Essere genitori a volte può essere davvero davvero davvero esasperante. Spesso i bambini diventano capricciosi e ingestibili, a meno che tu non sia tra quelle fortunate che hanno un bambino "angelico" usando la definizione di Tracy Hogg.

Riuscite a immaginarvi la situazione quando i bambini sono più di uno? C'è una cosa che mi spaventa più dei capricci, più delle lacrime e delle urla, più delle scene isteriche. Sono i LITIGI.

Quando torno la sera dopo una giornata passata al lavoro in un ambiente dove i battibecchi e le scaramucce sono all'ordine del giorno e vorrei solo trovare un'atmosfera da Mulino Bianco e invece i bambini danno il peggio di sé. Esistono infiniti motivi che possono innescare la miccia:

  1. "Quel gioco è mio e lo voglio io, lo stavo usando io, io l'ho visto prima" e qui va a picche tutto il lavoro sulla condivisione. Soluzione drastica: togliere il suddetto giocattolo e riporlo in un luogo sicuro e inaccessibile. A volte poi ce ne dimentichiamo e il gioco fa la polvere;
  2. "C'ero prima io tu vai a sederti da un altra parte". Qui chiaramente portare via divano, sedia o poltrona diventa più complicato. Quindi via, tutti a sedersi sul tappetone che la mamma deve pulire proprio lì ora e subito;
  3. "La mamma è mia tu vai dal papà". Tesori, la mamma è di tutti e due, sono sicura di avervi sfornato io entrambi ( le mie parti basse hanno ancora i segni quindi impossibile dimenticarsene), ho due gambe per cui forza che ci state tutti e due, una di qua e l'altro di là. E già che ci siete potete baciarmi ognuno su una guancia;
  4. "Io prima, io prima, io prima". Questo lo dicono per tutto tranne che quando devono andare a letto. Chissà perché...Si fa una volta per uno, so che è difficile ma voi siete bambini molto intelligenti e ce la fate di sicuro.

Ovviamente blandire a volte non basta. I furbetti mi sorridono e appena mi giro passano alle maniere pesanti che manco i gladiatori: la Ninfa scatta con un pizzicotto, Ringhio ricambia con uno schiaffone, la Ninfa contrattacca con una sequenza di graffi alle parti esposte (il più delle volte sulle guance paffute del fratellino), Ringhio ricambia azzannandola al polpaccio.Urlo per sovrastare i loro pianti (l'ho già detto che sono una cattiva madre), li separo e li mando in castigo per un tempo indefinito una in un angolino e l'altro in quello opposto.

Continuano a piangere a piangere a piangere. Io recito mentalmente il mio mantra: "Devo-stare-tranquilla-sono-solo-bambini", inspiro-espiro "Ohmmmmm....Un cerchio dentro un quadrato un quadrato dentro un cerchio". I pianti si fanno vi via più flebili. Quando smettono del tutto, da mamma sadica quale sono, ignoro i pargoli e continuo a farmi i fatti miei.

Generalmente poi arriva la Ninfa, orecchie basse e coda tra le gambe: "Scusa mamma non lo faccio più". Anche Ringhio esce dall'angolo e si avvicina. Abbraccio di gruppo con moccio e lacrime (attenzione alle magliette nere. Vi chiederanno se una lumaca vi è camminata sopra) e voilà. Magicamente è arrivato il momento di andare a letto. Indovinate un pò chi ci va per prima?

Voi come vi comportate quando i vostri figli litigano tra di loro? Siete delle mamme zen, tutte calma e comprensione? Seguite i consigli degli addetti ai lavori o andate a naso?

E' inquietante la disinformazione che ruota attorno alle coppie di fatto, i cui figli vengono considerati ancora figli di serie "B".

Scena: interno casa di un amico di famiglia. Personaggi principali: Priscilla e la mamma dell'amico che se ne stava tornado a casa propria. Comparse: Ninfa, Ringhio e l'amico. Sul palco si trovano già: Priscilla, i bambini e la signora M.

Signora M.: "Cara, è tanto che non ci vediamo! Come stai?"

P.: "Bene, signora M. Un pò di corsa come la maggior parte delle mamme..."

Signora M., fissando i pupi: "Ma cara e questi sono i tuoi bambini?"

P. "Sì, sì, Ninfa e Ringhio. Su, bambini, salutate."

Agitano piano la mano, intimoriti dall'aspetto inquietante della signora.

Signora M., con voce in falsetto:"Ma che ammmoorii. Ma quando ti sei sposata?"

P. rivolta al pubblico :"Ah, lì volevi arrivare, brutta vecchiaccia!"

P., sospirando: "No, non mi sono sposata."

Signora M. si ritrae inorridita quasi come se l'avessero schiaffeggiata ed esclama con tono melodrammatico:" Ma come, ancora no? Presto allora?"

P., che comincia a sentirsi sulle spine: "No, non credo...Sa, abbiamo tante spese da affrontare, altre priorità. E poi il matrimonio..."

Signora M. con voce ispirata e cantilenante, quasi da sermone, agitando le mani: "Ma dovete pensare anche ai bambini e al loro bene!"

Irrompe sul palco l'amico, che afferra la madre per il braccio e la conduce velocemente alla porta.

Poi, rivolgendosi a P.: "Ti chiedo scusa ma sai com'è, è un pò all'antica"

All'antica?! No, è arrogante e ignorante. E' dal primo gennaio 2013 infatti che, grazie alla legge 219/12 e con il successivo decreto legislativo n.°154 del 28 dicembre dello stesso anno, i figli nati al di fuori del vincolo matrimoniale godono degli stessi diritti di quelli nati all'interno del matrimonio.  Non c'è più distinzione tra figli legittimi, naturali e adottati. Per la Legge, sono tutti figli allo stesso modo, anche dal punto di vista della terminologia. Il 2013 è l'anno in cui si conclude un percorso avviato decenni fa, che aveva già assegnato ai figli "naturali" gli stessi diritti e doveri di un figlio "legittimo" ma solo nei confronti dei genitori.

Ora invece in caso di "fratellastri", se il genitore comune muore, anche il figlio "naturale" ha gli stessi diritti ereditari del "fratellastro" nato all'interno del matrimonio. L'eredità viene divisa in parti uguali.

Inoltre la nuova Legge tutela e garantisce il diritto dei nonni a mantenere i rapporti con i nipoti. In caso sia loro impedito, i nonni possono ricorrere al giudice.

Se i genitori conviventi decidono di lasciarsi, i figli hanno diritto ad essere mantenuti, educati, istruiti e assistiti moralmente, nel rispetto delle loro capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni esattamente come i figli delle coppie sposate. Anche dal punto di vista processuale, sarà solo il Tribunale ordinario l'unico referente per regolare le questioni relative all'affidamento, alle modalità di visita e al contributo al mantenimento dei figli, mentre prima le coppie di fatto dovevano rivolgersi al Tribunale dei Minori.

Quindi, cara Signora M., il bene dei mie figli non è sicuramente garantito dal fatto che siamo o meno sposati. Il bene dei miei figli è garantito dal fatto che hanno intorno a loro persone che li amano a prescindere dal legame matrimoniale che intercorre tra me e il loro papà.

 

Tanta confusione. Troppi pensieri, troppe idee, troppi rammarichi, troppi sogni. Lo dice bene il titolo della canzone "My head is a "My head is a jungle"? Passo la giornata persa in un vortice di cose da fare, reali o immaginarie solo per ritrovarmi la sera stanca e con un pugno di mosche. La vita di una mamma, si sa, richiede tanta energia, molto organizzazione, una buona dose di pazienza e uno spirito positivo per affrontare gli inevitabili imprevisti.

A volte sembra proprio che tutti ce l'abbiano con noi. Stamattina non ho sentito la sveglia perchè ieri ho modificato la suoneria e il mio subconscio quando è suonata non l'ha riconosciuta. Per cui mi sono alzata spaventosamente in ritardo. La Ninfa si sveglia ovviamente con me e declama con la sua acuta voce da treenne incazzata col mondo ( ma non si diceva terrible-two?!) che oggi andrà all'asilo con i suoi magnifici shorts di Frozen, anche se rischia proprio lei di finire congelata visto l'abbassamento delle temperature di questi ultimi giorni.Tento di zittirla, ma è troppo tardi: Ringhio si sveglia, scende dal suo lettino e mi si avvinghia alla gamba mentre, in precario equilibrio, tento di finire di truccarmi. Ovviamente mi acceco con lo scovolino del mascara. Mi trascino in cucina e parto in una carambola di biberon, tazze, vuoi latte, the, caffè, dov'è il cacao, biscotti fette marmellata ma io volevo il latte bianco tiepido nell'altra tazza e questi biscotti non li mangio dove sono i miei biscottiiiiiii...Zittisco Ringhio infilandogli il biberon in bocca, ripesco qualche biscotto rotto dal sacchetto ormai vuoto e li porgo alla Ninfa che imbronciata comincia a sgranocchiarli. Nel frattempo comincio il mio coro di "E' pronta la colazioneeeeee" rivolta al corpo privo di sensi che giace nel talamo nuziale. Trangugio un caffè bollente, mi ustiono la lingua, mi macchio la camicetta (merde!!! e ora cosa mi metto?). Ripesco con una mano dai meandri dell'armadio una maglietta passabile e con l'altra mi infilo le scarpe. Compagno ronfa beato sotto le coperte. In cucina pare sia scoppiata le terza guerra mondiale: latte ovunque, Ninfa e Ringhio che si contendono l'ultimo biscotto ( quando il pacco era integro non li guardavano nemmeno), i gatti zampettano nella pozza sul pavimento. Faccio il possibile per sedare la lite (il biscotto lo mangio io, tra i due litiganti il terzo gode), tampono con lo straccio il pavimento e sfamo i felini miagolanti. Compagno finalmente fa la sua apparizione in cucina, un occhio aperto e l'altro chiuso. Colgo al volo l'occasione e sulle note di un "Io vado datemi un bacio fate i bravi buona giornata" mi chiudo la porta alle spalle e parto. Vado in ufficio. A riposare!