UOVA DI PASQUA: LA NOSTRA SCELTA

La Pasqua sta arrivando. Se non ce ne fossimo accorti, bastano i prodotti che troviamo esposti sugli scaffali dei supermercati, in bella vista.

Uova pasquali di varie dimensioni imbellettati in carte colorate dalle tinte sgargianti, gallinelle e coniglietti di cioccolato così ben fatti che mangiarli è quasi un peccato, colombe tradizionali e colombe ripiene di creme deliziose…

Destreggiarsi tra queste leccornie non è affatto semplice. Cioccolato al latte o fondente? E su cosa puntiamo, sulla qualità delle materia prima o sulla sorpresa?

Perché quando si hanno bambini  scegliere diventa sempre più complicato.

Quest’anno per noi decidere è stata facile. Ho salutato le uova nei supermercati, che mi chiamavano ipnotici come le sirene di Ulisse “Scegli me, prendimi, assaggiami”.

Ho parlato ai bimbi, spiegando loro che le uova di cioccolato quest’anno sarebbero state diverse. Questa volta, ho detto loro, aiutiamo G.

Chi è G.? G. è compagno di classe del figlio di  un’amica. L’ho incrociato alle feste di compleanno, al parco, fuori da scuola.

G.è malato: soffre di fibrosi cistica, una malattia genetica ereditaria molto grave.

La fibrosi cistica altera le secrezioni di tanti organi, soprattutto polmoni e bronchi, rendendole  molto più dense. A causa di questa viscosità, il “muco” ristagna e diventa terreno fertile per virus e batteri. Va da sé che per chi è affetto da tale malattia anche un banale raffreddore diventa più grave.

Mi sono imbattuta nella fibrosi cistica indirettamente, anni fa, quando una mia cugina scoprì, facendo l’apposito test, di essere portatrice sana.

Per le leggi della genetica, un portatore sano se decide di avere figli con un partner a sua volta portatore sano ha il 25% delle probabilità di avere un figlio malato.

Fortunatamente non è stato il caso di mia cugina.

Da alcuni anni negli ospedali italiani di quasi tutte le regioni i neonati vengono sottoposti ad uno screening volto ad individuare tempestivamente tre (o più, a seconda della struttura) malattie congenite: l'ipotiroidismo, la fenilchetonuria e la fibrosi cistica.

Prima vengono individuate, più facile è rendere migliore la prognosi scongiurando rischi di disabilità o addirittura di mortalità.

Quando è nata la Ninfa, anche lei è stato sottoposto allo screening: una minuscola punturina al tallone per raccogliere qualche goccia di sangue.

Un gesto così piccolo che per tante neomamme può sembrare crudele, ma che in realtà può rivelarsi importantissimo per il nostro bambino.

Ci avevano spiegato sommariamente a che cosa serviva e ci avevano avvertito che la risposta sarebbe stata inviata tramite posta.

Ricordo che, un paio di settimane dopo essere ritornata a casa con il mio pupo, ricevetti una telefonata: era l’ospedale che mi avvisava che la Ninfa era risultata positiva alla fibrosi cistica.

L’infermiera ci spiegò che poteva trattarsi di un falso positivo e che quindi ci avrebbe fissato un nuovo appuntamento per rifare l’esame.

Inutile descrivere l’angoscia dell’attesa, l’ansia di sapere se nostro figlio sarebbe o meno stato malato.

Fortunatamente tutto finì per il meglio. Si trattava solo di un falso positivo. E ricominciammo a respirare.

Ma ancora oggi mi chiedo: come sarebbero state le nostre vite se la Ninfa avesse avuto la fibrosi cistica?

Come quella di G. e di tanti altri bambini, costretti a fare l’aerosol tre o quattro volte al giorno, a sottoporsi periodicamente a controlli a volte anche invasivi, a prendere antibiotici al primo starnuto.

La ricerca può fare molto. Ha già fatto tanto, ma tanto c’è ancora da fare.

Per aiutarla basta un uovo. Basta comperare un uovo di cioccolato per Pasqua (si può scegliere anche qui tra fondente o al latte, entrambi di buona qualità).

Invece di rimpinguare le tasche delle multinazionali che traggono profitto anche da altri prodotti, allo stesso prezzo possiamo avere sia l’uovo che…la gallina. O il coniglio. E aiutare un bambino a respirare.

La decisione è vostra. Un piccolo aiuto può fare davvero la differenza.

E se per l’uovo è troppo tardi, potete sempre fare una piccola donazione dal sito ufficiale www.fibrosicisticaricerca.it

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