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Carnevale è quella festa o meglio quel periodo che da piccola mi è ha sempre affascinato molto.

Ho dei ricordi fantastici di quelle cinque o sei volte che sono riuscita a celebrarlo, perché generalmente nel periodo carnevalesco ero sempre a casa malata.

Quando il Carnevale si avvicinava era abbastanza comune vedere gruppetti di bambini che giravano mascherati per le vie del paese.

I costumi erano ammessi perfino alle scuole elementari (sì, per me saranno sempre le elementari, altro che primarie).

A differenza dei giorni nostri, i bambini indossavano costumi creati dalle mamme: se quell'anno andava di moda travestirsi da fata, ogni bambina indossava un vestito da fata diverso, mica come adesso che le fate sono tutte più o meno uguali.

Certo, non dico che tutti i costumi riuscivano col buco, eh!

Alcuni erano improponibili o talmente originali da risultare imbarazzanti per chi li indossava (ho ancora alcuni amici letteralmente traumatizzati dal loro travestimento di Carnevale che stanno ancora andando in terapia).

CF ne sa qualcosa: le sue foto di quando aveva quattro anni travestito da farfalla girano ancora per il paesello...

Fortuna che nessuno lo riconosce sotto quella maschera!

Poi si cresce e si diventa mamma.

E qui le cose cambiano drasticamente.

Perché, amiche mie, vi svelo un segreto: le mamme temono il Carnevale quasi quanto le feste di compleanno.

Sotto quell'aspetto bonaccione ed allegro, il Carnevale nasconde mille insidie.

Se siete mamme e per di più lavoratrici il Carnevale vi sta già sulle balle di principio, perché ogni anno la domenica o il martedì in cui ci sono le sfilate o le feste non cade mai lo stesso giorno.

Per cui state pur certe che ve ne ricorderete solo la sera prima.

Aggiungiamo poi il fatto che la maggior parte degli asili (sì, per me è l'asilo, non la scuola dell'infanzia, massimo massimo la materna) e delle elementari chiudono il lunedì e il martedì e quindi c'è il problema ben noto di dove collocare i pupi.

Sommiamo a tutto questo il fatto che Carnevale equivale a travestirsi e quindi scatta la domanda: "Amore mio da cosa vuoi vestirti quest'anno?"

Ecco, preparatevi a una serie di risposte variabili di giorno in giorno se non di ora in ora.

Per cui il lunedì vostra figlia decide di travestirsi da Winx, il martedì opta per Lady Bug perché è la moda del momento, il mercoledì ha una botta di nostalgia e accarezza l'idea di utilizzare il costume da Elsa dello scorso anno, il giovedì vuole quello di Gufetta a tutti i costi, il venerdì diventa generalista e vi dice che va bene una principessa qualsiasi, il sabato afferma che lei non vuole più travestirsi e la domenica vi chiede dov'è il suo costume.

Nel frattempo, tra una telefonata di lavoro, una corsa in tintoria a prendere il costume di Elsa che avete fatto lavare, un ordine velocissimo sul web per il costume di Lady Bug che arriva dopo Pasqua, una toccata e fuga al supermercato locale per vedere cosa è rimasto e già che ci siamo prendo pure due cose che mi servono e mi ritrovo in fila al supermercato talmente carica con il pacchetto di frutta secca tra i denti, arrivate a domenica mattina e siete fortunate se avete a disposizione un costume da pomodoro.

E'inutile specificare che a voi non serve nessun travestimento per Carnevale: i capelli stopposi e sfibrati fanno da cornice ad un viso naturalmente emaciato, in cui dardeggiano due occhi spiritati contornati da deliziose occhiaie in mille sfumature di nero che manco la make-up artist Pat MacGraph riuscirebbe a ricreare, mentre la vostra epidermide presenta delle chiazze rosse da forte stress.

Mentre infilate vostra figlia nel suo costume da pomodoro di due taglie più piccole, vi rendete conto che solo una cosa può aiutarvi ad uscire dal tunnel: un chilo di fragranti frittelle accompagnate da una bella bottiglia di prosecco.

Prosit, care mamme, e buon Carnevale!

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"Sfilata di Carnevale?"

Così mi ha risposto settimana scorsa CF quando gli ho proposto di partecipare alla sfilata di Carnevale organizzata per la domenica pomeriggio.
"Sì, amore, quella processione in maschera per le vie del paese tanto amata dai bambini e che si conclude all'oratorio".
"Io non l'ho mai fatta..."
"Bene, così è qualcosa di nuovo anche per te".
Quest'anno è stata la prima sfilata di carnevale per tutti: per CF che non ne aveva mai fatte, per me che vivo in questo paese da otto anni e quindi non avevo avuto ancora l'occasione e per i bambini che hanno partecipato per la prima volta. E poi era la nostra prima volta da genitori.
Ci tenevo a partecipare perché ho sempre vissuto il carnevale come un momento di gioia e di festa. Adoro mascherarmi, amo cucinare (e ovviamente mangiare) le frittelle, mi piacciono gli scherzi e le sfilate.
Ho notato però che la tradizione carnevalesca si sta lentamente perdendo. Mi ricordo infatti che quando ero piccola non era raro vedere gruppi di bambini mascherati che giravano per il paese già a partire dalla prima settimana di febbraio.
Per cui se da un lato i supermercati rigurgitano frittelle, maschere, coriandoli e ammennicoli vari già a partire dal primo gennaio, dall'altro questa festività sta perdendo colpi.
Francamente mi chiedo perché. Di sicuro per ragioni di sicurezza far girare per le vie del paese bambini travestiti da soli ai tempi d'oggi non è sicuro (o magari sì, ma la percezione di sicurezza che abbiamo noi  è sfalsata).
In più, trovare genitori disposti ad accompagnare i pargoli in giro durante le ore pomeridiane è impossibile, pieni come siamo di impegni vari.
Fatto sta che le occasioni per mascherarsi si riducono alla festa in oratorio con annessa sfilata e all'immancabile giornata carnevalesca per chi va alla scuola materna.
Ringhio mi ha stupito: pensavo che avrei tribolato per travestirlo, che avrebbe fatto i capricci per il cappello da pagliaccio e il trucco, invece nulla. L'unica cosa che non ha voluto mettersi è il fiocco, ma per il resto è stato bravissimo.
La Ninfa invece mi ha scassato le scatole già a partire da una settimana prima.
"Mi travesto oggi? Posso truccarmi? E quando andiamo?"
Semplicemente incontenibile.
Quindi ieri finalmente li ho preparati erano contentissimi. L'unico neo è che....mi sono dimenticata di comperare i coriandoli!
Pensavo di averli presi, invece no. Pazienza, i bambini si sono divertiti con le stelle filanti e le trombette.
Siamo andati sul sagrato della chiesa e ci siamo uniti allo sparuto gruppetto di bimbi travestiti.
La Ninfa si guardava attorno per vedere se arrivavano le sue amiche, mentre Ringhio tentava di sgattaiolare all'interno della chiesa.
CF dal canto suo tentava di rendersi invisibile. E' uno di quei casi  di persona che non sopporta la gente del suo paese.
Dopo una ventina di minuti per dar tempo ad eventuali ritardatari di raggiungerci, abbiamo cominciato la sfilata.
Devo dire che è stata proprio a prova di bambino: abbiamo percorso a piedi a velocità ultra ridotta le tre vie adiacenti alla chiesa.
Ringhio ha fatto ridere un pò tutti quando, passando davanti alla porta di casa ha esclamato: "Ciao ciao" acompagnato dal relativo gesto e si è precipitato alla porta.
L'ho convinto a venire con noi solo dicendogli che poi mangiavamo le frittelle! Ma lo sfaticato non ha voluto camminare, quindi CF se l'è caricato sulle spalle.
E allora ho visto la sua espressione cambiare: da camaleonte è diventato pavone, fiero padre che mostra al mondo suo figlio.
Mi ha fatto tenerezza, ecco.
La sfilata di carnevale si è conclusa in oratorio, dove appunto gli organizzatori hanno offerto a tutti i partecipanti una bella merenda.
Personalmente non sono sicura che il prossimo anno replicherò.
Per prima cosa perché la Ninfa si aspettava di trovare lì le sue amiche che invece non si sono presentate e lei ci è rimasta un pò male.
In secondo luogo perché anche io mi sono sentita un pesce fuor d'acqua: di vista conosco le mamme che hanno partecipato, ma siccome i loro bimbi non sono nella stessa classe della mia al di là dei saluti e delle frasi di rito non si va.
Infine perché la sfilata, anche se a misura di bambino, mi è sembrata un pò scialba: niente carri (almeno uno potevano farlo), niente musica, niente clima cameratesco.
La cosa invece che mi è piaciuta è che c'erano anche tante mamme e papà travestiti, a dimostrare che carnevale non è solo roba da bambini.
Penso però che, per il bene di Ringhio e della Ninfa, io e CF dovremmo sforzarci e tentare di partecipare di più alla vita di paese.
In fondo questo è il luogo dove, per ragioni varie, ora come ora cresceranno i nostri figli.
Contare su una rete di amicizie o di conoscenze può essere comunque utile anche per il futuro. Non voglio che i bambini si sentano esclusi.
La difficoltà sta nel fatto che  noi il paese lo viviamo poco. Non conosciamo quasi nessuno, siamo fuori casa dalla mattina alla sera e durante il fine settimana spesso andiamo via.
Vorrei provare a rafforzare i legami con le mamme delle amiche della Ninfa, ma è molto complicato perché loro non lavorano e si incontrano magari per la merenda il pomeriggio.
Non so, mi risulta difficile trovare dei punti in comune con loro, oltre che delle occasioni di incontro.
Magari sono solo fisse che mi sono fatta io da sola, magari sono solo paranoica e interpreto male certi segnali.
Se avete suggerimenti al riguardo fatemelo sapere.
Nel frattempo, come avete passato l'ultima domenica di Carnevale? Avete fatto festa o siete di quelli che "odio il Carnevale"?

 

Carnevale è arrivato, con i carri, le maschere, gli scherzi e...le frittelle!

Perché non si può parlare di Carnevale senza un minimo accenno ai dolci tipici di questo periodo.

Ogni regione le prepara a modo suo: chiacchiere, frittelle, con mele e uvetta, crostoli, bugie, tortelli...

Aspettavo l'occasione giusta per prepararle anche a casa. Ho dato un'occhiata al calendario e mi sono resa conto che manca pochissimo al martedì grasso!

Quindi, invasa dalla smania di cucinare, mi sono detta: o questo week-end o mai più!

Domenica mattina quindi i pupi si sono messi in assetto da combattimento: grembiulini in mano e ben piantati sulle scalette per arrivare al piano di lavoro.

Piano di lavoro su cui all'occorrenza avevo poggiato il Bimby.

Abbiamo deciso per fare contento CF di preparare i tortelli ripieni alla crema (ma voi potete farcirli con quello che vi va).

Era la prima volta che  preparavo le frittelle col Bimby, ma sono venute proprio bene!

Quindi, siccome sono altruista e generosa, ho pensato di condividere la ricetta con voi.

RICETTA TORTELLI DI CARNEVALE RIPIENI

Ingredienti:

  • 160 gr di acqua
  • 100 gr di farina (io ne ho usata metà manitoba e metà "00")
  • 20 gr di Maizena
  • 35 gr di burro
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • 2 uova + 1 albume
  • 30 gr di zucchero

Procedimento:

  • Inserire acqua, sale e burro nel boccale: 6 min., 100°, vel.3
  • Inserire la farina (io la setaccio sempre) e impastare 30 sec. vel 4 finché l'impasto si stacca dal boccale (in caso procedete ancora)
  • Cucere 2 min. 90° vel.2
  • Lasciare raffreddare l'impasto
  • Inserire le uova una alla volta (non unire finché il successivo finché il precedente non è amalgamato completamente) 10 sec. vel 4
  • Far riposare l'impasto per circa mezz'ora
  • Far scaldare l'olio in una pentola capiente
  • Quando è pronto ( se non avete un termometro fate la prova dello stuzzicadenti o dell'impasto: se immergendo uno dei due l'olio sfrigola, allora è a temperatura) friggete l'impasto aiutandovi con due cucchiaini
  • Scolate su carta assorbente
  • Lasciate raffreddare e procedete a riempire le vostre frittelle

Credetemi, buone da leccarsi i baffi!

Se non avete il bimby, potete provare a fare la versione classica.

Fatemi sapere quali sono le vostre frittelle preferite e magari mandatemi la ricetta!

 

Viva le maschere!

Carnevale si avvicina ed è tempo di pensare a come travestirsi.

I bambini adorano i travestimenti e il gioco del "facciamo finta che" tira tantissimo.

Ma non sono gli unici a giocarci. Gli adulti lo fanno quotidianamente.

C'è chi è più abile e chi meno, chi lo fa consapevolmente e chi invece non se ne accorge neanche.

Tutti noi portiamo una maschera.

Ci sono fior fiore di studi psicologici e antropologici sul ruolo della maschera e dei travestimenti nella storia dell'umanità.

Indossare una maschera è spesso sinonimo di falsità, di ipocrisia.

Ma per me no. Per me vuol dire mostrare un aspetto della propria personalità.

Siamo come diamanti, con tante facce. Nessuno può vederle tutte in usa sola volta. Le maschere portano a galla gli aspetti tipici di quel lato del diamante.

Io sono una mamma, ma sono anche una compagna, una figlia, un'amante, una sorella, un'amica...

Sono quindi una persona falsa?

Penso semplicemente che a seconda della situazioni in cui ci troviamo e a seconda delle persone con cui stiamo emerga un tratto preciso di me.

Sono consapevole che certe maschere, sfortunatamente, siamo obbligati ad indossarle, che ci piaccia o no.

La società ce lo impone e nella vita solo chi si adatta sopravvive. E' la legge della jungla.

Per cui falsamente continuerò a rispondere: "Bene, grazie!" a chi mi chiederà come sto.

Continuerò a sorridere e a essere gentile con i miei colleghi e il mio titolare sul posto di lavoro, perché un sorriso costa meno di un litigio.

Andrò avanti ad essere paziente con le altre mamme super-brave-super-fighe-so-sempre-tutto-io.

Proseguirò ad essere comprensiva, nonostante certi atteggiamenti non mi vadano sempre a genio.

Come dicono i Queen:

" The show must go on,
The show must go on, yeah
Inside my heart is breaking
My make-up may be flaking
But my smile still stays on"

Allo stesso tempo però faccio di tutto per essere me stessa, senza sterili crociate contro la società.

Seguo le miei idee, i miei valori e cerco di adattarmi al contesto in cui vivo.

Senza snaturarmi, senza perdere di vista il mio centro.

Perché arrivare a conoscere se stessi è un percorso lungo a volte tutta la vita.

Per cui....Giù la maschera!

Cerchiamo di capirci, non vediamo sempre e solo i nostri difetti, le nostre mancanze, i nostri sbagli.

Accettiamo il fatto che non siamo perfette, vogliamoci bene per quello che siamo.

E impariamo a non giudicare gli altri in base alle maschere che indossano.

L'apparenza inganna, l'abito non fa il monaco, un libro non si giudica dalla copertina...

Quindi, visto che siamo ancora a inizio anno, come buon proposito per il 2017 mi impegno ad appendere al chiodo più frequentemente  la Maschera da Santa Maria Goretti che negli ultimi mesi  mi porto troppo addosso (sia mai che poi mi resti appiccicata per sempre come in "The mask").

Malefica

E a Carnevale resta il fatto che io mi travestirò da strega. Cattiva. Tipo Malefica o Grimilde. Quelle dei film. Che se poi per (s)fortuna rimango così mi va pure bene...

La strega cattiva di Biancaneve....