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San Valentino è già nell'aria, le giovani coppie stanno pensando a come festeggiare la giornata degli innamorati, mentre invece chi è in coppia da molto tempo si chiede soprattutto se valga la pena festeggiarlo ancora.

Non sono mai stata una fanatica di San Valentino, nemmeno i primi anni di vita con il mio compagno.

Sono diventata sua sostenitrice dopo l'arrivo dei bambini: San Valentino era il pretesto per avere di nuovo una serata a due.

Si sceglieva un locale che nella maggior parte era super affollato, si mangiava non sempre in modo impeccabile e si fingeva di essere tornati allo status quo.

Inevitabilmente però il discorso cadeva sui figli.

A questo punto ci siamo detti: ma perché uscire quando possiamo festeggiare qui in casa, con i nostri spazi in un modo che ci rispecchia di più?

E così da qualche anno la nostra tradizione di San Valentino prevede una romantica cenetta a due dopo aver messo a nanna i pupi.

Di solito scegliamo assieme le linee basi per il nostro menù di San Valentino: carne o pesce, etnico o tradizionale...

Quest'anno abbiamo deciso che ogni portata doveva avere come denominatore comune il cacao.

Dopo di chè abbiamo estratto a sorte.

Per volere del fato a me sono toccati il primo e il dolce.

E va beh, trovare un dolce al cioccolato per San Valentino è abbastanza semplice.

Ma invece il primo rappresenta una vera sfida.

Volevo fare qualcosa di diverso, di esotico ma allo stesso tempo che non divergesse troppo dalla nostra tradizione.

E allora, dopo aver cercato nei ricettari sparsi per casa, ho scovato una ricetta che ha come ingrediente principale il cacao.

Perché non ci può essere San Valentino senza il cioccolato declinato nelle sue millemila forme.

RISOTTO DI ZUCCA PROFUMATO AL CACAO

Il risotto di zucca profumato al cacao è un primo molto particolare, l'ideale per stupire e accendere i sensi nella giornata di San Valentino.

Quando il cacao venne scoperto e portato in Europa, venne utilizzato come una qualsiasi altra spezia, per esempio per insaporire piatti di cacciagione o di pesce.

Il risotto di zucca profumato al cacao riprende questa vecchia concezione di cacao.

Il risultato è davvero sorprendente: un piatto ben noto che diviene però un qualcosa di totalmente diverso e inaspettato.

Risotto di zucca profumato al cacao: ingredienti per due persone

Essendo un piatto da proporre il giorno di San Valentino, le dosi sono calcolate su due commensali, ma nulla vi vieta di proporre il risotto di zucca profumato al cacao in altre occasioni.

Ecco gli ingredienti che vi serviranno per il risotto zucca profumato al cacao:

  • 150 grammi di riso Carnaroli
  • 80 grammi di zucca mantovana al netto degli scarti
  • 350 ml di brodo vegetale
  • 2 cucchiai di cacao amaro
  • 1 anice stellato
  • 1 rondella di radice di zenzero fresca
  • 1 rametto di rosmarino
  • 1 pizzico di noce moscata
  • 1 pizzico di peperoncino
  • 1 manciata di mandorle tostate
  • aceto di lamponi
  • olio evo

Risotto di zucca profumato al cacao: procedimento

Per preparare il vostro buonissimo risotto di zucca profumato al cacao da presentare il giorno di San Valentino, cominciate mettendo in infusione nel brodo l'anice stellato e la rondella di zenzero.

Pulite la zucca mantovana e tagliatela a dadini. Prendete un tegame (io utilizzo il wok), versate un filo d'olio evo e buttateci i dadini di zucca assieme agli aghi di rosmarino sommariamente sminuzzati.

Con la fiamma media, cominciate a rosolare la zucca. Dopo circa cinque minuti, aggiungete un mescolo di brodo vegetale e coprite con un coperchio.

Abbassate la fiamma e lasciate stufare la zucca per una ventina di minuti. Quando vedete che i dadini sono abbastanza morbidi ma non sfaldati, togliete il wok dal fuoco.

Tenete da parte sei dadini, quelli che alla vista vi sembrano più belli e compatti e riducete gli altri in purea con l'aiuto di un frullatore a immersione. Nel caso in cui la purea risultasse troppo densa, aggiungete un cucchiaio di brodo.

Mettete momentaneamente da parte la zucca e occupatevi del riso.

Il risotto di zucca profumato al cacao è un risotto dove le spezie si devono sentire e non devono fare da corollario agli altri sapori, soprattutto il cacao.

Proprio per questo ho optato per una tostatura a secco, che non prevede l'uso di grassi vegetali o animali.

Per tostare a secco il riso utilizzate una casseruola di alluminio. Versate il riso e stendetelo con un cucchiaio in modo uniforme su tutta la superficie. Mescolate di tanto in tanto per evitare che il riso si bruci. La tostatura del riso avviene in circa tre- quattro minuti.

Una volta tostato il riso, aggiungete un bel mescolo di brodo e la purea di zucca.

Procedete quindi come per un risotto tradizionale: tenete bagnato con il brodo vegetale aromatizzato all'anice stellato e zenzero e cuocete per il tempo indicato sulla confezione ( di solito quattordici-sedici minuti).

Quando vedrete che mancano pochi minuti alla fine della cottura, tostate le mandorle (io ne ho ridotte alcune in pezzetti e altre ho preferito lasciarle intere).

Infine mantecate il risotto: peperoncino, noce moscata e ovviamente cacao.

Siccome la preparazione è abbastanza cremosa, non ho aggiunto burro o formaggio per mantenere puro il sapore delle spezie a cui fa da sottofondo il dolce della zucca.

Per lo stesso motivo ho messo il sale solo nel brodo vegetale.

Per dare al piatto quella nota croccante, ho aggiunto al risotto le mandorle tostate ridotte a pezzetti.

Infine, l'impiattamento. Ho utilizzato un coppapasta tondo, ma qui quello a cuore ci stava davvero bene. Ho impiattato il riso e ho decorato la superficie con i pezzetti di zucca e le mandorle.

Per finire, un tocco appena accennato di acidità: qualche goccia di aceto di lamponi che lascia in bocca il gusto asprigno tipico di questi frutti mitigato però dalla loro dolcezza, un connubio davvero perfetto con il cacao.

Ecco quindi la ricetta del mio risotto di zucca aromatizzato al cacao, un primo semplice ma veramente inusuale per celebrare la giornata di San Valentino in modo diverso dal solito.

Voi avete già deciso cosa preparerete?

 

 

 

Questo post partecipa all'iniziativa "L'ingrediente in comune" a cui hanno partecipato tante magnifiche donne:

PRIMI PIATTI

Risotto al cavolo rosso, mele e salsiccia: un cuore rosa per San Valentino di Cucinare le stagioni

DOLCE

Cuori con Cioccolato Fondente e Farina di Cocco di In Cucina con Sissi

Per gli innamorati: torta briosa al cioccolato e moscato di Maison Lizia

Muffin con panna montata e fragole di Il piatto del giorno

Torta Foresta Nera di Ladies are baking

Crostata di pere e nutella di Segreti di mamma

Mousse extracioccolato con avocado di Sanobioglutenfree

Lecca Lecca a forma di Cuore. Ricetta Last Minute per San Valentino di La Cascata dei Sapori

RICETTE VEGANE

San Valentino sano e vegano! di Le cene del giovedì

Cioccolata calda per un San Valentino da single di Sas Bellas Mariposas

SALUTE E BENESSERE

Cioccolato: perché è importante mangiarlo di Marmellata di fragole

E se il cioccolato fiorisce? Suggerimenti d’uso e di conservazione del cibo degli dei di Alchimie alimentari

ILLUSTRAZIONE

San Valentino di Alessandra Fragiacomo

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Cinque anni fa nasceva mia figlia.

No, non preoccupatevi, non ho intenzione di scrivere un post mieloso e zuccherino su quanto sia cresciuta, su cosa le auguro per il futuro e, sì, anche su quanto a volte vorrei che il tempo tornasse indietro per riassaporare alcuni momenti particolari.

Oggi voglio affrontare un argomento spinoso che sta un po' sullo stomaco a tutti i genitori: la famigerata festa di compleanno.

La festa di compleanno dei nostri figli scatena accesi diverbi in famiglia.

Il dibattito parte con la decisione festa sì-festa no.

E se prima l'abbiamo sempre sfangata con la scusa che la Ninfa era ancora piccola, per cui abbiamo sempre festeggiato in casa con i parenti più stretti, quest'anno ci è risultato impossibile esimerci.

La Ninfa ha cominciato a fare confronti con le sue amiche.

"Mamma, lo sai che Tizia e Caia si sono trovate dopo l'asilo da Sempronia per fare merenda? Possiamo invitarle qui anche noi?"

"Tesoro, lo sai che sono al lavoro e non possiamo pretendere che la nonna inviti a casa sua delle bambine che non conosce neppure. Troppe responsabilità"

Inutile dire che alla lunga ci si rimane male.

Quindi quando ci ha chiesto la festa per il suo compleanno non me la sono sentita di dirle di no.

Ho sempre considerato sbagliato fare feste di compleanno fastose e megagalattiche per i bambini, che poi arrivano ai diciotto anni e chissà cosa pretendono.

CF poi è contrario a qualsiasi evento sociale che implichi invitare gente estranea alla sua cerchia.

Ma è possibile organizzare una festa di compleanno memorabile senza spendere un patrimonio.

COME ORGANIZZARE UNA FESTA DI COMPLEANNO: CONSIGLI PER MAMME NEGATE

La primissima cosa da fare è stabilire un budget che sia realistico e veritiero, vale a dire che bisogna avere in linea di massima delle informazioni riguardo ai prezzi, dalla location alla torta.

Presa la mia, ehm,  nostra decisione, ora serviva capire dove farla, sta benedetta festa di compleanno.

Escluso a priori il soggiorno di casa, visto che la nostra abitazione è abbastanza minimal.

Quindi ci siamo orientati, come fa la maggior parte delle famiglia, sugli oratori che affittano stanze a prezzi simbolici.

Sono riuscita a trovarne una libera solo per una botta di fortuna, perché chi l'aveva prenotata aveva disdetto.

"Signora, per fare la festa di compleanno a fine gennaio di solito si prenota a novembre!"

A novembre?! Ma è una festina per una bambina, mica un party per il diciottesimo della figlia di un VIP!

Risolto il problema della location, siamo passati agli invitati.

La Ninfa è stata categorica sulle persone da invitare: amiche e compagni d'asilo, per un totale di circa una ventina di bambini scatenati.

Anche qui il numero poi varia logicamente a seconda dello spazio a disposizione.

Tenete in considerazione che, a meno che non siate in strettissimi rapporti, anche i genitori dei piccoli invitati si fermeranno a festeggiare.

Per velocizzare la cosa, siccome non dispongo di tutto il tempo che vorrei, ho mandato un messaggio tramite cellulare a tutte le mamme pregandole ovviamente di confermare entro una certa data, bypassando lo step della distribuzione degli inviti cartacei.

"Non lo so, ti faccio sapere"

"Dovremmo esserci, ma sai gli imprevisti"

"Se non succede niente veniamo"

"Ho un impegno, se riesco a spostarlo volentieri"

Nella vita le certezze sono davvero poche, eh!

Quando finalmente ho avuto un numero se non definitivo quanto meno indicativo dei partecipanti, siamo passati al cibo.

CF aveva già escluso categoricamente che io mi occupassi della preparazione.

"Dai, lavori tutto il giorno quando prepari le cose?"

No, ma io lo so che in realtà è perché non si fida di me.

E fa bene: i dolci sono il mio tallone d'Achille.

Per cui ho prenotato salatini, pizzette, pasticcini, frittelle e torta in una buona pasticceria dei dintorni.

A questo ho aggiunto dei panini con prosciutto e salame, delle patatine e le immancabili caramelle.

Ho preso le bibite in un normale supermercato, pensando non solo ai bambini ma anche agli adulti, per cui sì a succhi di frutta, acqua, thè deteinato ma anche birre, spumante e bibite gasate.

A questo punto siamo passati all'allestimento vero e proprio.

Non sono una fan delle feste a tema e siccome la Ninfa non ha espresso alcun desiderio se non sulla torta ho scelto altro.

Ma sono comunque convinta che anche l'occhio vuole la sua parte.

L'allestimento per la festa di compleanno si è basata su due colori: il fucsia e il verde acido.

E' bastato prendere delle tovaglie a rotoli di una tonalità rosa pastello e giocare sull'alternanza dei due colori con bicchieri, piatti, tovaglioli, forchettine e suppellettili varie.

Per dare un tocco più chic e femminile, ho utilizzato un'alzatina e una tortiera con la cupola di vetro e delle graziose ciotoline di cristallo, oltre a piatti da portata trasparenti.

Ho disposto tutto il cibo su vassoi e piatti eliminando i cabaret di cartone, ho cosparso il tavolo di caramelle colorate e...Voilà!

Per fare una sorpresa alla Ninfa, ho  comperato un palloncino di quelli gonfiati con l'elio a forma di  numero 5 che ho appoggiato con il suo pesetto sulla tavola.

Ho messo le bibite per grandi e piccini tutte su un lato, ben lontane dal cibo, così in caso di malaugurata caduta non si sarebbe rovinato nulla.

Devo dire che la tavola così allestita ha fatto la sua bella figura, con una spesa minima e uno sforzo minimo.

Per far giocare i bambini non servono animatori: i bimbi sanno giocare benissimo senza un grande che li coordini.

Tutt'al più, in caso di emergenza, anche la mamma o il papà più negati possono proporre di giocare a ruba bandiera o giochi simili.

E' bastato uno stereo con la musica, un tavolo con colori e fogli e una marea (letteralmente) di palloncini colorati gonfiati dallo zio e dal papà per farli divertire.

Dopo il taglio della torta e la canzoncina di rito un'ipereccitata Ninfa ha aperto i regali, uno più bello dell'altro.

Siamo riusciti a convincerla ad aspettare la fine della festa per provarli a casa ed evitare che pezzi vari andassero persi nella confusione dei festeggiamenti.

Per distogliere l'attenzione dai giocattoli nuovi, ho proposto di uscire all'aperto per far volare il palloncino con il numero 5.

La festeggiata, tra cori e battimani, ha lasciato andare un po' a malincuore il suo palloncino fucsia.

Tutti i bimbi hanno seguito il volo del palloncino, naso all'aria, finché è diventato un piccolo puntino indistinguibile.

Ed è stato allora che ho tirato fuori la mia arma segreta: le bolle.

Ho comperato ventiquattro bolle da distribuire ad ogni bambino che aveva partecipato alla festa di compleanno, per ringraziarlo della compagnia e del regalo.

Nonostante il freddo, i bambini sono stati entusiasti di fare le bolle, gareggiando tra di loro a chi faceva la bolla più grande.

Per finire, quando oramai l'orario di tornare a casa si avvicinava, abbiamo dato ad ogni piccolo invitato una forchettina con cui scoppiare i palloncini rimasti.

Mai visto bimbi così felici!

Dopo aver ringraziato bimbi e genitori per la compagnia e aver sistemato e pulito, siamo tornati a casa stanchi ma grati per essere sopravvissuti alla nostra prima festa di compleanno.

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La colazione, oramai si sa, è il pasto più importante della giornata.

Secondo le indicazioni dei nutrizionisti dovrebbe coprire il 20% del fabbisogno energetico giornaliero.

La colazione è il mio momento sacro, nel senso che rinuncerei volentieri a pranzo e cena, ma non toccatemi la colazione!

Se organizzare un menù settimanale per tutta la famiglia è incompatibile con il nostro stile di vita, mi sono detta però che con la colazione potevo anche riuscirci.

Per cui ho studiato sette tipi di colazione da proporre ai miei bambini (Cf è escluso, lui fa colazione solo la domenica...).

Entusiasta, appendo in cucina il mio menù settimanale, vergato a mano, con i sette modelli della colazione dei campioni.

Ho cominciato lunedì e, siccome il primo giorno della settimana è già tragico, ho deciso di introdurre solo un piccolo cambiamento.

Latte e cereali, quelli con la frutta dentro, anziché fette biscottate con marmellata, con aggiunta di abbondante caffè per la mamma (che, come dice mia figlia, finché non bevo il caffè non sono umana).

La Ninfa e Ringhio hanno fatto lavoro di squadra: lei ha mangiato tutti i pezzettini di frutta, lui ha mangiato tutti i cereali.

Tempo perso impiegato: quasi quaranta minuti.

Livello di isterismo della mamma: duecento su una scala da  una a cento.

Martedì quindi gioco d'anticipo e programmo la sveglia un'ora prima.

Metto sul tavolo yogurt greco con frutta fresca e frutta secca accompagnati da una bella cucchiaiata di miele.

I bimbi, che già sanno di cosa si tratta, mangiano volentieri.

Ringhio fa il bis e poi finisce quello che la Ninfa ha avanzato.

Soddisfatta, mi do una pacca sulla spalla.

Mercoledì, cioè stamattina, decido che sono pronti per il pezzo da novanta: la colazione salata.

Sul tavolo accuratamente preparato la sera prima per risparmiare tempo (sono una mamma organizzata, io!) si trovano piccoli e morbidi panini da imbottire con ricotta e prosciutto crudo, accompagnati da mandorle e spremuta d'arancia.

La Ninfa mi guarda stranita. Lentamente afferra un panino e comincia a dissezionarlo: lo apre, toglie il prosciutto che allunga fulminea al gatto il quale, come potete immaginare, gradisce, e non poco.

Poi la pupa lecca via tutta la ricotta con una certa soddisfazione ed infine passa le due metà del pane umidicce e insalivate al fratello, che in un paio di morsi le fa sparire nel suo stomaco senza fondo.

Inutile dire che Ringhio invece mangia tutto, voracemente e a tempi di record.

In viso mi si stampa un ghigno soddisfatto, mi sento la mamma migliore del mondo.

And the winner is...

La tragedia però non tarda ad arrivare.

Ringhio osserva la tavola e cerca con lo sguardo la sua tazza di latte.

"Che cosa stai dicendo, mamma?! Mica posso cominciare la giornata senza la mia tazza di latte intero microfiltrato leggermente intiepidito con aggiunta di una punta di miele. Lo sai che poi non carburo!"

Questo in sintesi quello che mi ha comunicato con uno sguardo assassino.

Io ho nicchiato mentre sparecchiavo.

Ma Ringhio è un cane da polpaccio, metaforicamente parlando: se si fissa su qualcosa non lo distogli, inutile, proprio come quei piccoli bastardi che quando azzannano non mollano più.

Ha cominciato a ronzarmi attorno.

"Mamma, non fingere di non vedermi. Voglio il mio latte".

Io ho seguitato a far finta di niente e mi sono diretta in bagno.

Lui si è accucciato sul tappetino, mentre con una mano mi infilavo la scarpa e con l'altra tentavo di non accecarmi con lo scovolino del mascara.

Il dialogo muto prosegue, spostandosi in sala, mentre faccio i codini alla Ninfa.

"Insomma, questo latte arriva o non arriva?"

Io impassibile comincio a infilarmi la giacca e poi la infilo ai pupi.

E lì parte la sirena: lacrimoni grossi come le gocce di pioggia ad agosto, quelle dure e pesanti dei temporali estivi, singhiozzi e ansimi degni di una prefica, urla strazianti da bambino agonizzante.

Ma io non cedo, che se mollo ora son perduta.

La coerenza, si sa, per un genitore è tutto.

La Ninfa mi segue in silenzio, rassegnata, mentre carico un disperato Ringhio in macchina.

"Latte, latte, latte" Una delle poche parole che sa.

"Latte, latte, latte" ripete quello, tra i singhiozzi strozzati.

Arriviamo alla materna e Ringhio non si è ancora placato.

Con la sua voce trillante, garrula, la Ninfa elargisce spiegazioni non richieste alla maestra.

"Sta piangendo perché la mamma non gli ha dato il latte per colazione, poverino!"

La maestra, dal canto suo, mi guarda come solo le maestre sanno guardare.

Io mi faccio piccola piccola e con aria colpevole tento di snocciolare una spiegazione.

"Sa, la colazione di oggi non lo comprendeva, il latte. Il menù..E' mercoledì, lei capisce..."

Mi impantano miseramente. Opto per la soluzione più ovvia.

"Scappo che è tardi!" E infilo la porta con quel briciolo di  dignità che mi è rimasta.

Poco fa la nonna mi ha informata che Ringhio ha pianto un sacco.

Le maestre non sapevano come consolarlo, non ha smesso neppure quando la sua insegnante preferita l'ha preso in braccio.

Finché la bidella  l'operatrice scolastica non gli ha allungato un cracker.

"Dica alla mamma che la colazione è importante, soprattutto per i bambini. Non si può portare qui un bambino senza avergli dato qualcosa da mangiare, almeno un goccio di latte".

Ecco, appunto.

Colpita e affondata: bollata come la mamma degenere che affama i figli.

Domani col cavolo che mi alzo prima per preparare le crepes dolci!

Da domani pane e acqua, ehm, facciamo latte che è meglio!

 

 

Ieri sera sono arrivata a casa in ritardo per l'ennesimo incidente

Durante il viaggio, ho tentato di rilassarmi, anche se sapevo che la Ninfa e Ringhio mi aspettavano con ansia perché avevo promesso loro che avremmo preparato la cena assieme

Una parte di me sperava che se ne dimenticassero, vista la stanchezza.

Ma una promessa è una promessa, per cui avrei fatto in modo di onorarla.

Quando sono arrivata a casa, ho scoperto con immenso sollievo che CF aveva provveduto alla cena.

Con l'aiuto dei pupi, hanno preparato qualcosa di  veloce e a portata di bambino.

Ecco qui la ricetta del manicaretto di ieri sera, giusto in tempo per la rubrica "L'uomo in cucina- ricette per veri uomini""

FUSILLI BRESAOLA E TREVISANO

Ingredienti:

30 gr.di olio EVO

1/2 cespo di trevisano ( io uso quelli a palla che mi sembrano meno amari)

1 scalogno (ma va bene anche la cipolla)

100 gr. di bresaola

1/2 confezione di panna fresca (si trova nel banco frigo ma va bene anche quella da cucina a lunga conservazione)

mezzo bicchiere di latte

concentrato di pomodoro

sale e pepe q.b.

parmigiano grattugiato

300 gr. di fusilli

Queste sono le dosi che CF ha utilizzato per me, lui e i bambini, poi regolatevi in base a quanti siete.

Procedimento:

Mettere a bollire l'acqua per la pasta (per velocizzare l'ho fatela scendere già calda, mettete un bel coperchio e salatela dolo quando sta già bollendo).

Fate buttare la pasta ai bambini quando l'acqua bolle e abbassate la fiamma.

Nel frattempo, prendere una pentola antiaderente (noi usiamo il wok che ci piace di più) e aggiungere l'olio.

Mentre il papà affettava lo scalogno, la Ninfa e Ringhio hanno spezzettato con le mani il trevisano e la bresaola.

Hanno fatto soffriggere piano lo scalogno e aggiunto il trevisano.

Dopo pochi minuti, quando era bello appassito, la Ninfa ha versato piano il latte e la panna e Ringhio ha aggiunto un cucchiaino scarso di concentrato di pomodoro (serve solo per colorare).

Regolate di sale e pepe e fate aggiungere ai bambini aggiunto la bresaola.

Dopo circa cinque minuti unite il parmigiano e  mischiate per amalgamare il tutto.

Infine scolate la pasta e fatela saltare nel wok.

Poi...tutti a tavola!!

E' inutile sottolineare che i bambini non vanno mai lasciati soli ai fornelli.

Fate anche attenzione ai coltelli (quando cucino solo con la Ninfa lei ha il suo, un vecchio coltello spuntato e non molto affilato ma che per quello che le dico di fare funziona benissimo).

Buon appetito!

Cosa ha cucinato la vostra dolce metà nell'ultimo mese? Avete voglia di raccontarmelo?

Se avete un blog, potete scrivere un post linkando il mio sito oppure potete fotografare i manicaretti preparati dalla vostra dolce metà e pubblicarli su IG o FB con i seguenti hashtag:  #luomoincucina #ricetteperveriuomini  @datemiunam.

 

 

Primo giorno di ritorno alla vita normale, alla solita vita, alla solita routine.

Il periodo delle ferie natalizie è stata una piacevole parentesi, tanto attesa e desiderata.

Non avere l'obbligo di alzarsi al suono della sveglia, vivere la giornata in modo più lento senza continuare a guardare l'orologio, godere della possibilità di rilassarsi e dedicare a tutti -chi più, chi meno, lo ammetto- le attenzioni che si meritano sono le cose che ho apprezzato di più, quelle di cui durante la solita vita sento maggiormente la mancanza.

Questi quindici giorni sono volati ma al tempo stesso ho avuto l'impressione che le giornate fossero interminabili.

Non so se capita anche a voi, quella strana sensazione di dilatazione temporale che vi fa credere che ogni singolo giorno di vacanza duri quanto una settimana della solita vita.

E non sto parlando della noia, ma proprio dell'intensità e della piacevolezza con cui queste singole giornate vengono vissute, quasi fossero davvero un dono dal cielo.

Con mio grande rammarico questa volta non sono riuscita a festeggiare la vigilia di Natale, come avrei voluto.

Per questione di compatibilità di orari dei vari familiari i festeggiamenti sono ritornati al pranzo del 25 Dicembre.

Abbiamo accolto i parenti nella nostra casetta con un pranzo davvero luculliano, cucinato da me il giorno della vigilia.

Astutamente, infatti, calcolando la presenza dei bambini e l'ansia da prestazione, ho scelto un menù che poteva essere preparato in precedenza.

Ho cucinato per l'intero pomeriggio, poi il progetto prevedeva di andare al cinema con i bambini (tradizione ereditata da quando ero piccola) e tornare per la messa di Natale (anche se non sono religiosa, ho sempre amato la messa di mezzanotte, la trovo particolarmente suggestiva).

Invece i pupi si sono addormentati verso le 20 e né io né CF abbiamo avuto cuore di svegliarli.

Il giorno di Natale abbiamo riabbracciato i nonni materni, arrivati dalla Spagna, mio fratello con il mio nipotino e i nonni paterni.

Qui da noi non c'è la tradizione dello scambio dei doni a Natale. I bambini infatti ricevono giochi e dolci il giorno di Santa Lucia e dei grandi a quanto pare non frega molto a nessuno.

Però nella mia famiglia i regali di Natalesono sempre stati un must e CF ha accolto con piacere questa usanza.

Per quest'anno mi sono orientata verso i libri, per cui ho donato un rene ad un paio di librerie, ma ognuno dei miei familiari ha ricevuto un libro pensato e ragionato.

Ovviamente anche la Ninfa e Ringhio hanno avuto il loro regalo. Santa Lucia infatti lascia i giochi e i dolci, ma tutto il resto a casa nostra lo porta Babbo Natale e qualcosa pure la Befana.

E' stata una giornata molto piacevole, senza incidenti diplomatici o capricci estenuanti.

Santo Stefano mi ha portato una gradita sorpresa: un viaggio di tre giorni con CF in Francia, che merita sicuramente un post a parte.

Capodanno ci ha trovato di nuovo nel nostro rifugio in compagnia di una coppia di amici storica, che risale ai tempi dell'università.

Sono arrivati carichi di ogni ben di Dio e accompagnati dal loro cucciolo di Pastore Tedescoche ha fatto la felicità dei bambini.

Il primo dell'anno ha bussato alla nostra porta e ha trovato i bimbi con l'influenza.

Niente di sorprendente, sapevo che sarebbe successo: questa volta il contagio è partito dal mio nipotino e si è esteso a tutti i membri della famiglia tranne la sottoscritta.

Gli altri giorni quindi ho soddisfatto il mio lato da crocerossina barcamenandomi tra bambini, nonni (sì, tutti e quattro) e CF, il quale oltre all'influenza è rimasto bloccato con la gamba per un'infiammazione al nervo sciatico che stiamo curando con simpatiche punture di cortisone.

La Befana è passata quasi in sordina, riempiendo tutte le calze con dolciumi e lasciando ai bimbi un album da colorare.

E ora siamo qua, il primo giorno della solita vita.

Alzati all'alba, colazionetranquilla perché ogni cosa era stata accuratamente preparata ieri: i bambini hanno scelto i loro vestiti e si sono preparati lo zainetto della materna, la previdente mamma ha caricato tutto in auto ieri sera così stamattina la ripresa è stato più delicata.

Tornare in ufficio dopo quindici giorni di assenza è sempre una botta, ma dopo un paio di ore ci si è già riabituati.

Il bello della solita vita è che è uguale solo in apparenza: le esperienze che abbiamo vissuto, la gente che abbiamo incontrato, quello che abbiamo letto, imparato, scambiato alla fine da a tutto un nuovo sapore.

Anche al primo lunedì lavorativo del nuovo anno.

 

 

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Crocchette di patate, anzi super crocchette, quelle di cui parliamo oggi nel secondo appuntamento della rubrica "L'uomo in cucina- ricette per veri uomini".

Le super crocchette sono nate dalla mente di CF ieri sera, perché "quando la crocchetta chiama bisogna rispondere".

Così il nostro baldo uomo con la'aiuto dei pupi ha deciso di unire a casaccio sapientemente alcuni ingredienti accuratamente selezionati che avevamo in dispensa e ha dato vita a queste crocchette veramente buonissime, soprattutto per i bambini (non a caso: il tonno è tra i loro alimenti preferiti).

SUPER CROCCHETTE PATATE E TONNO AL FORNO: LA RICETTA

Ingredienti per circa 25 crocchette

  • Un Kg di patate
  • 300 gr. di tonno ben sgocciolato
  • due uova
  • sale
  • pepe
  • maggiorana
  • scamorza a dadini
  • olive tritate
  • pangrattato

Procedimento

Si comincia dalle patate: sfregatele sotto l'acqua corrente e fatele bollire con la buccia per circa quaranta minuti.

Capirete che sono pronte facendo la prova forchetta: se i rebbi penetrano all'interno della patata senza difficoltà allora le patate sono pronte.

A questo punto scolatele e lasciatele sotto il getto dell'acqua fredda: in questo modo togliere la buccia risulterà più facile.

Una volta terminato di pelare le vostre patate, avete due possibilità: potete utilizzare uno schiacciapatate oppure schiacciarle con l'aiuto di una forchetta.

Raccogliete la polpa dei tuberi in una capiente ciotola e aggiungete tutti gli altri ingredienti ad eccezione del pangrattato.

Lavorate il composto con un cucchiaio di legno fino a quando non sarò cremoso come un puré.

Se lo vedete troppo sodo, potete aggiungere un goccio di latte se, invece, lo vedete troppo asciutti potete mischiare un poco di farina bianca.

Assaggiate la purea ed eventualmente correggete di sale e pepe.

Prendete la leccarda del forno, stendete uno strato di carta forno e procedete con la creazione delle super crocchette.

Con le mani umide prendete un po' di impasto, dategli la forma che desiderate (cilindrica, tonda, a polpetta...), inserite un bel dadino di scamorza e passatelo nel pangrattato.

Posizionate le super crocchette sulla leccarda e infornate a metà altezza, regolando la temperatura a 200°C per circa venticinque minuti.

Sfornate, cospargete eventualmente di sale e servite le vostre super crocchette.

Le poche superstiti della cena....

Possono andare bene come antipasto o come secondo. In questo caso magari potete accompagnare le vostre super crocchette con un'insalatina mista.

Vista la facilità del piatto e la velocità di realizzazione anche i vostri bambini possono contribuire alla preparazione delle super crocchette.

Mi raccomando, stasera accidentalmente lasciate la ricetta bene in vista in modo che il vostro partner la legga.

Oppure corrompete i vostri figli: in cambio magari di un dolcetto non sarebbe bello cucinare queste semplici super crocchette con il papà?

Non dimenticatevi di tornare a dirmi se vi sono piaciute.

Come sempre, attendo anche le ricette dei vostri cuochi in erba.

Se avete un blog, potete scrivere un post linkando il mio sito oppure potete fotografare i manicaretti preparati dalla vostra dolce metà e pubblicarli su IG o FB con i seguenti hashtag:  #luomoincucina #ricetteperveriuomini  @datemiunam.

Gustatevi le vostre super crocchette e leccatevi i baffi!