ALBEROBELLO, VIESTE E GUBBIO: LUOGHI INTERESSANTI DA VISITARE CON I BAMBINI

Come vi avevo anticipato, torno a parlare dei luoghi interessanti che ho visitato con i bambini durante le nostre vacanze estive.

Salutato il Salento non senza qualche lacrimuccia, abbiamo iniziato la risalita della Penisola.

Non abbiamo stabilito a priori con esattezza il tragitto da fare, ma abbiamo deciso di andare dove ci portava il cuore.

La prima inevitabile tappa è stata Alberobello.

Alberobello con i bambini

Ero così contenta quando ci siamo inerpicati sulla collina di Alberobello: il cielo infatti era coperto e tirava una bella arietta, tutte condizioni ideali per visitare una città nei mesi estivi.

La cittadina di Alberobello è una normale città con all'interno un intero quartiere fatto di trulli.

Per questo viene definita la capitale dei trulli, quelle tipiche abitazioni bianche con i tetti a cono.

Infatti è l'unico luogo ad aver conservato così tanti edifici: nei paesi vicini ci sono due o tre trulli, ma non un intero quartiere!

Abbiamo lasciato l'auto in un comodo parcheggio abbastanza vicino alla zona d'interesse e ci siamo incamminati.

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I bambini e non solo loro cercavano le poche zone in ombra

Il quartiere dei trulli ovviamente era pieno di turisti, ma la cosa sconvolgente è che di colpo le nuvole si sono diradate.

Noi avevamo lascito gli occhiali da sole in auto.

Grosso, ma grosso errore: la luce del sole estivo infatti viene riflessa da tutti quegli edifici bianchi provocando un bagliore fastidioso e accecante nel senso letterale del termine.

Si faceva fatica a tenere gli occhi aperti e non sto esagerando.

Mezzi accecati, abbiamo vagato tra quelle tipiche costruzioni e ci siamo imbattuti nel Trullo Sovrano, alto 14 metri e costruito circa a metà del Settecento.

Molto particolare anche la Basilica dedicata ai santi Cosma e Damiano.

La Basilica è in stile neoclassico con pianta a forma di croce latina.

E' stata costruita alla fine del XIX secolo in sostituzione di una piccola cappella dedicata alla Madonna delle Grazie con sotto l'ossario.

Non so come mai, ma questo particolare ha affascinato mia figlia in modo incredibile, devo ancora appurare il motivo. Del resto si sa che a volte i bambini hanno gusti particolari...

Molto carina anche la Chiesa dedicata a Sant'Antonio da Padova anche se non così antica: è stata costruita infatti nel 1926, ma non per questo è meno curata.

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Alberobello

Alberobello vanta anche un museo, il Museo del Territorio, dove è possibile trovare reperti e di testimonianze relative alla storia, alle tradizioni e al folklore del territorio della Murgia dei Trulli e della Valle d'Itria.

Devo ammettere però che i miei bambini, probabilmente perché ancora troppo piccoli, non l'hanno trovato molto interessante.

Loro hanno gradito di più fermarsi nei vari negozietti e assaggiare i prodotti locali, come le buonissime delizie a base di pasta di mandorla o il gelato artigianale.

Tutto sommato Alberobello non mi ha stupito più di tanto: sarà perché alla fine i trulli in sé non sono niente di che, sarà per il caldo o il fastidio agli occhi, sarà per mille cose.

Mi sarebbe piaciuto di più visitarlo di sera. Dicono sia spettacolare. Vedremo la prossima volta.

IL GARGANO: VIESTE E PESCHICI CON I BAMBINI

Partiti da Alberobello, abbiamo proseguito verso il Gargano.

Il Gargano sembra aver subito un declassamento nell'opinione popolare a favore del Salento.

Si sa che anche il turismo è questione di mode, per cui non c'è da stupirsi più di tanto.

Dal canto mio, ho trovato il Gargano magnifico dal punto di vista del paesaggio e condivido appieno le parole di G. Ungaretti:

«Il Gargano è il monte più vario che si possa immaginare. Ha nel suo cuore la Foresta Umbra, con faggi e cerri che hanno 50 metri d'altezza e un fusto d'una bracciata di 5 metri, e l'età di Matusalemme; con abeti, aceri, tassi; con un rigoglio, un colore, l'idea che le stagioni si siano incantate in sull'ora di sera; con caprioli, lepri, volpi che vi scappano di fra i piedi; con ogni gorgheggio, gemito, pigolio d'uccelli...»

Caprioli, lepri e volpi purtroppo non ne ho visti, ma sicuramente se visitate il Parco Nazionale del Gargano avrete occasione di avvistarli.

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Squarcio di un panorama sul Gargano

Questa parte della Puglia offre molto anche dal punto di vista balneare.

Percorrendo la litoranea ci si imbatte in un sacco di spiagge e di calette, più o meno frequentate.

Avete solo l'imbarazzo della scelta: Calenella, Zaiana, la baia di San Felice solo per citarne alcune.

Noi abbiamo seguito il consiglio di alcuni amici e ci siamo fermati a Vieste.

E abbiamo fatto bene. Abbiamo passato un pomeriggio in spiaggia, fatto il bagno nelle acque del maredavvero cristalline  e che non hanno niente da invidiare al Salento.

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Una delle numerose spiagge del Gargano

Abbiamo appreso la storia del pescatore Pizzomunno, da cui prende il nome il faraglione simbolo della cittadina.

La leggenda narra che un pescatore, di nome Pizzomunno, talmente bello che perfino le sirene si innamorarono di lui. Ma il cuore del pescatore batteva solo per una ragazza del posto, Cristalda. Le sirene, gelose, attrassero la fanciulla nelle acque del mare e la trascinarono con loro negli abissi. Il dolore pietrificò Pizzomunno, che da quel giorno osserva immobile il mare del Gargano.

Vieste, soprannominata "la perla del Gargano" mi ha stupito.

Questo villaggio di pescatori, dopo il tramonto, assume una veste quasi magica.

Abbiamo passeggiato per le strette vie del centro storico, ci siamo lasciati coinvolgere dalla movida serale, dalle botteghe dell'artigianato locale, abbiamo assaporato la cucina a base di pesce...

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Vieste e la sua notte magica

Fosse per me probabilmente sarei ancora lì. Anche ai bambini Vieste è piaciuta molto, con i suoi artisti di strada e la musica.

La mattina dopo siamo stati a Peschici, altro paesino caratteristico.

Sul tratto di strada che da Vieste porta a Peschici abbiamo visto i famosi trabucchi (senza riuscire ahimè a fotografarli) e le torri di avvistamento.

Peschici si trova su una rupe a strapiombo sul mare. Grazie alla sua posizione, offre una vista spettacolare, molto suggestiva.

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Panorama del Gargano

Ci siamo stati solo poche ore, il tempo di dare un'occhiata in giro, ma mi è rimasto davvero nel cuore.

Nel suo complesso sono dell'idea che il Gargano meriti di essere esplorato con la dovuta calma, per cui dovremo fare questo sacrificio e scendere di nuovo.

VISITA A GUBBIO CON I BAMBINI: SIAMO DIVENTATI MATTI!?

Lasciata la Puglia, abbiamo deciso di fare una capatina a Gubbio.

Gubbio è chiamata anche la "città grigia", per il suo colore caratteristico: infatti è costruita con rocce calcaree di colore grigio.

Di primo acchito sembra un labirinto, in realtà se vi fermate a dare un'occhiata alla mappa si nota a colpo d'occhio che è esattamente l'opposto: è formata da cinque vie parallele situate a diversi livelli e collegate tra loro da  vicoli e scalinate.

E' una città molto ordinata e pulita.

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Gubbio al tramonto

Secondo me, se avete dei bambini piccoli, è meglio lasciare perdere il passeggino. Ci sono anche un paio di ascensori per passare comodamente dai piedi del colle alla parte più alta della città.

Noi siamo arrivati a Gubbio nel tardo pomeriggio, perché ci siamo fermati lungo la strada più di una volta ad ammirare il panorama, a mangiare qualcosa, a fare pipì...Le cose tipiche di chi viaggia con i bambini.

Abbiamo parcheggiato la macchina nell'enorme parcheggio libero ai piedi della città e ci siamo inerpicati lungo le strade in salita.

Ecco, i miei pupi sono stati lagnosi finché non siamo arrivati all'hotel che avevamo prenotato.

Dopo la doccia e un po' di riposo sono tornati del loro solito umore.

Avevamo poco tempo a disposizione per dare un'occhiata alla città, per cui siamo stati nella Piazza Grande, abbiamo fatto tappa alla Fontana dei Matti, abbiamo fermato uno dei pochi passanti residenti a Gubbio e...abbiamo preso tutti la nostra patente!

Ma come si prende la patente dei matti?

Per prendere la patente dei matti si devono fare di corsa tre giri della fontana e poi essere bagnati con l'acqua della fontana da un abitante del posto.

Questa, ovviamente, è stata la cosa più bella per i bambini.

Fontana del Bargello, Gubbio

In realtà io la patente dei matti ce l'avevo già, perché questa è stata la mia terza visita alla cittadina umbra, ma così l'ho rinnovata! Sono a posto per altri dieci anni.

Abbiamo dato un'occhiata nel complesso agli edifici cittadini dall'esterno, al Duomo e alla Chiesa di San Francesco.

Nel complesso, però Gubbio by-night si è rivelata deludente: a parte qualche locale e i ristoranti era tutto chiuso.

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Gubbio al calar delle tenebre

Mi è spiaciuto tantissimo, perché ci tenevo tanto a far vivere alla mia famiglia questa bella città, con la sua atmosfera particolare!

Così, con una sensazione di incompletezza, abbiamo lasciato Gubbio dopo una bella dormita.

Direzione: casa, sì, ma con calma!

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2 pensieri su “ALBEROBELLO, VIESTE E GUBBIO: LUOGHI INTERESSANTI DA VISITARE CON I BAMBINI

  1. Alessandra

    Che strano che non ti sia piaciuto Alberobello. É un posto veramente particolare, unico in Italia! Forse non l'hai apprezzato più di tanto anche x il caldo. Noi ci siamo stati in primavera e ci é piaciuto molto (anche se ormai turistico al massimo).

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    1. Priscilla

      Ciao, sì, me l'hanno detto in molti. Forse anche il fatto che magari nel mio immaginario me l'ero figurato diverso. Poi ho notato che, al di là di una bellezza oggettiva (che comunque è indiscutibile) ciò che fa piacere o meno un posto è anche l'atmosfera. Alberobello mi ha dato proprio la sensazione di qualcosa di costruito, di forzato, di pretenzioso.
      Chiaro che va comunque visto almeno una volta nella vita. Magari in un altro momento l'avrei apprezzato di più, ci riproveremo.

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