COME INSEGNARE A UN BAMBINO A SOFFIARSI IL NASO

Aprile dolce dormire, ma come si fa quando i tuoi figli si beccano l'ennesimo raffreddore?

Nasi gocciolanti e tappati comportano notti agitate. I pupi cominciano a russare come trattori, che già in sé è abbastanza fastidioso.

Come se non bastasse, il muco scende lungo la gola provocando dei veri e propri attacchi di tosse.

Non so se capiti anche ai vostri bambini, ma i miei poi a forza di tossire vomitano.

E questo significa: "Mamma, ho bomitato. Posso dormire con te?"

E la povera mamma coadiuvata da un papà che si regge a malapena in piedi dovrà:

. ripulire il figlio di turno che si sarà sporcato;

. convincere l'altro figlio a dormire: "Amore, anche se la luce è accesa adesso è notte e si dorme";

. verificare l'entità del danno (io di solito comunque tolgo le lenzuola e pulisco il pavimento se è sporco senza aspettare la mattina perché l'idea di avere quella sostanza viscida e puzzolente spalmata in camera non mi fa chiudere occhio, quasi come se la pozzanghera potesse mutarsi in un nauseabondo blob);

. cercare di riconquistare il sonno perduto con due pupi nel lettone, incrociando le dita affinché il disastro non si verifichi di nuovo nel talamo nuziale e il figlio di turno non ricopra di vomito i restanti membri della famiglia.

Capite quindi che insegnare ai miei figli a soffiarsi il naso per me diventa più vitale dello spannolinamento.

Quando sono piccoli si fanno quei bellissimi lavaggi nasali, efficaci solo se fatti nel modo giusto.

Va da sé che se il bambino è collaborativo allora il lavaggio si fa nel modo corretto e non esistono problemi di naso tappato.

La Ninfa è sempre stata abbastanza brava, anche quando era già grandicella. Di conseguenza non ho avuto bisogno di insegnarle a soffiarsi il naso presto.

Quando mi ci sono messa secondo me aveva già quasi tre anni e ha imparato in quattro e quattr'otto.

Siccome ovviamente i fratelli non sono uguali anche se nati dallo stesso grembo, Ringhio ha sempre odiato fare i lavaggi nasali.

Per lui farsi iniettare soluzione fisiologica nelle narici o utilizzare le apposite bombolette di soluzione iper/ipotonica equivaleva a farsi scuoiare vivo.

Ora che ha due anni abbondanti e una certa potenza fisica non ci provo neppure con l'aiuto di nonne e padre.

Urge quindi che impari a soffiarsi il naso.

Ma come si insegna ad un bimbo una cosa che per noi è tanto semplice da essere scontata?

Sotto forma di gioco, naturalmente. E queste sono alcune delle soluzioni che ho trovato in rete.

Soluzione A: scomporre l'atto del soffio in azioni singole, cioè: prendere un bel respiro con la bocca e trattenere l'aria gonfiando le guance per poi farla uscire lentamente dal naso. Dopo essersi esercitato per due o tre minuti al giorno per alcuni giorni di seguito,  fare uscire l'aria dal naso in maniera veloce, senza l'uso del fazzoletto. Dopo una settimana il pupo dovrebbe essere in grado di soffiarsi il naso.

Soluzione B: procuratevi  una pallina da ping pong  e  una scatola di scarpe vuota. Mettete la pallina al centro del bordo del tavolo e sul lato opposto la scatola, come se fosse la porta di un campo di calcio. Il gioco consiste nel soffiare con il naso (e solo con il naso e non con la bocca) contro la pallina mandandola verso la scatola per fare goal. Simulate varie gare, coinvolgendo oltre al bambino anche altri membri della famiglia. Quando servirà, dite al pupo di soffiare con il naso come quando giocate con la pallina.

Soluzione C: utilizzate uno specchietto portatile, come quelli doppi che si usano per truccarsi. Fate vedere al pargolo che, quando soffiate col naso sullo specchio, si forma una nuvoletta di vapore e lo specchio si appanna. Fatelo fare anche a lui, magari inventate anche una storiella carina che lo renda più partecipe. Dopo qualche tentativo avrà familiarizzato con il meccanismo.

Soluzione D: mettete la mano del bimbo davanti al vostro naso. Ditegli di prendere fiato e di chiudere ben strette le labbra. Mettete un dito sulla loro bocca per verificare che non soffino con la bocca. Con l’altra mano tenete a pochi centimetri dal loro naso un fazzoletto di carta. Se riescono a spostarlo soffiando col naso, hanno vinto. Anche qui, a forza di esercizi, imparano la giusta tecnica e poi potete passare a fargli mettere il naso dentro il fazzoletto.

Soluzione E: usate dei pezzettini  di carta velina colorata e metteteli in una scatola. Mettete alcuni pezzettini di carta velina sulla vostra mano e fate vedere al bimbo che riuscite a farli volare tenendo la bocca chiusa con la forza del vostro naso. Fate provare anche lui. Dopo alcuni tentativi, chiedetegli di farlo soffiando solo con una narice e chiudetegli l’altra con un dito. Quando diventano abili si possono proporre delle sfide coinvolgendo gli altri membri della famiglia.

Che dire?  Mi sembrano dei metodi simpatici ed efficaci. Stasera comincerò a provare e poi vedremo.

A forza di dai e dai, anche Ringhio riuscirà ad imparare a soffiarsi il naso.

E noi (forse) potremo dormire più tranquilli.

Voi come avete insegnato ai vostri figli a soffiarsi il naso?

 

 

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