OSSESSIONI INFANTILI

I bambini, ormai lo sappiamo, sono esseri molto particolari che non smettono mai di stupirci.

Fin dalla più tenera età possiamo notare come questi teneri virgulti dimostrino una cocciutaggine terribile ed esasperante in determinate situazioni.
Per comodità, siccome ci piace etichettare tutto, indicheremo tali comportamenti con il nome di “manie od ossessioni”.

Rientrano in questo campo:
1. Guardare e riguardare fino allo sfinimento dei genitori lo stesso cartone animato. Conosco un povero padre di una treenne che, a causa dell’eccessiva esposizione a “Rapunzel”, non si fece più tagliare i capelli per timore di perdere i poteri magici. Ora mostra una indisciplinata chioma leonina con vistosa stempiatura. L’effetto è agghiacciante.

2. Mangiare sempre e solo una cosa: per mesi e mesi Ringhio si era fissato con i biscotti. Ma li mangiava solo in questo modo: un morso ad ogni biscotto e poi lo rimetteva nella biscottiera. Immaginate l’imbarazzo quando arriva qualcuno e offri magari ai piccoli un bel biscotto…tutto rosicchiato!

3. Mettere in ordine, ma non come lo intendi tu: Ringhio quando si siede sul tappetone per giocare posiziona i giochi attorno a sé in una precisa sequenza. Camion dei pompieri, jeep gialla, casetta delle formine…E devono essere ad una distanza prestabilita. Guai se provi a spostarglieli! Ti azzanna un polpaccio.

4. Ripetere le stesse sequenze: la sera prima di andare a dormire ci si lava, ci si mette il pigiamino, si beve una tazza di latte tiepido o tisana, ci si lava i denti e infine si va a letto. Non è contemplato nelle loro mente cambiare l’ordine degli addendi, anche se il risultato non cambia, pena capricci infiniti.

5. Pretendere che le favole che racconti vengano ripetute parola per parola allo stesso modo: quando la sera con le mie poche energie decido di raccontare ai pupi una favola, solitamente mi affido alla memoria ( la lettura dei libri è relegata ad una fascia oraria pre-nanna). Ho delle frasi che ripeto sempre uguali perché così mi risulta più facile tenerle a mente, per esempio le battute che si scambiano il lupo e i porcellini quando il canide bussa alla porta. Per il resto mi piace variare. A loro no. Se ho detto che il prato era verde punteggiato di fiori bianchi, la volta dopo non posso dire che il prato era verde pieno di fiori bianchi.

6. Sedersi sempre allo stesso posto: la Ninfa non tollera che qualcuno occupi il suo posto sul divano, massimo ti concede di sederti lì a patto che tu la tenga in braccio. Sì, è esattamente uguale a Sheldon nella sit-com “The big bang theory”.

7. Tenere sempre le pietanze nel piatto ben distanziate: se il purè viene contaminato dalla carne o dai piselli diventa immangiabile, impuro e intoccabile. Se siete fortunate vostro figlio deciderà di non mangiare, in casi più seri vi aspettano cori e pianti che manco una prefica. Attenzione a istruire bene i camerieri quando andate al ristorante!

8. Voler bere il latte sempre con la stessa tazza: quando CF ha rotto la tazza delle principesse della Ninfa, ci ho messo più di una settimana a convincerla che il latte era buono anche se lo versavamo nella tazza della Peppa. Per fortuna questa cosa è relegata alla vita domestica, fuori va bene tutto.

9. Fissarsi su un determinato alimento: quando ero piccola per me esisteva solo un gelato ed era il mitico Cornetto Cuore di Panna della Algida. Per anni e anni non ho mai voluto assaggiare nessun altro tipo di gelato, a meno che non fosse un cono artigianale. Con tutti i cornetti che ho mangiato la Algida avrebbe dovuto per lo meno regalarmi una fornitura per un anno intero ( se siete all’ascolto, non è mai troppo tardi per farlo!)

10. Decidere che in un parco giochi quel gioco è suo: sia la Ninfa prima che Ringhio poi hanno deciso che l’altalena blu del parco vicino a casa era di loro esclusiva proprietà. Perfino quando passavamo lì vicino e la Ninfa vedeva un bimbo dondolarsi, esclamava inorridita. “Mamma, quel bambino è sulla mia altalena!”. Zitta, amore, che di questi tempi magari ci fanno pagare pure la tassa di possesso sull’altalena…

Potrei andare avanti così all’infinito.
Ci hanno ripetuto fino alla nausea che i bambini si sentono rassicurati dalla routine, che compiere le cose nello stesso modo dà loro sicurezza, che in questo modo tengono sotto controllo l’ansia ma nessuno ha mai fatto un’indagine approfondita sulle ripercussioni di questi comportamenti hanno su noi poveri genitori?
Vi prego, parliamone!
Potete spiegare a Ringhio che se sposto il suo bicchiere un po’ più verso il centro del tavolo non casca il mondo? Ma veramente non assecondandolo rischio di ledere la sua autostima, di far crollare uno di pilastri della sua giovane psiche?
Provocherò un trauma perenne a mia figlia se mi rifiuto di vedere “Dragon Trainer” per la quinta volta in una settimana?
Ho sempre pensato che uno dei compiti più piacevoli per i genitori fosse quello di insegnare ai piccoli la diversità, la varietà.
Fare sempre le stesse cose nello stesso modo è monotono e la monotonia, a lungo andare, si sa, stanca.
Volete dirmi davvero che anche questa volta ho preso l’ennesima cantonata?!
Niente, mi è crollata una delle colonne portanti del mio immaginario.
Non potrò mai essere una buona madre…

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