E' ufficiale: ci siamo riappropriati della serata.

Finalmente, dopo mesi di impegno e di logoramento di nervi, ce l'abbiamo fatta: la Ninfa e Ringhio dormono nella loro cameretta.

E' stata dura ma ora i bambini vanno nei loro lettini ogni sera alle nove e, dopo la favola o la canzoncina di rito, si addormentano da soli.

Sì, da-so-li (vedo già le vostre espressioni invidiose). E adesso sicuramente vorrete che vi sveli il segreto.

Ebbene, non ci sono trucchi. Non abbiamo seguito alcun metodo, niente Estevill, niente Hoggs, niente tata Lucia.

O meglio, li abbiamo provati tutti fino a trovare quello che va bene  per i nostri bambini.

Se piangono, io e Compagno andiamo a consolarli, senza guardare l'orologio prima di entrare in cameretta.

Li abbracciamo, li spupazziamo e a volte ci infiliamo nei loro lettini. Quando si sono calmati, ognuno torna al proprio posto.

Il lettone è a loro disposizione ad ogni ora, generalmente si infilano sotto le lenzuola tra le 5 e le 6 del mattino.

A volte capita di trovarli uno nel letto dell'altra, che ronfano avvinghiati in strane posizioni yoga.

E' bello avere il letto di nuovo per noi.

Non dormo più sulla cornice di legno e la mia schiena ringrazia.

La giornata si fa meno pesante.

Abbiamo riconquistato i nostri spazi.

Posso fare la doccia e spalmarmi l'olio, leggere un libro e non finirlo dopo sei mesi, possiamo vedere un film assieme sul divano oltre ai soliti cartoni animati.

Con questo non intendo dire che passare la serata o il tempo in generale con i miei bambini sia un peso.

Dico solo che tentare di far dormire due goblin nervosi, iper-eccitati e lagnosi per delle ore per poi strisciare nel letto all'una di notte non è quello che io definirei "tempo di qualità".

Per quelle che di voi puntano il dito, sì, abbiamo fatto co-sleeping fino a qualche mese fa, poi CF è rimasto bloccato con la schiena e farlo dormire in cameretta o sul divano era fuori discussione.

Da quando ognuno dorme (più o meno) nel proprio letto, l'intero ménage familiare ne ha guadagnato.

Io e Compagno siamo meno nervosi e questo si ripercuote positivamente  sul nostro rapporto di coppia e sul nostro rapporto con i bambini.

Insomma, ci siamo divisi per ritrovarci più uniti.

E voi come sfruttate la serata? Come fate a gestire i bambini in questa fascia d'orario così delicata?

co-sleeping

Ci sono  giornate un po' così, sottotono. Giornate spente che passiamo in un senso di torpore e nebbia mentale. A volte capitano, non ci si può fare niente.

Ma per fare in modo che succeda il meno possibile, ho trovato dei trucchetti per affrontare al meglio la giornata.

La durata del sonno è importantissima, ma per me lo è di più la qualità.

Da quando sono diventata mamma, le otto ore me le sogno proprio.

Però il mio corpo si ricarica benissimo con 5 ore di sonno profondo e ininterrotto.

Quelle rarissime volte che arrivo a 7 o 8 ore mi sveglio con un bel mal di testa che mi accompagna fino a sera (forse proprio perché non sono più abituata).

Quando la sveglia suona mi alzo immediatamente  in silenzio.

Alzarsi subito senza rimandare fa in modo che la mente non rimanga confusa e ottenebrata.

I bambini però mi sentono ugualmente e scendono subito dal letto. Per cui la mezz'oretta per me è già persa.

Niente yoga, niente lettura, niente respirazione profonda come tanti consigliano.

Li porto in bagno con mee cominciamo a prepararci.

Quando siamo pronti, ci posizioniamo davanti allo specchio: sorridiamo e facciamo le facce buffe.

A loro piace moltissimo. Io mi sento sciocca, ma dicono che questo semplice esercizio aiuti l'autostima. Provare per credere.

Se tutto fila liscio, ci sediamo a tavola. E qui non transigo: cascasse il mondo, la colazione per me è sacra.

Piuttosto non mi trucco, non sistemo i letti, parto anche in ritardo ma voglio stare seduta in pace, bimbi permettendo.

Indipendentemente dalle vostre abitudini alimentari, voglio darvi un consiglio: cominciate con un bel bicchiere di acqua e limone che aiuta a decontrasi e agisce sui movimenti intestinali, a cui potete aggiungere una puntina di curcuma.

Dopodiché parto. E in macchina ho la mia play list che sparo da tamarra a tutto volume.

Ecco qui le 5 canzoni che mi caricano da ascoltare durante il viaggio:

."Time is running out", Muse (2003)

." Sunday Bloody Sunday, U2 (1983)

."Innuendo", The Queen (1991)

."Eye of the Tiger", Survivor (1982)

."Maniac",  M. Sembello (1983)

E voi, cosa fate per partire alla grande?