LE TRADIZIONI NATALIZIE

Fin da piccola il periodo natalizio a casa mia coincideva con una tradizione ben rodata: l'otto dicembre si addobbava casa, poi partiva la corsa ai regali per parenti e amici.

Già dal quindici si metteva a punto il menù del pranzo di Natale (non della Vigilia). Quest'arduo compito spettava alla Somma Triade (nonna paterna, mamma e una cognata) che doveva prendere in considerazione i gusti di tutti gli invitati, dai bambini agli anziani. Quando era pronta la lista, mia mamma ed io ci occupavamo della grande spesa del ventitrè (se vuoi trovare la roba buona non puoi ridurti a comperare il giorno della Vigilia, nonna dixit).

Nel frattempo si ingannava l'attesa preparando la casa per l'arrivo dei parenti d'oltralpe, che ci onoravano della loro presenza la Vigilia e il giorno di Natale e non ricomparivano più fino a Pasqua.

Quando arrivavano loro cominciavano le visite. La casa si trasformava in un porto di mare: il cugino frate di vatte la pesca, la zia vedova per la quinta volta di pincopallo perfino il cugino della prima moglie del nonno paterno.

La sera della Vigilia cenavamo tutti assieme ma in modo sobrio, perché la vera festa era il giorno di Natale. Dopo cena si scartavano i regali e si aspettava l'ora di andare alla messa di mezza notte.

Crescendo, noi cugini abbiamo preferito celebrare la Vigilia a modo nostro: il tempio sacro è stato sostituito con quello pagano e quindi tutti al cinema o a pattinare sul ghiaccio o a bere vin brulè e mangiare caldarroste in città.

Il giorno di Natale ci si alzava tardi e ci si ritrovava tutti assieme a fare colazione. Mamme, nonne e zie (io sono stata arruolata solo più tardi) erano già all'opera in cucina per preparare un pranzo che da solo sarebbe bastato a sfamare l'esercito dei Mille.

La giornata si trascinava lentamente, chi più chi meno attorno al tavolo, finché i parenti d'oltralpe decidevano che era arrivata l'ora di andare. Saluti baci e bacetti e del Natale rimanevano i regali, i ricordi e una tavola immensa da sparecchiare.

Alla morte dei miei nonni, come forse succede anche a tante altre famiglie, siamo andati incontro ad una lenta ma inesorabile disgregazione familiare, come se venendo a mancare loro fosse venuto meno anche il collante che teneva unita tutta la famiglia. 

Noi ragazzi siamo diventati adulti ed abbiamo creato nuovi nuclei familiari. Continuare a celebrare il Natale in questo modo non è più stato possibile.

Avete notato anche voi che quando si cresce perfino le usanze tipiche della nostra famiglia, pilasti inamovibili della nostra giovinezza, non sono più così scontate?

Bisogna tenere in conto anche le abitudini della famiglia del partner, abitudini che spesso non sono uguali alle nostre. 

A me è capitato in sorte CF che di tradizioni natalizie ha solo dei vaghi ricordi. Quindi non sempre capisce quanto piccole cose all'apparenza banali siano importanti per me, perché fanno parte del mio essere. Sono diventati ricordi indelebili e fondanti della mia personalità.

I ricordi sono una bella cosa, ma per la legge del contrappasso diventano anche un metro di valutazione ingombrante con cui confrontarsi. Come si fa allora a conciliare il vecchio col nuovo, a fondere due tradizioni familiari in modo che tutti siano soddisfatti?

Ora che ho due bambini per me è importante creare dei ricordi felici che li supportino nei momenti difficili della loro vita. Vorrei che uno di questi fosse collegato al Natale, proprio perché per me ha sempre rappresentato uno dei periodi più belli dell'anno.

Ogni famiglia secondo me ha bisogno di una sorta di ritualità che la faccia sentire anche più unita: leggere una favola assieme o  guardare un cartone animato nel lettone prima di addormentarsi, il pranzo domenicale o la pizza al sabato sera...

Quindi CF ed io abbiamo deciso di creare la nostra tradizione natalizia che per ora comprende:

  1. addobbare assieme l 'albero di Natale (CF è l'addetto alle lucine, io faccio il resto e i pupi hanno per ora  un piccolo folletto a testa da appendere ai rami -il resto è fragile ma ci organizzeremo);
  2. procurarsi un calendario dell'avvento (andando avanti spero di poterne creare uno con l'aiuto dei bambini, ma non ci conto troppo);
  3. dedicare un giorno a sfornare biscotti e dolcetti tipici natalizi;
  4. preparare i biglietti di Natale (anche disegnati dai bambini) da spedire via posta (so che sono demodè ma per me hanno sempre il loro fascino);
  5. scambiarsi i doni anche a Natale e alla Befana, non solo il giorno di Santa Lucia;
  6. andare a sentire con i bambini i cori gospel;
  7. andare in città prima di Natale e immergersi nell'atmosfera magica, tra luminarie, vin brulè, panettone e caldarroste;
  8. festeggiare la Vigilia con CF e i bambini in modo degno di questo nome e riservare il giorno di Natale al pranzo sontuoso con i parenti e gli amici;
  9. fare una full-immersion di film natalizi (vi vedo già inorridire);
  10. non fare nulla di tutto ciò e sentirsi bene e felici ugualmente.

Voi come vivete il periodo natalizio? Lo schifate proprio o ci sguazzate felici come una rana nello stagno?

 

 

Facebook Comments

2 pensieri su “LE TRADIZIONI NATALIZIE

  1. anna

    Per me il Natale non e piu cosi importante ormai da 12 anni....da quando nn o.festeggio piu a casa della mia nonna con tutti zii e cugini riuniti.
    Nn era nulla di eclatante,non cerano regali(noi usavamo santa Lucia per i bambini e un pensiero solo x la padrona di casa,da che ho memoria non ricordo uno scambio di regali tra i grandi....solo la nonna quando noi nipoti siamo cresciuti e di conseguenza abbiamo abbandonato la santa ha aperto la trrdizione della mancia natalizia che dura tutt ora.....).....come detto da tempo nn e piu lo stesso Natale x me da quando mi sono trasferita a 1200km e quindi impossibile essere presente come vorrei....
    Ormai i miei Natali sono con i suoceri i cognati e i nipoti e ovviamente la mia famiglia...e va benissimo cosi.....xo nn sono la stessa cosa.
    I natali da mia nonna iniziavano e iniziano ancora il 23 dicembre con il fare la spesa,il preparare i casoncelli,le lasgne e le crespelle xke "cosi il 25 sono solo da cuocere",poi ce da preparare il brasato...quello della mia nonna con la polenta e i tocio resta sempre il mio preferito...e un altro secondo di carne che varia in base ai gusti espressi da un figlio o, da qlc anno, anche i nipoti che e arrivato prima col desiderio.....ci puo essere un figlio che vuole il pollo,o una figlia che vuole l arrosto,e in base a chi prima chiede la nonna accontenta!!
    Immancabili le patatine strafritte.....il.cotechino e la polenta.
    Indimenticabili le imprecazioni della nonna,regina della cucina,che non vuole aiuto o se te lo concede devi fare esattamente come lei dice altrimenti e inutile che le stai tra i piedi.
    Abituali le lamentele poco Natalizie della padrona di casa quando alle 12.01 ancora manca qualche invitato(solitamente i piu giovani)..."eppure lo sanno di venire a mezzogiorno!!!"
    Da noi nn esisteva la viglia di Natale....o meglio,esisteva si ma nn come festa.La cena della vigilia e una sera come tutte che prende forma solo alla messa di mezzanotte(negli anni causa mancanza di prete ha subito variazioni di orario e ora pare essere verso le 21.30) a cui sono sempre andata con la nonna.....In compenso pero il pranzo di Natale iniziava alle 12 (cugini permettendo)del 25 e finiva a cena del 26 con qlc pausa carte nel mezzo perche"nn possiamo lasciare tutto il cibo fatto.....va mangiato!!!!"
    Questo e il Natale che mi.manca,il mio Natale!!!

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *