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San Valentino è già nell'aria, le giovani coppie stanno pensando a come festeggiare la giornata degli innamorati, mentre invece chi è in coppia da molto tempo si chiede soprattutto se valga la pena festeggiarlo ancora.

Non sono mai stata una fanatica di San Valentino, nemmeno i primi anni di vita con il mio compagno.

Sono diventata sua sostenitrice dopo l'arrivo dei bambini: San Valentino era il pretesto per avere di nuovo una serata a due.

Si sceglieva un locale che nella maggior parte era super affollato, si mangiava non sempre in modo impeccabile e si fingeva di essere tornati allo status quo.

Inevitabilmente però il discorso cadeva sui figli.

A questo punto ci siamo detti: ma perché uscire quando possiamo festeggiare qui in casa, con i nostri spazi in un modo che ci rispecchia di più?

E così da qualche anno la nostra tradizione di San Valentino prevede una romantica cenetta a due dopo aver messo a nanna i pupi.

Di solito scegliamo assieme le linee basi per il nostro menù di San Valentino: carne o pesce, etnico o tradizionale...

Quest'anno abbiamo deciso che ogni portata doveva avere come denominatore comune il cacao.

Dopo di chè abbiamo estratto a sorte.

Per volere del fato a me sono toccati il primo e il dolce.

E va beh, trovare un dolce al cioccolato per San Valentino è abbastanza semplice.

Ma invece il primo rappresenta una vera sfida.

Volevo fare qualcosa di diverso, di esotico ma allo stesso tempo che non divergesse troppo dalla nostra tradizione.

E allora, dopo aver cercato nei ricettari sparsi per casa, ho scovato una ricetta che ha come ingrediente principale il cacao.

Perché non ci può essere San Valentino senza il cioccolato declinato nelle sue millemila forme.

RISOTTO DI ZUCCA PROFUMATO AL CACAO

Il risotto di zucca profumato al cacao è un primo molto particolare, l'ideale per stupire e accendere i sensi nella giornata di San Valentino.

Quando il cacao venne scoperto e portato in Europa, venne utilizzato come una qualsiasi altra spezia, per esempio per insaporire piatti di cacciagione o di pesce.

Il risotto di zucca profumato al cacao riprende questa vecchia concezione di cacao.

Il risultato è davvero sorprendente: un piatto ben noto che diviene però un qualcosa di totalmente diverso e inaspettato.

Risotto di zucca profumato al cacao: ingredienti per due persone

Essendo un piatto da proporre il giorno di San Valentino, le dosi sono calcolate su due commensali, ma nulla vi vieta di proporre il risotto di zucca profumato al cacao in altre occasioni.

Ecco gli ingredienti che vi serviranno per il risotto zucca profumato al cacao:

  • 150 grammi di riso Carnaroli
  • 80 grammi di zucca mantovana al netto degli scarti
  • 350 ml di brodo vegetale
  • 2 cucchiai di cacao amaro
  • 1 anice stellato
  • 1 rondella di radice di zenzero fresca
  • 1 rametto di rosmarino
  • 1 pizzico di noce moscata
  • 1 pizzico di peperoncino
  • 1 manciata di mandorle tostate
  • aceto di lamponi
  • olio evo

Risotto di zucca profumato al cacao: procedimento

Per preparare il vostro buonissimo risotto di zucca profumato al cacao da presentare il giorno di San Valentino, cominciate mettendo in infusione nel brodo l'anice stellato e la rondella di zenzero.

Pulite la zucca mantovana e tagliatela a dadini. Prendete un tegame (io utilizzo il wok), versate un filo d'olio evo e buttateci i dadini di zucca assieme agli aghi di rosmarino sommariamente sminuzzati.

Con la fiamma media, cominciate a rosolare la zucca. Dopo circa cinque minuti, aggiungete un mescolo di brodo vegetale e coprite con un coperchio.

Abbassate la fiamma e lasciate stufare la zucca per una ventina di minuti. Quando vedete che i dadini sono abbastanza morbidi ma non sfaldati, togliete il wok dal fuoco.

Tenete da parte sei dadini, quelli che alla vista vi sembrano più belli e compatti e riducete gli altri in purea con l'aiuto di un frullatore a immersione. Nel caso in cui la purea risultasse troppo densa, aggiungete un cucchiaio di brodo.

Mettete momentaneamente da parte la zucca e occupatevi del riso.

Il risotto di zucca profumato al cacao è un risotto dove le spezie si devono sentire e non devono fare da corollario agli altri sapori, soprattutto il cacao.

Proprio per questo ho optato per una tostatura a secco, che non prevede l'uso di grassi vegetali o animali.

Per tostare a secco il riso utilizzate una casseruola di alluminio. Versate il riso e stendetelo con un cucchiaio in modo uniforme su tutta la superficie. Mescolate di tanto in tanto per evitare che il riso si bruci. La tostatura del riso avviene in circa tre- quattro minuti.

Una volta tostato il riso, aggiungete un bel mescolo di brodo e la purea di zucca.

Procedete quindi come per un risotto tradizionale: tenete bagnato con il brodo vegetale aromatizzato all'anice stellato e zenzero e cuocete per il tempo indicato sulla confezione ( di solito quattordici-sedici minuti).

Quando vedrete che mancano pochi minuti alla fine della cottura, tostate le mandorle (io ne ho ridotte alcune in pezzetti e altre ho preferito lasciarle intere).

Infine mantecate il risotto: peperoncino, noce moscata e ovviamente cacao.

Siccome la preparazione è abbastanza cremosa, non ho aggiunto burro o formaggio per mantenere puro il sapore delle spezie a cui fa da sottofondo il dolce della zucca.

Per lo stesso motivo ho messo il sale solo nel brodo vegetale.

Per dare al piatto quella nota croccante, ho aggiunto al risotto le mandorle tostate ridotte a pezzetti.

Infine, l'impiattamento. Ho utilizzato un coppapasta tondo, ma qui quello a cuore ci stava davvero bene. Ho impiattato il riso e ho decorato la superficie con i pezzetti di zucca e le mandorle.

Per finire, un tocco appena accennato di acidità: qualche goccia di aceto di lamponi che lascia in bocca il gusto asprigno tipico di questi frutti mitigato però dalla loro dolcezza, un connubio davvero perfetto con il cacao.

Ecco quindi la ricetta del mio risotto di zucca aromatizzato al cacao, un primo semplice ma veramente inusuale per celebrare la giornata di San Valentino in modo diverso dal solito.

Voi avete già deciso cosa preparerete?

 

 

 

Questo post partecipa all'iniziativa "L'ingrediente in comune" a cui hanno partecipato tante magnifiche donne:

PRIMI PIATTI

Risotto al cavolo rosso, mele e salsiccia: un cuore rosa per San Valentino di Cucinare le stagioni

DOLCE

Cuori con Cioccolato Fondente e Farina di Cocco di In Cucina con Sissi

Per gli innamorati: torta briosa al cioccolato e moscato di Maison Lizia

Muffin con panna montata e fragole di Il piatto del giorno

Torta Foresta Nera di Ladies are baking

Crostata di pere e nutella di Segreti di mamma

Mousse extracioccolato con avocado di Sanobioglutenfree

Lecca Lecca a forma di Cuore. Ricetta Last Minute per San Valentino di La Cascata dei Sapori

RICETTE VEGANE

San Valentino sano e vegano! di Le cene del giovedì

Cioccolata calda per un San Valentino da single di Sas Bellas Mariposas

SALUTE E BENESSERE

Cioccolato: perché è importante mangiarlo di Marmellata di fragole

E se il cioccolato fiorisce? Suggerimenti d’uso e di conservazione del cibo degli dei di Alchimie alimentari

ILLUSTRAZIONE

San Valentino di Alessandra Fragiacomo

Non è un segreto che CF sia appassionato di cucina, nel senso che ogni tanto ci prepara da mangiare.

E sicuramente molte di voi ora staranno alzando gli occhi al cielo, pensando: "Che ragazza fortunata!".

Senza scendere nei sordidi dettagli sulla mia presunta fortuna, oggi per la rubrica "L'uomo in cucina" voglio condividere con voi una ricetta velocissima che qualsiasi essere proveniente da Marte è in grado di fare.

Siccome a casa nostra siamo amanti del riciclo a tutto tondo e soprattutto non ci piace sprecare il cibo, per questa ricetta l'ingegnoso CF ha utilizzato la polenta avanzata del giorno prima.

Ecco cosa ci ha proposto:

LASAGNE DI POLENTA CON RAGU' DI SALSICCIA E FUNGHI

Ingredienti:

  • polenta avanzata dal giorno prima
  • ragù di salsiccia
  • besciamella
  • scamorza affumicata a fette
  • funghi tipo champignon

Procedimento:

Cominciate prendendo una pirofila da forno e cospargete il fondo con un poco di besciamella.

Tagliate la polenta a fette spesse circa un centimetro e mezzo e fatele leggermente abbrustolire su una bistecchiera, facendo attenzione a non bruciacchiarle.

Componete ora le vostre lasagne di polenta mettendo le fettine di polenta abbrustolita, un bello strato di ragù di salsiccia e alcune fette di scamorza.

Fate il secondo strato come il primo ma anziché utilizzare il ragù mettete la besciamella.

Siate accorti nell'alternanza tra ragù e besciamella, perché l'ultimo strato dovrà essere fatto con quest'ultima.

Adagiate poi sulla cima delle lasagne dei funghi tagliati a fette sottili (vanno bene anche gli champignon).

Mettete la teglia in forno a 180° per una ventina di minuti e servite le vostre lasagne di polenta ben calde.

Come vedete, si tratta di una preparazione semplicissima.

Se poi andate di fretta, nulla vi vieta di utilizzare ragù e besciamella già pronti.

E' una ricetta a basso costo, molto saporita e apprezzata dai bambini.

Inoltre vi permette di dar fondo ad eventuali avanzi di polenta del giorno prima, soprattutto ora che si avvicinano le feste.

Mi scuserete di nuovo se, vista la fame lupina che avevo, non ho pensato a fare le foto al piatto ma ho preferito mangiarmelo.

Voi come riciclate il cibo avanzato?

Come sempre, attendo anche le ricette dei vostri cuochi in erba.

Se avete un blog, potete scrivere un post linkando il mio sito oppure potete fotografare i manicaretti preparati dalla vostra dolce metà e pubblicarli su IG o FB con i seguenti hashtag:  #luomoincucina #ricetteperveriuomini  @datemiunam.

Buon appetito!

 

Bambini o animali?

In questo mondo pazzo troppo spesso gli animali vengono trattati come figli e i figli come animali.

Ieri alla radio ho sentito che l'attenzione verso gli animali domestici è salita rispetto a quella verso i bambini, tanto che sempre più spesso i supermercati espandono i reparti dedicati agli animali e riducono quelli dedicati ai neonati.

Oramai si sa che l'Italia è un Paese dove le nascite sono sempre più in calo e lo speaker ipotizzava che le coppie fossero più propense a prendere un animale da compagnia piuttosto che a fare un figlio.

Io voglio sperare che la scelta non sia un out-out: chi ha dei bambini può decidere di allargare la famiglia e prendere un animale e chi ha un animale può tranquillamente decidere di fare un figlio.

Bambini e animali

Fin da quando ero piccola ho avuto l'opportunità di vivere a stretto contatto con gli animali domestici: gatti, canarini, pappagalli, criceti, pesci, tartarughe...

Purtroppo non ho mai avuto la possibilità di tenere dei cani, perché i miei genitori hanno sempre pensato che avessero bisogno di stare in un giardino o in un cortile.

Ho rimediato ora che sono grande, "adottando" il cockerdei genitori di CF.

Le ricerche degli ultimi anni hanno dimostrato come la presenza di un animale domestico accanto ai bambini arrechi loro grandi vantaggi.

Vantaggi psicologici

Prendersi cura di un cane, un gatto, una tartaruga...aiuta i nostri figli a diventare più responsabili - mi vengono sempre in mente i telefilm americani, dove a turno ogni alunno porta a casa la mascotte della classe per accudirla.-

La convivenza con un animale aumenta l'autostima, migliora le capacità di osservazione e riduce ansia e stress, come ha ben dimostrato la pet-therapy.

Inoltre, considerando che spesso gli animali da compagnia hanno aspettative di vita differenti dalle nostre, vivere con loro insegna ai nostri figli il ciclo della vita.

Spesso infatti i nostri pets vengono presi quando sono solo dei cuccioli e restano con noi fino a che non muoiono.

Seppur triste, da quest'esperienza ogni bimbo imparerà cheogni cosa ha un inizio e una fine, compresi gli esseri viventi.

Vantaggi fisici

Vivere a stretto contatto con un animale può recare vantaggi anche a livello fisico, non solo psicologico.

Pensiamo infatti a tutti quei bambini che hanno un cane: sono più invogliati ad uscire e questo riduce la sedentarietà e combatte il sovrappeso.

Uscire inoltre significa vedere e incontrare altre persone, stimolando la socializzazione.

Da tempo è stato dimostrato che chi vive a contatto con gli animali corre meno rischi di sviluppare allergie e forme asmatiche.

Inutile sottolineare che si parla sempre di animali ben tenuti, ossia sottoposti a periodici controlli veterinari almeno una volta l'anno e a cui vengono applicate le norme igieniche basilari: pulire frequentemente le gabbiette e le lettiere, così come ceste e cucce dove dormono, non far mai mancare loro acqua fresca e nutrirli in modo adeguato.

Quale animale scegliere?

Ok, avete capito che la convivenza tra animali domestici e bambini è possibile e avete deciso di prenderne uno.

Mi auguro che la decisione sia stata attentamente ponderata e non sia stato frutto dell'impulso del momento.

Non mi stancherò mai di ripetere di non regalare animali per Natale o per compleanno se non siete sicuri che poi vengano accuditi con gioia e amore per sempre.

Gli animali non sono giocattoli e richiedono impegno e costanza, che essi ci restituiscono poi sotto forma di amore e dedizione incondizionata.

Per capire quale animale è il più adatto per la vostra famiglia, il mio consiglio è quello di documentarsi e se possibile di fare una chiacchierata con un veterinario.

Tenete ben presente che, come ogni persona, anche gli animali sono individui unici con una loro personalità: il gatto della bisnonna non si comporterà necessariamente come il gatto che prenderete voi, il cane di vostro cugino non sarà mai uguale al vostro.

Ricordatevi che, qualunque sia la scelta che farete, un animale è come un diamante: per sempre.

Valutate quindi attentamente:

  • quanto tempo siete disposti a dedicargli: pulire la boccia dei pesci è meno impegnativo che badare ad un cane, per esempio;
  • quanto spazio avete: tenere un alano in un appartamento di 75 mq. a mio avviso non è una scelta, è un suicidio;
  • quali sono le vostre possibilità economiche: gli animali hanno un costo: controlli periodici dal veterinario, cibo e un minimo di attrezzatura. Il costo di mantenimento di un cavallo non sarà paragonabili a quello di un canarino.

L'ultimo consiglio importante che voglio lasciarvi è questo: se optate per animali che non stanno in gabbia, abbiate l'accortezza di non lasciarli mai incustoditi con i vostri bambini, soprattutto se molto piccoli.

Detto questo, concludo augurandovi una felice e serena convivenza!

 

 

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Ieri mattina il panorama fuori dalla finestra era davvero quello  di un tipico giorno autunnale.

Dal cielo grigio veniva giù una pioggerellina fine fine, verso i monti si intravedeva un velo di nebbia mischiato al fumo che saliva dai camini.

La prima vera giornata autunnale, uggiosa e malinconica, che ci ha dato un assaggio del prossimo inverno.

Un tempo del genere non invogliava di certo ad uscire, ma i bambini hanno insistito per andare almeno a fare un giretto attorno all'isolato.

Giacca, impermeabile e stivaletti da pioggia e poi via, pronti a partire.

Abbiamo camminato nel silenzio ovattato, rivolgendo un cenno di saluto con la testa o le mani ai rari passanti che incontravamo.

Ringhio e la Ninfa procedevano vicini, davanti a me, guardandosi attorno.

Si sono soffermati ad osservare le foglie che galleggiavano nelle pozzanghere o che venivano lentamente trasportate dai rivoli di acqua lungo la strada, hanno guardato gli uccellini appollaiati sui rami dei pini, hanno raccolto qualche pigna per i loro lavoretti futuri.

Quando siamo rientrati, erano soddisfatti, quasi come se fossimo andati in un posto nuovo.

Hanno raccontato al papà tutto quello che avevano fatto, quante pozzanghere c'erano, quante persone hanno incontrato ed infine gli hanno mostrato, tutti orgogliosi, il loro piccolo tesoro.

Hanno disposto le pigne in una fila ordinata, per farle asciugare.

E tutt'a un tratto la Ninfa ha esclamato: "E adesso ci vuole una bella torta per merenda!"

"Ma amore, la mamma non ha proprio voglia!". Questa è la risposta che mi si è affacciata al cervello, subito ricacciata a forza giù, nella gola.

Mi è bastato guardare i volti dei miei bambini, speranzosi, per cambiare subito idea.

"Ok, forza, vediamo cosa possiamo fare", ho detto.

"Yeeeeee!" hanno urlato i pargoli. Ed è stato un grido gioioso, di pancia.

Ci siamo diretti in cucina e abbiamo dato un'occhiata a quello che c'era in dispensa.

Farina, zucchero, uova, burro, lievito: le basi per lo meno c'erano.

Poi? Poi ho visto la zucca. Se ne stava lì, ammiccante, invitandomi ad usarla.

Io adoro la zucca. Mi piace in qualsiasi preparazione. Ma...c'è un ma.

Odio e sottolineo odio sbucciarla e tagliarla. E' un lavoro duro, nel senso letterale del termine.

So che c'è un trucchetto per rendere più facile il compito: tagliarla a metà e metterla in forno per un'oretta per rimuovere poi senza fatica la polpa dolcissima.

Ma non avevo tempo di aspettare un'ora, così ho detto ai bimbi che, se convincevano CF a tagliarci la zucca, potevamo fare la torta.

La Ninfa e Ringhio hanno sfoderato tutto il loro repertorio persuasivo -sorrisi, abbracci, moine...- e il padre è capitolato in cinque minuti.

Intanto che CF riduceva a pezzi la zucca, con forza e perizia, ho acceso il forno alla temperatura canonica di 180° in modalità statica.

Poi, con l'aiuto dei bambini, ho preparato gli ingredienti per la mia torta di zucca morbida:

  • 100 gr.di farina 00
  • 60 gr. di fecola di patate
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 140 gr. di zucchero di canna
  • 2 uova
  • 200 gr. di zucca tritata con il tritatutto
  • 100 gr. di burro
  • 50 gr. di latte
  • 40 gr.di mandorle in scaglie
  • un bacca di vaniglia
  • un pizzico di noce moscata

Li ho pesati e messi tutti in ciotoline colorate così per i bambini è  più semplice utilizzarli.

Il procedimento per realizzare la torta di zucca soffice è semplicissimo:

  1. setacciare farina, fecola e lievito in una ciotola;
  2. far sciogliere il burro (state attente a non bruciarlo);
  3. in una terrina dai bordi alti posizionata strategicamente all'interno del lavandino per contenere eventuali schizzi, sbattete con uno sbattitore elettrico le uova e lo zucchero fino ad ottenere un bel composto schiumoso;
  4. a questo punto riducete la velocità e aggiungete a filo il burro fuso e il latte;
  5. lavorate per un minuto e inserite la polpa della zucca grattugiata, le mandorle in scaglie, i semini della bacca di vaniglia e la noce moscata;
  6. continuate a sbattere e unite anche il mix di farine.
  7. Infine, quando l'impasto sarà liscio e senza grumi, versatelo in una teglia precedentemente imburrata e infarinata.
  8. Mettete nel forno e fate cuocere per circa 35 minuti (ricordatevi sempre la prova stecchino prima di togliere la torta).
  9. Sfornate il dolce, fatelo raffreddare e cospargetelo con zucchero a velo.

Ora siete pronti a gustarvi una sofficissima torta di zucca morbida, che nella consistenza sembra un plum-cake.

Noi abbiamo utilizzato una teglia a forma di zucca (che viene riesumata puntualmente ogni anno per Halloween).

Ringhio e la Ninfa se ne sono spazzolate due fette a testa accompagnate da un bel tè caldo.

Hanno osservato attentamente la lievitazione della torta dandosi il cambio davanti al vetro del forno, come delle sentinelle.

E, dopo la merenda, erano entrambi concordi sul fatto che "è stata davvero una domenica super-spaziale!"

Voi come avete affrontato la prima vera giornata fredda? Spero che non l'abbiate data vinta al malumore.

 

 

 

 

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Il fine settimana appena trascorso mi ha lasciato l'amaro in bocca.

E' stato un fine settimana grigio e bigio, davvero tristissimo, forse per via della pioggia che ci ha proiettato in pieno clima autunnale, più probabilmente  per via di certe mie aspettative che sono state disilluse.

Sabato sera avevo in testa di uscire a festeggiare il nostro anniversario in un bel locale in cui sono mesi che progettavamo di andare.

L'incaricato di turno ( facciamo un anno per uno ad organizzare le cose), non ha prenotato, pensando bellamente di trovare posto.

Indovinate un po'? Dopo un tragitto di quaranta minuti sotto la pioggia battente con due figli in macchina che si lamentavano per la fame-il freddo-la sete-il caldo-il sonno-la qualsivoglia siamo giunti a destinazione solo per scoprire che il locale era pienissimo.

Ovviamente improponibile aspettare, quindi siamo finiti in un locale di ripiego, bello eh, abbiamo anche mangiato bene, ma quando ti fai i tuoi progetti in testa e poi non si realizzano ti girano almeno un po'.

Senza contare che avevo proprio voglia di uscire, dopo un pomeriggio passato in casa con due creature iper-eccitate che saltellavano in giro, smaniose di andare alle giostre della sagra del paese.

Altro desiderio purtroppo non avverato, perché le suddette giostre hanno deciso (forse a causa dell'incertezza climatica) di aprire alle 19,00.

Come se non bastasse, Ringhio è stato in grado di tirarsi addosso nove piatti appena tolti dalla lavastoviglie. Il combina guai infatti voleva appurare che fossero realmente vuoti e che non contenessero qualche cosa di mangereccio che la mamma gli stava deliberatamente occultando, san Tommaso scànsate.

A parte lo sfacelo, fortunatamente ne è uscito praticamente incolume, a parte due o tre taglietti superficiali dovuti ai cocci di rimbalzo.

Io mi sono spaventata da morire, ho perso i soliti cinque anni di vita - se continuo così ai cinquanta mica ci arrivo- e ho raccattato vetri dal pavimento imprecando come uno scaricatore di porto.

E' inutile aggiungere che avevo finito di sistemare la casa poche ore prima, vero?

E non è che la domenica sia andata meglio.

I pargoli sono stati litigiosi tutto il tempo, CF sembrava una gallina che non sapeva dove andare a fare l'uovo, indeciso su tutto e petulante come una vecchia zitella.

Il pomeriggio ci siamo decisi ad andare all'Ikea con la scusa che ci servivano i piatti (siamo rimasti con quattro piatti piani e cinque fondi) solo per scoprire che il mondo al di sopra del Po aveva deciso di darsi appuntamento lì, manco ci fosse un flash movie.

Impossibile girare, troppa calca, troppo rumore. In più non ho trovato nulla che mi piacesse, per cui devo risolvere il problema piatti, ché se viene qualcuno a mangiare devo usare quelli di plastica con Tweety disegnato sopra.

La sera nuovo tentativo di uscire per andare alla famosa sagra e vedere i fuochi d'artificio, vanificato dai bambini che si sono addormentati sul divano alle 20,30.

Insomma, un week-end veramente sotto tono. Quasi quasi avevo voglia di tornare al lavoro.

Speriamo che il prossimo vada meglio...

E il vostro fine settimana è andato bene? Se avete voglia di condividerlo, qui sotto avete tutto lo spazio che vi serve.

 

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C'era una volta, tanto (ma non troppo) tempo fa una ragazza che si vestiva sempre di nero, perché dentro si sentiva nera e cupa anche lei.

C'era una volta, tanto (ma non troppo) tempo fa un ragazzo che si vestiva elegante e sgargiante, perché il suo lavoro richiedeva così.

Un giorno la ragazza incontrò per caso un'amica di un tempo che per anni aveva preso l'autobus con lei al tempo della scuola.

Come succede in quei casi, le due chiacchierarono a lungo, aggiornandosi sulle vicissitudini, spesso non troppo piacevoli, che erano accadute in quegli anni in cui si erano perse di vista.

Mossa a compassione dal quadro non troppo roseo in cui viveva la ragazza vestita di nero, cupa fuori come lo era dentro, la vecchia compagna le propose di uscire assieme.

L'amica ritrovata la presentò ad altri amici con cui passarono giornate spensierate che stemperarono l'umore nero della ragazza.

Una giorno arrivò un allegro terzetto, agghindato in modo sfarzoso, che poco si confaceva con il tono della serata.

Col fare tipico dei ragazzi ventenni, i tre cominciarono a pavoneggiarsi per guadagnarsi il favore della nuova arrivata.

Dal canto suo, la ragazza li considerò per quello che erano: ragazzi che facevano i buffoni. E la cosa terminò così, un'etichetta appiccicata addosso e via.

La compagnia trascorreva ore interminabili assieme, chiacchierando e girovagando senza meta, godendo di ogni singolo momento spensierato che l'estate portava con sé.

Una sera, sulle note di una canzone un poco struggente e malinconica, complice il cielo stellato, la ragazza nero vestita  parlò con uno dei giullari.

Si scambiarono confidenze e opinioni. Lui le fece vedere che il mondo, in fondo in fondo, non era sempre nero.

Lei gli mostrò che al mondo ci sono persone che amano gli altri anche quando non fanno per forza i giullari della situazione.

Da quel momento i due divennero inseparabili: lui capì che, guardando oltre la cortina nera, l'animo della ragazza era una pittoresca tavolozza di colori; lei imparò che, dietro le risate sguaiate e le spacconate del ragazzo elegante come un pavone, si celava un animo sensibile dalla storia travagliata.

Dalla simpatia si passò ad altro e presto divenne chiaro a tutti che i due si stavano innamorando.

Gli amici del ragazzo e quelli della ragazza tentarono di farli ragionare: loro due assieme erano una coppia male assortita, non ci azzeccavano niente, era come tentare di far stare assieme il fuoco e l'acqua.

La loro storia d'amore, pronosticarono, sarebbe durata poco, sarebbe stata una breve storiella d'amore, evaporata dopo le prime vampate.

I due alzavano le spalle, senza preoccuparsi del futuro. Quello che per loro era importante era il presente.

Per una volta nella vita volevano semplicemente vivere l'attimo, intensamente e come se non ci fosse un domani.

E il domani infine arrivò e, a discapito di quelle fosche previsioni, la ragazza e il ragazzo stanno ancora assieme dopo tredici anni.

Lei non si veste più solo di nero, perché, anche se pensa che le doni moltissimo, è anche consapevole che il mondo è pieno di colori, come la sua anima.

Lui ha imparato che tutti apprezzano chi sa far ridere, ma a volte avere accanto persone che mostrano anche altri lati di sé crea legami più profondi.

Insieme hanno fatto cose meravigliose, primi fra tutti i loro figli, Irene, Michele e il piccolo che non è mai nato ed è diventato una bella stellina.

Insieme ne faranno altre, perché il futuro è una strada lunga e imprevedibile.

E questo è il loro giorno, il nostro giorno.

Per cui, amore mio, semplicemente tanti auguri a noi. In alto i calici e brindiamo alla vita.