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Novembre è arrivato con le prime piogge e i primi freddi.

Seppur tenti sempre di essere positiva, Novembre è un mese che non mi piace affatto.

Gli unici motivi per cui lo apprezzo sono questi: Novembre è il mese che precede Dicembre e a Novembre c'è quell'imperdibile venerdì che gli amanti dello shopping conoscono bene, il black Friday.

Detto questo, perché non crearmi un evento ex novo che mi faccia provare un senso di simpatia per questo mese triste e bigio?

Quindi, arbitrariamente, ho deciso che Novembre sarà il mese del compleanno del mio blog.

Ebbene sì, anche se i primi articoli sono stati pubblicati ad Ottobre 2016, io rivendico Novembre come il mese del compleanno di Datemiunam, che sia messo agli atti e scritto nero su bianco con inchiostro indelebile.

E come nella buona tradizione del blogging, in questo giorno gioioso tiro le somme di un anno di blog.

Non agitatevi, niente statistiche o numeri di cui non importa nulla a nessuno (se non a me, per cui me li analizzo in separata sede).

Ad un anno dalla creazione di Datemiunam, ecco qui i cinque motivi per cui per me vale sempre la pena avere un blog.

CINQUE COSE CHE HO IMPARATO IN UN ANNO DI BLOG

Il blog è intimità ed introspezione

Ho aperto Datemiunam con un'idea in testa, un'idea scaturita dal desiderio di avere uno spazio dove poter dire la mia su come vivo la mia esistenza dopo la maternità, su come l'avere dei figli mi abbia scombussolato la vita, sia in meglio che in peggio, invece di farlo sempre come ospite dei blog altrui.

Sebbene sia partita con questa idea, l'avere un blog mi ha permesso di "guardarmi dentro" e di fare chiarezza su certe vicissitudini e su certi aspetti del mio carattere.

Scrivere mi ha consentito di conoscere parti di me che non conoscevo e allo stesso tempo ha ribaltato completamente alcuni lati del mio carattere che credevo di conoscere.

Il blog è socialità e confronto

Datemiunam come qualsiasi altro blog parte da me per arrivare a voi, care lettrici e cari lettori.

Le mie esperienze sono quelle normali di una comunissima mamma lavoratrice, come ce ne sono tante.

Attraverso gli spaccati della mia vita non perfetta e non straordinaria, mi metto a nudo per indurre anche voi a farlo, nella modalità e nella misura che preferite, attraverso i vostri commenti qui, su FB o su IG o mandandomi una mail.

Creare dialogo e confronto attraverso lo scambio di aneddoti e racconti aiuta a non sentirsi isolate, sole e sperdute.

Datemiunam si pone l'ardito obiettivo di essere vicino alle mamme (ma anche ai papà) che hanno bisogno di sentirsi rinfrancate, di capire che tante esperienze sono davvero comuni ad ogni genitore.

E' come un abbraccio virtuale, una pacca sulla spalla, data in un petit cafè dove si raccontano fatti belli e brutti e dove nessuno giudica nessuno.

Il blog è crescita personale

Da quando ho intrapreso l'attività di blogger, guardo la realtà che mi circonda con occhi diversi.

Ogni cosa può diventare interessante e, con la scusa del blog, mi diverto ad approfondire tante tematiche che una volta non avrei avuto modo di analizzare.

In un anno ho imparato molte cose riguardo a svariati temi, per cui mi sento di affermare con sicurezza che avere un blog apre la mente e ti costringe a crescere.

Il blog è fatica

Scrivere un blog è faticoso, inutile nasconderlo. Non prendiamoci in giro, nessuno scrive sulla rete per non essere letto. In ogni blogger c'è una punta di sano egocentrismo.

Se vuoi creare un blog ed essere letto, devi avere un minimo di conoscenze tecniche di base oppure dei soldi a disposizione per farlo fare ad altri.

Io sono tecnologicamente indietro, all'età della pietra, per cui da autodidatta mi sono armata di pazienza, volontà e manuali per cominciare a farmi le basi.

Questo richiede tempo, sudore e una certa dose di determinazione, nonché la capacità di creare uno spazio affiancandolo a lavoro, casa, famiglia, senza penalizzare chi ci sta accanto.

Il blog è socialità

Gestire un blog aiuta a conoscere altre persone, in primis coloro che ci seguono in maniera assidua o sporadica.

Ma aiuta anche a conoscere dapprima virtualmente e poi anche fuori dalla rete le altre blogger, che siano professioniste del settore o che lo facciano come hobby.

Il mondo del blog passa attraverso queste relazioni, si nutre dello scambio di idee da cui spesso nascono collaborazioni interessanti.

Datemiunam non è un mondo isolato, ma un piccolo pianeta in mezzo ad un universo di astri calanti e nascenti.

Questo è quello che ho imparato in un anno di blogging.

Ma l'insegnamento più grande è senza dubbio questo: gioisci dei piccoli traguardi che raggiungi, ma soprattutto rialzati e ricomincia con maggior determinazione quando cadi.

Posso accettare di fallire. Tutti falliscono.

Non posso accettare di non averci provato."

Tanti auguri, Datemiunam! E tanti auguri a me e a tutti coloro che mi supportano e non mi fanno mancare il loro appoggio in questa bellissima avventura.

 

 

 

 

 

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Qualche giorno fa la Ninfa ha compiuto gli anni.

Sono una mamma socievole, che ama passare il proprio tempo con gli amici, che organizza pranzi e cene e che partecipa agli eventi organizzati dagli altri.

Ma sono anche una mamma che lavora.

Il che significa che di solito arrivo al fine settimana stanca.

Per farla breve, dopo consultazione con l'altro genitore, avevamo deciso che per quest'anno la Ninfa avrebbe festeggiato i suoi quattro anni alla scuola materna.

Festeggiamenti in grande a partire dal prossimo anno.

Ultimamente il tema dei compleanni è molto sentito dai genitori.

Da quel che ho provato personalmente da invitata alle feste dei bambini, ho appurato quanto segue:

  1. la festa di compleanno va annunciata almeno un mese prima tramite invito ufficiale a cui dovrà essere data ufficiale risposta (sia mai che un quatrenne abbia qualche impegno precedente);
  2. si deve scegliere un tema che sarà il filo conduttore della festa, per le bambine va molto Frozen o le Winx, per i maschietti non sono informata;
  3. scelto il tema, si procede con la distribuzione degli inviti (attenzione: non è un vero party se ci sono meno di 20 bambini);
  4. la festa non viene più organizzata in casa (e dove li metto io 20 bambini urlanti in un appartamento di  settanta metri quadrati?), quindi si affitta una stanza solitamente in oratorio;
  5. la location viene poi agghindata con ogni cosa inerente al tema scelto, dallo striscione di auguri, alla torta di compleanno,alla carta igienica del bagno;
  6. la torta di compleanno, secondo la moda corrente, deve essere di almeno due piani, fatta in pasta di zucchero e decorata con il protagonista scelto (ergo, se non siete mastri pasticceri dovete farvela preparare);
  7. il buffet deve servire a sfamare i piccoli invitati e le loro famiglie che, per l'occasione, non mangiano da due giorni;
  8. alla fine della festa, ad ogni invitato viene consegnato un sacchettino di dolci come segno di ringraziamento per essere intervenuto all'evento mondano;
  9. voi, dopo aver passato almeno due ore in compagnia dei genitori dei piccoli invitati, dovete occuparvi della pulizia del locale;
  10. arrivate a sera sfatti, con le orecchie che vi fumano a forza di sentire urlare bambini e adulti, le guance che vi fanno male per i sorrisi forzati elargiti ai genitori vari e gli occhi che vi lacrimano per la stanchezza.

Ergo, come detto sopra, festeggiamenti rimandati al prossimo anno.

Ma le cose non vanno mai come uno se le aspetta.

Alla scuola materna che frequenta la Ninfa i compleanni si festeggiano una volta al mese. Tutti i bambini nati quel mese vengono festeggiati in un'unica soluzione nel tal giorno prefissato dalla nutrizionista che prepara i menù mensili.

A lei spetta il grande compito di stabilire in quale data una fetta di torta rigorosamente industriale scompiglierà meno l'equilibrio alimentare dei bambini.

Questo mese si sono dimenticati di inserire la Ninfa tra i festeggiati.

Per cui per lei niente festa, niente coroncina da principessa, niente canzoncina, niente di niente.

Ovviamente non l'ha presa bene.

Siccome poi le maestre non sono riuscite a farla inserire nei festeggiati di febbraio ( devo ancora capire bene come mai), a restarci male non è stata solo lei.

Va da sè che, cuore di mamma, si doveva trovare un modo per risolvere la situazione.

Allora abbiamo deciso di festeggiare come una volta, ossia domenica pomeriggio festina di compleanno casalinga.

Oltre a noi, erano presenti i nonni e il cuginetto di sette anni, la madrina e il padrino con i loro gemelli che frequentano la scuola primaria e una coppia di amici con due bambine più o meno dell'età della Ninfa e soprattutto con cui lei gioca volentieri.

Ho preparato un piccolo buffet che comprendeva pizzette, salatini, cake pops e la mitica torta di compleanno.

Piccolo buffet dolce e salato! La cosa chè è piaciuta molto ai bambini più grandi è stata il bruco!

 

La Ninfa ha espresso solo due richieste: che la torta fosse di Frozen e di poter indossare il vestito che portava alla vigilia di Natale.

Io amo cucinare, ma i dolci sono il mio tallone d'Achille. Ma quale mamma non farebbe di tutto per accontentare sua figlia?

Quindi mi sono messa d'impegno e ho preparato una torta di compleanno esteticamente gradevole ma soprattutto buonissima (infatti non ne è avanzata nemmeno una fetta!).

Ecco la mia torta DIY a tema Frozen! Magari non perfetta, ma davvero buonissima!

 

La mia bambina ha avuto la sua festicciola, si è vestita da principessa, ha spento le candeline al coro di "Tanti auguri", ha scartato i regali e ha ringraziato tutti gli invitati per aver festeggiato con lei.

La Ninfa alle nove è crollata nel suo lettino, dopo aver giocato come una pazza e aver ballato con tutti.

Prima di chiudere gli occhi, mi ha abbracciato e mi ha detto: "Grazie mamma, è stata una festa meravigliosa, la giornata più bella di sempre!"

Mi si sono riempiti gli occhi di lacrime, il mio cuore scoppiava d'amore e d'orgoglio.

E' bastato tanto poco a renderla felice!

 

Ti guardo dormire, la guancia appoggiata la cuscino, il respiro lento e profondo.

Ti guardo sognare, le palpebre che si muovono velocemente, le labbra piegate in un sorriso misterioso.

Seguo con le dita i tratti del tuo volto, delicatamente, per non svegliarti.

Vorrei stringerti tra le braccia e coccolarti.

Vorrei che il tempo si fermasse così e ti cristallizzasse in questo preciso istante. Per tenerti bimba ancora per un pò. O forse per sempre.

Ma il tempo è tiranno, i giorni passano in fretta e tu, bimba mia, tra qualche ora ti sveglierai diversa.

Vorrei donarti la forza per affrontare ogni avversità, la furbizia per cavartela in ogni situazione, l'allegria per assaporare ogni giorno della tua vita, la bontà e l'empatia per circondarti di amici, la spensieratezza per guardare il mondo e stupirti per le piccole e grandi cose che ti può offrire.

Vorrei poterti assicurare che nella tua vita non avrai dolori, non farai scelte sbagliate, non incontrerai persone sbagliate che ti faranno soffrire.

Vorrei poterti chiudere in una bolla d'amore per tenerti al sicuro, lontana dalle insidie e dagli inganni degli uomini.

Ma sono solo una mamma e questo purtroppo non è in mio potere.

Intanto continua pura a dormire, immersa nel tuo mondo onirico popolato da creature magiche.

La mamma veglia su di te.

La mamma veglierà sempre su di te, ti sarà sempre vicino nella misura in cui tu lo vorrai.

Questo è il mio regalo più grande, il mio impegno ad esserci sempre.

Quando ti sbuccerai un ginocchio cadendo dalla bicicletta.

Quando imparerai a scrivere e a leggere.

Quando sarai di ritorno dal tuo primo viaggio da sola.

Qualunque siano le sfide che il futuro ti riserverà, sarò lì con te, ad asciugare le tue lacrime, a ridere con te, a rimproverarti, a spronarti.

Perché immenso è l'amore che provo per te. E in questa immensità io ti perderò per poi ritrovarti.

Auguri, bimba mia.

Semplicemente,

la tua mamma.