Sulle strade, si sa, il pericolo è sempre in agguato. Basta un poco di ghiaia, un velo di ghiaccio, un ostacolo visto all'ultimo minuto...Basta un attimo di disattenzione e...sbam! L'incidente è fatto.

E' proprio quello che è successo ieri a me e ad una mia amica, al ritorno da un pranzo per scambiarci regali e auguri di Natale. Siamo arrivate in prossimità di una rotatoria e, a causa del sole negli occhi, non ci siamo accorte che l'auto di fronte a noi aveva frenato.

Abbiamo tamponato la malcapitata. Per fortuna andavamo a velocità ridotta (non eravamo nemmeno a 40 Km/h) e nessuno si è fatto niente. Le auto si sono danneggiate in maniera più o meno lieve, ma nulla di disastroso.

Quando capitano incidenti, anche quelli banali come il nostro, l'agitazione ci assale e si tende a dimenticare che cosa fare.

Ecco qui i passi da seguire in caso di incidenti di lieve entità:

  1. mantenere la calma e il sangue freddo per quanto è possibile;
  2. assicurarsi che nessuno abbia subito lesioni;
  3. scendere dall'automobile e con rispetto e civiltà assicurarsi dello stato di salute degli occupanti dell'altro veicolo;
  4. spostare i mezzi in modo da non ostruire il traffico;
  5. compilare il modulo di constatazione amichevole o modulo blu.Questo modulo viene consegnato gratuitamente dalla compagnia di assicurazioni (puoi scaricarlo anche qui in  formato .pdf). Se ne dovrebbe tenere una copia in ogni veicolo. Ricordatevi che ne va compilato uno in caso i mezzi coinvolti siano due e due in caso i mezzi siano tre.
  6. Il modulo è composto da 4 fogli: non divideteli perché va compilato solo il primo. Gli altri tre sono delle copie carbone. Ogni conducente tiene due fogli: uno lo consegnerà alla propria assicurazione entro 3 giorni dalla data dell'incidente e l'altro lo conserverà per sè.
  7. Come vedete dall'immagine, il foglio è diviso in tre colonne: quella blu e quella gialla sono simmetriche e servono per riportare i dati dei mezzi coinvolti nel sinistro e i dati di proprietari e conducenti. Ogni parte va compilata in modo chiaro e leggibile e firmata da entrambi i conducenti (si chiama amichevole per quello, perché le parti si accordano in maniera consensuale  sulle dinamiche dell'incidente).
  8. Qui vi spiego come va compilato il modulo.Nello spazio superiore indicare data, luogo e ora in cui si è verificato l'incidente. Nelle due colonne colorate, identiche per entrambi i conducenti, inserire:- dati del contraente della polizza;
    - dati relativi al veicolo;
    - dati della compagnia d’Assicurazione;
    - la dinamica del sinistro;
    - l’indicazione dei danni subiti dalle vetture;
    - firma.  Nel foglio si possono aggiungere altre informazioni, ad esempio eventuali feriti, eventuali testimoni coinvolti, dati del proprietario del veicolo se differente dal conducente.
  9. Nello spazio apposito riportare un disegno dello scontro, che riproduca le strade, la posizione dei veicoli e la loro traiettoria, evidenziando eventuali diritti di precedenza delle strade o altre segnaletiche stradali rilevanti.
  10. Fate attenzione, perché quando poi vi sarete salutati e ognuno sarà tornato a casa con le proprie copie sarà impossibile modificare i dati, pena l'invalidazione del modulo stesso.

La constatazione amichevole permette di sveltire le pratiche di rimborso. Le Assicurazioni infatti non hanno bisogno di verificare le modalità dell'incidente e quindi si risparmia un sacco di tempo.

In caso invece di incidenti stradali con gravi danni a persone e cose, è meglio non spostare i veicoli e chiamare ambulanza e forze dell'ordine per mettere in sicurezza il posto. Dopodiché deve essere redatto un verbale dettagliato sull'avvenuto incidente stradale.

Passato il piccolo shock io e la mia amica ci siamo chieste cosa sarebbe accaduto se ci fossero stati con noi anche i bambini. Probabilmente, vista la scarsa velocità di crociera, non si sarebbero fatti nulla, perché noi siamo mamme che amiamo i nostri figli e utilizziamo sempre anche nei tragitti brevi i dispositivi di ritenuta per bambini, più comunemente noti come seggiolini.

Se vuoi maggiori informazioni riguardo alle normative sui seggiolini, devi assolutamente leggere www.seggiolinoperauto.it

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Noi che da vere mamme sopportiamo stoicamente la puzza della cacca dei nostri figli ( ma come, non sapete che la pupù dei neonati è santa?!).

Noi che raccogliamo eroicamente rigurgiti e vomiti anche nel pieno della notte ad occhi chiusi.

Noi che dopo aver visto uscire dal nostro corpo la placenta non ci schifiamo davanti a niente.

Noi che abbiamo un collega che puzza più della cloaca massima e ce lo dobbiamo tenere per forza.

Non c'è posto di lavoro in cui non ci sia un collega allergico all'acqua e al sapone e anche da noi è così. E' quello che sale sempre solo in ascensore, quello a cui tutti rifiutiamo un passaggio in auto, quello che appena lo vediamo arrivare ci alziamo per andare in bagno. Fortunatamente il collega in questione non staziona nel nostro ufficio, ma ci viene a trovare spesso. In estate abbiamo le finestre aperte e cambiare l'aria diventa facile.

Durante la brutta stagione invece le cose sono più complicate: tenere aperto per molto tempo è causa di licenziamento diretto ( ma come, io pago il riscaldamento e tu tieni la finestra aperta? Impiegato ingrato, se hai caldo spogliati!!).

Come fare allora a rendere l'aria respirabile senza intossicarsi con prodotti chimici? I deodoranti industriali infatti sono nocivi, per noi e per l'ambiente, causano problemi di allergie, difficoltà respiratorie e a volte sono composti da sostanze che pare possano essere cancerogene. Inoltre non hanno un effetto duraturo e nella maggior parte dei casi "camuffano" l'odore sgradevole ma non lo eliminano.

Le vecchie e sagge nonne ci vengono in aiuto anche in questo caso. Perché oltre a ricordarci di metterci la maglietta della salute anche a luglio con 40°, ci insegnano diversi trucchetti interessanti.

Visto che è arrivato l'autunno, un buon deodorante naturale sono gli agrumi. Se non avete gli oli essenziali, portate al lavoro mandarini, arance o pompelmi, mangiatevi la polpa e utilizzate la buccia per profumare l'ambiente: potete metterla  a seccare sui termoconvettori o spezzettarla e aggiungerla all'acqua degli umidificatori. Potete mettere anche dei pezzi di cannella in stecche o un paio di fiori di anice stellato.

Per potenziare l'effetto degli agrumi, prendete una bella arancia e infilate nella buccia dei chiodi di garofano: diventerà un insolito soprammobile da appoggiare alla scrivania e allo stesso tempo debellerà i possibili fetori del vostro amato collega.

Come ho accennato prima, potete anche usare gli oli essenziali. Ne bastano poche gocce nell'umidificatore: con il calore rilasceranno nell'aria il vostro aroma preferito. Ne trovate di ogni fragranza: bergamotto, eucalipto, lavanda...Sbizzarritevi!

Se invece volete fare un prodotto da usare all'occorrenza, fate così: in uno spruzzino mescolare un cucchiaio di vodka ( o di alcool puro) con 20-30 gocce di olio essenziale ( io vi consiglio pino ed eucalipto), agitate bene e aggiungere poi 500 ml di acqua. Aspettate che il collega esca e spruzzate! Sentirete che buon profumo!

Se lavorate in un ambiente particolarmente agitato e nevrastenico, provate la lavanda che oltre ad un buon odore ha effetti calmanti e rilassanti.

E se a lungo andare la situazione non migliora, cominciate a lasciare sulla scrivania del vostro collega saponette e deodoranti: vedrete, prima o poi capirà l'antifona!

 

Con l'inizio dell'anno scolastico arriva puntuale il momento delle assemblee, delle elezioni dei rappresentanti di classe e dei colloqui. Un appuntamento che terrorizza le mamme lavoratrici. Come riuscire ad andare? Optare per delegare il compito ai papà? E quando i figli sono più di uno? Cominciano i salti mortali per incastrare tutto alla perfezione. Perché bisogna andarci, pena la scomunica. In caso contrario, l'onta della vergogna perseguiterà la tua intera progenie. Tuo figlio passerà l'anno a nascondersi dagli sguardi compassionevoli degli insegnanti. Tutti, bidelli compresi, ti guarderanno con occhi pieni di biasimo. E questo perché tu hai egoisticamente anteposto  il tuo lavoro ai tuoi figli.

Io quindi ho fatto le gincane, dribblando auto, prendendo sensi unici al contrario, schivando pedoni e bruciando semafori per arrivare in tempo alle votazioni dei rappresentanti della materna di mia figlia. L'assemblea mio malgrado l'ho persa, quindi salviamo il salvabile. I seggi chiudono alle diciannove. Io varco i cancelli alle 18,50, col fiatone, le ascelle pezzate, i capelli ritti in testa. Mi appresto a ritirare la scheda quando una delle maestre esclama:"Ecco che cominciano ad arrivare anche le mamme ritardatarie!". I capelli mi si arricciano ancora di più e non per l'umidità. Una me immaginaria conficca la matita nell'occhio annoiato dell'insegnante. Ho le palpitazioni e le mani mi prudono. Silenzio tombale. Io ruggisco:"Non arrivano le mamme ritardatarie, ma quelle lavoratrici che escono dall'ufficio alle diciotto e si fanno in quattro per essere qui in tempo".

Mi guarda serafica."Ah, lei lavora di pomeriggio?"

"No, lavoro anche la mattina, non solo il pomeriggio. Se fossi stata a casa, mi creda, sarei venuta volentieri anche all'assemblea."

Voto in fretta, poi me ne vado. Mi sento umiliata. Oltre al danno anche la beffa. Non esistono solo le madri che lavorano part time. Esistono anche quelle che, per scelta o per imposizione, lavorano full time. E nella maggior parte dei casi non fanno il lavoro dei loro sogni e non lo fanno per ambizione o per fare carriera. Lavorano per necessità. Lo fanno e basta. Credo meritino comunque rispetto a prescindere da questo. Evidentemente la mamma che lavora otto ore è una mosca bianca. Qui da noi si accetta l'idea che una donna con figli lavori quattro o sei ore. Non è proprio contemplata l'idea che si lavori di più. Mi scoccia essere considerata lo stereotipo della donna "in carriera" perché sono fuori casa otto-dieci ore al giorno. Probabilmente sono solo una mamma che si sbatte più delle altre per star dietro a tutto, casa-lavoro-famiglia.

Care maestre, invece dei vostri giudizi arbitrari, quanto mi farebbe piacere il vostro sostegno! Far capire ai nostri bambini che la mamma deve andare al lavoro ma che li ama ugualmente come quella mamma che può accompagnarli e andare a prenderli tutti i giorni, questo sarebbe bello!

Non metterli in imbarazzo con frasi dette a metà. La bimba ha le pantofole rovinate? "Tesoro, ricordati di dirlo alla tua mamma, del resto lei lavora, non ha tempo per badare a queste cose". Che messaggio passa a mia figlia? La mamma lavora e per questo non tiene in considerazione le tue faccende da bambina. Ai suoi occhi il fatto che tu abbia le pantofole nuove è meno importante del suo lavoro. Per estensione: la mamma considera i tuoi bisogni irrilevanti rispetto al suo lavoro. Diverso sarebbe stato se le avesse magari detto: " Tesoro, la tua mamma è molto occupata perché lavora per non farti mancare niente. Le potresti dire che le tue pantofole si sono rovinate?". Il messaggio sarebbe comunque arrivato ma la mia bimba non mi avrebbe fatto notare che è l'unica che ha le pantofole scollate e che la colpa è mia perché sono al lavoro tutto il giorno.

Vorrei capire come fanno a dire alle donne che lavorano di liberarsi dai sensi di colpa se le prime a puntare il dito sono altre donne (magari mamme pure loro) lavoratrici! E' davvero paradossale. Come in molte altre occasioni, si creano assurde lotte tra madri lavoratrici e non, tra quelle che lavorano part-time e quelle che lavorano a tempo pieno, tra carriera e famiglia.

Al di là del tempo che passo fuori casa, so che sto facendo del mio meglio con e per i miei figli. La ricompensa più grande è vedere la gioia con cui mi salutano quando rientro, è la mano della Ninfa che mi accompagna su divano, è il bacio bavoso che Ringhio mi stampa sulla guancia. Credetemi, le maestre in questo campo hanno ancora tanto da imparare!