E' arrivato l'autunno, in ritardo ma non in punta di piedi.

Ci ha salutato con un repentino abbassamento delle temperature e puntualmente è arrivato anche il raffreddore.

Nasi chiusi e gocciolanti, raffiche di starnuti e occhi arrossati.

Inutile rivolgersi alla medicina.

Un vecchio proverbio recita: "Il raffreddore è una malattia che, se curata, guarisce in sette giorni, altrimenti in una settimana".

RAFFREDDORE E RIMEDI NATURALI

Io sono particolarmente soggetta ai raffreddori.

Se è vero che usare medicine è superfluo, anche rimanere in balia dei sintomi da raffreddamento non è piacevole.

In tutti questi anni ho elaborato il mio personale metodo per tenere a bada starnuti e company.

Alla base di tutto c'è l'aglio.

Sì, avete capito bene, quello che vi fa venire la fiatella fetida, l'anti-bacio per eccellenza.

Alcuni addirittura ci fanno decotti e sciroppi.

Io no, non c'ho lo stomaco. Mi limito ad aumentarne l'uso in cucina.

AGLIO: PROPRIETA' BENEFICHE

L'aglio ha innumerevoli proprietà benefiche:

  • è un vasodilatatore, dilata i vasi sanguigni abbassando la pressione del sangue;
  • è un anticoagulante, impedisce alle piastrine di formare grandi coaguli nel sangue;
  • previene l'accumulo nel sangue di colesterolo cattivo;
  • è un antibatterico e aiuta stimolare il nostro sistema immunitario;
  • ha un'azione antiossidante, previene l'invecchiamento dei tessuti e della pelle;
  • ha effetti benefici anche sulla glicemia, perché tiene a bada il valore degli zuccheri nel sangue;
  • ha proprietà antinfiammatorie: è un rimedio fitoterapico contro le infezioni delle prime vie aeree ( raffreddore, vade retro) ;
  • è anche un antispastico, cioè allevia gli spasmi muscolari e i dolori addominali;
  • è un ottimo antiparassitario, mischiatelo alla pappa dei vostri cagnolini o dei vostri gatti e sarete sicuri che non avranno mai i vermi.

Ci sono diversi modi per utilizzare l'aglio, a secondo dell'intensità che volete ottenere.

Usato "in camicia", cioè con la pellicina, ha un sapore lieve, spellato ha un'intensità media e affettato, schiacciato o tritato ha un sapore molto marcato.

Se non lo digerite, ricordatevi di togliere sempre il germoglio verde centrale.

Come dicevo prima, quando il naso gocciola e gli occhi lacrimano, in casa mia c'è un notevole odore di aglio.

Per prima cosa, preparo un bel brodo di pollo caldo: al trittico carota-sedano-cipolla aggiungo un bel paio di spicchi d'aglio spellati.

Una minestrina con questo brodino è quello che ci vuole a fine giornata.

Durante il giorno non mi faccio mancare tisane varie, zenzero, melissa e salvia dolcificate con tanto tanto miele.

Ricordatevi che bere è importantissimo quando si è raffreddati.

E a pranzo? Niente di meglio di un bel piatto di pasta aglio, olio e peperoncino.

PASTA AGLIO, OLIO E PEPERONCINO

Questa è la ricetta che faccio io, anzi, che quando sono raffreddata mi prepara CF - si sa, quando non si sta bene è bello farsi viziare un po'-.

Ingredienti:

  • 200 gr.di spaghetti
  • sale q.b.
  • 30 gr.di olio extravergine d'oliva
  • 2-3 spicchi di aglio
  • 3-4 peperoncini
  • 10 gr.di prezzemolo (opzionale)

Procedimento:

Mettiamo a bollire l'acqua salata e buttiamoci gli spaghetti.

Facciamoli cuocere al dente (assaggiateli per sicurezza).

Nel frattempo in una pentola mettiamo l'olio extravergine d'oliva.

Prendiamo i peperoncini, tagliamoli a metà nel senso della lunghezza e leviamo i semini.

Poi affettiamoli finemente e buttiamoli nell'olio assieme agli spicchi da aglio spellati e leggermente schiacciati con la mano.

Tagliamo anche il prezzemolo e teniamolo da parte.

Facciamo soffriggere dolcemente aglio e peperoncino e dopo pochi minuti leviamo l'aglio.

Adesso aggiungiamo un bel mescolo di acqua di cottura della pasta, facendo attenzione a non scottarvi.

Scolate gli spaghetti, lasciamoli insaporire nella pentola insieme al condimento.

Se vedete che la pasta è troppo asciutta, aggiungete ancora un po' di acqua di cottura.

Infine cospargete con il prezzemolo tritato.

Vi sconsiglio di aggiungere formaggi, non perché non siano buoni ( io metto sempre pecorino o parmigiano anche se la ricetta non lo prevede), ma perché quando si è raffreddati i latticini sarebbero da evitare.

E per concludere la giornata in bellezza, io mi faccio una mega doccia bollente (attenzione ai cali di pressione, non fatela mai se siete incinte o se soffrite di vene varicose) e mi infilo sotto le coperte.

Vi assicuro che la mattina dopo il mio naso è meno chiuso, gli occhi non lacrimano e l'umore è nettamente migliorato.

Ah, se volete ricevere coccole e baci (che quando si sta male sono sempre bene accetti), ricordatevi di masticare due chicchi di caffè o meglio ancora due semi di cardamomo e l'alitosi scomparirà!

 

Ci sono  giornate un po' così, sottotono. Giornate spente che passiamo in un senso di torpore e nebbia mentale. A volte capitano, non ci si può fare niente.

Ma per fare in modo che succeda il meno possibile, ho trovato dei trucchetti per affrontare al meglio la giornata.

La durata del sonno è importantissima, ma per me lo è di più la qualità.

Da quando sono diventata mamma, le otto ore me le sogno proprio.

Però il mio corpo si ricarica benissimo con 5 ore di sonno profondo e ininterrotto.

Quelle rarissime volte che arrivo a 7 o 8 ore mi sveglio con un bel mal di testa che mi accompagna fino a sera (forse proprio perché non sono più abituata).

Quando la sveglia suona mi alzo immediatamente  in silenzio.

Alzarsi subito senza rimandare fa in modo che la mente non rimanga confusa e ottenebrata.

I bambini però mi sentono ugualmente e scendono subito dal letto. Per cui la mezz'oretta per me è già persa.

Niente yoga, niente lettura, niente respirazione profonda come tanti consigliano.

Li porto in bagno con mee cominciamo a prepararci.

Quando siamo pronti, ci posizioniamo davanti allo specchio: sorridiamo e facciamo le facce buffe.

A loro piace moltissimo. Io mi sento sciocca, ma dicono che questo semplice esercizio aiuti l'autostima. Provare per credere.

Se tutto fila liscio, ci sediamo a tavola. E qui non transigo: cascasse il mondo, la colazione per me è sacra.

Piuttosto non mi trucco, non sistemo i letti, parto anche in ritardo ma voglio stare seduta in pace, bimbi permettendo.

Indipendentemente dalle vostre abitudini alimentari, voglio darvi un consiglio: cominciate con un bel bicchiere di acqua e limone che aiuta a decontrasi e agisce sui movimenti intestinali, a cui potete aggiungere una puntina di curcuma.

Dopodiché parto. E in macchina ho la mia play list che sparo da tamarra a tutto volume.

Ecco qui le 5 canzoni che mi caricano da ascoltare durante il viaggio:

."Time is running out", Muse (2003)

." Sunday Bloody Sunday, U2 (1983)

."Innuendo", The Queen (1991)

."Eye of the Tiger", Survivor (1982)

."Maniac",  M. Sembello (1983)

E voi, cosa fate per partire alla grande?

 

 

E’ arrivato il lunedì ed io devo ancora riprendermi dalle follie del week-end.

Ieri si è sposata una delle amiche storiche.

Sì, quelle che conosci da una vita ma che, a causa dei ritmi lavorativi incalzanti e della massacrante routine familiare riesci tuo malgrado a frequentare poco.

Sono stata contenta di esserci, ma soprattutto sono felice che finalmente sia tutto finito!

Quando hanno pronunciato il loro “Sì” qualche lacrimuccia ci è scappata.

No, non per la commozione (magari anche per quello), ma perché si chiudeva un mese davvero impegnativo.

Essere scelta come testimone di nozze, ragazze, ve lo dico io, è una bella fregatura.

Passata l’euforia iniziale (machebellomachebello ha scelto proprio me tra tutte!), realizzi che in realtà ti è stata appioppata una gatta da pelare.

Se non te lo dice la sposa, te lo dico io: la scelta è stata fatta per via delle tue brillanti doti organizzative, non per altro.

Ora puoi smettere di sentirti pavoneggiarti.

Ecco qui cosa ti aspetta in realtà.

COME ESSERE UNA BRILLANTE TESTIMONE DI NOZZE

Step uno: reperire tutti i numeri di telefono delle amiche per organizzare l’addio al nubilato con conseguente creazione del gruppo su whatsup (benedetta tecnologia! Ma come facevano prima?!).

Prepararsi poi a ricevere a cascata messaggi di ogni tipo, da “Che bello, finalmente si sposa!”, all’ “Oddio, mi è spuntato un brufolo proprio in faccia adesso cosa faccio?”.

Stringete i denti e non dimenticate mai che il vostro obiettivo è quello di organizzare la più bella festa a cui la vostra amica abbia mai partecipato.

Riportate il filo del discorso su questo punto, e passate allo seconda fase: scremare tra le proposte che fioccheranno da ogni dove.

Scartate vi prego i “California Dream Mens” (ma sul serio si usano ancora?), eliminati i giri in kajak, le escursioni in Amazzonia e le scalate sull’ Everest se la futura sposa è affetta da divanite cronica e magari non è la sola.

Allo stesso tempo, non decide per una rilassante giornata alla SPA con cena tranquilla se la sposa non è una cinquantenne o non sapete per certo che apprezzerà.

Ricordatevi infine che la protagonista è la vostra amica, ma ci sono anche le altre invitate.

Se riuscite a trovare una soluzione che accontenti tutte in meno di due settimane, chiamatemi.

STEP DUE: preparare scherzi e doni a tema.

Qui potete sbizzarrirvi, non c’è bisogno che vi dica che non esistono solo oggetti a sfondo sessuale, vero?

Noi abbiamo preparato una bella scatola, con il kit della moglie perfetta.

 

STEP TRE: assistere l’amica durante la scelta e la prova dell’abito.

La vostra funzione è fare da intermediaria tra lei, la madre ed eventualmente la suocera (in questo caso, state pronte a trattenerla quando tenterà di saltarle addosso e picchiarla all’ennesimo commento su quanto sia fortunata ad avere dei bei fianchi così larghi, o il seno procace o praticamente inesistente).

STEP QUATTRO: le fedi. Accompagnate la coppia a sceglierle e quando saranno pronte, passate in gioielleria a ritirarle.

Controllate che siano giuste, che l’incisione riporti il nome degli sposi e la data o qualsiasi cosa abbiano scelto.

Ah, soprattutto non dimenticatevi di pagarle!

STEP CINQUE: quando arriva il gran giorno, voi dovete diventare l’ombra della sposa.

Sistemate l’abito durante la cerimonia, ritoccate il trucco e l’acconciatura, assicuratevi insomma che sia sempre perfetta.

E’ vostro compito consegnare la busta con l’offerta al sacerdote in caso il matrimonio si faccia in chiesa, occuparvi dei fiori, del bouquet, del riso e delle mandorle.

Restate a sua completa disposizione durante il banchetto per qualsiasi necessità.

Inoltre, non fate mancare alla vostra amica tutto il sostegno psicologico di cui avrà bisogno, ascoltatela quando alle tre di notte vi chiamerà per discutere sulle sfumature del colore dei tovaglioli in tinta con le pareti della sala della location.

Se sopravvivete a tutto questo, quando a fine giornata con le vesciche ai piedi, l’acconciatura sfatta e il trucco colato guarderete la sposa sorridere dalla sua nuvoletta rosa, vi renderete conto che quello che avete fatto non è stata fatica sprecata.

E lì vi sentirete veramente super!

Siete appena arrivati qui, per caso o perché qualcuno vi ha suggerito di dare una sbirciata al mio blog e già vi vedo alzare gli occhi al cielo e sbuffare mentre pensate: "Nooo, un altro mommy-blog?!"

Ora vi spiego perché "Datemiunam" è diverso dagli altri blog per mamme.

PERCHE' SCRIVERE UN BLOG

Un mio professore del liceo aveva un metodo particolare per insegnarci l'importanza della partecipazione attiva nella vita quotidiana: se non esprimevi le tue opinioni, non esistevi.

Bene, mi sono detta, io voglio esserci.

Voglio far sentire la mia voce, condividere la mia vita di mamma e non solo, confrontarmi con gli altri e imparare.

Per crescere, per sentirmi meno sola e, sì, anche per far sentire meno sole altre mamme o future tali.

Perché, diciamocelo, leggiamo i mommy-blog per dire a noi stesse: "Ecco, anche a lei è successo così, anche lei ci è passata".

IL MITO DELLA MAMMA BLOGGER

Il web pullula di blog sul "mestiere" di mamma, ma le mamme che li scrivono sono tutte brave: brave a cucinare, brave a creare, impegnate nel sociale, viaggiatrici incallite, alcune vivono in posti fantastici e altre sono addirittura gnocche e alla moda.

Sono quelle che grazie ai loro sforzi e al loro impegno sono arrivate in cima e che diventano il nostro modello e di diritto entrano nella sfera del mito.

Ma le mamme come me e te, le mamme del pianerottolo di sotto, quelle che navigano a vista, dove sono?

Una l'hai appena trovata!

"DATEMIUNAM": IL BLOG DELLE MAMME CHE NAVIGANO A VISTA

"Datemiunam" è il blog di una mamma lavoratrice, manualmente limitata (ma ci sto lavorando), pasticciona in cucina, che ama le sue creature e suo marito ma anche se stessa (anche se a volte me ne dimentico).

Squattrinata, viaggio quando posso abbandonando la noiosa vita d'ufficio da impiegata bistrattata.

Non sono fashonista ma nemmeno trasandata, sono quella che i ragazzi definivano "simpatica".

Non ho le idee molto chiare su cosa voglia dire essere mamma, sui grandi temi che dividono, come l'allattamento, lo svezzamento, l'educazione....vado per tentativi, finché a forza di sbagliare trovo la mia strada.

Non do consigli, racconto la mia esperienza, che è appunto personale. Non pretendo di dare certezze o di avere in mano la verità assoluta.

Vivo una vita normale, tale e quale a quella di tante mamme lavoratrici full-time che si dividono tra bambini, casa, lavoro e impegni vari.

Qui non troverete ricette da gourmet, viaggi in luoghi esotici, avventure mirabolanti.

Qui è in scena la vita, quella quotidiana, tra alti e bassi. Si narrano le gioie ma anche le fatiche per riuscire a incastrare tutto senza uscire di testa.

Se vi va, seguitemi: possiamo fare un po' di strada insieme, magari anche quattro chiacchiere tra mamme che navigano a vista, non solo sull'essere mamma.