Finalmente ieri è arrivata la nuova cameretta dei bambini. La nostra casa è abbastanza piccola. Sono circa 80 metri quadrati, suddivisi tra cucina, soggiorno, bagno, camera matrimoniale e cameretta. Completano il quadretto un ripostiglio e un pezzo di giardino. A me il nostro appartamento piace così, intimo e accogliente. Come tante coppie al giorno d'oggi, non abbiamo avuto la possibilità di comprare una casa più grande, sia per una questione di soldi, sia perché nella zona in cui abitiamo la tendenza negli ultimi anni è quella di costruire abitazioni più piccole. Quando eravamo solo in due ( e per due intendo due umani, esclusi i pets), avevamo a nostra disposizione un sacco di spazio e la cameretta veniva utilizzata come studio.

Con la nascita della Ninfa lo studio ha cominciato la lenta trasformazione in cameretta. E' comparso un lettino (il mio di quando ero piccola), il tavolo della nonna è diventato un fasciatoio, dall'armadio che avevamo recuperato sono spariti i vestiti del cambio di stagione per far spazio a body, tutine e pannolini. La Ninfa bebè ha sfruttato poco la cameretta. Per volontà più sua che nostra abbiamo optato per la soluzione del co-sleeping, sperando erroneamente che si trattasse di un periodo temporaneo. Abbiamo fatto dei blandi tentativi per far dormire la Ninfa nell'altra stanza, tutti andati a vuoto.

Con l'arrivo di Ringhio la situazione co-sleeping è diventata pesante, per cui armandoci di santa pazienza (e vi posso assicurare che la pazienza dei genitori è veramente infinita) dopo molti mesi siamo riusciti a piazzare i pargoli recalcitranti nella loro stanza. Abbiamo utilizzato il lettino della Ninfa per Ringhio e recuperato una brandina per gli ospiti per la pupa. I bambini condividevano l'armadio, abbiamo solo aggiunto una cassettiera offerta dalla nonna e completato il tutto con un tappeto colorato dell'Ikea. Negli ultimi mesi però la situazione ci è sfuggita di mano: giochi ovunque ( quelli più piccoli inscatolati, ma quelli più ingombranti come cavallini a dondolo o tricicli parcheggiati in ogni angolo), vestiti pigiati nell'armadio, torri di libri traballanti. Raggiungere il fasciatoio per cambiare Ringhio era uno slalom continuo. E la notte quante volte io e CF ci siamo schiantati a causa del cavallo a dondolo o del passeggino delle bambole! Urgeva una soluzione. Più facile a dirsi che a farsi, però. La stanza dei bambini ha una pianta irregolare, con due pareti occupate da finestre e quindi parzialmente sfruttabili. Inizialmente volevamo arredarla in stile Ikea. Chi non ama quei bei lettini piccini, quegli armadi colorati e quelle graziose cassapanche? Volevamo una stanza che cresceva assieme ai bambini. Ma anche in questo modo lo spazio sfruttato era troppo poco. Ikea offre dei bei letti contenitore, ma mettendo quelli non c'era spazio per l'armadio. I letti a castello sono belli, ma indicati per bambini sopra i sei anni. Ci siamo quindi rivolti, più che altro per avere un'indicazione riguardo ai prezzi, ad un mobilificio di zona. Hanno messo nero su bianco le idee che avevamo già in testa e hanno valutato se erano fattibili. Confesso che la spesa non è stata indifferente. Ma ora che ho la camera montata mi accorgo che è stata la soluzione migliore. Abbiamo fatto due letti a ponte, uno contenitore e l'altro con quattro cassetti delle misure che servivano a noi. Armadi alti fino al soffitto, con il sistema brevettato Servetto per usare anche quelli più in alto ed ante che si aprono a centottanta gradi invece che a novanta. In questo modo siamo riusciti a sfruttare tutto lo spazio delle pareti e a mantenere anche un'area libera per far giocare i bambini. Sarà la camera definitiva: niente cambi a dieci o a quindici anni. A chi di Montessori se ne intende e che già storce il naso, posso solo rispondere che ogni cosa è stata messa a portata di bambino: i cassetti e gli armadi più bassi contengono tutte le loro cose, giochi e vestiti, per favorire la loro autonomia. Alcuni giocattoli e i libri sono stati riposti su pratiche mensole alla loro portata. I letti "da grandi" per i miei bambini non sono un impedimento: ci salgono facilmente e anche se devono scendere durante la notte possono farlo in massima sicurezza. La Ninfa e Ringhio ieri erano felicissimi di andare a dormire nella nuova cameretta e fino a stamattina alle cinque non si sono svegliati nemmeno una volta. Ed io sono più felice di loro. Il conto in banca magari un pò meno....

La Ninfa ha paura dell'acqua. In tre anni di vita si possono contare sulle dita di una mano le volte in cui spontaneamente è andata a fare un bagno al mare. Non so come sia nata questa fobia. Sospetto che in buona parte sia stata causata dal corso di acquaticità neonatale. La Ninfa ed io eravamo alla seconda lezione e la sua insegnante aveva deciso che era arrivato il momento per provare l'immersione. Questo esercizio è utile per sviluppare il riflesso di apnea. A mia figlia non è piaciuto. Ma proprio per niente. Per le otto lezioni successive è stato impossibile farle mettere la testa sott'acqua. Sono stata fortunata che almeno il bagno in piscina ha continuato a farlo. Vabbè, mi sono detta, le passerà. Aspetta e spera: la Ninfa ama giocare in acqua ma il livello accettabile, per lei, è fino alla vita. Si supera questo livello solo aggrappate al collo di mamma o papà con le gambe incrociate dietro la nostra schiena. Stile koala, limitando anche i nostri movimenti. Mi hanno detto che il mare causa forte disagio nei bambini piccoli, perché non riescono a vedere i limiti. Troppo immenso, troppo pericoloso. Ma la pargola questo terrore lo manifesta anche in piscina, dove i bordi si vedono tutti. A due anni e mezzo, in spiaggia, le abbiamo comprato ciambella e braccioli. Non c'è stato verso. Impossibile farglieli provare, neppure mettendola vicino ad altri bambini galleggianti. Quest'anno mi sono spazientita. Ho visto che spontaneamente questa paura inconscia non si sblocca, così ho preso il toro per le corna: corso di acquaticità per bambini di 3-4 anni. Il sabato mattina siamo impegnate per un'ora. La Ninfa non vorrebbe mai andare, ma poi quando arriviamo in piscina le passa magicamente tutto. Siamo circa otto coppie genitore-bambino e solo due bimbi non hanno paura dell'acqua. Mi sono sentita meglio: mal comune, mezzo gaudio. La lezione si svolge in una piscina piccola e la temperatura dell'acqua è più calda rispetto a quella della piscina dove nuotano gli adulti.La lezione è suddivisa in tre fasi. La prima parte è dedicata a un ripasso veloce degli esercizi della lezione della settimana prima, nella seconda parte si eseguono due nuovi esercizi e la terza parte è dedicata ai tuffi che vengono effettuati dal bordo o da uno scivolo. Tutto è impostato come un gioco: palline colorate, salvagenti, tubi e tappetini si alternano nello svolgimento delle attività. E si canta: ai bambini piace l'adattamento delle canzoni ai giochi acquatici, e così Whisky il Ragnetto diventa per esempio Whisky il Granchietto da cantare mentre i piccoli "camminano" sul bordo della piscina. La prima lezione non è andata bene: ho passato cinquanta minuti con la Ninfa strillante appesa al collo. Dalla seconda invece le cose si sono fatte più semplici: ha preso confidenza con l'ambiente, ha capito che sebbene a volte sia una madre scellerata può contare su di me perché non la lascio, ha visto che il salvagente galleggia anche con lei dentro. Sabato scorso ho tribolato per farla uscire dall'acqua perché voleva continuare a fare i tuffi.

Al di là di quanto possa farle bene, a me piace passare del tempo solo con lei. Durante la settimana riesco a vederla  un paio di ore al giorno, la sera e con Ringhio. Mi accorgo di quanto sta cambiando. Il suo carattere si va definendo: aspetti che prima si notavano appena si sono delineati e altri tratti invece non si vedono più. Adoro quando negli spogliatoi dimostra tutta la sua indipendenza: si fa la doccia da sola, si asciuga da sola, si veste da sola tra lo stupore delle altre mamme. Ma amo di più quando poi, con i capelli asciutti e ancora caldi per il phon, viene da me e mi dice: "Mamma, adesso puoi abbracciarmi!". E' ancora la mia piccola grande bambina. E lo sarà sempre.