E' inquietante la disinformazione che ruota attorno alle coppie di fatto, i cui figli vengono considerati ancora figli di serie "B".

Scena: interno casa di un amico di famiglia. Personaggi principali: Priscilla e la mamma dell'amico che se ne stava tornado a casa propria. Comparse: Ninfa, Ringhio e l'amico. Sul palco si trovano già: Priscilla, i bambini e la signora M.

Signora M.: "Cara, è tanto che non ci vediamo! Come stai?"

P.: "Bene, signora M. Un pò di corsa come la maggior parte delle mamme..."

Signora M., fissando i pupi: "Ma cara e questi sono i tuoi bambini?"

P. "Sì, sì, Ninfa e Ringhio. Su, bambini, salutate."

Agitano piano la mano, intimoriti dall'aspetto inquietante della signora.

Signora M., con voce in falsetto:"Ma che ammmoorii. Ma quando ti sei sposata?"

P. rivolta al pubblico :"Ah, lì volevi arrivare, brutta vecchiaccia!"

P., sospirando: "No, non mi sono sposata."

Signora M. si ritrae inorridita quasi come se l'avessero schiaffeggiata ed esclama con tono melodrammatico:" Ma come, ancora no? Presto allora?"

P., che comincia a sentirsi sulle spine: "No, non credo...Sa, abbiamo tante spese da affrontare, altre priorità. E poi il matrimonio..."

Signora M. con voce ispirata e cantilenante, quasi da sermone, agitando le mani: "Ma dovete pensare anche ai bambini e al loro bene!"

Irrompe sul palco l'amico, che afferra la madre per il braccio e la conduce velocemente alla porta.

Poi, rivolgendosi a P.: "Ti chiedo scusa ma sai com'è, è un pò all'antica"

All'antica?! No, è arrogante e ignorante. E' dal primo gennaio 2013 infatti che, grazie alla legge 219/12 e con il successivo decreto legislativo n.°154 del 28 dicembre dello stesso anno, i figli nati al di fuori del vincolo matrimoniale godono degli stessi diritti di quelli nati all'interno del matrimonio.  Non c'è più distinzione tra figli legittimi, naturali e adottati. Per la Legge, sono tutti figli allo stesso modo, anche dal punto di vista della terminologia. Il 2013 è l'anno in cui si conclude un percorso avviato decenni fa, che aveva già assegnato ai figli "naturali" gli stessi diritti e doveri di un figlio "legittimo" ma solo nei confronti dei genitori.

Ora invece in caso di "fratellastri", se il genitore comune muore, anche il figlio "naturale" ha gli stessi diritti ereditari del "fratellastro" nato all'interno del matrimonio. L'eredità viene divisa in parti uguali.

Inoltre la nuova Legge tutela e garantisce il diritto dei nonni a mantenere i rapporti con i nipoti. In caso sia loro impedito, i nonni possono ricorrere al giudice.

Se i genitori conviventi decidono di lasciarsi, i figli hanno diritto ad essere mantenuti, educati, istruiti e assistiti moralmente, nel rispetto delle loro capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni esattamente come i figli delle coppie sposate. Anche dal punto di vista processuale, sarà solo il Tribunale ordinario l'unico referente per regolare le questioni relative all'affidamento, alle modalità di visita e al contributo al mantenimento dei figli, mentre prima le coppie di fatto dovevano rivolgersi al Tribunale dei Minori.

Quindi, cara Signora M., il bene dei mie figli non è sicuramente garantito dal fatto che siamo o meno sposati. Il bene dei miei figli è garantito dal fatto che hanno intorno a loro persone che li amano a prescindere dal legame matrimoniale che intercorre tra me e il loro papà.