SETTE MODI PER INSEGNARE LA GRATITUDINE AI BAMBINI

Il periodo di Natale è uno dei periodi dell'anno che preferisco.

Oltre alla magica atmosfera, mi piace perché spesso vedo che le persone hanno dei fantastici e spontanei gesti di generosità, gratitudine e altruismo.

D'altra parte, a Natale, si sa, siamo tutti più buoni.

Se il mood natalizio rende gli adulti migliori, lo stesso non si può dire dei bambini e non sempre per colpa loro.

Purtroppo mi è capitato di assistere a scene a dir poco raccapriccianti.

Bambini che non ringraziano quando ricevono un regalo ma anzi esternano la loro frustrazione per non aver ricevuto quello che si aspettavano, bambini che danno per scontato ogni piccolo gesto di gentilezza che viene loro rivolto...

Non sto incolpando loro, sto puntando il dito contro noi genitori, i loro educatori di riferimento.

Perché evidentemente c'è una pecca e non da poco nelle cose che insegniamo loro.

Insegnare la gratitudine, il rispetto e la gentilezza ai bambini è un'impresa ardua, ma non impossibile.

Insegnare la gratitudine ai bambini

Il miglior metodo di insegnamento in qualsiasi campo è sempre l'esempio.

Se vogliamo che i nostri figli siano persone educate, gentili e grate, dobbiamo partire da noi.

Ci sono tanti spunti e tanti momenti nella vita di tutti i giorni da cui possiamo partire.

Sette modi  per insegnare la gratitudine ai bambini

Provate ad applicare questi semplici suggerimenti per un mese e vedrete che risultati sorprendenti otterrete.

  1. Diciamo "grazie" quando i bambini ci aiutano a fare qualcosa, quando anticipano le nostre richieste, quando si dimostrano attenti e premurosi verso gli altri;
  2. facciamoci sentire dai bambini quando ringraziamo gli altri per quello che fanno per noi, dal signore che ci tiene aperta la porta per farci passare, alla cassiera del supermercato che ci da il resto;
  3. facciamo capire loro che sono bambini fortunati a vivere da questa parte del mondo: possono mangiare e bere a volontà, possono studiare, possono giocare, hanno una casa e una famiglia che li ama;
  4. insegniamo loro a non sprecare: il cibo va trattato con rispetto, come gli abiti e gli oggetti che sono abituati ad usare. Mostriamogli che le cose possono avere una seconda vita, dal maglione logoro al cartoncino della carta igienica;
  5. evitiamo di assecondare sempre e subito i loro desideri. Stronchiamo sul nascere il binomio "voglio" allora "ottengo": le cose vanno meritate e a volte si ottengono con fatica e pazienza;
  6. educhiamoli a donare agli altri: un sorriso, una carezza, parte del loro tempo ma anche i loro vecchi giocattoli o i libri che non usano più;
  7. dimostriamo loro che a volte basta un gesto semplice per far felice gli altri. "Grazie tesoro perché mi hai abbracciato: ne avevo davvero bisogno e il tuo gesto mi ha reso felice".

Il gioco della gratitudine

Per rendere le cose più divertenti, possiamo insegnare la gratitudine ai nostri bambini attraverso un semplice gioco.

Prepariamo dei foglietti su cui ogni membro della famiglia a fine giornata scriverà a chi è grato e per che cosa.

Consegniamo i bigliettini della gratitudine alle persone a cui sono indirizzate ( si può valutare l'idea di spedirli, sapete che le letterine hanno sempre un gran fascino sui bambini).

Se volete, io vi propongo qui un favoloso calendario creato dalla blogger Claudia Porta: semplice, facile e intuitivo ma dal successo garantito.

Io l'ho già stampato e stasera cominciamo.

Voi cosa aspettate?

La gratitudine è non solo la più grande delle virtù, ma la madre di tutte le altre.
(Cicerone)

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