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Ieri siamo andati a recuperare i bambini che soggiornano sul lago di Garda ospiti dei nonni.

La Ninfa e Ringhio ci sono corsi incontro con la felicità e l'allegria tipica dei bambini che non vedono i propri genitori da qualche giorno.

Ovviamente io e CF ci siamo sciolti, come penso capiti a tutti i genitori.

Dopo una seduta rigenerante di coccole e baci, siamo partiti alla volta della nostra meta.

Non ci siamo lasciati intimorire dalla giornata particolarmente calda e, come già anticipato, abbiamo organizzato per loro una sorpresa: una gita particolare in un posto magico popolato da fate, gnomi e troll.

Con la famiglia di un'amica qualche mese fa abbiamo prenotato la nostra giornata al GiocaBosco, un parco didattico situato a Gavardo (BS).

Il parco si trova su un colle ed occupa una porzione di bosco allestita in modo particolare.

Guardando tra i rami degli alberi o tra l'erba del prato si notano le bellissime case degli gnomi e dei folletti.

Ma ci sono anche altre creature magiche: le fate, che si occupano di insegnare agli gnomi-bambini i segreti della natura.

All'arrivo fata Allegra e la sua amica ci accolgono con gentilezza e, dopo aver vestito i bambini da gnomi, spiegano loro qual è la missione:

ora che sono gnomi devono aiutare le fate a salvare il bosco dai cattivissimi troll che vogliono sporcarlo e rovinarlo.

Le fate, con gli gnomi al seguito, si avventurano tra gli alberi seguendo un percorso didattico che prevede diverse tappe dedicate ad abilità sensoriali diverse: riconoscere le piante aromatiche, ascoltare il canto degli uccellini...

Il percorso dura circa 45 minuti e i genitori possono attendere l'arrivo degli gnomi tranquillamente sdraiati sulle sdraio nell'area pic-nic oppure possono seguire da lontano il gruppo dei bambini.

Ringhio, in fase mammite (dai, questa volta anche giustificata), ha preferito rimanere con me a giocare con altri bimbi della sua età nella zona 0-3 anni.

Mentre lui si accappigliava socializzava con gli altri pupi, io e le altre mamme compagne d'avventura ci siamo gustate un buon aperitivo al chiosco vicino alla kid-zone.

Il bosco è un luogo perfettamente sicuro, a misura di bambino. I sentieri sono larghissimi e facili da percorrere, l'area pic-nic è ombreggiata e dotata di tavolini e sedie a misura di gnomo, come lo sono anche i servizi igienici.

Mentre i pupi sconfiggevano i troll a colpi di incantesimi, CF e il marito della nostra amica si occupavano del barbeque (chè, si sa, è cosa da uomini).

Finito il tour, agli gnomi viene consegnata la medaglia di protettore del bosco e, tornati bambini, possono ricongiungersi alle famiglie per il pranzo. 

Nel pomeriggio chi voleva poteva seguire i laboratori didattici, producendo siffatte meraviglie.

Infine, perché i bambini son sempre bambini, si sono scatenati e hanno dato il meglio di sé nel parco giochi degli gnomi.

Verso l'ora della merenda gli organizzatori hanno preparato il trucca-gnomi e hanno offerto ai piccoli ospiti e pure ai loro genitori una soffice nuvola di zucchero filato.

Avrei voluto che la Ninfa e Ringhio si facessero un giro sul pony per prendere la patente di guida ma stavolta non ne hanno voluto sapere.

La pupa era troppo elettrizzata dall'idea di rivedere la sua grande amica V. (come già detto, essendo una sorpresa non le avevamo anticipato nulla).

Le due, dopo essersi fatte comperare una bacchetta magica, hanno cominciato una battaglia senza quartiere contro i fratelli che, manco a dirlo, facevano i troll.

 

Il parco chiude alle quattro per cui, dopo aver sistemato tutto, abbiamo caricato i pargoli in macchina.

Neanche il tempo di accendere il motore che già dormivano beati, sognando gnomi e folletti.

Il bilancio della giornata è stato positivo: la Ninfa ha passato una giornata memorabile in un posto particolare in compagnia di quella che per lei è sicuramente una persona speciale e che non vedeva da tempo, Ringhio ha giocato con bimbi nuovi ma anche da solo, noi grandi ci siamo rilassati e goduti i bambini.

Se devo essere sincera, però, calcolando il prezzo del biglietto d'ingresso (Ringhio non ha pagato perché è sotto i tre anni e la Ninfa ha pagato la metà perché abbiamo la Viviparchi Card), mi aspettavo qualcosa di meglio.

Rispetto alle mie aspettative, il GiocaBosco si è rivelato meno affascinante: gli allestimenti non erano curatissimi, il giro didattico partito in ritardo è stato breve, nel senso che le tappe fatte secondo me non erano equilibrate.

Hanno dedicato molto spazio alla narrazione  meno alle prove pratiche, forse perché, nonostante si debba prenotare, i bambini erano veramente tanti.

Il bosco è pulitissimo, però, e ognuno ha rispettato le regole: raccolta differenziata, fumo solo nell'area predisposta (quella del barbeque), niente radio e musica ad alto volume, rispetto totale per l'ambiente.

Vicino al parco giochi, inoltre, c'è un'area dedicata a galline, conigli e altri piccoli animali da fattoria: Ringhio ha passato un sacco di tempo a dare foglioline di trifoglio ai coniglietti mentre le bambine giocavano scatenate.

Il chiosco è ben fornito, per cui se non avete voglia di utilizzare il barbeque o di portarvi il pranzo al sacco potete comodamente prendere lì da mangiare.

E se volete un ricordo, potete acquistare gadgets di ogni tipo al piccolo bazar dello gnomo.

Come indicato nel sito stesso di GiocaBosco, il parco offre l'opportunità di riavvicinarsi alla natura, di rallentare e di ri-scoprire attività meno tecnologiche e meccaniche, mettendo l'accento sulla socializzazione, la collaborazione e l'amicizia.

Voi cosa ne pensate? Siete mai stati al GiocaBosco?

 

 

 

 

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Ebbene sì, anche quest'anno la Ninfa e Ringhio sono partiti per andare in vacanza dai nonni.

Per qualche giorno saranno ospiti nell'accogliente casetta sul lago di Garda, serviti e riveriti come dei principini.

Noi li raggiungeremo domenica e per far loro una bella sorpresa li porteremo -tempo permettendo- in un posto magico, di cui vi parlerò a gita avvenuta.

Ora vi vedo già, care mamme, prendere posizione nei vostri ranghi: quelle che "ma come fai a lasciare i tuoi figli per così tanto tempo, che li hai fatti a fare, se una madre demmerda" e quelle che "oh, quanto sei fortunata! Potessi io lasciare i miei figli a qualcuno per qualche giorno".

Come dico sempre, la giusta via sta nel mezzo.

Non ho delegato ad altri la gestione dei pupi per andare in una SPA o a cazzeggiare in giro facendo finta di non averli mai fatti (che poi, sarebbe davvero un male?), non ho approfittato del buon cuore dei nonni per fare la pacchia (che davvero, sarebbe comunque brutto?).

Secondo me le vacanze con i nonni (ovviamente se i nonni se la sentono e se i bambini vogliono farle, perché non ci devono mai essere forzature), sono una grande opportunità per tutti.

Lo scorso anno la Ninfa ha passato anche una settimana al mare con i nonni materni, oltre alla settimana al lago da quelli paterni.

Per i bambini fare le vacanze con i nonni rappresenta uno dei passi più importanti per combattere l'ansia da separazione: arrivati ad un'età come quella della Ninfa e di Ringhio, i bambini sono in grado di capire che oltre a mamma e papà ci sono altre persone nel loro mondo.

In più, nel mio caso specifico, i nonni sono una presenza abituale e costante nella nostra vita: quando andiamo a lavorare, fanno da baby-sitter ai bimbi (e ragazze cerchiamo di capire che se ci sono i pro ci sono anche i contro di cui non si parla mai).

Andare in vacanza dai nonni significa dare ai nipoti la possibilità di instaurare e rinsaldare un rapporto essenziale per la loro crescita a livello emotivo: se ripenso ai miei nonni, posso affermare senza riserve che non sarei quella che sono se non ci fossero stati loro - e questo senza nulla togliere ai miei genitori-.

I nonni rappresentano una fonte inesauribile di conoscenze per i bambini che, specialmente a quest'età, risultano interessanti ai loro occhi.

E poi, parliamoci chiaro: avete mai visto un bambino scontento di stare con i nonni? Chi non farebbe carte false per farsi coccolare e viziare ventiquattr'ore su ventiquattro?

Lasciare andare i bambini in vacanza con i nonni per i genitori vuol dire comunicare tacitamente ai figli un messaggio di fiducia, che rafforza la loro autostima: siamo sicuri che voi siete in grado di stare per un po' anche senza la mamma e il papà, perché sapete fare tante cose: dormire nella vostra cameretta, vestirvi e lavarvi da soli, mangiare da soli...

Inoltre, ai bimbi arriva chiaro anche questo: vi lasciamo con i nonni, perché li riteniamo persone degne di fiducia, sappiamo che si prenderanno cura di voi in ogni momento. ( A onor del vero, su questo punto sto ancora lavorando: non approvo in toto certe cose che i nonni fanno, ma so che è tipico dei nonni farle, per cui mettiamoci il cuore in pace e amen!).

La cosa importante per me è far sentire comunque che mamma e papà, anche se fisicamente non sono lì, ci sono.

Il che significa telefonare regolarmente per parlare con loro, per farsi raccontare cosa stanno facendo e come si sento, magari stabilire addirittura un appuntamento telefonico ad un orario prestabilito ( si sa, i pupi sono abitudinari).

Se possibile, come nel nostro caso, andare da loro nel week-end se durante la settimana si lavora.

Last but not least, quando i bambini sono in vacanza dai nonni potete approfittarne per dedicarvi di più alla vita di coppia e a voi stesse, facendo attività che magari con i bambini fate più raramente: andare al cinema, visitare un museo o andare tranquilli a mangiare fuori.

In qualunque caso, i bambini dai nonni staranno molto meglio di quanto starete voi a casa, in bilico tra le nuove prospettive che una settimana senza figli vi offre e il perenne senso di colpa che vi coglierà all'improvviso mentre magari vi state facendo fare una maschera al viso o un massaggio rigenerante.

Perché quando nasce un bambino nasce anche una mamma e se al primo non danno il libretto delle istruzioni, alla seconda assieme alla montata lattea Madre Natura regala un'immenso senso di colpa che non ci abbandonerà mai, non opzionale ma dotazione da mamma standard.

 

Una delle fiere più belle a cui partecipare quando arriva la primavera è Travagliatocavalli, a Travagliato, un paese in provincia di Brescia.

Quest'anno la 38^ edizione si è tenuta dal 28 Aprile al 1 Maggio.

L'ingresso è gratuito per bambini fino ai 6 anni, hanno diritto alla riduzione bambini dai 7 ai 14 anni e coloro gli over-65.

Il programma che offre la fiera è vastissimo e comprende mostre, esibizioni, tornei e intrattenimento per grandi e piccini.

E' possibile anche fare shopping: si possono trovare articoli che hanno a che fare con il mondo equestre ma anche prodotti dedicati agli animali in generale, al giardinaggio, abbigliamento sportivo, prodotti alimentari...

Noi ci siamo andati domenica 30 aprile, approfittando della clemenza del tempo.

Siamo degli affezionati, oramai è tanti anni che la frequentiamo.

Quest'anno sono state introdotte alcune novità: è arrivato Travallino, la nuova mascotte di Travagliatocavalli, un simpatico sceriffo che coinvolge i bambini e movimenta la giornata.

Ecco qui la locandina ufficiale con il mitico Travallino!

Per la prima volta Travagliatocavalli ha ospitato la Horse-Ball Champion Tour: gli spettatori hanno potuto godersi la partita di Horse-Ball, uno sport equestre di squadra ancora poco conosciuto.

La cosa fantastica è che anche i bambini potevano provarlo in groppa a dei magnifici pony!

Siamo riusciti ad assistere ad una partita di Polocrosse (che come dice il nome stesso è un incrocio tra Polo e Lacrosse), alla mostra dei cavalli Maremmani che da tanto mancavano alla fiera e a qualche evento più "scontato", come il Circuito Ippico Percorso Classico.

La Ninfa che cavalca il suo cavallo immaginario

Affascinante lo spettacolo dei cavalli spagnoli, con cavalieri e cavallerizze abbigliate con abiti molto scenografici.

Interessante anche lo show di Marco Vignali, che, è proprio il caso di dirlo, sussurra veramente ai cavalli.

Ma Travagliatocavalli non è solo una dedicata al mondo equestre. Co-partecipanti sono anche i cani.

Si trovano cani di ogni razza in giro con i propri compagni a due zampe, dagli eleganti levrieri ai soffici barboncini, agli stupendi meticci.

E proprio loro sono i protagonisti di diverse manifestazioni, come quella a cui abbiamo assistito sui cani da soccorso.

Una delle scene dell'addestramento dei nostri amici a quattro zampe

Letto così, potreste pensare che la fiera non è a misura di bambino. Niente di più sbagliato: Travagliatocavalli offre sempre mille opportunità a piccini e meno piccini.

Si parte dal Battesimo della Sella, sempre gettonatissimo, per passare al Horse-Ball (a partire dai 5 anni).

Ma l'attrazione principale per i bambini rimangono loro, gli asinelli.

C'è tutto un programma speciale dedicati ai "cugini" dei cavalli: Mondo Asino.

I pupi possono cavalcare gli asinelli, spazzolarli, abbracciarli, sfamarli...La Ninfa e Ringhio hanno passato nel loro recinto almeno due ore buone.

Sono adorabili, non trovate?

Quest'anno la fiera ospitava anche Brent Trout, un trainer canadese di fama internazionale che si occupa di addestramento etologico.

Inoltre Travagliatocavalli offre anche l'opportunità di provare a fare il cow-boy o il gaucho.

....Perché noi, veri cow-boy, il cappello lo portiamo così, calato sugli occhi

Come se ciò non bastasse, c'è una luogo chiamato la Collinetta dove si possono trovare tappeti elastici, gonfiabili e altri giochi (attenzione: questi sono a pagamento e, secondo me, costano un pò troppo!).

Ma i pargoli hanno anche la possibilità di divertirsi in un attrezzatissimo parco-giochi (noi abbiamo accuratamente evitato di farlo vedere a Ringhio e alla Ninfa, altrimenti non si sarebbero più schiodati da lì).

E se vi viene fame? Ci sono infiniti stand gastronomici, che offrono cucina internazionale,  compreso tex-mex e sud-americana.

E intanto che mangiate potete ascoltare musica-country e, per smaltire, perché non cimentarsi nella country-dance o nella line-dance?

Questo è grosso modo quello che abbiamo fatto noi in una giornata, considerando che verso le 17 siamo tornati a casa. Ma il programma è più ricco e ci sono dei bellissimi spettacoli di gala nelle ore serali.

La Ninfa e Ringhio si sono divertiti molto, sia a vedere le esibizioni dei cavalli, sia a "provarli" e hanno amato ogni istante passato in compagnia degli asinelli.

"Amore, apri la bocca che ti ho portato la pappa!"

Il livello di pulizia è altissimo: quando un cavallo sporca la strada viene immediatamente pulita, niente cartacce o plastiche in giro.

Bello poi vedere i calessi e le carrozze passare lungo le vie mentre si mangia un gelato o l'immancabile zucchero filato.

Non mancano poi palloncini e gadgets vari.

Purtroppo non siamo riusciti a fare la foto con Travallino, ma rimedieremo il prossimo anno.

Travallino con le autorità

 

Martedì 25 Aprile visto l'inclemenza del tempo abbiamo deciso, in un raptus di follia, di portare i pupi a Seridò.

Per chi non ha a che fare con i bambini, Seridò è la fiera annuale del divertimento che si tiene a Montichiari (BS).

Prima di diventare mamma non ne avevo mai sentito parlare.

Quando diventi genitore, vieni automaticamente dotato di due antenne radar che captano notizie relative al mondo dei bambini.

In questo caso, a partire da metà Aprile, Seridò diventerà il tormentone del momento: radio, riviste, pubblicità...

Ti si insinua nella mente come un tarlo e non ti lascia più.

Gli anni precedenti non lo abbiamo considerato più di tanto, la Ninfa era ancora piccola, se il tempo è bello meglio stare fuori...Insomma, non era mai il momento giusto.

L'altra mattina invece, complice la noia ma anche sull'onda del successo della gita al Parco "Le Cornelle" abbiamo deciso che era ora di provare.

Siamo partiti  a 9,45 e alle 10,30 avevamo già i biglietti in mano.

Solo i "grandi" devono pagare, i bambini fino ai 12 anni entrano gratuitamente.

Seridò è una grande fiera dedicata ai bambini di tutte le età suddivisa per aree tematiche.

Quest'anno i padiglioni erano suddivisi in questo modo: sport, laboratori e truccabimbi, giochi e spazio nido, gonfiabili, gonfiabili e rotelle,teatri, tutti giù per terra e giochi all'aperto.

Inutile dire che è stato un delirio. Non tanto per la gente (fortunatamente non era pienissimo), non tanto per l'organizzazione (per me organizzato bene, per CF il margine di miglioramento è alto), quanto per i bambini.

Erano letteralmente impazziti, caricati a molla, inarrestabili. Stare dietro a dei piccoli tornado che corrono da un gioco all'altro è sicuramente estenuante per un adulto.

Siamo partiti dallo stand dedicato allo sport. Essendo mattina, pensavamo fosse meno pieno ed effettivamente è stato così.

La Ninfa ha voluto provare tutto: mini-golf, percorso di equilibrio, salto in alto, ponte tibetano, bowling, tiro con l'arco e la parete di arrampicata.

La cosa che ha trovato più entusiasmante è stata senza dubbio questa: con la sua imbragatura si è arrampicata da sola fino in cima, con lo scalatore dietro che non ha dovuto aiutarla nemmeno una volta e che alla fine si è pure complimentato con lei.

Dopo lo sport, con il chiaro intento di sfiancare i pupi, ci siamo catapultati nei padiglioni dei gonfiabili. Ci sono ben due stand e su ogni gonfiabile è chiaramente esposta l'età consigliata. Che, badate bene, è appunto indicativa.

La Ninfa, che è anche un pò spericolata, con il mio consenso ha provato anche quelli per bambini più grandi.

Va detto che ogni gioco è sorvegliato da almeno due volontari, per cui tutto si svolge in piena sicurezza.

Intanto che faceva la coda (perché -cosa per me stupenda ed educativa- i bambini da soli fanno le code per le attrazioni, mentre i genitori li aspettano pazientemente dietro le transenne), CF e Ringhio si dedicavano alla parte dei giochi con le rotelle: tricicli, biciclette di legno, trattori a pedali...

E non ci siamo lasciati sfuggire neppure la foto di rito sulla moto della polizia!

Verso l'una abbiamo deciso di pranzare. Seridò mette a disposizione aree pic-nic per cui se volete potete portarvi il pranzo da casa o prendere qualcosa direttamente in loco: tranci di pizza, patatine fritte, panini...Ce n'è per tutti i gusti!

Dopodiché i bimbi hanno voluto provare attività più soft e ci siamo diretti al padiglione dove c'erano trampolini elastici, l'oca gigante, la dama gigante e il paese delle bambole.

Qui abbiamo sostato per circa un'oretta: la Ninfa e Ringhio hanno giocato con le case da giardino, le cucine, i carrelli della spesa, bambole e accessori vari.

Nel frattempo CF ha approfittato dei volontari del pronto soccorso che spiegavano e mostravano come effettuare la disostruzione e il BLS pediatrico.

Inoltre, sotto forma di gioco, insegnavano ai pupi come effettuare una chiamata d'emergenza: a turno i bambini dovevano soccorrere un animaletto ferito, chiedergli dove sentiva dolore, tranquillizzarlo, comporre su un gigantesco telefono il numero del 112 e descrivere all'operatore cosa si era fatto l'animale di turno.

Da lì siamo passati di nuovo ai trampolini elastici e, visto che il tempo lo permetteva, i bambini hanno giustamente insistito per provare il trenino. Attrazione deludente per noi adulti, nel senso che passa attraverso gli stand e non c'è da vedere chissà che gran panorama, ma si sa che i trenini sono sempre affascinanti per i bambini.

Scesi da trenino, con il nostro pop-corn in mano ci siamo diretti al padiglione dei teatri. Purtroppo siamo arrivati a spettacolo già iniziato, ma quel poco che abbiamo visto ai pupi è piaciuto molto.

Vista l'ora, CF ed io pensavamo di cavarcela con una capatina veloce ai laboratori. Ovviamente avevamo fatto i calcoli senza l'oste! Una volta arrivati, la Ninfa e Ringhio hanno voluto pitturare con le tempere, creare con l'argilla, provare a fare le cornici, i sabbiarelli, i chiodini...

Peggio di una via crucis, veramente! Non hanno saltato niente. Non erano per niente stanchi, loro.

Tanto più che, dopo la tappa alla biblioteca in cui si possono anche scambiare i libri (lo terremo presente per gli anni futuri) e il truccabimbi, i pargoli hanno voluto rifare il giro al padiglione dello sport, visto che oramai si era verso l'ora di chiusura.

Ci è dispiaciuto non poter fare i giochi all'aperto. Visto il tempo non molto promettente barchette a pedali, cavalli e scivoli sono stati aperti solo nel pomeriggio e noi non lo sapevamo.

A parte questo, Seridò per noi è stata senza ombra di dubbio un'esperienza positiva: durante questa fiera i bambini hanno la possibilità di cimentarsi con le più svariate attività, di stare con gli altri bambini, di imparare qualche regola.

Consigli pratici per i genitori: vestitevi a strati, mettetevi un paio di scarpe comode e... abbandonate ogni speranza di uscire dopo un paio d'ore soltanto!

 

Con l'arrivo della bella stagione (anche se a vedere come piove oggi non si direbbe) comincia ufficialmente il periodo delle gite fuori porta.

E quest'anno la prima meta è stata il Parco Faunistico "Le Cornelle", in provincia di Bergamo.

Questo parco, gestito privatamente, occupa un'area di 126.000 mq e ospita circa 120 specie animali. Garantisce ai suoi occupanti una vita il più possibile vicino alla condizione selvatica, sia dal punto di vista spaziale che sociale.

"Le Cornelle" si ripropone di sensibilizzare e motivare le persone circa la salvaguardia della biodiversità, anche attraverso l'organizzazione di eventi e percorsi tematici e didattici.

La gita, organizzata assieme ad altri amici, era stata programmata alcune settimane fa. Abbiamo preferito aspettare l'arrivo della Viviparchi Card prima di muoverci. Se non la conoscete date un'occhiata qui e prendete in seria considerazione l'idea di farla. Ad un prezzo veramente irrisorio potete godere di grandi vantaggi, specialmente se avete due o più fogli di età compresa tra i 3 e i 12 anni.

Domenica 23 aprile siamo partiti attorno alle 9,30 in una giornata non troppo soleggiata. Raggiungere il parco è stato facile e abbastanza veloce, non abbiamo trovato code interminabili come di solito avviene se la giornata è splendida.

Pochissima coda anche per acquistare i biglietti e con la Viviparchi card i bimbi non hanno pagato nulla.

Se preventivate di andare in alta stagione, potete comperare i biglietti anche on line.

Noi ci siamo organizzati col pranzo al sacco, visto che il giardino zoologico è dotato di ampie aree pic-nic alcune delle quali sono coperte.

Se preferite, potete mangiare anche al ristorante o in una delle cinque aree ristoro dislocate nell'areale.

Abbiamo depositato le nostre borse termiche e ci siamo dedicati alla visita del parco.

Gli animali sono suddivisi in varie zone tematiche: l'oasi dei ghepardi, la selva tropicale, l'isola Aldabra, la Savana...

Siccome non era la nostra prima volta alle "Cornelle", abbiamo optato per una visita fai da te, ma ovviamente il parco mette a disposizione personale esperto che vi può intrattenere con visite guidate di una, due o quattro ore.

Per i bambini i giardini zoologici sono una grande opportunità per vedere da vicino animali di cui sentono tanto parlare e che normalmente vedono solo in tv o sui libri.

"Ma è vero davvero?!"

E' divertentissimo osservare le loro facce stupite e ascoltare i loro commenti rapiti di fronte alla maestosità dei grandi felini o alla grandezza mastodontica di elefanti e ippopotami!

Per non parlare del loro divertimento nel vedere le acrobazie delle varie scimmiette o della buffe foche.

Nonostante la giornata non fosse soleggiata, il parco era comunque pieno ma non così affollato da non consentire una buona visuale degli animali.

Le testuggini giganti che lasciano sempre a bocca aperta

Abbiamo trovato un pò di coda solo nell'oasi delle tartarughe giganti, l'isola Aldabra, in particolar modo nella zona dei coccodrilli (non l'avrei mai detto, ma evidentemente questi rettili affascinano moltissimo i bambini, anche quelli grandicelli).

Anche l'orso è uno dei mammiferi nella top-ten dei nostri figli, forse a causa del mitico cartone animato "Masha e l'orso".

Ho notato invece che i volatili non attirano molto l'interesse dei piccini: di solito i pargoli lanciano loro qualche occhiata superficiale e distratta, per correre ad ammirare animali più grandi come le giraffe.

Ed è un peccato, perchè per esempio uccelli come la Gru della Manciuria o l'Ara Giacinto fanno parte di specie ormai rare se non addirittura in via di estinzione, come il Leopardo delle Nevi, il Leone Bianco e la Tigre Bianca, anch'essi ospitati nel parco.

"Prima io, prima io!"
"Ecco la foca!"

La Ninfa e Ringhio con i loro amichetti correvano impazziti da un animale all'altro, facendo a gara ad accaparrarsi il posto migliore.

Mamma, andiamo a mangiare? Stanno pranzando anche gli elefanti!

Verso le 13 i bambini hanno cominciato a manifestare un leggero languorino per cui siamo tornati alla base per mangiare.

I bambini non si stancano mai: tra un boccone e l'altro hanno continuato ininterrottamente a giocare, servendosi di quel che avevano a disposizione: sassolini, rametti di legno, foglie e alberi.

A chi ha fantasia basta davvero poco per divertirsi!

Dopo questa parentesi mangereccia la visita è ricominciata, con i pupi che sembravano aver recuperato la loro energia.

Per non farci mancare nulla, i bambini hanno deciso di scatenarsi anche nel parco giochi, giusto il tempo per permettere a noi adulti di sederci per far riposare le gambe (la vecchiaia comincia a farsi sentire).

Alle 17,30 abbiamo concluso ufficialmente il giro faunistico. I bambini cominciavano a dare segni di insofferenza, per cui abbiamo radunato le nostre cose e siamo tornati al parcheggio.

La Ninfa si è divertita moltissimo e ha dichiarato che il suo animale preferito è la giraffa.

Il pranzo delle giraffe!

Ringhio invece è rimasto ammaliato dai leoni e dalle tigri.

Semplicemente maestosa anche intanto che schiaccia un pisolino!
Ringhio e la Ninfa mentre osservano con interesse l'animale di turno

Io invece sono rimasta affascinata da loro, i bambini, sempre pronti a gettarsi in nuove scoperte e avventure, ad osservare ogni cosa con occhi nuovi, curiosi, a non lamentarsi (quasi) mai, a chiedere con interesse spiegazioni su ciò che stavano guardando.

Bellissima esperienza, speriamo che la stagione delle gite continui così!

Voi avete programmato o fatto qualche gita di recente?