LOLA NASCERA’ A DICIOTT’ANNI-#venerdìdellibro

In questo venerdì novembrino in cui il sole è tornato a invadere il cielo, vi presento un romanzo dell'autrice italiana Carla Maria Russo 

"Lola nascerà a diciott'anni"

"Lola nascerà a diciott'anni" non è un libro per stomaci deboli.

Crudo, straziante e intenso colpisce come un pugno allo stomaco.

Carla Maria Russo sceglie come sfondo Milano, sua città d'adozione, negli anni che vanno dal 1939 al 1961.

Idealmente si potrebbe dividere la storia in due parti: la prima ha come protagonista principale Mara Bonfanti e la seconda è dedicata ad Anna Colombo.

Due brevi cenni alla trama: Mara è una ragazza di famiglia ricca che trascorre la sua vita in un collegio gestito dalle suore.

La madre, una bella vedova, ha come scopo nella vita quello di preservare il buon nome e la reputazione della famiglia.

Gretta, meschina, arrivista e fredda calcolatrice, non ha in sé un briciolo di compassione o di amore, nemmeno dei confronti della povera figlia.

Mara ci viene presentata come la tipica ragazza viziata e leggera, in piena fase di ribellione.

Un giorno nota e viene notata da un bel ragazzo, Mario, appartenente alla classe operaia, che se ne innamora perdutamente all'istante.

Per far arrabbiare la madre e sfuggire a un matrimonio combinato con un tenente fascista, Manlio Melli, la ragazza organizza una breve fuga d'amore con Mario.

Quello che lei ingenuamente pensava potesse salvarla, in realtà innesta una serie di catastrofici e tragici eventi che porteranno alla morte di più di una persona.

Fughe, inganni, omicidi, tradimenti sullo sfondo di una città dilaniata dai bombardamenti alleati.

Carla Maria Russo non ci descrive la guerra, ce la fa vivere, in tutta la sua tragicità e il suo orrore.

Siamo con Giuseppe, il fratello diciassettenne di Mario, quando viene arrestato dalle brigate fasciste e percosso a morte.

Siamo con Camilla, la domestica di casa Bonfanti, quando scava tra le macerie della scuola per portare alla luce il corpo della figlioletta Evelina, morta a causa di una bomba sganciata per errore.

E siamo con Mara, quando quel fatidico 16 Agosto 1943, alla periferia di Milano, con lo sfondo delle granate in lontananza, dà alla luce la piccola Lola, creduta morta.

Nella seconda parte della storia, il cui anello di congiunzione è rappresentato dalla vecchia e acida Camilla, troviamo Anna Colombo, una ragazza vissuta in un orfanotrofio e allevata dalle suore.

Intelligente, testarda e compassionevole, Anna al compimento del suo diciottesimo anno verrà contattata in forma anonima da una sconosciuta che si dichiara disposta a rivelarle quali sono le sue vere origini.

Passato e presente si incontrano, tra racconti orali e articoli di giornale. Pian piano la verità torna a galla e finalmente incontriamo Lola.

"Lola nascerà a diciott'anni" è un'opera intensa e ricca di pathos.

Carla Maria Russo orchestra abilmente la narrazione.

Il punto di vista non è univoco e fisso. La storia ci viene narrata a turno dai vari personaggi, dai buoni come dai cattivi e, a volte, lo stesso avvenimento ci è presentato da vari punti di vista.

Con questa tecnica l'autrice ci invita a guardare un quadro da differenti prospettive e, chiaramente, ogni prospettiva metterà in luce dettagli diversi finché riusciremo a vedere l'opera nel suo complesso.

Anche i metodi di narrazione sono disparati: la storia viene raccontata in prima persona, oppure attraverso i ricordi e i racconti di testimoni, o ancora attraverso lettere e articoli di giornale.

Quando leggerete "Lola nascerà a diciott'anni" non aspettatevi di trovare buoni sentimenti, altruismo o pietà: qui sono in scena le brutture dell'animo umano, la viltà, la forza bruta, la codardia , la paura e il puro istinto di sopravvivenza.

Non uno solo dei personaggi si salva da questo lordume, se non Anna, che è nata in tempo di guerra ma non l'ha vissuta.

"Lola nascerà a diciott'anni" è sicuramente una lettura forte ma che deve essere fatta almeno una volta nella vita.

Purtroppo la guerra è un male contagioso. Si insedia nel cuore, nell'anima di ognuno di noi e ci corrompe. Ciascuno vive per se stesso ed è nemico di tutti i suoi simili, in una contrapposizione totale in cui non esistono più schieramenti ma solo una lotta cieca per la sopravvivenza."

Come sempre, un grande ringraziamento va a Paola, di Homemademamma, inventrice del #venerdìdellibro

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