L'ultima tappa del nostro mini-viaggio in Francia si è conclusa a Strasburgo.

Strasburgo è il capoluogo dell'Alsazia, ma cosa ancor più importante è la sede del Parlamento Europeo e della Commissione Europea per i Diritti Umani.

Il centro storico è stato proclamato Patrimonio dell'Unesco molti anni fa.

Ho visitato la città diverse volte, ma sempre durante la primavera e l'estate.

Vedere Strasburgo in inverno, in pieno periodo natalizio, è come vedere una città diversa.

Noi abbiamo avuto a disposizione solo una giornata per visitare il capoluogo dell'Alsazia ma siamo riusciti a vedere le cose più rappresentative.

COSA VEDERE A STRASBURGO IN UN GIORNO

Siamo arrivati a Strasburgo a metà mattina e ci siamo diretti immediatamente all'hotel Ibis, in posizione centralissima, per depositare il nostro misero bagaglio.

Da lì al centro storico della città ci è bastato attraversare uno degli innumerevoli ponti.

Strasburgo infatti è attraversata dal fiume III (non ridete, si chiama veramente così) che si ramifica in diversi canali.

Una delle cose meravigliose da fare è esplorare la città servendosi dei battelli che, grazie all'ingegnoso sistema di dighe e chiuse, toccano i più importanti luoghi di interesse.

Noi abbiamo iniziato la visita a Strasburgo partendo dal quartiere caratteristico della Petite France.

Caratteristiche case a graticcio del quartiere storico Petite France

La Petite France è il cuore della città vecchia. Costruita su un isolotto, vi si accede grazie ad una serie di ponti.

Qui troneggiano maestose le case a graticcio che si rispecchiano nei canali.

Vista dal Pont Sant Martin, Petite France

E'anche il luogo più animato sia durante il giorno che durante la sera, grazie ai molteplici locali tipici che attirano gli innumerevoli turisti.

Se volete fare la foto di rito sul Pont Sant Martin preparativi a stare in coda: la lunga fila per uno scatto in uno dei punti più rappresentativi di Strasburgo vale però la candela.

Proseguendo la nostra visita al centro storico, chiamato Grande Ile, arriviamo alla piazza principale dove svetta l'imponente Cattedrale di Notre Dame.

Facciata della Cattedrale di Notre Dame

La cattedrale, in stile gotico, è stata iniziata nel XI secolo ma, come accade per tutti gli edifici di una certa entità, è stata terminata solo tre secoli dopo.

Oltre all'importanza architettonica, Notre Dame ospita un artefatto curioso: un orologio astronomico di epoca rinascimentale, un piccolo capolavoro di ingegneria meccanica riportato in funzione nel 1842 da Jean Baptiste Schwilgué.

Cattedrale di Notre Dame

La piazza di Notre Dame, fulcro delle attività natalizie, è sottoposta a stretta sorveglianza.

Ogni accesso è presidiato da due militari che perquisiscono ogni persona che entra: fanno aprire le giacche e frugano nelle borse e negli zaini.

Durante la visita a Strasburgo abbiamo visto diversi drappelli di soldati armati di tutto punto e, se questo da una parte è rassicurante, dall'altra però può risultare anche inquietante.

La piazza di Notre Dame non ospita solo la Cattedrale, ma anche numerosi altri edifici storici.

Uno dei più caratteristici è la Maison Kammerzell, la cui parte superiore tutta in legno è decorata con animali, guerrieri e altre figure, anche se devo dire che si perdevano un po' in mezzo alle pesanti decorazioni natalizie.

Dopo la visita alla cattedrale gotica siamo tornati sui nostri passi e ci siamo soffermati in Place du Marchè, che è la piazza principale, sede del municipio.

Place de Marché

Visitare Strasburgo in un giorno è un'impresa fattibile, se si escludono però i musei, quelli di Palazzo Rohan, situato vicino all'imbarcadero e quello di Arte Moderna, nella parte nuova della città.

Noi avevamo deciso di non visitarli per mancanza di tempo e abbiamo preferito immergersi nell'atmosfera cosmopolita di Strasburgo, in bilico tra modernità e antichità.

Strasburgo è anche la città in cui si respira maggiormente il clima a metà tra tradizioni tedesche e francesi: nell'aspetto urbano è chiaramente teutonica, ma nella cura e nei particolari si avverte l'influsso francese, un po' meno rigido e più chic.

Cf ad un certo punto, mentre mangiavamo in una delle birrerie tipiche (vi prego, non mangiate nella piazza di Notre Dame o nella Petite France, che è pieno di locali per turisti ma che non sono proprio rappresentativi della città), ha esclamato:

"Gli abitanti sembrano Tedeschi ma se la tirano come i Francesi".

Viva la sincerità!

Verso le sedici siamo tornati all'hotel per riposarci prima della visita di Strasburgo by night.

Notre Dame è ancora più suggestiva con il buio
La piazza principale by night

Se siete intenzionati a fare shopping, ricordatevi che le attività commerciali chiudono alle diciannove, mentre le bancarelle natalizie chiudono alle ventuno.

Gli orari dei mercatini natalizi sono molto ferrei, non importa se avete già i soldi in mano o siete in coda da mezz'ora per mangiare ed è il vostro turno.

"Fermè, fermè" , gridano i commercianti e  non c'è trippa per gatti.

Quando tutto chiude la città comincia lentamente a svuotarsi.

E noi abbiamo così concluso la nostra visita di un giorno a Strasburgo e abbiamo salutato la Francia.

Per cominciare la settimana alla grande, torno a illustrarvi le meraviglie dell'Alsazia.

In Alsazia, oltre al piccolo villaggio di Egiusheim, un posto che merita sicuramente una visita è la famosa Colmar.

COLMAR: LA CITTA' DELLE LUCI

Comar, distante circa una decina di km. da Eguisheim, è soprannominata "la città delle luci".

Questo soprannome è legato al  Premio Speciale della Académie des Arts de la Rue  ricevuto negli anni Novanta quando gli abitanti di Colmar decorarono la cittadina con quasi 200 punti luce differenti.

Da quel momento l'illuminazione  della città è stata considerata Patrimonio Europeo.

Le luci, presenti tutto l'anno, nel periodo invernale vengono potenziate ed integrate in vista del Natale.

Io e CF siamo arrivati a Colmar in tarda mattinata e abbiamo deciso di visitarla immediatamente.

Abbiamo lasciato la macchina in un parcheggio vicino al centro storico e ci siamo avviati a piedi.

Colmar ci ha accolto subito con i profumi tipici di questo periodo: spezie, castagne, pane...

Rispetto alla piccola Eguisheim e sicuramente dovuto anche all'orario più tardo, Colmar è sicuramente più animata.

Ci addentriamo nelle caratteristiche stradine, ammiriamo gli edifici pesantemente addobbati (ché qui il Natale è una cosa seria, mica come da noi che te la cavi con un alberello e una ghirlanda).

Una delle vie di Colmar, con le casette a graticcio che danno tanto quell'aria da fiaba!
Una delle vie di Colmar, con le casette a graticcio che danno tanto quell'aria da fiaba!

Quello che balza subito all'occhio è la bellezza del luogo: le casette a graticcio, con i loro colori, donano un'atmosfera da favola, tanto che ci aspettiamo di veder comparire Hansel e Gretel da un momento all'altro.

Arriviamo alla piazza principale e ammiriamo la Cattedrale di San Martino, una magnifica chiesa in stile gotico.

Purtroppo non abbiamo la possibilità di visitarla all'interno perché è inspiegabilmente chiusa.

Piazza dei Domenicani a Colmar, in Alsazia
Piazza dei Domenicani a Colmar, in Alsazia

A livello architettonico, altri due luoghi interessanti da visitare sono la Casa Pfister, con le sue facciate ad angolo e i balconi di legno e la Vecchia Dogana.

Casa Pfister, con i suoi balconi in legno
Casa Pfister, con i suoi balconi in legno

Anche qui non mancano banchetti che vendono il vino speziato, ma accanto a questo troviamo anche il sidro di mele caldo e il succo d'arancia al miele e cannella.

Inutile dire che non potevamo non assaggiarlo.

Una cosa che mi ha colpito molto di Colmar sono le pasticcerie e le panetterie: le loro vetrine sono così invitanti che è impossibile resistere!

Dai, non ditemi che non vi viene voglia di entrare e assaggiare qualcosa!
Dai, non ditemi che non vi viene voglia di entrare e assaggiare qualcosa!

Sotto una leggera pioggia, ben lungi dallo smorzare il fascino di Colmar, CF ed io ci dirigiamo verso il quartiere chiamato "Petit Venice".

La "Petit Venice" è una caratteristica via i cui colorati edifici a graticcio si affacciano su un canale.

Il fascino del quartire chiamato "Petit Venice", a Colmar
Il fascino del quartire chiamato "Petit Venice", a Colmar

E' molto suggestiva, soprattutto la notte con le luci che si riflettono sull'acqua.

Verso le due del pomeriggio decidiamo di fermarci a mangiare in un piccolo locale per assaggiare i piatti tipici dell'Alsazia: la Tarte Flambeé, una specie di pizza ricoperta di panna acida, cipolle marinate nel vino bianco, formaggio e dadini di pancetta e la Choucroute Garnie, cioè un piatto a base di crauti fermentati e patate con cinque diversi tipi di salsicce e carni di maiale affumicate.

Insomma, un pasto leggero leggero. Per smaltirlo infatti abbiamo finito di visitare Colmar, dedicandoci ai famosi mercatini di Natale.

I mercatini di Natale a Colmar sono cinque (ve l'ho detto, no, che qui il Natale è una cosa seria?!):

  1. La Piazza dei Dominicani ospita fino a sessantacinque casette di legno, dove è possibile trovare piccoli oggetti artigianali, come candele e saponi o lavori di cucito di gran pregio;
  2. la Petit Venice invece è la sede del mercatino di Natale dedicato ai bambini, con giostre e intrattenimenti vari;
  3. nella zona dei Koifhus invece si trova il mercatino dell'antiquariato, dove si possono ammirare oltre a mobili, vasi e lampade anche libri e gioielli di foggia antiquata;
  4. in piazza Ancienne Douane invece ci sono circa una cinquantina di casette dedicate interamente al mondo natalizio, dai dolci alle decorazioni;
  5. ed infine in Piazza Giovanna d'Arco si trova il mercatino dedicato ai prodotti enogastronomici dell'Alsazia.

Insomma, abbiamo passato un intero pomeriggio a spulciare le bancarelle, anche se a volte avvicinarsi era quasi impossibile, vista la calca.

Le mille luci di Colmar che colorano la notte
Le mille luci di Colmar che colorano la notte

All'imbrunire, Colmar ha cominciato a riempirsi di luci colorate e di musica.

Uno spettacolo davvero maestoso e sbalorditivo!

Il Koifhus (Vecchia Dogana) risplendente di luci
Il Koifhus (Vecchia Dogana) risplendente di luci

Inutile dire che non potevamo non fare un altro giro, in quell'atmosfera così particolare.

La pioggerellina nel frattempo è diventata una pioggia battente, ma noi ovviamente non ci siamo lasciati abbattere, anzi.

Colmar, città delle luci in veste natalizia
Colmar, città delle luci in veste natalizia

Ne abbiamo approfittato per bere nuovamente il vino caldo e ho scoperto che ogni bancarella lo prepara con un miscuglio di spezie diverse, per cui anche il sapore cambia.

Ci spingiamo fino all'uscita settentrionale di Colmar per vedere la replica della Statua della Libertà.

Strano trovarla qui, vero? A meno che non si sappia che Colmar è la città natale di Auguste Bartholdi, che progettò questo monumento insieme a Gustave Eiffel (sì, proprio quello della torre).

Da lì, sotto un diluvio universale che non accennava a smettere, abbiamo salutato definitivamente Colmar e le sue luci per raggiungere il nostro hotel, lungo la strada per Strasburgo.

(to be continued...)

 

 

4

Durante il periodo natalizio io e CF siamo riusciti a concederci un viaggio non programmato di tre giorni in Francia, più di preciso in Alsazia.

L'ultimo viaggio che abbiamo fatto da soli è quello che risale a quest'estate, in Slovenia.

L'idea è nata il 25 dicembre, a tavola, durante il pranzo di Natale, quando i nonnii sono stati obbligati si sono gentilmente offerti di tenere i bambini tre giorni assieme al nostro nipotino.

Detto fatto, ho proposto al mio compagno di mille avventure di fare un salto oltre le Alpi, in Alsazia.

L'Alsazia è una regione che si trova sul confine orientale francese, vicino alla Svizzera e alla Germania.

E' un territorio molto interessante, punteggiato da borghi pittoreschi e da città affascinanti.

In teoria la nostra idea iniziale prevedeva di partire la mattina del 27 dicembre e di visitare Eguisheim e Colmar, pernottare nelle vicinanze e il 28 dicembre dirigerci a Strasburgo.

In realtà alle ore 14 del 26 dicembre CF mi ha convinto a partire immediatamente, visto che non avevamo nulla di meglio da fare, in modo da guadagnare mezza giornata.

Beh, che ci crediate o meno, in due ore avevo sistemato casa, preparato il minimo indispensabile per noi due e per i bambini e arruolato un amico fidato per occuparsi dei nostri pets

Giusto il tempo di portare un felicissimo Ringhio e un'iper eccitata Ninfa a casa dei nonni e il nostro viaggio ha avuto inizio.

IN VIAGGIO VERSO EGUISHEM E COLMAR

Siccome non siamo molto distanti dalla Francia, abbiamo optato per fare il viaggio in auto.

L'itinerario scelto comportava il passaggio per la Svizzera, attraverso il San Gottardo.

Se decidete come noi di muovervi nel periodo invernale, assicuratevi sempre di avere gli pneumatici invernali o le catene a bordo.

Le strade sono ghiacciate e non è raro trovare la neve.

Paesaggio innevato nei pressi del San Gottardo
Paesaggio nei pressi del San Gottardo

Detto questo, siamo partiti debitamente equipaggiati per trascorrere le giornate all'aperto: abbigliamento caldo ma traspirante, parka impermeabile, calzature comode, guanti e cappello.

Non avevamo prenotato nulla per dormire, ma verso le nove ci siamo imbattuti in modo del tutto casuale in un Holiday Inn Express lungo la strada Neuenkirch-Luzern.

Infatti Eguisheim e Colmar distano solo un paio di ore da lì per cui abbiamo deciso di prendercela comoda e arrivare a destinazione la mattina dopo.

EGUISHEIN E COLMAR

Eguishein è primo borgo che abbiamo visitato. E' un paesino piccolo, di circa 2.000 abitanti, ma risulta essere sovraffollato nel periodo natalizio, così come in primavera inoltrata.

E' così bello che i Francesi stessi l'hanno eletto loro borgo preferito per eccellenza.

Eguishein è circondato da un'antica cerchia di mura che risale al dodicesimo secolo.

Mappa del borgo di Eguisheim, dalla caratterisctica forma circolare
Mappa del borgo di Eguisheim, dalla caratterisctica forma circolare

Ogni cosa all'interno delle mura pare essersi fermata, quasi come per magia.

Visitare Eguishein, anche in un giorno piovigginoso, è sempre meraviglioso.

Le tipiche case con graticcio, chiamate colombages, sono già di per sé affascinanti, ma se vengono addobbate per Natale diventano veramente fantastiche.

Scorcio di Eguisheim, con le caratteristiche case a graticcio
Scorcio di Eguisheim, con le caratteristiche case a graticcio
Uno dei vicoli di Eguisheim addobbato con le classiche decorazioni natalizie
Uno dei vicoli di Eguisheim addobbato con le classiche decorazioni natalizie

E' bello inoltrarsi tra i vicoletti medievali, osservare i cortili dove spesso ci si imbatte nelle botti o nei torchi, o in vecchi utensili per imbottigliare i vini.

Un vecchio macchinario per tappare le bottiglie di vino in uno dei cortili di Eguish
Un vecchio macchinario per tappare le bottiglie di vino in uno dei cortili di Eguisheim

Eguishein, come la poco distante Colmar, si trova infatti sulla "strada dei vini", un'area di circa 200 Km. famosa per la produzione vinicola.

Naturalmente, essendo a Natale, il borgo era costellato di bancarelle che vendevano prodotti tipici: dal piccolo artigianato locale ai prodotti enogastronomici.

Piazza di Eguisheim, con le classiche bancarelle di Natale
Piazza di Eguisheim, con le classiche bancarelle di Natale

Per riscaldarci, io e CF ci siamo subito presi un bicchiere di vino caldo aromatizzato con miele e spezie, da degustare ammirando il pigeonnier, un edificio dalla forma particolare che anticamente era una piccionaia.

Vista della "piccionaia" da uno dei vicoletti di Eguisheim
Vista della "piccionaia" da uno dei vicoletti di Eguisheim

Quasi tutti gli edifici, sfarzosamente addobbati con luci, festoni, pupazzi e chi più ne ha più ne metta, presentano delle iscrizioni in tedesco (l'Alsazia nei tempi che furono apparteneva alle terre tedesche).

Uno degli abitanti del luogo ci spiega che sono piccole preghiere per proteggere le case, soprattutto dagli incendi che pare abbiano devastato il borgo più di una volta.

Eguisheim, piazza principale
Eguisheim, piazza principale

La nostra guida improvvisata ci invita a tornare a Eguisheim in primavera, per ammirarla in piena fioritura e per vedere le cicogne, il simbolo dell'Alsazia.

L'omino ci spiega gentilmente che proprio il campanile della chiesa ospita un grosso nido di cicogna.

Ed io capisco perché ogni cosa qui a Eguisheim reca impresso il disegno di questo volatile, dai tovaglioli alle tazze.

Le cicogne, simbolo dell'Alsazia, sul campanile di Eguisheim (ovviamente questa foto l'ho trovata in rete. Le cicogne arrivano in primavera)
Le cicogne, simbolo dell'Alsazia, sul campanile di Eguisheim (ovviamente questa foto l'ho trovata in rete. Le cicogne arrivano in primavera)

Dopo un paio di ore e altrettanti bicchieri di vino caldo (che qui è venduto ad ogni angolo, in versione bianca e rossa) e dopo aver provato il pain d'epices, un dolce tipico natalizio speziato che si può trovare in diverse varianti (noci, agrumi, cioccolato, senza niente...), torniamo alla nostra auto e ci dirigiamo a Colmar.

(to be continued...)

2

In questa ultima giornata di Novembre che finalmente se ne va faccio onore alla mia rubrica #timeismine per parlarvi di un bellissimo sabato.

Tra le poche ma significative cose che ho fatto unicamente per mio piacere personale nell'ultimo mese ho scelto di condividere con voi questa esperienza:

l'incontro con la scrittrice italiana Carla Maria Russo.

Sabato 18 Novembre uno sparuto ma esaltatissimo gruppetto di lettrici è saltato sul Freccia Rossa direzione Milano.

L'ultima volta che sono stata a Milano è stata dodici anni fa, non per lontananza geografica ma piuttosto per un primordiale e irrazionale terrore che mi coglie sempre quando si nomina questa città.

Già di per sé quindi andare a Milano per me sarebbe stato un grande evento.

Aggiungiamoci pure che le mie compagne di viaggio sono appassionate lettrici e che il fine ultimo era la presentazione de "Le nemiche", l'ultimo romanzo di Carla Maria Russo, e avrete un'idea perfetta del mio legittimo stato di esaltazione.

Ah, l'ho già detto che non c'erano bambini?!

L'incontro letterario si è svolto nella fantastica cornice del Palazzo Sforzesco, ancor più affascinante di quanto ricordassi, all'interno del progetto Book City Milano.

Cento soltanto i posti per entrare nella sala e assistere alla presentazione, tantissime quindi le persone che purtroppo sono state costrette a tornarsene a casa con le pive nel sacco.

In sé la conferenza non è durata molto, circa un'ora.

E' strano come pensare però che quello che è accaduto in un lasso di tempo così breve abbia lasciato su di me un'impronta davvero forte.

E la causa di tutto non è "Le nemiche", libro a cui dedicherò un post a parte.

Il motivo è l'autrice stessa.

Carla Maria Russo è una donna che racchiude in un corpo apparentemente gracile la forza di un bulldozer.

Energica, frizzante, vitale ma soprattutto di una semplicità e di una spontaneità genuine ed autentiche.

Durante quell'ora ha saputo rendere vivido e interessante un pezzo della nostra storia.

Ha narrato con passione ed eleganza, senza mai salire "in cattedra", ha affascinato la platea con la sua eloquenza, parlando però il linguaggio di noi comuni mortali.

E se parte di sé traspariva già dalle parole del romanzo "Lola nascerà a diciott'anni", l'incontro con lei in persona ha rafforzato l'opinione che mi ero fatta leggendo i suoi scritti.

Carla Maria Russo è di base una narratrice nata, ma la sua forza secondo me risiede nel saper dare voce e cuore ai personaggi che sceglie di presentarci.

Se è vero che il quadro storico-geografico in cui i personaggi agiscono è reale, i romanzi della Russo fanno quel passo in più.

Con un'abile mossa l'autrice ci cala nella psiche di ognuno di loro, mettendo in rilievo un fatto che siamo soliti dimenticare:

la Storia, anche quella con la esse maiuscola, l'hanno fatta gli uomini con il loro agire e il loro agire è determinato dalle loro passioni.

Questo è quello che rende unici i suoi romanzi. Con sapienti parole e brillanti intrecci Carla Maria Russo porta sul palcoscenico della nostra immaginazione figure storiche verosimili in cui è facile immedesimarsi anche a livelli davvero profondi.

Ha fatto più tanto Carla Maria Russo in un'ora di conferenza di quanto ahimè riescano a fare tanti insegnanti di storia in un mese di lezione.

Ancora frastornate a ammaliate dal suo discorso, le quattro amiche (che da quel giorno si chiameranno "Le quattro di Carla Maria"), se ne sono andate in giro per la città.

Infervorate dal sacro fuoco dello spirito letterario, si sono date all'esplorazione dettagliata e certosina di tutte le librerie del centro, riportando a casa un discreto bottino.

Anche qui hanno seguito il consiglio della scrittrice:

"Regalate libri. Un libro è un oggetto miracoloso e meraviglioso [...]".

Quando regaliamo un libro in realtà stiamo facendo molto di più.

Regaliamo storie che amiamo, avventure mozzafiato, viaggi in altri mondi...

Regalare un libro quindi significa in un certo modo regalare una parte di noi ad un'altra persona, mettere a nudo un pezzo della nostra anima.

Regalare un libro diventa perciò un profondo gesto di stima e fiducia reciproca.

Tenetelo presente, soprattutto ora che il Natale si avvicina.

Ora tocca a voi: che cosa avete fato questo mese per voi stesse?

Potete dirmelo con i commenti, potete utilizzare FB o IG con l'hashtag #timeismine @datemiunam, ma soprattutto potete raccontarlo sul vostro blog citandomi e magari estendendo l'invito a chi vi va.

PS: se sono stata capace di incuriosirvi e volete conoscere meglio questa scrittrice italiana, via lascio il link a questa sua intervista di qualche tempo fa.

2

Questa domenica abbiamo organizzato con alcuni amici una gita fuori porta: la fiera del tartufo ad Alba.

Non ero mai stata ad Alba e sono rimasta molto affascinata dalla cittadina, con i suoi vicoli e i suoi palazzi medievali.

La fiera del tartufo è un evento che richiama gente da ogni luogo. E' qui infatti che avviene la compravendita del rinomato tartufo bianco e quella dei saporitissimi tartufi neri.

La fiera del tartufo quest'anno si svolge dal 7 ottobre al 26 novembre. Il programma è molto amplio e interessante (vi lascio qui il link).

Noi abbiamo deciso di andare domenica 15 Ottobre perché era la giornata dedicata alla rievocazione storica, con giochi e scene a sfondo medievale: allestimenti, costumi, canti, intrattenimenti e spettacoli che ci riportavano indietro nel tempo.

Siamo anche stati fortunati: il clima ci ha regalato una giornata estiva, con temperature sui 28°gradi. Meno male che non ho coperto i bambini in maniera eccessiva, così ho potuto "sbucciarli" come delle cipolle a mano a mano che passavano le ore.

Passeggiare per le strade pittoresche di Alba ha richiesto una grande abilità e anche una certa dose di pazienza: alcune piazze erano davvero sovraffollate.

Bancarelle particolari, giochi "antichi" anche per i grandi, come la pesca con canne di legno e spaghi da mettere al collo delle bottiglie di vino o giochi di abilità come lo spaccanoci e un'intera area allestita per i più piccoli dove poter provare giocattoli in legno adatti ad ogni fascia d'età.

Musica, danze e spettacoli di sbandieratori, il tutto accompagnato da mele glassate e pannocchie arrostite.

Ogni piazza ha il suo buon punto di ristoro che propone menù sempre vari a prezzi popolari, corredato da lunghe tavole di legno e morbide balle di fieno per sedersi e riposare i piedi stanchi.

Noi abbiamo assaggiato una deliziosa porzione di gnocchi con fonduta di Castelmagno e scaglie di tartufo nero, annaffiato da un buon calice di Ruché.

 

Devo dire che perfino i bambini hanno gradito il piatto, nonostante il loro preferito rimanga il formaggio al tartufo che ci hanno fatto assaggiare all'interno dello stabile dove si teneva proprio il mercato mondiale del tartufo (è possibile visitarlo al prezzo di € 3,50 per gli adulti, mentre i bambini fino a 15 anni non pagano).

Nel regno di questo pregiatisssimo e costosissimo fungo ipogeo è possibile acquistare oltre ai tartufi stessi anche prodotti aromatizzati come oli, formaggi, salumi e perfino cioccolate.

Benché il tartufo la faccia giustamente da padrone, un posto non da meno viene occupato dalle nocciole, dai funghi e dalle castagne.

La fiera del tartufo è sicuramente un tripudio dei sensi, che vale la pena visitare almeno una volta.

Non paghi di ciò, siamo riusciti perfino a vedere - seppur in maniera veloce- il museo di archeologia e di storia naturale.

La Ninfa è rimasta affascinata dagli scheletri  e dalle tombe (i bambini si sa hanno uno sviluppato senso del macabro), a Ringhio invece sono piaciute le farfalle (vi prego, evitate ogni possibile battuta a doppio senso).

E' stata davvero una domenica piacevole, a parte la coda in autostrada durante il viaggio di ritorno.

Ma anche qui siamo stati graziati, perché i pupi hanno dormito ininterrottamente per le tre ore circa del viaggio.

Ora ditemi voi: è stata una domenica fortunata anche la vostra? Avete altre fiere e sagre facilmente raggiungibili da propormi?

 

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Luglio e Agosto sono i mesi in cui generalmente le famiglie italiane si preparano per partire e andare in vacanza.

Sul web impazzano le liste delle cose da preparare e da mettere in valigia.

Ce n'è per tutti i gusti: come fare i bagagli, cosa mettere in valigia se si va al mare, in montagna, se i prende l'aereo, se si viaggia con la bici...

E ancora: cosa preparare se sei single, per un viaggio di coppia, se hai famiglia, se i bambini sono piccoli, se sono adolescenti, se partiamo con i nonni, se ci sono anche i pets...

Beh, come dicono gli amici inglesi "riding the gravy train", per cui ecco qui la mia lista universale di cosa mettere in valigia quando si va in vacanza:

  • curiosità: anche una semplice giornata al mare, se vista con occhi nuovi, può essere fonte di sorprese. Una conchiglia rara, una nuvola con una forma strana, un nuovo cocktail da provare...
  • niente preconcetti: è inevitabile che quando si parte ognuno abbia delle aspettative ma i preconcetti, soprattutto quelli basati sui luoghi comuni, lasciamoli pure a casa. Non è vero che gli inglesi sono tutti freddi, che i francesi sono tutti affascinanti e che tutti gli italiani sono chiassosi. L'apertura mentale, in particolar modo se si va all'estero, ci permette di rapportarci con altre culture, di immergerci nell'atmosfera, di sperimentare e quindi di crescere;
  • la voglia di conoscere persone nuove: tanti amici che ho attualmente li ho incontrati in ferie. Che si tratti di una settimana o di un mese bando alla timidezza e buttatevi: le persone sono piccoli mondi, perfino il vicino di ombrellone può rivelarsi più interessante di quanto avevate immaginato;
  • lo spirito d'avventura: abbiamo tutto il resto dell'anno per essere ligi ai doveri. Se in ferie sgarriamo un po', facciamo cose che abitualmente non facciamo e viviamo in modo più frizzante il nostro umore e la nostra autostima ne trarranno beneficio;
  • rilassiamoci: abbiamo sgobbato tutto l'anno, ce lo meritiamo o no un po' di sano relax? E allora ben venga la giornata passata stesi sotto l'ombrellone o su un bel prato di montagna a fare niente, a inseguire pensieri futili, a immaginare, a perdere tempo;
  • divertimento: qualunque sia il vostro concetto legato alla parola "divertirsi", fatelo: tornate bambini, giocate, saltate, ballate, cantate...
  • pazienza: teniamo presente che durante i viaggi gli imprevisti possono sempre capitare, sia che ci siano bambini sia che siamo da soli o in dolce compagnia. Cerchiamo di non ingigantire il problema, di affrontarlo con serenità, di non farci rovinare la vacanza per quelle che spesso sono bazzecole;
  • sano egoismo: le vacanze sono anche le vostre per cui non fatevi scrupoli a pretendere di gestire il vostro tempo anche in funzione dei vostri desideri e delle vostre esigenze. Questo si dovrebbe fare anche durante il resto dell'anno, ma so che a volte non è facile da attuare per un milione di motivi. Durante le ferie però fatelo, anche voi mamme dedite al sacrificio sempre e comunque (perché ci sono e questa non è una critica, ma una semplice constatazione).

Ecco, queste sono le cose da mettere in valigia per andare in ferie e che renderanno la vostra vacanza una vacanza perfetta.

Se ne avete altre, lasciatemi i vostri suggerimenti: non vedo l'ora di leggerli.