NOTTI IN BIANCO

Alzi la mano che non ha mai passato tutta la notte in giro per locali a divertirsi con gli amici. Eppure la mattina vi alzavate per andare al lavoro o  restavate a poltrire nel vostro letto tutta la domenica. Non è mai stato un peso, anzi. Ci faceva sentire vive.

E come mai invece ora se ci capita di non dormire per una notte ci sentiamo morte? Altro che sintomi da dopo sbronza: cerchio alla testa, occhi gonfi e pesanti, cerchiati di nero che un panda al vostro confronto è niente, camminata da zombie...In una parola sola: DISTRUTTE.

Ecco, quando prima di diventare mamma le mia amiche già mamme mi descrivevano come si sentivano sfatte la mattina dopo aver passato la notte in bianco, ho sempre creduto che ingigantissero il problema. "Non hanno il fisico, non sono abituate", pensavo ingenuamente.

Finché sono diventata mamma anch'io. E allora ho capito. Ho capito che non lo ingigantivano affatto, il problema, ma anzi che dai loro racconti non emergeva tutta la drammaticità di cosa vuol dire passare una notte in bianco per colpa di un bambino insonne. Perché ci sta che i neonati siano per natura programmati per svegliarsi frequentemente, ma un bambino di (quasi) due anni sano come un pesce, col pancino pieno ma non troppo, che non ha sete-caldo-freddo e che ha il pannolino pulito che cosa avrà mai da continuare a piangere?

Ieri sera dopo una seduta di coccole bacini abbracci che solo a pensarci mi viene il diabete, ho messo Ringhio a dormire nel suo lettino. La Ninfa era già tra le braccia di Orfeo, per cui niente favola.

"Ciao amore della mamma ci vediamo domani mattina". Bacino bacino bacetto e mi infilo nel letto.

Dopo venti minuti: "Mamma, mamma" e il pupo, bello come il sole, si affaccia alla porta della camera.

Scosto il piumone, abbraccio Ringhio e lo riporto nel suo lettino.

"Amore adesso è ora di fare la nanna. Stanno dormendo tutti, vedi? Perciò stringi forte il tuo coniglio e dormi". Esco dalla porta e il peluche di mio figlio mi atterra davanti.

"Non si buttano i giochi! Giù subito a fare la nanna!"

"Ueeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee"

Parte la sirena. Afferro rapida il bimbo prima che si svegli la Ninfa e lo porto in sala.

"Allora non vuoi dormire asinello? Va bene, guardiamo un pò cosa fanno in tv. Oh, guarda, c'è Poirot! Niente di più soporf...indicato vero?". Peccato che poi io dormissi sul divano mentre Ringhio metteva la casa a soqquadro.

Rientra CF.

"Come mai ancora svegli?"

"Mah, Ringhio non riesce a dormire. Ho provato con una camomilla intanto che guardavamo la tv ma non è servito a niente. Io dovrei ancora farmi la doccia..."

"Vai vai amore che ci penso io."

Secondo voi me lo faccio ripetere due volte? Quando esco dal bagno trovo i due nel lettone.

"Che ci fa lui qui dentro? Non si era detto niente lettone che poi ripartiamo con il circolo vizioso?"

"Stavamo aspettandoti e intanto guardavamo cose da maschi sul tablet". E mi fa vedere uno spezzone di Top Gear.

"Su, Ringhio, dai un bacio al papà che facciamo la nanna."

Col piccolo in cameretta, mi infilo velocemente nel mio letto.

"Brummm brummm brummm"

"No, non è possibile. Adesso ti alzi tu che hai avuto la brillante idea di fargli vedere le automobili prima di andare a letto".

CF si alza brontolando e ricompare dopo un'eternità.

"Penso si sia addormentato". Finalmente dormo, penso.

"Ueeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee".

Non ci posso credere, è l'una e lui è ancora sveglio.

"Tocca a te stavolta" dice CF. Poi si gira sul fianco e riprende a russare. Ma come è possibile?!

Ciabatto fino in cameretta."Senti tu, piccolo assatanato, si può sapere che cosa succede?" Lui mi guarda con il labbro tremolante. E ricomincia a piangere. Implacabile e inarrestabile. Mi siedo, lo prendo in braccio ma niente. E' inconsolabile. Provo a metterlo a terra, ma è ancora peggio. Mi si aggrappa come una scimmietta.

Lo riprendo in braccio e torno in sala. Comincio a camminare e saltellare come facevo quando era più piccolo. Peccato ora che con i suoi quasi dieci chili la differenza si senta. Già dopo cinque minuti i bicipiti mi fanno male. Ringhio si è placato e si ciuccia il pugnetto. Sbadiglia, sbadiglia ma non crolla. Inutile, le sue pile sono inesauribili.

Mi accascio sul divano. Mi sembra un incubo: sono tornata indietro nel tempo, Ringhio è di nuovo piccolo e noi non dormiamo. Anzi, è peggio: adesso se per sbaglio mi appisolo questa peste bubbonica accende le luci, sveglia la sorella e fanno un party alla facciazza mia. Che faccio? Niente Valium, ma posso provare a passarlo sul gas? Magari funziona davvero, così dormo per un pò. Vi preeeegoo voglio solo chiudere gli occhi in pace. Dieci minuti. Ok, anche cinque fa lo stesso. Mi raggiunge CF.

"Cosa succede? Avrà fame? Sete? Il pannolino?"

Gli tiro un cuscino. Scalpiccio di piedini. Ecco, di bene in meglio: si è svegliata anche la Ninfa.

"Ho sete." Beve un goccio di acqua e poi prende Ringhio per mano.

"Dai andiamo a letto che è tardi". Lui, il piccolo disgraziato figlio degenere che mi ha tenuto sveglia fino alle tre, si fa accompagnare docile nel suo lettino. La Ninfa si stende vicino a lui, si coprono con il piumino e, voilà, in dieci nanosecondi dormono.

Sono esterrefatta. Incredula. Interdetta. Sull'orlo delle lacrime.

CF si riprende prima di me e borbottando come una pentola di fagioli torna a dormire. Io rimango lì, sul divano. Non ho la forza di alzarmi. Tanto alle sei suona la sveglia...

 

 

 

 

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6 pensieri su “NOTTI IN BIANCO

  1. Jim

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    Si mormora che la nonna di Paco facesse addormentare i figli (due coppie di gemelli omozigoti, maschi!) sul gas quando lei era particolarmente stanca... ahahah!

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