SPECCHIO, SPECCHIO DELLE MIE BRAME CHI E’ LA PIU’ BELLA DI TUTTO IL REAME?

Mi capita spesso di sorprendere la Ninfa osservarsi con attenzione davanti allo specchio.

Tante volte dialoga con la propria immagine riflessa, finge che sia il personaggio del suo gioco, un essere altro da sè.

Molte volte, quando intuisce di essere osservata, si gira e mi chiede a bruciapelo: "Sono bella, mamma?".

Al che io rispondo con tenerezza sospirando: "Sì, ma l'importante è essere intelligenti e buoni".

In questi ultimi giorni, complici le vacanze pasquali, questo siparietto si è ripetuto molto, anzi, troppo per i miei gusti.

Devo ammettere che la cosa mi ha inquietato.

Non voglio che mia figlia da grande si trasformi in una di quelle appartenenti alla categoria di ragazze da sempre conosciute come "oche giulive", ossia belle e curate ma senza sostanza.

Preferire non diventasse una persona che si trascura troppo, sciatta e disordinata ma colta ed intellettuale, anche se tra le due per me questa andrebbe sicuramente meglio.

Il confronto con le altre mamme mi ha rasserenato.

Pare che la maggior parte delle bimbe nella fascia d'età della Ninfa si comporti esattamente come lei.

E prima che qualcuno mi tiri fuori la storia dell'esempio, ossia che imitano i modelli femminili adulti, in particolar modo la mamma, voglio precisare che sì, ogni tanto mi trucco, ogni tanto mi "tiro", ma non sono eventi che capitano quotidianamente.

L'ordine ci sta, ma sono abbastanza monotona nel vestire e nell'acconciarmi.

Lei, la Ninfa quatrenne, invece è estrosa. Ama sperimentare, sovvertire ogni ordine prestabilito, mixare colori e stili, capi invernali con capi estivi.

E ha a disposizione un guardaroba sicuramente più fornito del mio e una fantasia illimitata unita all'inesperienza tipica della sua età, che la porta a scegliere un elegante abito di pizzo blu per andare a fare una passeggiata in montagna.

Mi piace guardare la cura che impiega la sera per scegliere l'abbigliamento per il giorno seguente.

Per evitare qualsiasi discussione mattutina, prima di andare a dormire le propongo di scegliere tra tre tipi di pantaloni, tre magliette e tre paia di calze che lei abbina a piacere.

Dare una scelta limitata secondo me è un buon compromesso tra quello che ragionevolmente è adatto all'occasione e quello che liberamente può mixare.

In questo modo la piccola non si sente obbligata, ma allo stesso tempo capisce che ci sono certi confini da rispettare.

L'estro e la fantasia vengono saziati quando a casa gioca a travestirsi. Allora lì tutto è concesso: ed ecco che un paio di collant sulla testa diventano due belle trecce lunghe.

Perché in quanto a capelli ed acconciature siamo limitate: la mia bimba ha una zazzera che le arriva giusto alle spalle e i suoi capelli sono fini e lisci come spaghetti.

Ogni tanto le piace farsi fare codini e treccine, salvo togliersi tutto dalla testa dopo poche ore.

Prima di andare alla scuola materna, non disdegna una spruzzata di profumo pescato tra le mie fragranze. Più che a naso va a occhio: sceglie in base al colore e alla forma del flacone.

Ed infine una bella passata di burrocacao non gliela toglie nessuno.

Recentemente mi sta pressando per farle colorare le unghie. La settimana scorsa ho capitolato e le ho comperato un set con smalti e brillantini fatto apposta per le bambine.

Felicissima, ha passato interminabili ore a mettersi e togliersi lo smalto dalle unghie, correndo da CF per farsi aiutare. Lui, di solito insensibile a siffatte cose femminili, ci ha preso gusto creando geometriche composizioni bi-color che hanno riscosso i complimenti e l'invidia delle amichette dell'asilo.

Specchi, specchio delle mie brame chi è la più bella di tutto il reame?

Spulciando qua e là come faccio quando informarmi su una cosa, ho trovato alcuni spunti interessanti.

La tesi principale è sfatare il binomio vanità- superficialità. Non è una conseguenza logica e naturale che se una bambina a cinque anni è vanitosa sarà allora un'adulta superficiale.

Un bambino impara che essere bello è il modo più veloce per essere amato dagli adulti che gli stanno attorno.

O meglio detto: il bambino vive la fisicità in modo diverso da un adulto. I bambini "sono" il loro corpo nel senso che l'amore che noi dimostriamo di provare per loro passa attraverso le cure materiali loro sono oggetto.

Per un bimbo, essere bello vuol dire essere amato. Se tu mi dici che sono bello, vuol dire che mi stai guardando ed io mi sento gratificato perché se tu mi guardi vuol dire che mi vuoi bene.

Il concetto di bellezza è quindi legato a quello di autostima ed è normale che il bambino cerchi la nostra approvazione in questo senso.

Non a caso la mortificazione più grande per un pupo di quest'età è sentirsi dire che è brutto.

La sfida che bisogna affrontare è quella di bilanciare l'autostima dei nostri figli con il rispetto per gli altri.

Ossia: spiegare che ogni bambino è bello non per come si veste o si pettina, ma perché è un essere speciale e unico.

La bellezza sta nella diversità, nella personalità di ognuno di noi.

In questo modo avremo bambine e bambini  che si sentono amate, che si amano e che amano gli altri.

E le vostre figlie e i vostri figli come sono?

 

2 pensieri su “SPECCHIO, SPECCHIO DELLE MIE BRAME CHI E’ LA PIU’ BELLA DI TUTTO IL REAME?

  1. maddalena

    Mi sono ritrovata molto, penso alla mia Sarah (6 anni, ma vezzosa dai 3 o 4). Mi fa sorridere la tua descrizione e sono d'accordo con le tue osservazioni: lasciare che scelga tra poche opzioni di abbigliamento è un'ottima modalità, ed è vero: la bellezza nei bambini ha un ruolo centrale, basti pensare che per loro "bello" vuol dire "buono". Altrimenti si è "brutti e cattivi".

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    1. Priscilla

      Esatto, Maddalena! L'insulto che più ferisce un bimbo a quell'età è proprio quello! Poi arrivano le parolacce, ma quella è un'altra storia....

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