mente malata dello scrittore danese Andersen, narra di una piccola e fragile bambina costretta dal padre ad uscire mezza nuda al freddo durante la notte di San Silvestro a vendere fiammiferi. Morirà congelata. Usatela per convincere i vostri figli a mettersi guanti e sciarpa in inverno. Altra utilità non ne ha sicuramente.

POLLICINO: sette fratellini (di cui il più piccolo e furbo è Pollicino) vengono abbandonati di comune accordo dai genitori nel bosco. Nel tentativo di tornare a casa si imbattono in un orco cannibale il cui piatto preferito sono proprio i bambini. Solo grazie all'astuzia di Pollicino i bimbi sconfiggeranno l'orco e tornano a casa sani, salvi e pure ricchi. Il punto di forza è la figura dell'orco: spaventoso, dotato di un fiuto incredibile ("Ucci, ucci, sento odor di cristianucci!"), possiede i magici stivali delle Sette Leghe. Più lo renderete terrificante, più i bambini ne saranno attratti. Così sposterete l'attenzione dai genitori depravati che hanno abbandonato volontariamente la loro progenie in un bosco oscuro.

HANSEL E GRETEL: ed ecco a voi la matrigna cattiva, ovvero di come mi sposo il padre e mi libero dei suoi figli, così nessuno potrà avere il suo affetto a parte me! Bimbi abbandonati nel bosco che incontrano la famosa strega cattiva nella casetta fatta di dolci. La strega, anche lei mangiatrice di bambini, vuole cucinare Hansel al forno. Ma alla fine, grazie all'astuzia di Gretel, nel forno ci finirà lei. Descrivete in ogni minimo dettaglio la casetta di pan di zenzero: più sarete precise, più i bambini si stuferanno e tenderanno ad assopirsi. E sperate che il padre dei vostri figli non vi lasci e si metta con un’altra donna. Immaginatevi i pasticci!

FRATELLINO E SORELLINA:  Il fratellino prese la sorellina per mano e disse: "Da quando è morta la mamma, non abbiamo più avuto un'ora di bene: la matrigna ci picchia ogni giorno e quando andiamo da lei ci caccia a pedate. I tozzi di pane raffermo sono il nostro cibo, e il cagnolino sotto la tavola sta meglio di noi: a lui getta ogni tanto qualcosa di buono. Dio mio, se lo sapesse la nostra mamma! Vieni, ce ne andremo insieme per il mondo." L'incipit è tutto un programma: fuga di minori a seguito di percosse e indigenze. Chiamate i servizi sociali!

CAPPUCCETTO ROSSO: ma ditemi un pò, quale genitore scellarato manderebbe la propria figlioletta indifesa da sola in giro per boschi popolati da lupi affamati  per portare vino a quell'alcolizzata della nonna? E il cacciatore che uccide il lupo e gli squarcia la pancia con un coltellaccio? Vogliamo far insorgere gli animalisti?!

LA PRICIPESSA SUL PISELLO: niente orchi, streghe o giganti. Solo una principessa iper sensibile che riesce a sentire un pisello sotto venti materassi e venti piumini. Come faccia è un mistero! Non riesce a convincere neppure i bambini. Alla prima prova empirica, vi ritroverete una bambina seduta su un cuscino e una bella macchia verde sul vostro divano!

IL BRUTTO ANATROCCOLO: ma quanto mi sbatto per insegnare ai miei figli che la bellezza non conta, che l'importante è quello che hai dentro, quando basta una favoletta a rovinare tutto? Il brutto anatroccolo è umiliato, bistrattato, emarginato perché è, appunto, brutto e diverso. Ma tutto si risolve quando, crescendo, diviene un bellissimo cigno. No comment!

I MUSICANTI DI BREMA: la vecchiaia è proprio una brutta bestia! Non importa che tu sia un asino, un cane, un gatto o un gallo. Anche se hai fatto il tuo dovere per tutta la vita, appena non servi più ti rottamo e ti faccio fuori. Bel messaggio, eh?!

BARBABLU': ovvero attenta a chi ti sposi! E non essere troppo curiosa: se tuo marito ti dice di non aprire quella porta, obbedisci! Potresti avere delle brutte sorprese, come trovare le sue mogli precedenti orribilmente squartate appese al muro.

GRISELDA: ovvero l'assurdità fatta persona, la favola che non racconterò mai a mia figlia. Un briciolo di autostima e di amor proprio no, eh? Femministe, inorridite! Altro che bruciare i reggiseni! Se già per Cenerentola c'è stato un putiferio nei mesi passati, per questa fiaba ci deve essere una mobilitazione generale. Ma secondo voi, se una oggi ammazzasse un marito di quel genere, finirebbe in carcere? Uno che arriva al punto da portarti via la figlia appena nata? Uno che ti rinnega dopo quindici anni di matrimonio solo per testare la tua fedeltà? Ma io minimo lo faccio a pezzi e invito a cena l'orco e la strega.

E voi, raccontate fiabe ai vostri bambini? Preferite quelle antiche o raccontate qualcosa di più moderno?

 

 

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2 pensieri su “LE DIECI FAVOLE PIU’ ASSURDE DI TUTTI I TEMPI

  1. HermioneGinny

    "Le fiabe non insegnano ai bambini che i draghi esistono, lo sanno già che esistono. Le fiabe insegnano ai bambini che i draghi si possono sconfiggere."
    Chesterton

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    1. Priscilla

      Grazie, hai toccato uno dei punti che volevo trattare. la favola in sè è solo il pretesto. Ecco perché considero le fiabe elencate spaventose.

      Rispondi

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