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Alzarsi presto la mattina: la mia esperienza

Alzarsi presto la mattina senza che qualcuno ci obblighi a farlo è una cosa da pazzi.

O almeno è quello ho sempre creduto finché non ho provato.

C’è un certo fascino nell’alzarsi prima della solita ora ( nel mio caso le 6,30).

Sapere che pochi oltre a noi sono attivi dona all’atto in sé un’aura di sacralità. Ci si sente quasi degli eletti, dei privilegiati.

Ed effettivamente è così. Ho passato molto tempo a leggere degli innumerevoli benefici che alzarsi all’alba ha sia sul nostro fisico sia sulla nostra mente:

  • guadagnare tempo: invece che dormire possiamo leggere, scrivere, fare yoga, meditare…
  • fare le cose con calma ed evitare di essere perennemente in ritardo;
  • essere più produttivi: le distrazioni alle 5,30 sono sicuramente meno che in altri orari.

Così, mossa da una certa curiosità scientifica – se così si può dire- ho deciso di provare.

La molla  che mi ha spinto verso questa scelta è stata che da un pezzo continuo a sentirmi di nuovo stanca.

Odio sentirmi stanca e appannata, è come vivere la vita a metà costretti in un fluido denso e appiccicaticcio che ci rallenta.

Pare una contraddizione, eppure alzarsi un’ora prima del solito ha contribuito a dissipare questa cortina fumogena.

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Chi riesce a vedere l’uccellino canterino?

Se riuscite a superare lo scoglio dell’uscire fisicamente dal letto allora il gioco è fatto.

Per me questa è stata ( e lo è ancora) la parte più difficile. Sono pigra per natura e la mia mente mi ha sempre sabotato in questo senso: ogni mattina, appena suonava la sveglia, elaboravo al volo almeno quattro scuse diverse per non alzarmi.

Finché una sera prima di andare a dormire ho deciso di non chiudere le persiane e di mettere la sveglia  in bagno con il volume al massimo.

Sono bastati questi semplici trucchetti per farmi saltare fuori dal letto, tanto più che una volta sveglia poi di solito non riesco a riaddormentarmi.

Ho approfittato della vacanza dei bambini per vivere appieno quest’esperienza. Pare che per creare un’abitudine si debba fare la stessa cosa per almeno 21 giorni.

Io per ora sono a dieci. Dieci giorni in cui, anziché alle sei e trenta la sveglia squilla alle cinque e trenta.

Mi alzo con calma, mi preparo ed esco a camminare. Per me quell’ora fuori all’aria aperta è un toccasana per il corpo ma soprattutto per lo spirito.

Lascio vagare la mente, senza focalizzarmi su pensieri, programmi o timori. Mi godo l’aria fresca, il cinguettio degli uccellini, il panorama.

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Alba mozzafiato

Guardo il nuovo giorno che spunta, il paese che si sveglia pian piano.

E mi sento fortunata e in pace con me stessa.

Sono uscita a passeggiare anche con la pioggia, un ombrello lo abbiamo tutti e anche abiti più pesanti in caso di freddo.

All’inizio pensavo di fare un tragitto e di mantenere sempre quello, ma poi mi sono detta che cambiare percorso ogni volta è più stimolante.

La sensazione di libertà che provo durante queste passeggiate è già di per sé gratificante: non sono obbligata a fare qualcosa, nemmeno a camminare.

Se trovo un posto particolare che mi piace mi fermo a godermi l’atmosfera, che sia una panchina, una roccia o un’altalena.

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Sassi da meditazione ne abbiamo?

Certo, mi mi manca il mio cane. Assieme ci saremmo divertite molto di più.

Poi torno alla base, pronta per affrontare un’altra giornata da mamma lavoratrice, ma molto più carica.

So  che molti si alzano presto la mattina per meditare, fare yoga e perfino per scrivere. Per ora a me basta avere tempo per la mia passeggiata.

Voi avete mai provato ad alzarvi prima del solito senza che qualcuno o qualcosa i obblighi?

Nel caso, cosa vi piacerebbe fare?

 

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4 Comments

  • Meekhayla

    Invidio tantissimo la tua costanza! Complimenti perché io invece non ce la faccio proprio, ho provato diverse volte (e con diversi orari) ma niente, alzarmi così presto la mattina non fa per me… prima delle 7 è un’impresa impossibile 😀

    • Priscilla

      Eh, la costanza in realtà va coltivata. Si comincia da piccole cose (come questa) per poi arrivare ad applicarla a cose più importanti.
      L’importante è iniziare e provarci seriamente. Si vede che questo non era il momento adatto, ma sono sicura che tu sei costante in altro.
      Intanto grazie per essere passata e per il tempo che mi hai dedicato.

  • mamma avvocato

    Io mi alzo ormai da anni alle 6,15/6,30. Prima, da pigra al mattino, non riesco proprio a carburare. Anche io apprezzo molto potermi dedicare con calma e silenzio a me 15 minuti o mezz’ora, che di solito uso per yoga ed una colazione veloce ma da seduta (non sempre in piedi come una molla per correre dietro ai pargoli). Purtroppo, pero’, ormai da un paio di mesi uno dei gemelli si sveglia sempre insieme a me, anche se anticipo la sveglia alle 6, quindi non ho davvero piu’ pace. Di solito è la bambina, che vuole andare in bagno in compagnia e poi ha subito fame, talvolta il maschietto, che pero’ regge dieci minuti tranquillo a bersi il suo biberon di latte, di solito. Non piu’ di dieci minuti, tuttavia. Per questo mi manca tanto la tranquillità di prima e ti dico che, secondo me, se tieni duro anche in autunno, non riuscirai piu’ a fare a meno di questa abitudine !!!
    Io prima dei gemelli mi alzavo presto anche per andare a correre ed era bellissimo farlo nel paese mezzo addormentato, con la compagnia solo dei padroni di cani. Ora, tra ginocchio e assenza del marito, non posso piu’ uscire di casa ma mi consolo con lo yoga.

    • Priscilla

      Ah, caspita non smetterò mai di chiedermi come fai con tre figli! Comunque questa è la dimostrazione che se può farcela una mamma lavoratrice come te con tre figi di cui due gemelli piccoli allora possiamo davvero farlo tutte!
      Grazie per essere passata e alla prossima!

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