LE DONNE E IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA

Nascere femmina ai giorni nostri è un bel guaio.

Una donna di questi tempi è schiacciata dalla pressione sociale: deve essere curata dalla punta dei piedi alla punta dei capelli, deve essere magra, deve essere simpatica, intelligente e anche ambiziosa.

In ambito lavorativo, deve dimostrare di valere più della controparte maschile, benché raramente venga retribuita allo stesso modo.

In ambito familiare, ci si aspetta che le donne seguano tutto, dalle mansioni familiari all'educazione dei figli e pure a quella dei cani.

E il mondo femminile china la testa e si adatta.

A mala pena accetta l'intrusione degli uomini in determinati campi.

Mi ricordo la conversazione ascoltata per caso al parco, tra due papà.

"Sai, mia moglie ci ha provato con questa cosa che devo aiutarla con il bambino. Ma io l'ho messa subito a posto: la prima volta che mi ha dato F. da cambiare perché aveva fatto la cacca, accidentalmente ho fatto cadere il pannolino sul pavimento. Lei mi ha detto che sono una frana, ha pulito F. e il pavimento e da quel giorno non mi ha chiesto più niente"

Povera mamma di F.!

Avrebbe dovuto dire a suo marito che gli incidenti succedono, che si impara dai propri errori, per cui forza e coraggio! Pulisci il pupo e il pavimento e la prossima volta andrà meglio.

Sento ancora madri che piuttosto che lasciare i neonati ai loro partner si taglierebbero una mano, donne che pensano che i mariti siano soltanto in grado di buttare la spazzatura.

Sono le donne le peggiori nemiche di loro stesse.

Perché accettano di sentirsi dire: "Beata te che hai un marito che stira!", mentre non ho mai sentito un uomo dire ad un altro uomo: "Quanto sei fortunato, tua moglie ti stira le camice!"

La storia che le donne sono multitasking è stata un avera fregatura. Un complimento tanto vero quanto insidioso.

L'evoluzione ha costretto le femmine della nostra specie a fare da sole più cose contemporaneamente. Il prossimo passo saranno, come minimo, un paio di braccia in più.

(mettere immagine di dea kalì)

La grande trovata delle donne multitasking ha di fatto legittimato gli uomini a scaricare addosso al gentil sesso una miriade di responsabilità in più.

E le donne, invece di ribellarsi, si sentono perfino lusingate.

E si producono perfino dei film su quanto la popolazione femminile sia in grado di fare tutto da sola. (mettere immagine ma coma fa a fare tutto da sola)

Poi ci si interroga sul perché le donne, soprattutto le mamme, siano affette da delirio di onnipotenza.

Marciamo al grido di "Posso farlo!", quando sarebbe invece importante chiarire che "Posso farlo, ma non voglio né devo per forza farlo".

Che non vuol dire diventare lavative o pigre. Significa semplicemente riconoscere che, anche se ho le capacità per farlo, non sono l'unica in grado di compierlo.

Per cui largo a chi ci può dare una mano, mariti, partner, nonni, tate e quant'altro.

La parità si basa sul fatto che le donne per prime devono imparare che non sono dee scese in terra, super-eroi dai poteri straordinari, che avere la capacità di fare più cosa contemporaneamente non vuol dire necessariamente essere moralmente obbligate a farle.

La parità ci sarà quando vedremo un uomo che, senza imboccature o richieste più o meno esplicite, farà le polveri con il piumino o stenderà il bucato.

O semplicemente deciderà in maniera libera e autonoma di fare il casalingo, senza per questo sentirsi una mosca bianca perché la moglie lavora e mantiene la famiglia.

La parità ci sarà quando una madre che lavora non sarà costretta a chiedere il part-time per seguire i propri figli o a decidere se lavorare o fare la casalinga, o scegliere più o meno liberamente di lavorare da casa.

La parità ci sarà quando un bambino potrà sentirsi libero di pettinare una bambola o di andare a danza senza che l'intero parentado, dal cugino alla bisnonna, facciano congetture sulla sua futura virilità.

Questo sarà il giorno in cui la festa della donna potrà essere celebrata senza sembrare una festività commerciale.

E mi auguro che in un futuro non troppo lontano mia figlia possa ricevere una mimosa senza chiedersi se sia meritata o meno.

 

 

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