Ieri sera la Ninfa mi ha chiesto di raccontarle una favolaprima della nanna. Come sempre, comincio con Cappuccetto Rosso, ma lei mi blocca.

“Ne voglio una nuova, mamma”.

E’ tardi, sono stanca, non mi viene in mente niente.

Mi guardo attorno, e l’occhio mi cade sul mio nuovo libro :

 "Mi hanno regalato un sogno. La scherma, lo spritz e le Paraolimpiadi".

Adesso so cosa voglio raccontare ai miei figli.

"C’era una volta una bambina che si chiamava Beatrice, ma tutti la chiamavano Bebe.

A Bebe piaceva tanto correre, giocare con i suoi amici e andare a scuola.

Ma la cosa che le piaceva più di tutte era praticare uno sport che si chiama scherma. Quando Bebe aveva il suo fioretto in mano era invincibile.

Ma un brutto giorno la bambina si ammalò gravemente. La sua mamma e il suo papà la portarono subito all'ospedale: Bebe aveva preso una malattia terribile, la meningite fulminante

I dottori spiegarono ai suoi genitori che Beatrice doveva stare in ospedale tanto tempo e che purtroppo le sue gambe e le sue braccia non funzionavano più e dovevano toglierle.

La mamma e il papà di Bebe erano disperati e piangevano. “Come farà adesso la nostra bambina senza braccia e senza gambe?”.

Quando tornarono a casa, dopo tanti giorni di ospedale, Bebe chiese ai suoi genitori quando poteva tornare a fare scherma.

Loro le risposero che non avrebbe potuto farlo perché non aveva più braccia né gambe.

Beatrice li guardò e, sorridendo, rispose: ”Basterà usare braccia e gambe finte”.

Allora trovarono un posto in una città vicino dove si fabbricavano mani finte, braccia finte, piedi finti e gambe finte. Bebe uscì soddisfatta: ora poteva di nuovo usare il fioretto!

Ma quando andava ad allenarsi o anche quando passeggiava o andava a scuola, Bebe sentiva che la gente attorno a lei la guardava in modo strano, perché non aveva più gambe e braccia.

Tutti continuavano a ripeterle: “ Bebe non puoi fare questo, Bebe non puoi fare quello anche se hai braccia e gambe finte”

La bambina non si perdeva d’animo, perché era davvero una bambina super coraggiosa. Così continuava a provare e a riprovare.

“Io devo fare le cose chi mi piacciono perché devo far vedere a tutti che se posso, se mi impegno sono anche più brava di quelli che hanno le gambe e le braccia vere.”

Finché un giorno la bimba vinse la sua prima gara. Tutti la guardarono ammirata.

Ma non si fermò lì: continuò a impegnarsi, ad allenarsi tutti i giorni e alla fine, qualche anno dopo, divenne la campionessa del mondo di scherma.

Adesso la gente aveva capito che la piccola Bebe poteva fare davvero tutto, con le sue braccia e le sue gambe finte.

Chi è Bebe Vio, al secolo Beatrice Maria Vio, classe 1997 lo sappiamo ormai un pò tutti.

Nell’ultimo mese gli occhi dei media l’hanno seguita con grande interesse, raccontandoci della sua malattia e dei suoi successi, da quando a 5 anni si innamorò della scherma a quando lo scorso anno è diventata campionessa del mondo a Eger, in Ungheria, coronando il suo sogno, trionfando infine alle Paraolimpiadi il mese scorso.

Giornali, tv e radio ce l’hanno proposta come un’eroina che non si lascia abbattere dalle difficoltà.

Proprio questo messaggio voglio che passi ai miei figli: qui non ci sono principi o fate che ti tolgono dai guai.

A volte neanche mamma e papà lo possono fare. Devi farlo tu, con coraggio, passione e dedizione.

In un ’intervista Bebe afferma:

”Mi hai detto che non posso farlo, allora io devo farlo”.

Puerile, infantile? No, semplicemente coraggioso.