PASSEGGIATA CANINA

Aspetto impaziente vicino al cancello. Lei arriva e mi saluta calorosamente. Guinzaglio e via, pronte a partire.

Oggi piove, ma non mi importa. E' una pioggerellina fine fine, non ho bisogno di un ombrello, io. Voglio camminare, mi sento tutta anchilosata. L'inattività di questi giorni si fa sentire.

Scendiamo lungo la via. Le automobili e i motorini ci passano vicino. Quanto odio quegli orrendi trabiccoli a due ruote, con il loro rumore assordante mi danno fastidio alle orecchie.

Non c'è in giro nessuno, nemmeno un cane. Perché poi, mi domando. Imbocchiamo una strada in salita. Oggi nuovo giro. Niente motori rombanti qui. Si sta bene, la strada è infangata e si sente profumo di erba. C'è anche un altro odore, sottile ma intenso. La pioggia lo sta lavando via pian piano.

Dai su andiamo, veloce. Sono curiosa di sapere che cos'è quest'odore. Cammina, dai, non posso sempre trascinarti io. Sbuffi, eh? Ti manca il fiato, sei proprio fuori allenamento. Ma dove saresti se non ci fossi io che ti obbligo a camminare almeno un pò?

Rumori di passi lungo il sentiero. Allora c'è vita attorno a noi. Arriva una coppia. Sono due femmine? No, maschio e femmina.

"Salve"

"Salve. E' maschio o femmina?"

"Femmina"

"Ok, allora noi giriamo di qua". Perché  ti chiedono sempre il sesso? Non lo capirò mai, questo ragionamento.

Di nuovo soli. La guardo intensamente negli occhi. Forza, saliamo ancora un pò. Ma sembra stanca. E' proprio fuori allenamento.

Torniamo indietro, questa volta rallento il passo. Sia mai che le venga un infarto, poi cosa faccio io? Arriviamo di nuovo sulla strada asfaltata. Giro l'angolo, voglio percorrere questa via con tutte le casette in fila e i giardini ben curati. E i cani. Che cominciano ad abbaiare non appena ci vedono. E' inutile che fate i gradassi quando siete dentro. Poi fuori tutti agnellini, eh?

Qui c'è più animazione. Gruppi di bambini salgono lunga la strada. Li guardo truce. State alla larga, per cortesia. Loro sembrano capire e tirano diritto. I bambini hanno reazioni imprevedibili, non dovrei trovarmi di fronte a situazioni imbarazzanti.

A proposito di situazioni imbarazzanti, mi scappa la cacca. Andiamo, che è meglio! O porca vacca, guarda chi arriva ora! La vecchia vicina di casa, adesso attacca un bottone infinito.

Infatti si avvicina e comincia a chiacchierare. Blablabla, blablabla...Niente, io non ce la faccio più. Ahhhhhhhh, che sollievo!

"Cara, il tuo cane ha fatto la cacca" Bercia la vecchia ciabatta.

Lei mi guarda, allarmata. Te l'avevo detto che mi scappava.

Fruga veloce nelle tasche, in cerca di un sacchettino. Ma io so che li ha dimenticati. Tiro leggermente il guinzaglio. Dai andiamo. La vicina logorroica che puzza di cavolo bollito se ne sta andando.

Finge ancora di cercare, ma so che è solo per darsi un tono. Dopo un paio di minuti, si guarda furtivamente attorno. Non c'è nessuno, te lo assicuro. Forza, allontaniamoci.

Attraversiamo la strada e con aria noncurante continuiamo a passeggiare. La cacca rimane lì, la pioggia la laverà via. Se un pedone distratto la calpesterà, tanto meglio. Porta fortuna, no? Con tutto quello che c'è in giro per le strade preoccuparsi di un pò di pupù mi sembra eccessivo. Tipico degli umani, crearsi problemi dove non ce ne sono.

Arriviamo a casa. Ci salutiamo con il nostro solito trasporto. Dai, entra che sennò poi ti ammali. Già sei fuori forma, ci manca pure la bronchite.

Mandami l'uomo per la pappa. Ci vediamo domani.

Io ti aspetto qui. Sempre.

 

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