MURALES E ALTRI INCIDENTI

Ai miei bambini piace tantissimo disegnare. La Ninfa lo fa con grande serietà e convinzione. Ringhio invece lo fa per imitazione (della serie, se non vedo gli altri che lo fanno a me non viene manco in mente).

Pennarelli e bambini, si sa, non sono un connubio felice. Quindi, su consiglio di chi è mamma da più tempo di me, ci siamo equipaggiati di pennarelli lavabili di varie marche e grandezze, mentre per andare in giro abbiamo optato per le classiche matite colorate. Ho preferito per ora bandire i gessi perché ho paura che Ringhio se li ingoi.

Un discorso a parte meritano i gessetti a cera. Lo scorso anno infatti un'amica senza bambini ne regalò una bella scatola alla pupa. Ringraziammo sentitamente e li mettemmo da parte per i tempi futuri.

Non so ancora come abbia fatto, ma la Ninfa un paio di giorni dopo riuscì a mettere le sue manine sulla scatola e, approfittando di un momento di assenza genitoriale (era con la nonna di turno mentre noi eravamo via a fare una visita con Ringhio), li usò per colorare. Il suo estro creativo non risparmiò le federe bianche dei cuscini.

Al momento di andare a dormire, CF mi fece i complimenti: "Belli questi cuscini tutti colorati, sono molto allegri". 

Da quel momento i gessetti a cera sono stati banditi dalle mura domestiche.

In un'epoca non meglio definita, la pupa usò il gatto di casa (più bianco che nero) come lavagna. Lui (povero!) si lascia fare tutto, ma avere un gatto con il pelo a macchie verdi e viola non è il massimo. Soprattutto quando poi lo devi lavare e asciugare.

In queste ultime settimane, volendo imitare delle compagne d'asilo che si pitturano le unghie, la Ninfa si impiastriccia tutte le dita. Non contenta di ciò, ieri sera si è presentata a casa con le labbra tutte blu. Faceva davvero impressione, è un'idea da tenere in considerazione per Halloween.

Per fortuna i pennarelli sono lavabili e quindi basta un pò di sapone e acqua tiepida e tutto (o quasi) scompare.

Ieri, intanto che la bimba disegnava un bel mare con i pesciolini ma senza barche accanto a suo fratello, mi sono persa in una conversazione nonnesca, di quelle lunghe senza capo nè coda.

Complice la stanchezza, non mi sono resa conto che Ringhio era in silenzio già da un pò. Mi sono girata e lui era lì, piccolo Diego Rivera, a colorare la parete crema del soggiorno. 

"Noooooooo, che cos'hai fatto!?". L'urlo belluino è uscito spontaneo dalla mia gola.

Acchiappo il monello, lo sgrido senza troppa convinzione e valuto il danno. Massì, mi dico, tanto sono lavabili. Lavabili un bel paio di palle!

Mi armo di spugnetta e acqua e tento di toglierli. Sfrego, sfrego, sfrego ma niente. I colori sbiadiscono ma permangono.

Provo con uno straccetto e una miscela fatta con acqua, bicarbonato e aceto. L'acqua santa avrebbe fatto di più.

Scoraggiata, ricorro alla chimica: riesumo una vecchia spugnetta magica, prodotto miracoloso. Nulla da fare. Il disegno del mio famigerato quasi duenne spicca ancora sul muro.

Pazienza, c'ho provato, mi toccherà dipingere l'intera parete di nuovo.

La Ninfa non ha mai preso in considerazione l'idea di usare i muri per disegnare. Perché lui sì?

E' proprio vero che i figli non sono mai uguali l'uno all'altro.

Anche a voi sono capitate disavventure simili? Come le avete risolte?

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