Primo giorno di ritorno alla vita normale, alla solita vita, alla solita routine.

Il periodo delle ferie natalizie è stata una piacevole parentesi, tanto attesa e desiderata.

Non avere l'obbligo di alzarsi al suono della sveglia, vivere la giornata in modo più lento senza continuare a guardare l'orologio, godere della possibilità di rilassarsi e dedicare a tutti -chi più, chi meno, lo ammetto- le attenzioni che si meritano sono le cose che ho apprezzato di più, quelle di cui durante la solita vita sento maggiormente la mancanza.

Questi quindici giorni sono volati ma al tempo stesso ho avuto l'impressione che le giornate fossero interminabili.

Non so se capita anche a voi, quella strana sensazione di dilatazione temporale che vi fa credere che ogni singolo giorno di vacanza duri quanto una settimana della solita vita.

E non sto parlando della noia, ma proprio dell'intensità e della piacevolezza con cui queste singole giornate vengono vissute, quasi fossero davvero un dono dal cielo.

Con mio grande rammarico questa volta non sono riuscita a festeggiare la vigilia di Natale, come avrei voluto.

Per questione di compatibilità di orari dei vari familiari i festeggiamenti sono ritornati al pranzo del 25 Dicembre.

Abbiamo accolto i parenti nella nostra casetta con un pranzo davvero luculliano, cucinato da me il giorno della vigilia.

Astutamente, infatti, calcolando la presenza dei bambini e l'ansia da prestazione, ho scelto un menù che poteva essere preparato in precedenza.

Ho cucinato per l'intero pomeriggio, poi il progetto prevedeva di andare al cinema con i bambini (tradizione ereditata da quando ero piccola) e tornare per la messa di Natale (anche se non sono religiosa, ho sempre amato la messa di mezzanotte, la trovo particolarmente suggestiva).

Invece i pupi si sono addormentati verso le 20 e né io né CF abbiamo avuto cuore di svegliarli.

Il giorno di Natale abbiamo riabbracciato i nonni materni, arrivati dalla Spagna, mio fratello con il mio nipotino e i nonni paterni.

Qui da noi non c'è la tradizione dello scambio dei doni a Natale. I bambini infatti ricevono giochi e dolci il giorno di Santa Lucia e dei grandi a quanto pare non frega molto a nessuno.

Però nella mia famiglia i regali di Natalesono sempre stati un must e CF ha accolto con piacere questa usanza.

Per quest'anno mi sono orientata verso i libri, per cui ho donato un rene ad un paio di librerie, ma ognuno dei miei familiari ha ricevuto un libro pensato e ragionato.

Ovviamente anche la Ninfa e Ringhio hanno avuto il loro regalo. Santa Lucia infatti lascia i giochi e i dolci, ma tutto il resto a casa nostra lo porta Babbo Natale e qualcosa pure la Befana.

E' stata una giornata molto piacevole, senza incidenti diplomatici o capricci estenuanti.

Santo Stefano mi ha portato una gradita sorpresa: un viaggio di tre giorni con CF in Francia, che merita sicuramente un post a parte.

Capodanno ci ha trovato di nuovo nel nostro rifugio in compagnia di una coppia di amici storica, che risale ai tempi dell'università.

Sono arrivati carichi di ogni ben di Dio e accompagnati dal loro cucciolo di Pastore Tedescoche ha fatto la felicità dei bambini.

Il primo dell'anno ha bussato alla nostra porta e ha trovato i bimbi con l'influenza.

Niente di sorprendente, sapevo che sarebbe successo: questa volta il contagio è partito dal mio nipotino e si è esteso a tutti i membri della famiglia tranne la sottoscritta.

Gli altri giorni quindi ho soddisfatto il mio lato da crocerossina barcamenandomi tra bambini, nonni (sì, tutti e quattro) e CF, il quale oltre all'influenza è rimasto bloccato con la gamba per un'infiammazione al nervo sciatico che stiamo curando con simpatiche punture di cortisone.

La Befana è passata quasi in sordina, riempiendo tutte le calze con dolciumi e lasciando ai bimbi un album da colorare.

E ora siamo qua, il primo giorno della solita vita.

Alzati all'alba, colazionetranquilla perché ogni cosa era stata accuratamente preparata ieri: i bambini hanno scelto i loro vestiti e si sono preparati lo zainetto della materna, la previdente mamma ha caricato tutto in auto ieri sera così stamattina la ripresa è stato più delicata.

Tornare in ufficio dopo quindici giorni di assenza è sempre una botta, ma dopo un paio di ore ci si è già riabituati.

Il bello della solita vita è che è uguale solo in apparenza: le esperienze che abbiamo vissuto, la gente che abbiamo incontrato, quello che abbiamo letto, imparato, scambiato alla fine da a tutto un nuovo sapore.

Anche al primo lunedì lavorativo del nuovo anno.

 

 

Niente, quest'anno non ce la faccio.

Non che gli altri anni in questo periodo fossi messa meglio, ma stavolta sto raschiando il fondo del barile con le unghie.

Nel barile di energia ne è rimasta poca, davvero davvero poca.

A nulla sono valse le vitamine che ho cominciato a prendere un paio di settimane fa sotto consiglio della farmacista.

"Vedrà, sono una scarica di energia, si sentirà meglio in un paio di giorni".

A me quelle vitamine m'hanno scaricato solo una cosa, m'hanno alleggerito il portafoglio e lasciato -letteralmente e metaforicamente- l'amaro in bocca.

Fatto sta che sono stanca. Mi sento scarica e spossata.

Queste ultime settimane che precedono il Natale sono un vero massacro.

Al lavoro ci sono i clienti che si svegliano all'ultimo minuto, quasi si fossero resi conto solo ora che tra poco ci sarà la solita chiusura natalizia (è cinquant'anni che a Natale chiudiamo, dove sta la novità?!).

Alla materna è un susseguirsi di feste, spettacoli, fotografie, incontri...

Per rincarare la dose, CF invece ha un sovra dosaggio di lavoro e quindi anche la vita familiare ne risente.

Aggiungiamo a questo il picco della vita sociale: colazioni, aperitivi, cene e pranzi per fare gli auguri ad amici e parenti, altrimenti poi quando ci vediamo?

E poi ci si mette l'organizzazione di cene e pranzi di Natale, perché la sottoscritta non si lascia convincere ad andare a mangiare fuori, giammai!

Menzione a parte meritano i regali di Natale, ché tanto per quanto sia organizzata qualcuno mi manca sempre.

Quindi vorrei lanciare un appello a tutte le stazioni radio, sia locali che nazionali: Mariah Carey con la sua "All I want for Christmas", John Lennon che canta "Happy Christmas" e perfino  "Santa's coming for us" della bravissima Sia dopo un paio d'ore non le regge più nessuno.

Vi prego, vi scongiuro, abbiamo capito che siamo a Natale, del resto bastava dare un'occhiata alle luminarie e agli scaffali dei supermercati per rendersene conto, ma diamoci un taglio!

Bellissime le canzoni natalizie, eh, sia quelle storiche sia le new-entry ma non considerate l'effetto deleterio che possono avere sulle persone stanche?

Alla quarta canzone... Bang! Rischio di piombare addormentata sul volante, il piede schiacciato sull'acceleratore.

Se non volete avere incidenti sulla coscienza, care emittenti radiofoniche, vi consiglio caldamente di rivedere la vostra scaletta: per ogni canzone natalizia trasmettetene almeno tre di altro genere, possibilmente con ritmi incalzanti.

Vi giuro, non avrei mai pensato di arrivare al punto da desiderare di ascoltare di nuovo i tormentoni estivi!

Rimanete sintonizzati qui, care amiche e cari amici, per aggiornamenti vari.

Appena mi ripiglio.

Non è un segreto che CF sia appassionato di cucina, nel senso che ogni tanto ci prepara da mangiare.

E sicuramente molte di voi ora staranno alzando gli occhi al cielo, pensando: "Che ragazza fortunata!".

Senza scendere nei sordidi dettagli sulla mia presunta fortuna, oggi per la rubrica "L'uomo in cucina" voglio condividere con voi una ricetta velocissima che qualsiasi essere proveniente da Marte è in grado di fare.

Siccome a casa nostra siamo amanti del riciclo a tutto tondo e soprattutto non ci piace sprecare il cibo, per questa ricetta l'ingegnoso CF ha utilizzato la polenta avanzata del giorno prima.

Ecco cosa ci ha proposto:

LASAGNE DI POLENTA CON RAGU' DI SALSICCIA E FUNGHI

Ingredienti:

  • polenta avanzata dal giorno prima
  • ragù di salsiccia
  • besciamella
  • scamorza affumicata a fette
  • funghi tipo champignon

Procedimento:

Cominciate prendendo una pirofila da forno e cospargete il fondo con un poco di besciamella.

Tagliate la polenta a fette spesse circa un centimetro e mezzo e fatele leggermente abbrustolire su una bistecchiera, facendo attenzione a non bruciacchiarle.

Componete ora le vostre lasagne di polenta mettendo le fettine di polenta abbrustolita, un bello strato di ragù di salsiccia e alcune fette di scamorza.

Fate il secondo strato come il primo ma anziché utilizzare il ragù mettete la besciamella.

Siate accorti nell'alternanza tra ragù e besciamella, perché l'ultimo strato dovrà essere fatto con quest'ultima.

Adagiate poi sulla cima delle lasagne dei funghi tagliati a fette sottili (vanno bene anche gli champignon).

Mettete la teglia in forno a 180° per una ventina di minuti e servite le vostre lasagne di polenta ben calde.

Come vedete, si tratta di una preparazione semplicissima.

Se poi andate di fretta, nulla vi vieta di utilizzare ragù e besciamella già pronti.

E' una ricetta a basso costo, molto saporita e apprezzata dai bambini.

Inoltre vi permette di dar fondo ad eventuali avanzi di polenta del giorno prima, soprattutto ora che si avvicinano le feste.

Mi scuserete di nuovo se, vista la fame lupina che avevo, non ho pensato a fare le foto al piatto ma ho preferito mangiarmelo.

Voi come riciclate il cibo avanzato?

Come sempre, attendo anche le ricette dei vostri cuochi in erba.

Se avete un blog, potete scrivere un post linkando il mio sito oppure potete fotografare i manicaretti preparati dalla vostra dolce metà e pubblicarli su IG o FB con i seguenti hashtag:  #luomoincucina #ricetteperveriuomini  @datemiunam.

Buon appetito!

 

Oggi ho bisogno di tanta positività per affrontare l'ultima settimana prima di Natale.

Il periodo che precede le feste è sempre un po' strano, almeno per me.

La normale settimana lavorativa viene interrotta da eventi natalizi a cui non si può mancare, la vita sociale ha un'impennata e ovviamente dal punto di vista fisico questo si traduce in stanchezza e in confusione mentale, tipo "Oddio ma che giorno è oggi e cosa devo fare?".

La scorsa settimana è stata costellata da eventi felici, da #scintilledigioia che hanno risollevato gli animi e che mi hanno calato ancor più nel clima festivo e natalizio.

Ne ho scelte tre da condividere con voi.

Il primo è la recita di Natale alla scuola materna dei pupi.

Martedì dodici dicembre incredibilmente entrambi erano presenti, i malanni lasciati alle spalle (speriamo per qualche mese, almeno!).

La recita di Natale in realtà è stata più che altro una manifestazione canora, durata in totale un'oretta e mezza.

I bambini sul palco del teatro erano agitati ma mai quanto i genitori che li guardavano in platea.

Era la prima volta di Ringhio che, per farsi riconoscere, ha dato il peggio di sé.

E' entrato con fare da gradasso, si è scoperto la pancia e ha misurato con passo marziale il palco nella sua totale lunghezza, mentre gli altri compagni lo osservavano incuriositi.

La maestra è riuscita a riacchiapparlo e rimetterlo in fila. Ringhio si è guardato attorno, poi è uscito di nuovo dalla fila, si è avvicinato alla platea e con fare disinvolto ha gettato il suo cappello natalizio in pasto al pubblico sbigottito che l'ha pure applaudito.

Recuperato nuovamente, ha scovato la Ninfa in mezzo alla folla di bambini di rosso vestiti e ha cominciato a farle i dispetti.

Ha resistito il tempo di due canzoni, poi siccome stava sobillando gli altri, ho deciso di tirarlo giù.

Tempo due minuti e si è addormentato in braccio a me, mentre il coro di bambini ci deliziava con le note stonate della canzoni natalizie.

Come prima volta non c'è male, non oso pensare ai prossimi anni!

Ha intrattenuto il pubblico per un buon quarto d'ora, quel monello.

Inutile dire che mi sono vergognata e avrei voluto scomparire!

La seconda scintilla di gioia è ovviamente l'arrivo di SANTA LUCIA. Per i bambini qui da noi non c'è giorno più bello.

Già il dodici, dopo la recita di Natale, l'oratorio aveva organizzato una festa di Santa Lucia: lancio delle caramelle da parte della Santa di turno, giochi e merenda per tutti.

La Ninfa è stata davvero entusiasta di poter andare da sola con la mamma e avere le amichette per giocare.

Infine, la sera, dopo cena, abbiamo preparato tutti quanti assieme latte, caffè e biscotti per Santa Lucia e il Castaldo e l'asinello, ahimè, s'è dovuto accontentare di un'arancia anziché di una carota perché le avevamo finite.

Inutile parlare poi della mattinata del tredici: giochi, dolci ma anche un sacchettino di carbone per riflettere assieme ai pupi sul loro comportamento spesso capriccioso, come mi avevate consigliato di fare.

Speriamo che serva a qualcosa!

Ed infine, dulcis in fundo, la FANTASTICA CENA con quattro amiche che non vedevo da Agosto (sì, avete sentito proprio bene!).

E' sempre bello ritrovarsi, raccontarsi e stare assieme. I discorsi si intrecciano, le risate si scatenano per un nonnulla e di colpo è come se ci si fosse incontrate il giorno prima.

Siamo andate a mangiare in un ristorante molto particolare, con un menù stagionale vario e ben curato.

Sicuramente un posto da tenere in considerazione per i prossimi eventi.

Non posso proprio immaginare una vita senza amiche e amici...

Ecco in breve i tre momenti top della scorsa settimana.

Avete voglia di condividere i vostri?

Qui in breve vi spiego cosa fare:

1- utilizzando l'hastag #scintilledigioia condividere con una foto su Instagram, Facebook, Twitter e/o un post sul blog tre momenti felici vissuti la settimana precedente;
2-nominate il blog "Scintille di gioia" e date le istruzioni su come partecipare;
3- invitate chi volete a partecipare a questo bellissimo gioco;
4- inviate a Silvia i vostri momenti felici alla mail fiorellinosn@gmail.com mettendo come oggetto "Scintille di Gioia", in modo che io non se ne perda nemmeno uno!
Buona settimana e a presto!

Il periodo di Natale è uno dei periodi dell'anno che preferisco.

Oltre alla magica atmosfera, mi piace perché spesso vedo che le persone hanno dei fantastici e spontanei gesti di generosità, gratitudine e altruismo.

D'altra parte, a Natale, si sa, siamo tutti più buoni.

Se il mood natalizio rende gli adulti migliori, lo stesso non si può dire dei bambini e non sempre per colpa loro.

Purtroppo mi è capitato di assistere a scene a dir poco raccapriccianti.

Bambini che non ringraziano quando ricevono un regalo ma anzi esternano la loro frustrazione per non aver ricevuto quello che si aspettavano, bambini che danno per scontato ogni piccolo gesto di gentilezza che viene loro rivolto...

Non sto incolpando loro, sto puntando il dito contro noi genitori, i loro educatori di riferimento.

Perché evidentemente c'è una pecca e non da poco nelle cose che insegniamo loro.

Insegnare la gratitudine, il rispetto e la gentilezza ai bambini è un'impresa ardua, ma non impossibile.

Insegnare la gratitudine ai bambini

Il miglior metodo di insegnamento in qualsiasi campo è sempre l'esempio.

Se vogliamo che i nostri figli siano persone educate, gentili e grate, dobbiamo partire da noi.

Ci sono tanti spunti e tanti momenti nella vita di tutti i giorni da cui possiamo partire.

Sette modi  per insegnare la gratitudine ai bambini

Provate ad applicare questi semplici suggerimenti per un mese e vedrete che risultati sorprendenti otterrete.

  1. Diciamo "grazie" quando i bambini ci aiutano a fare qualcosa, quando anticipano le nostre richieste, quando si dimostrano attenti e premurosi verso gli altri;
  2. facciamoci sentire dai bambini quando ringraziamo gli altri per quello che fanno per noi, dal signore che ci tiene aperta la porta per farci passare, alla cassiera del supermercato che ci da il resto;
  3. facciamo capire loro che sono bambini fortunati a vivere da questa parte del mondo: possono mangiare e bere a volontà, possono studiare, possono giocare, hanno una casa e una famiglia che li ama;
  4. insegniamo loro a non sprecare: il cibo va trattato con rispetto, come gli abiti e gli oggetti che sono abituati ad usare. Mostriamogli che le cose possono avere una seconda vita, dal maglione logoro al cartoncino della carta igienica;
  5. evitiamo di assecondare sempre e subito i loro desideri. Stronchiamo sul nascere il binomio "voglio" allora "ottengo": le cose vanno meritate e a volte si ottengono con fatica e pazienza;
  6. educhiamoli a donare agli altri: un sorriso, una carezza, parte del loro tempo ma anche i loro vecchi giocattoli o i libri che non usano più;
  7. dimostriamo loro che a volte basta un gesto semplice per far felice gli altri. "Grazie tesoro perché mi hai abbracciato: ne avevo davvero bisogno e il tuo gesto mi ha reso felice".

Il gioco della gratitudine

Per rendere le cose più divertenti, possiamo insegnare la gratitudine ai nostri bambini attraverso un semplice gioco.

Prepariamo dei foglietti su cui ogni membro della famiglia a fine giornata scriverà a chi è grato e per che cosa.

Consegniamo i bigliettini della gratitudine alle persone a cui sono indirizzate ( si può valutare l'idea di spedirli, sapete che le letterine hanno sempre un gran fascino sui bambini).

Se volete, io vi propongo qui un favoloso calendario creato dalla blogger Claudia Porta: semplice, facile e intuitivo ma dal successo garantito.

Io l'ho già stampato e stasera cominciamo.

Voi cosa aspettate?

La gratitudine è non solo la più grande delle virtù, ma la madre di tutte le altre.
(Cicerone)

A Natale siamo tutti più buoni.

Seee, come no, e gli asini volano (sì, quello di Santa Lucia per lo meno).

I regali di Natale sono una vera spina nel fianco, fastidio secondo forse solo alle riunioni familiari a cui non ci si può sottrarre, pena la scomunica o, peggio ancora, la perdita dell'eredità.

Fare i regali a Natale dovrebbe essere messo nella lista delle dodici fatiche, che così diventerebbero tredici, con buona pace dei superstiziosi.

I più previdenti cominciano a comperare pensierini e oggettame vario ancora un anno prima, approfittando dei saldi e delle varie occasioni, ché così la spesa non si accumula ed evitano lo stress.

Poi ci sono quelli che compilano liste infinite, da una parte i nomi e dall'altra il regalo e poi procedono spediti tra i negozi e le bancarelle, senza deviare di una virgola, penna in mano per mettere un segno di spunta quando l'acquisto viene fatto.

Una considerazione speciale va a chi fa lavoro di squadra: i tuoi parenti amore li fai tu, i miei io, gli amici in comune li dividiamo in ordine alfabetico e così ce la caviamo in mezza giornata.

Non si può non considerare i generosi, che comperano qualcosa per tutti, perfino per il cognato della portinaia, perché a Natale il regalo è d'obbligo.

Ecco, forse è proprio questa la cosa fastidiosa, la nota stonata, quella contro cui vengono lanciati gli anatemi del consumismo e del buonismo a tutti i costi.

Fare regali a Natale non dovrebbe essere un obbligo, ma un piacere.

Odio le persone che mi regalano la qualsiasi solo perché così fan tutti.

In un nanosecondo capace di ritrovarmi con imbarazzanti pigiami, improponibili borsette, bigiotteria scadente, fragranze ammorbanti o inutili pseudo-complementi d'arredo.

Astenersi, prego.

Peraltro mi infastidiscono anche coloro che sono per "l'utile a tutti i costi".

Che cosa ti serve? Ma cosa vuoi che mi serva? Magari la lavatrice nuova, ma dubito che tu possa stanziare un budget così alto solo per me.

In caso contrario, parliamone.

I regali di Natale sono dei doni.

Donare: Dare ad altri liberamente e senza compenso cosa gradita.

Focalizziamoci sull'aggettivo "gradito".

Presuppone che il donatore abbia con colui che riceve il dono un qualche tipo di rapporto di conoscenza.

Se il rapporto è superficiale, prego evitare il famigerato regalo.

Se il rapporto è invece più profondo, magari amichevole o sentimentale, allora si presuppone che chi dona dovrebbe sapere almeno a larghe spanne cosa gradisce l'altro.

Magari ti metto sulla buona strada se le opzioni sono più di una.

Impossibile non avere in mente un possibile regalo di Natale.

Dei due, l'una: o non si conosce davvero la persona o si preferisce ignorare per comodità quali sono i suoi interessi.

Se si sa che i desideri sono davvero al di fuori della nostra portata, onestamente, spieghiamolo quando presentiamo il nostro regalo alternativo.

Ma vi prego, non dite alla vostra fidanzata che sapevate benissimo che preferiva un bracciale di diamanti mentre scarta una sciarpa di lana sferruzzata dalla prozia Ada.

Fatevi guidare dal cuore e dall'istinto.

Tenete ben presente che quando regalate qualcosa state trasmettendo anche un pensiero, l'idea che voi stessi avete di chi vi sta di fronte.

Con questa massima ben impressa, orsù andate e scatenatevi che il famigerato 25 Dicembre si avvicina.

E tanto a Natale basta il pensiero. Oppure no?!