Ieri sera sono arrivata a casa in ritardo per l'ennesimo incidente

Durante il viaggio, ho tentato di rilassarmi, anche se sapevo che la Ninfa e Ringhio mi aspettavano con ansia perché avevo promesso loro che avremmo preparato la cena assieme

Una parte di me sperava che se ne dimenticassero, vista la stanchezza.

Ma una promessa è una promessa, per cui avrei fatto in modo di onorarla.

Quando sono arrivata a casa, ho scoperto con immenso sollievo che CF aveva provveduto alla cena.

Con l'aiuto dei pupi, hanno preparato qualcosa di  veloce e a portata di bambino.

Ecco qui la ricetta del manicaretto di ieri sera, giusto in tempo per la rubrica "L'uomo in cucina- ricette per veri uomini""

FUSILLI BRESAOLA E TREVISANO

Ingredienti:

30 gr.di olio EVO

1/2 cespo di trevisano ( io uso quelli a palla che mi sembrano meno amari)

1 scalogno (ma va bene anche la cipolla)

100 gr. di bresaola

1/2 confezione di panna fresca (si trova nel banco frigo ma va bene anche quella da cucina a lunga conservazione)

mezzo bicchiere di latte

concentrato di pomodoro

sale e pepe q.b.

parmigiano grattugiato

300 gr. di fusilli

Queste sono le dosi che CF ha utilizzato per me, lui e i bambini, poi regolatevi in base a quanti siete.

Procedimento:

Mettere a bollire l'acqua per la pasta (per velocizzare l'ho fatela scendere già calda, mettete un bel coperchio e salatela dolo quando sta già bollendo).

Fate buttare la pasta ai bambini quando l'acqua bolle e abbassate la fiamma.

Nel frattempo, prendere una pentola antiaderente (noi usiamo il wok che ci piace di più) e aggiungere l'olio.

Mentre il papà affettava lo scalogno, la Ninfa e Ringhio hanno spezzettato con le mani il trevisano e la bresaola.

Hanno fatto soffriggere piano lo scalogno e aggiunto il trevisano.

Dopo pochi minuti, quando era bello appassito, la Ninfa ha versato piano il latte e la panna e Ringhio ha aggiunto un cucchiaino scarso di concentrato di pomodoro (serve solo per colorare).

Regolate di sale e pepe e fate aggiungere ai bambini aggiunto la bresaola.

Dopo circa cinque minuti unite il parmigiano e  mischiate per amalgamare il tutto.

Infine scolate la pasta e fatela saltare nel wok.

Poi...tutti a tavola!!

E' inutile sottolineare che i bambini non vanno mai lasciati soli ai fornelli.

Fate anche attenzione ai coltelli (quando cucino solo con la Ninfa lei ha il suo, un vecchio coltello spuntato e non molto affilato ma che per quello che le dico di fare funziona benissimo).

Buon appetito!

Cosa ha cucinato la vostra dolce metà nell'ultimo mese? Avete voglia di raccontarmelo?

Se avete un blog, potete scrivere un post linkando il mio sito oppure potete fotografare i manicaretti preparati dalla vostra dolce metà e pubblicarli su IG o FB con i seguenti hashtag:  #luomoincucina #ricetteperveriuomini  @datemiunam.

 

 

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Ben ritrovate, care amiche!

Ci siamo lasciate nel 2017 e in un lampo ci ritroviamo scaraventate già nel nuovo anno.

Inutile scusarmi per questo silenzio. Come ben sapete, quando sono a casa in ferie - se le vogliamo chiamare così- mi risulta difficile anche solo avvicinarmi fisicamente al computer.

Del resto, non sono una mamma blogger di professione, sono ancora a livello amatoriale, per cui perdonatemi, devo ancora capire bene come organizzarmi meglio su questo punto.

Ecco, me ne sono già uscita con il buon proposito di turno!

Del resto, si sa, anno nuovo vita nuova. E il nuovo anno tradizionalmente si inizia stillando interminabili liste mentali fitte fitte di buoni propositi.

Salvo poi ritrovarsi, già verso fine Febbraio, con un senso di frustrazione esagerato per non essere riuscite nei nostri intenti.

A fare liste son bravi tutti, ma portare a termine quello che ci siamo prefissate invece è un altro paio di maniche.

Ecco perché da anni non faccio più buoni propositi. Ho cambiato impostazione mentale e ho trovato un metodo più concreto che mi aiuta a realizzare i miei obiettivi.

PROPOSITI REALIZZABILI PER IL NUOVO ANNO

Per prima cosa, ho imparato che i buoni propositi devono essere concreti e realizzabili.

Basta pensare a livello generale, provate a rendere i vostri desideri quantificabili e misurabili.

"Perdere peso" è un concetto generico. Invece che esprimerlo così, chiedetevi in termini concreti cosa significa: seguire un'alimentazione più equilibrata, mangiare in modo più sano, muoversi di più...

Così facendo avete già suddiviso il vostro pensiero generale in obiettivi intermedi che possono a loro volta essere frammentati in altri passi ancor più terra terra.

"Seguire un'alimentazione più equilibrata" vuol dire preferire alimenti freschi rispetto a quelli confezionati che concretamente si traduce con un semplicissimo " evitare o limitare il consumo di merendine, patatine o alimenti già pronti".

Ho voluto farvi questo esempio per dimostrarvi che quando si passa a parlare di obiettivi concreti anziché di buoni propositi si introducono delle azioni reali che se seguite ci conducono a risultati che possiamo misurare e quantificare.

In questo modo fare centro è molto più semplice.

L'altro piccolo consiglio che posso darvi è questo: tagliare il traguardo è questione di pazienza, tenacia e organizzazione.

Cambiare abitudini è davvero difficile, ma non impossibile. Invece che fare un passo da gigante, è meglio fare piccoli passi ma in maniera costante e continua.

Non introducete un cambiamento grande tutto di colpo, piuttosto procedete per gradi, con piccoli cambiamenti che a lungo andare diventano nuove abitudini.

BUONI PROPOSITI PER IL NUOVO ANNO

Ecco, ci siamo. Abbiamo appreso la teoria, ora mettiamola in pratica.

Questa è la mia lista scritta di quello che mi ripropongo di realizzare nel corso del 2018:

  • trovare e scrivere ogni giorno tre cose per cui sono grata;
  • fare almeno trenta minuti di esercizio al giorno, che sia una semplice passeggiata o una sessione con l'ellittica;
  • progettare tre viaggi, due brevi e uno lungo;
  • dedicare mezz'ora al giorno solo a me stessa: dalla maschera alla lettura di un capitolo di un libro;
  • ridere di più.

Ora lancio a voi la palla: come pensate di migliorare il vostro 2018?

Come sempre, aspetto i vostri commenti.

E qualunque siano i vostri buoni propositi, ops, i vostri obiettivi, vi auguro uno strepitoso 2018!

Oggi ho bisogno di tanta positività per affrontare l'ultima settimana prima di Natale.

Il periodo che precede le feste è sempre un po' strano, almeno per me.

La normale settimana lavorativa viene interrotta da eventi natalizi a cui non si può mancare, la vita sociale ha un'impennata e ovviamente dal punto di vista fisico questo si traduce in stanchezza e in confusione mentale, tipo "Oddio ma che giorno è oggi e cosa devo fare?".

La scorsa settimana è stata costellata da eventi felici, da #scintilledigioia che hanno risollevato gli animi e che mi hanno calato ancor più nel clima festivo e natalizio.

Ne ho scelte tre da condividere con voi.

Il primo è la recita di Natale alla scuola materna dei pupi.

Martedì dodici dicembre incredibilmente entrambi erano presenti, i malanni lasciati alle spalle (speriamo per qualche mese, almeno!).

La recita di Natale in realtà è stata più che altro una manifestazione canora, durata in totale un'oretta e mezza.

I bambini sul palco del teatro erano agitati ma mai quanto i genitori che li guardavano in platea.

Era la prima volta di Ringhio che, per farsi riconoscere, ha dato il peggio di sé.

E' entrato con fare da gradasso, si è scoperto la pancia e ha misurato con passo marziale il palco nella sua totale lunghezza, mentre gli altri compagni lo osservavano incuriositi.

La maestra è riuscita a riacchiapparlo e rimetterlo in fila. Ringhio si è guardato attorno, poi è uscito di nuovo dalla fila, si è avvicinato alla platea e con fare disinvolto ha gettato il suo cappello natalizio in pasto al pubblico sbigottito che l'ha pure applaudito.

Recuperato nuovamente, ha scovato la Ninfa in mezzo alla folla di bambini di rosso vestiti e ha cominciato a farle i dispetti.

Ha resistito il tempo di due canzoni, poi siccome stava sobillando gli altri, ho deciso di tirarlo giù.

Tempo due minuti e si è addormentato in braccio a me, mentre il coro di bambini ci deliziava con le note stonate della canzoni natalizie.

Come prima volta non c'è male, non oso pensare ai prossimi anni!

Ha intrattenuto il pubblico per un buon quarto d'ora, quel monello.

Inutile dire che mi sono vergognata e avrei voluto scomparire!

La seconda scintilla di gioia è ovviamente l'arrivo di SANTA LUCIA. Per i bambini qui da noi non c'è giorno più bello.

Già il dodici, dopo la recita di Natale, l'oratorio aveva organizzato una festa di Santa Lucia: lancio delle caramelle da parte della Santa di turno, giochi e merenda per tutti.

La Ninfa è stata davvero entusiasta di poter andare da sola con la mamma e avere le amichette per giocare.

Infine, la sera, dopo cena, abbiamo preparato tutti quanti assieme latte, caffè e biscotti per Santa Lucia e il Castaldo e l'asinello, ahimè, s'è dovuto accontentare di un'arancia anziché di una carota perché le avevamo finite.

Inutile parlare poi della mattinata del tredici: giochi, dolci ma anche un sacchettino di carbone per riflettere assieme ai pupi sul loro comportamento spesso capriccioso, come mi avevate consigliato di fare.

Speriamo che serva a qualcosa!

Ed infine, dulcis in fundo, la FANTASTICA CENA con quattro amiche che non vedevo da Agosto (sì, avete sentito proprio bene!).

E' sempre bello ritrovarsi, raccontarsi e stare assieme. I discorsi si intrecciano, le risate si scatenano per un nonnulla e di colpo è come se ci si fosse incontrate il giorno prima.

Siamo andate a mangiare in un ristorante molto particolare, con un menù stagionale vario e ben curato.

Sicuramente un posto da tenere in considerazione per i prossimi eventi.

Non posso proprio immaginare una vita senza amiche e amici...

Ecco in breve i tre momenti top della scorsa settimana.

Avete voglia di condividere i vostri?

Qui in breve vi spiego cosa fare:

1- utilizzando l'hastag #scintilledigioia condividere con una foto su Instagram, Facebook, Twitter e/o un post sul blog tre momenti felici vissuti la settimana precedente;
2-nominate il blog "Scintille di gioia" e date le istruzioni su come partecipare;
3- invitate chi volete a partecipare a questo bellissimo gioco;
4- inviate a Silvia i vostri momenti felici alla mail fiorellinosn@gmail.com mettendo come oggetto "Scintille di Gioia", in modo che io non se ne perda nemmeno uno!
Buona settimana e a presto!

Il periodo di Natale è uno dei periodi dell'anno che preferisco.

Oltre alla magica atmosfera, mi piace perché spesso vedo che le persone hanno dei fantastici e spontanei gesti di generosità, gratitudine e altruismo.

D'altra parte, a Natale, si sa, siamo tutti più buoni.

Se il mood natalizio rende gli adulti migliori, lo stesso non si può dire dei bambini e non sempre per colpa loro.

Purtroppo mi è capitato di assistere a scene a dir poco raccapriccianti.

Bambini che non ringraziano quando ricevono un regalo ma anzi esternano la loro frustrazione per non aver ricevuto quello che si aspettavano, bambini che danno per scontato ogni piccolo gesto di gentilezza che viene loro rivolto...

Non sto incolpando loro, sto puntando il dito contro noi genitori, i loro educatori di riferimento.

Perché evidentemente c'è una pecca e non da poco nelle cose che insegniamo loro.

Insegnare la gratitudine, il rispetto e la gentilezza ai bambini è un'impresa ardua, ma non impossibile.

Insegnare la gratitudine ai bambini

Il miglior metodo di insegnamento in qualsiasi campo è sempre l'esempio.

Se vogliamo che i nostri figli siano persone educate, gentili e grate, dobbiamo partire da noi.

Ci sono tanti spunti e tanti momenti nella vita di tutti i giorni da cui possiamo partire.

Sette modi  per insegnare la gratitudine ai bambini

Provate ad applicare questi semplici suggerimenti per un mese e vedrete che risultati sorprendenti otterrete.

  1. Diciamo "grazie" quando i bambini ci aiutano a fare qualcosa, quando anticipano le nostre richieste, quando si dimostrano attenti e premurosi verso gli altri;
  2. facciamoci sentire dai bambini quando ringraziamo gli altri per quello che fanno per noi, dal signore che ci tiene aperta la porta per farci passare, alla cassiera del supermercato che ci da il resto;
  3. facciamo capire loro che sono bambini fortunati a vivere da questa parte del mondo: possono mangiare e bere a volontà, possono studiare, possono giocare, hanno una casa e una famiglia che li ama;
  4. insegniamo loro a non sprecare: il cibo va trattato con rispetto, come gli abiti e gli oggetti che sono abituati ad usare. Mostriamogli che le cose possono avere una seconda vita, dal maglione logoro al cartoncino della carta igienica;
  5. evitiamo di assecondare sempre e subito i loro desideri. Stronchiamo sul nascere il binomio "voglio" allora "ottengo": le cose vanno meritate e a volte si ottengono con fatica e pazienza;
  6. educhiamoli a donare agli altri: un sorriso, una carezza, parte del loro tempo ma anche i loro vecchi giocattoli o i libri che non usano più;
  7. dimostriamo loro che a volte basta un gesto semplice per far felice gli altri. "Grazie tesoro perché mi hai abbracciato: ne avevo davvero bisogno e il tuo gesto mi ha reso felice".

Il gioco della gratitudine

Per rendere le cose più divertenti, possiamo insegnare la gratitudine ai nostri bambini attraverso un semplice gioco.

Prepariamo dei foglietti su cui ogni membro della famiglia a fine giornata scriverà a chi è grato e per che cosa.

Consegniamo i bigliettini della gratitudine alle persone a cui sono indirizzate ( si può valutare l'idea di spedirli, sapete che le letterine hanno sempre un gran fascino sui bambini).

Se volete, io vi propongo qui un favoloso calendario creato dalla blogger Claudia Porta: semplice, facile e intuitivo ma dal successo garantito.

Io l'ho già stampato e stasera cominciamo.

Voi cosa aspettate?

La gratitudine è non solo la più grande delle virtù, ma la madre di tutte le altre.
(Cicerone)

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Questi ultimI giorni si stanno rivelando più pesanti di quanto pensassi.

Ringhio continua con le sue fasi altalenanti, alternando giorni in cui sta benissimo e giorni in cui ha un febbrone da cavallo (39°, 40°) febbre che, come per magia, poi scompare.

Il pediatra ha prescritto cinque giorni di antibiotico, esame delle urine e astensione dalla materna per almeno una settimana, nella speranza che il suo sistema immunitario si fortifichi e gli consenta di non fare continue ricadute.

Nel frattempo anche la Ninfa ha cominciato, come da copione, a voler boicottare l'asilo, perché "se lui non ci va non ci vado nemmeno io", salvo poi cambiare idea dopo che i grandi hanno acconsentito.

Però si vede che cominciamo ad essere stanchi.

I bambini, che prima si alzavano sempre senza problemi verso le sei e un quarto prima del trillo della sveglia, ora non si svegliano nemmeno con le cannonate.

Compagno Fedele ha dei veri e propri attacchi di narcolessia: mentre gli parlo spesso mi capita di vederlo beatamente appisolato sul divano o sulla sedia.

E la stanchezza ha colpito anche me. Già verso le otto di sera comincio a sbadigliare e trascinarmi come uno zombie in giro per casa senza concludere niente, aspettando solo il momento di crollare a letto.

Per fortuna manca poco alle feste di Natale e alle sospirate ferie.

Intanto però faccio di tutto per godermi la gioia dei piccoli piaceri quotidiani.

Il momento della giornata che apprezzo di più è la sera, quando torno a casa.

Il viaggio in auto, la coda perenne, il freddo dell'inverno servono solo a farmi pregustare l'arrivo a casa.

Come ieri sera. Ho parcheggiato l'auto e sono scesa, con la mente che ancora smacchinava sulle mille e una cosa da fare.

Ho aperto la porta e mi ha accolto il tepore della casa, della mia famiglia.

Tavola apparecchiata alla perfezione, bambini già puliti e impigiamati, cena già nel forno.

Ringhio e la Ninfa mi si sono buttati tra le braccia, mi hanno aiutato a sistemare le cose e mi hanno fatto compagniamentre mi facevo la doccia .

Dopodiché ci siamo seduti a tavola. CF ha preparato una versione nuova delle lasagne di cui vi darò più avanti la ricetta.

Abbiamo chiacchierato, ognuno ha parlato della sua giornata e poi tutti insieme abbiamo sistemato la cucina.

I bambini hanno giocato senza litigare (e già questo è un evento miracoloso), mentre io e CF abbiamo chiacchierato del più e del meno, senza fretta e senza alcuno scopo se non il piacere di parlare.

Alla luce intermittente delle lucine dell'albero di Natale abbiamo sorseggiato una tisana calda, abbiamo riso e ci siamo coccolati.

Infine, tutti nel lettone per le favole della buona notte. Abbiamo letto tre libri, mentre io e CF facevamo a turno le voci dei personaggi.

I bambini erano davvero felici ed è stato stupendo vedere quanta gioia c'era nei loro occhi.

Ecco, queste sono le serate che apprezzo di più, quelle in cui regna un'armonia e una sintonia tale che il cuore sembra scoppiare, quelle in cui davvero capisci cosa vuol dire

Home, sweet home.

Di solito inizio a considerarmi in clima natalizio a partire dai primi di Dicembre.

Quest'anno però pare che tutto sia più affrettato: alberi di Natale, qualche presepe, già i suggerimenti per i regali a bambini, partner, suocere e pure al cuggino di secondo grado della zia piemontese che abita a Roma e vediamo ogni dieci anni.

Insomma, la modalità Natale è ufficialmente "on".

Ed è già partito il conto alla rovescia.

Sì, perché se c'è una cosa che del Natale mi terrorizza (oltre a preparare i pacchi regalo) è lui, il temutissimo calendario dell'Avvento.

Vi vedo già , brave mammine, a preparare con le vostre mani di fata splendidi calendari dell'avvento.

O magari siete donne impegnate ma previdenti che avete già acquistato per i vostri frugoletti deliziosi ed originali calendari dell'avvento in materiale ecocompatibile e riciclabile.

Oppure siete come me.

Mamme imbranate che aborrono il fai da te, che quando vedono cartoncini, nastrini, feltro e colla a caldo rabbrividiscono e trovano mille più una scusa per evitare l'ingrato compito.

Allo stesso tempo però c'è quel sentimento latente, insediato in una piccola parte del vostro cervello, che vi pungola facendovi sentire la più spregevole delle genitrici non appena vi avvicinate ad uno di quei calendari dell'avvento da due soldi usa e getta con cioccolatini incorporati.

Frustrate e depresse, guardate con invidia tutte quelle meravigliose foto su Instagram o quei tutorial che per voi sembrano arabo che invadono il web.

Tranquille, carissime amiche sprovviste del fattore DIY, ho io la soluzione in grado di far felici voi e pure i vostri bambini.

In realtà devo ringraziare la divina provvidenza incarnata nel corpo mortale di Livia, un'assidua lettrice del blog.

Siccome si sa che a Natale siamo tutti più buoni, Livia, che mi segue da un po' e conosce le limitazioni da cui sono afflitta, mi ha inviato un magnifico calendario dell'avvento.

Qual'è la sua particolarità?

Consiste in ventiquattro piccoli sacchettini di carta correlati da ventiquattro numeri adesivi da appiccicare su ogni sacchetto.

Tali sacchettini numerati possono venire comodamente appesi ad uno spago e riempiti con dolcetti e affini.

Nel mio caso, ho deciso di inserire in ogni sacchetto delle brevi frasi o delle filastrocche sul Natale e solo in quelli relativi alla domenica dei bei cioccolatini.

Et voilà, anche noi abbiamo il nostro magnifico calendario dell'avvento!

Un grazie super speciale va alla stupenda Livia per il magnifico regalo che in un colpo solo ha salvato capra e cavoli.

E voi, avete già fatto il maledetto bellissimo calendario dell'avvento?