Care mamme e cari papà di bimbi in età scolare, oggi mi rivolgo espressamente a voi.

Avete mai sentito parlare di "Back to school -L'insostenibile pesantezza dell' essere genitori di allievi"?

Sono sicura che, anche se non conoscete il romanzo (del resto è appena uscito, potete trovarlo facilmente su Amazon), conoscete però benissimo che compito arduo e stressante sia iscrivere i vostri figli alla scuola primaria.

Ne è ben conscia Ginevra Van Deflor, l'autrice del libro, che per aver svelato all'umanità intera i turpi segreti che si celano dietro tali pratiche, è entrata a far parte del programma testimoni.

Celando la sua identità dietro questo raffinato pseudonimo, Ginevra descrive con sfacciata ironia ogni singolo passaggio che i genitori sono costretti a compiere per l'istruzione dei loro amati figli.

Con sguardo critico Ginevra affronta la scelta della scuola, la preiscrizione, l'iscrizione, il primo giorno di scuola, i rapporti con le insegnanti...

La sua penna graffiante mette in risalto la pesantezza e la fatica con cui devono misurarsi quotidianamente i genitori durante questa critica fase di crescita, non certo aiutati dalla burocrazia e dalla tecnologia del nostro Bel Paese.

Un romanzo che sa strappare più di una risata ma al contempo rappresenta anche uno spaccato della nostra società che, in nome del progresso, rende più complicate procedure che fino a qualche tempo fa erano di gran lunga più semplici.

Se volete quindi divertirvi in modo colto (l'ironia si gioca sulla ricercatezza delle metafore e sull'impianto narrativo, non ci sono frasi scurrili o volgari) "Back to school- L'insostenibile pesantezza dell' essere genitori di allievi" è quello che fa al caso vostro.

Se siete in vena di sadismo, potete perfino tenerlo in considerazione e regalarlo a Natale a quei genitori che hanno i figli ancora alla materna.

Quindi, non sprecate le fatiche di Ginevra: leggetelo e diffondete il verbo!

Come sempre, un ringraziamento particolare va a Paola di Homemademamma, l'inventrice del #venerdìdellibro.

Attendo i vostri preziosi suggerimenti per la settimana.

Buona lettura!

 

"L'uomo in cucina- ricette per veri uomini": la mia nuova rubrica

"L'uomo in cucina-ricette per veri uomini" è la nuova rubrica che ho deciso di sperimentare con voi.

In questi ultimi anni si parla tanto di uguaglianza tra donne e uomini, ci si interroga sui reali e concreti passi lungo il percorso della parità dei sessi, ci si scandalizza quando si sente affermare che ci sono cose "da maschio" e cose "da femmine".

La via dell'uguaglianza passa attraverso una tappa fondamentale soprattutto per le mamme che lavorano (ma ovviamente non solo): la condivisione delle faccende domestiche e dell'educazione dei figli.

Via quindi la figura ingombrante del padre che torna a casa dal lavoro e trova la mamma con un perfetto trucco nude, vestita in modo sobrio ma ordinato, senza un capello fuori posto pronta a porgergli le pantofole con un sorriso smagliante, mentre dentro di sé vorrebbe solo collassare sul divano.

Anche per l'uomo è arrivato il momento di fare la sua parte. Per favore smettiamola di nasconderci dietro frasi insensate tipo "Ma le cose non è capace di farle", "Le faccio meglio io" o "Tanto dopo mi tocca ripassare".

Adesso, amiche mie, vi rivelo una verità sorprendente: anche gli esemplari di sesso maschile sono cerebro-dotati.

E' innegabile che il loro percorso sinaptico sia differente rispetto a quello del genere femminile, ma credetemi anche il loro cervello funziona.

Certo, siccome nessuno "nasce imparato", che sia maschio o femmina, bisogna per forza che certe cose vengano spiegate.

Va da sé che questo richiede tempo e impegno da parte di entrambi, ma sono abbastanza sicura che basteranno un paio di dimostrazioni e perfino vostro marito imparerà come caricare la lavatrice o come svuotare la lavastoviglie.

Lo stesso ragionamento si applica anche all'accudimento dei figli, dal cambio del pannolino al bagnetto che si evolveranno, con la crescita, nella vestizione e nell'intrattenimento.

Cercate però, care mamme moderne, di togliervi dalla testa il concetto che "Non farà mai le cose bene come le faccio io".

Chiaro, chiarissimo, non le farà bene quanto noi. A volte le farà addirittura meglio.

Dopo lunghe notti insonni, dopo tanto rimuginare, ho deciso che poteva essere utile anche a voi una piccola raccolta di ricette per negati mariti fatte e provate proprio da un uomo.

In questo modo potrete mostrarle al vostro partner e dire:"Su, forza, se ce l'ha fatta lui puoi farcela anche tu!"

Con la rubrica "L'uomo in cucina- ricette per veri uomini" avrete contribuito anche voi all'emancipazione maschile e alla vera uguaglianza dei sessi.

ZUCCHINE RIPIENE: LA SUA RICETTA

Se mi seguite da un po' sapete già che CF ha delle sviluppate velleità culinarie.

Il suo percorso da autodidatta vanta anni di esperienza e sperimentazioni sia su esemplari canini che umani.

Nei lunghi anni di gavetta in cui per sopravvivere doveva per forza arrangiarsi da sé, alternando come ogni scapolo che si rispetti piatti già pronti e pasti consumati in ristoranti di bassa leva, il nostro prode ha deciso di iniziare a cucinare.

Il suo percorso è ancora in fieri ma può vantare già delle buone ricette che hanno superato la fase di sperimentazione e sono state bollate come "mangiabili e appetibili" dai membri della famiglia.

Quella che oggi vi propongo è una ricetta velocissima ma davvero buona.

Ingredienti per 4 persone:
  • 4 zucchine lunge
  • 1 confezione di pancetta affumicata a dadini
  • 200 grammi di scamorza affumicata a dadini
  • 150 grammi di pangrattato
  • una manciata di olive nere e verdi sminuzzate
  • 8 pomodorini pachino tagliati a pezzettini
  • aglio, prezzemolo e timo tritati
  • olio evo
  • sale
  • pepe
  • 70 grammi di mandorle a scaglie
Procedimento:

In una pentola portate a ebollizione abbondante acqua salata. Nel frattempo, tagliate le zucchine a metà e togliete i semi.

Buttatele nell'acqua per farle sbollentare per qualche minuto.

La zucchina dovrà risultare morbida ma bella compatta.

Scavate l'interno e recuperate la polpa che metterete in una ciotola assieme alle olive, ai pomodorini, all'aglio, al timo e al prezzemolo.

Condite con olio, sale e pepe.

Prendete una pirofila da forno e foderatela con un foglio di carta forno.

Adagiate le vostre zucchine e riempitele in questo modo: dadini di pancetta (che così rilasceranno un poco di grasso all'interno della zucchina), il composto preparato in precedenza, i dadini di formaggio e per finire pangrattato e mandorle.

Un bel giro d'olio evo e..via!

Infornate per 20 minuti a 200°, fino a che vedete che il pangrattato assume il caratteristico colore dorato.

Sfornate e servite.

Ok, ora non vi resta che fare la prova del nove: preparate in frigorifero tutto il necessario (per questa volta fatelo voi), stampate la ricetta e incaricate la vostra metà di prepararla per cena.

Sono sicura che il risultato sarà soddisfacente. Non dimenticatevi ovviamente di raccontarmi qui o su FB o IG come è andata.

Potete usare l'hashtag #uomoincucina #ricetteperveriuomini  @datemiunam.

Noi ci rivediamo il prossimo mese con la rubrica "L'uomo in cucina-ricette per veri uomini".

Post scriptum: purtroppo non ero presente durante le fasi di preparazione per cui non dispongo di fotografie da corredare all'articolo. Non ho avuto la prontezza di riflessi di fare uno scatto nemmeno a piatto ultimato, perché avevo troppa fame. Mi organizzerò per la volta prossima.

 

6

"Il ladro di ricordi" della giovane scrittrice napoletana Alessandra Pepino è uno delle letture estive che ho apprezzato di più.

L'autrice ci propone nel suo secondo romanzo due nuove indagini che l'ispettore Jacopo Guerra deve risolvere.

Torniamo quindi nella città di Napoli, terra affascinante e piena di contrasti.

Se da una parte la scrittrice ci descrive una città sfavillante e in festa per l'arrivo del Natale, dall'altra ci propone anche una versione più cupa e opprimente, quella dedita ai traffici loschi e ai sotterfugi.

E' sullo sfondo di vialetti caratteristici, piazze e monumenti famosi che Jacopo Guerra dovrà far luce sul mistero di Elisa, una quindicenne misteriosamente scomparsa.

Forse la sua sparizione trova un antecedente nel rapimento e omicidio di un'altra ragazza avvenuto qualche mese prima.

Un oscuro rapitore sfida apertamente il protagonista, diffondendo qua e là indizi vari e proponendo indovinelli e rompicapi che solo un vero napoletano può riuscire a comprendere.

Ma non è finita qui. Ne "Il ladro di ricordi" l'autrice infatti complica la vicenda mettendo in campo una seconda indagine.

La polizia deve scoprire la verità sull'apparente suicidio di Mario Ossorio, precipitato dalla finestra del suo ufficio.

Come accade spesso, la soluzione si trova nel passato.

Proprio questa è la sfida più grande, il guardarsi dentro e fronteggiare i propri demoni, come fa l'ispettore Jacopo Guerra.

Sulla scia del suo primo romanzo, "Cattivi presagi", Alessandra Pepino torna quindi con una doppia indagine ancora più intricata.

Lo stile fresco e attuale, gli scorci di una Napoli raccontata da chi ci vive e la ama, una caratterizzazione dei personaggi mai banale rendono questo thriller molto scorrevole e avvincente.

"Il ladro di ricordi" ci catapulta di già verso il periodo natalizio, con quelle sue atmosfere apparentemente festose che in realtà nascondono sempre qualcosa.

L'autrice gratta via la superficie dorata della sua città e ci sbatte in faccia a volte anche in maniera brutale tutte le cattiverie e le nefandezze del genere umano.

Allo stesso tempo, la "salvezza" ci arriva da Jacopo Guerra, un uomo come noi, non di certo un santo.

Romanzo ideale per passare le serate fresche di ottobre in buona compagnia.

Fatemi sapere se conoscete Alessandra Pepino e se avete avuto modo di leggere i suoi romanzi.

Come sempre, un grande ringraziamento a Paola di Homemademamma per il suo #venerdìdellibro.

 

6

Oggi sono felicissima.

Sono in questo stato di grazia da ieri sera, più precisamente da quando leggendo i vari blog che seguo mentre tentavo -invano-di far dormire i pupi, ho scoperto di essere stata nominata da Chiara, autrice del bellissimo blog Piano Terra, Lato Parco al Blogger Recognition Award.

Cioè. Io. Sono. Stata. Nominata. Al. Blogger. Recognition. Award.

Il Blogger Recognition Award (abbreviato affettuosamente in BRA) è un riconoscimento che viene conferito ai blogger da altri blogger, quando si ritiene che un blog stia svolgendo un lavoro utile e valido.

Funziona in questo modo: ogni blogger segnala ai propri lettori 15 blog degni di apprezzamento, meglio se emergenti, per farli conoscere e per aiutare la diffusione dei contenuti.

Si devono rispettare solo poche e semplici regole:

  1. Ringraziare il blogger da cui si è ricevuta la nomination linkando il suo blog;
  2. raccontare come è nato il proprio blog;
  3. dare consigli ai nuovi blogger;
  4. commentare il blog di chi ti ha nominato linkando il tuo articolo di ringraziamento;
  5. nominare infine i 15 blog per noi degni di menzione.

Per cui, diamo inizio alle danze!

Partiamo dalla cosa più importante: un pubblico e sentito ringraziamento a Piano Terra, Lato Parco, uno tra i più interessanti blog in cui mi sono imbattuta curiosando nella rete. Chiara è un'abile affabulatrice, una maestra della penna e vale la pena seguirla.

E' quindi per me un onore essere stata nominata da una blogger che stimo profondamente.

Come è nato Datemiunam? E' nato per colmare un vuoto che tanto vuoto non è.

Dopo anni passati a leggere i blog degli altri, sui più disparati argomenti, da spettatrice o da commentatrice seriale, ho deciso che anche io volevo dire la mia.

Non mi bastava più rimanere ai margini, sentivo l'esigenza di uno spazio in cui esprimere le mie idee su temi scelti da me o proposti da altri ma di cui in fondo condivido valori e principi.

La mia ambizione è quella di riuscire a realizzare assieme alle mie lettrici e ai miei lettori uno spazio per chiacchierare, condividere e scambiare opinioni sui fatti ordinari e straordinari delle nostre vite comuni.

Alla luce di tutto questo, cosa mi sento di consigliare ai nuovi blogger? Assolutamente nulla, dal momento che anche io sono sul web da un anno.

Forse una cosa sì: divertitevi, fatelo perché vi piace farlo, perché c'è un qualcosa in voi che vi spinge a scrivere, qualunque sia l'argomento di cui volete parlare.

Ed infine, eccoci giunti alle mie personali 15 nomination in ordine alfabetico:

    1. Cambio Passo
    2. Di serie zero
    3. Diario di una mamma bradipa
    4. Home made mamma
    5. Il blog dei Bonzi
    6. Impastastorie
    7. L'angolo di me stessa
    8. La libridinosa>
    9. Minimo Blog
    10. Moda per principianti
    11. Simo e la mini me
    12. The bluebird kicthen
    13. Una mamma zen
    14. Vita da Papà
    15. Zebuk

Una menzione particolare va al blog Pensieri Rorondi, la cui autrice ha scelto di non partecipare e solo per questo non figura nell'elenco.

Ora ribalto invece la cosa a voi: datemi tre suggerimenti di nuovi blog da scoprire.

 

Priscilla questo fine settimana si è trasformata nella casalinga perfetta.

Complice il famigerato Favonio, vento caldo e secco, che si dice provochi disturbi comportamentali, Priscilla è divenuta la reincarnazione della massaia ideale.

Tutto è cominciato quando ha deciso di cambiare le lenzuola, approfittando del vento che avrebbe asciugato i panni in men che non si dica.

Persone ben informate sui fatti dicono poi che la cosa deve esserle sfuggita di mano.

Nell'arco di tre ore Priscilla, in pieno mood casalingo, ha cambiato le lenzuola di tutti i letti, sfoderato il divano, lavato tende, cuscini e tappeti, il tutto in aggiunta alle lavatrici standard settimanali.

La vicina novantenne giura e spergiura che per un attimo le sembrava di essere di nuovo nella sua amata Provenza: il vento trasportava intense zaffate di lavanda, olio essenziale con cui Priscilla suole (quando si ricorda) profumare il bucato.

Sotto l'effetto del Favonio, la nostra casalinga perfettamente allucinata ha sradicato quel che restava dei gerani estivi e piantato giovani violette declinate in tutte le cinquanta sfumature.

Si è gettata nelle faccende domestiche come se non ci fosse un domani: vetri, specchi, pavimenti, mobilia...Niente è stato risparmiato dalla sua furia cieca.

Tallonata dai suoi figli, preventivamente muniti di panni in micro fibra e pattine ai piedi, ha lucidato la sua dimora da cima a fondo, che Cenerentola, ti prego, non c'è storia.

Alcuni giurerebbero perfino di aver visto uccellini cinguettanti accompagnarla mentre cantava sguaiatamente "Andiam, andiam, andiamo a lavorar", tallonata da due nanetti,  ma forse erano allucinazioni prodotte dai fumi della lavanda.

Non paga di tutto ciò, l'invasata Priscilla ha caricato entrambi i pargoli sulla sua zucca-mobile e ha affrontato la sfida delle sfide, la battaglia più cruenta di tutte: la spesa settimanale nell'affollato ipermercato nell'ora di punta del sabato, ossia l'ora di pranzo.

Perché la spesa qui si fa in maniera intelligente, come le partenze: tutti ci vanno nella finestra temporale 11-13 pensando che troveranno meno pieno.

In realtà, nella fascia oraria summenzionata l'ipermercato ha una densità pari a quella di Shanghai o Pechino.

Priscilla, da brava mamma, lega la prole al carrello per non rischiare di perderla e si lancia a capofitto tra le corsie sovraffollate, lista della spesa nella mano destra (perchè la massaia perfetta è organizzata) e self-scanning in quella sinistra.

Riemerge dalla jungla un paio di ore dopo, stipa nell'auto tre borse cariche di derrate alimentari, prodotti per l'igiene e per la cura della casa, due pacchi di acqua, due confezioni di sabbia per le lettiere dei gatti, seguiti da mangimi per i vari pets.

Incastra alla perfezione ogni cosa, compresi i bambini. Come ci riesca, calcolando le dimensioni assai ridotte della vettura, rimane tuttora un mistero.

Una volta a casa, la perfetta casalinga sistema ogni cosa al proprio posto con una precisione certosina, senza lasciare nulla al caso (siamo sempre iper-organizzate, eh?!).

Le mensole della dispensa mostrano file ordinate di pasta, conserve, marmellate, biscotti, cereali, farine, tutto suddiviso per genere alimentare e ordinato per scadenza, dal più piccolo al più grande e se possibile cercando un'armonia d'insieme cromatica, ché anche l'occhio vuole la sua parte.

Non paga di tutto ciò, mentre i pupi collassano sul divano bello pulito e -quasi- come nuovo, Priscilla si dedica alla cucina.

La novella massaia sforna torte e biscottini, creme e budini, zuppe e vellutate e, come una vera italiana che si rispetti, ragù e pasta in casa.

Vorrebbe perfino stirare, ma non può per mancanza di mezzi. Priscilla infatti non possiede un ferro da stiro, ma questa è un'altra storia.

Quando sul far della sera CF rincasa dopo una giornata di pesca, Priscilla lo accoglie con un sorriso smagliante, la tavola imbandita, i bambini lavati e profumati.

Il pover'uomo si rende subito conto della metamorfosi subita dall'amata compagna e, cauto, vorrebbe chiamare qualcuno per esorcizzarla.

Ma non c'è tempo. Premurosa Priscilla l'ha già sospinto in bagno dove lo attendono candele profumate e una doccia calda.

CF, benché intimorito, decide di sacrificarsi e di far buon viso a cattivo gioco: per stasera si godrà quella versione strampalata di Priscilla, che durerà tanto quanto il Favonio.

 

 

2

Settimana impegnativa, questa che sta concludendosi.

La vita quotidiana mi ha letteralmente ingoiato e tritato, sempre di corsa tra impegni di (dubbia) importanza, tra telefonate smozzicate e visite inaspettate.

Nonostante questo, sono riuscita (quasi) a concludere la lettura di un romanzo che ritengo interessante da proporvi per il venerdì del libro .

Si tratta del primo volume scritto dall'autore americano Kent Haruf  e che fa parte di quella che viene definita la "Trilogia della Pianura".

"Canto della pianura" è il primo volume della trilogia ad essere stato scritto, ma in Italia è stato tradotto dopo, quindi risulta essere il secondo per ordine di pubblicazione.

Ma se lo leggete per primo, secondo o terzo questo in realtà poco importa,  perché, come sottolinea lo stesso Haruf, la sua è una trilogia sconnessa, nel senso che ogni romanzo può essere letto anche a sé.

"Canto della pianura" riecheggia già nel titolo una certa liricità.

Il romanziere ambienta le vicende nell'immaginaria cittadina di Holt, dove si intrecciano le vicende di vari personaggi.

Troviamo il professor Tom, padre di due bambini, la cui moglie trascorre le giornate chiusa al buio nella sua stanza.

Incontriamo Victoria, sedicenne che rimane incinta e viene buttata fuori di casa dalla madre.

La povera riceverà aiuto dalla sua insegnante, la sig.ra Jones, che le presenterà una coppia di burberi fratelli, i McPheron.

Da quel momento le vite di Victoria e dei due mandriani si intrecceranno, almeno fino al romanzo successivo.

Lo scrittore ci racconta la vita comune dei sui personaggi, tra sogni, realtà, dolori e gioie che ogni essere umano potrebbe provare.

La parte focale della narrazione gira attorno al rapporto tra la ragazza e i due vecchi fratelli, abituati a trascorrere le giornate in perfetta solitudine.

Victoria e i due fratelli impareranno giorno per giorno a conoscersi, nonostante le differenze di età e di genere, a rispettarsi e ad affezionarsi.

Nel racconto non si trovano colpi di scena o vicende epiche. Quello che ci viene presentata è proprio la vita ordinaria di uomini e donne comuni.

La forza di Haruf, quindi, non risiede in cosa racconta, ma in come lo racconta.

Grazie all'abilità della sua penna, riesce a rendere straordinario l'ordinario.

Le semplici vite di persone comuni vengono narrate con una maestria, una liricità e un pathos tali da diventare portatori di valori universali.

L'autore in questo modo mette in luce quanto di buono e positivo c'è negli esseri umani, tanto che spesso "Canto della pianura" viene definito anche canto della speranza.

L'empatia creata dal romanziere statunitense attraverso un uso sapiente delle parole, attraverso l'utilizzo di differenti stili e registri narrativi e attraverso la contaminazione dei generi, rende il "Canto della Pianura" indimenticabile.

Ora proseguirò con gli altri volumi. Vediamo se sono o meno all'altezza del primo.

Anzi, speriamo...

Questo libro è per chi ama spostarsi solo con il pensiero, meglio se in poltrona e sotto una coperta a scacchi rossi e blu, per chi riesce a sentirsi a casa anche solo con una finestra aperta sul cielo, per chi cerca su google maps i luoghi dei libri, meglio se immaginari, e per chi ha deciso di affidarsi al tempo, nella convinzione che lo spazio possa sempre tradirlo.